| Piú viste - Investigations, Facts, Opinions and Theories |

Image041-AS14-66-9295.jpgThe "Blue Flare" (2) from AS 14-66-92955598 visiteLa Blue Flare, in effetti, appare per ben 3 volte in 3 punti diversi della superficie Lunare (verificate i frames se avete dei dubbi): che cosa ne deduciamo? Ammettendo che la Fiaccola Blu non sia stata una manovra "diversiva" degli Amici della NASA per deviare l'attenzione del Pubblico dallo "scomparso" Cone Crater verso un fenomeno pure interessante, ma meno (!) eclatante (e dunque assumendo la "genuinità", sia pure parziale, dei 3 frames), allora dobbiamo cercare di capire CHE COSA questa Flare può essere.
Un TLP? Difficile che un "outgassing" si sposti lungo la superficie della Luna come farebbe - per usare le parole dell'Amico Alessio - un "fuoco fatuo". La Blue Flare, effettivamente, cambia aspetto e configurazione in tutti e tre i frames (come farebbe una "fiamma" vera e propria), ma noi non crediamo che essa sia solo il riflesso visibile di una sacca di gas che si incendia...Se così fosse, infatti, dovremmo innanzitutto supporre che si sono liberate ben TRE sacche di gas, in TRE momenti diversi!
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Image042-AS14-66-9301.jpgThe "Blue Flare" (3) from AS 14-66-93011114 visiteE poi le sacche di gas si liberano, per quanto ne sappiamo, a seguito di 'cracks' del suolo: possibile che nessuno a Houston si sia accorto che, mentre gli Astronauti passeggiavano, un sisma si abbatteva su Frà Mauro o un asteroide precipitava nei paraggi, sconvolgendo la superficie della Luna? No, non scherziamo: se la Blue Flare fosse stata un autentico "outgassing", gli Astronauti - con ogni probabilità - non sarebbero mai tornati a casa...E allora? La mia ipotesi è semplice: la Fiaccola (o le Fiaccole) Blu proveniva da Cone Crater. Cancellare o manomettere l'intero frame era troppo difficile e pericoloso (siamo nei primi anni '70!), ma altrettanto pericoloso sarebbe stato "far vedere tutto". Secondo me, la NASA (o il Pentagono, se preferite) scelse il male minore.
"...Su una 'lucina blu' - devono aver pensato -, ammesso che qualcuno la noti, si può discutere e disquisire per un secolo senza venire a capo di nulla...". Giusto.
Io credo che la Blue Flare sia reale.
Ma cosa c'era dentro Cone Crater?!?
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Image029-MOSAIC.JPGBlue Flares and the Invisible Crater: the frames1111 visiteUna "Terza Indagine Spaziale" - ambientata sulla Luna questa volta - a firma del Dr Alessio Feltri. Buona lettura!...
Su sollecitazione dell’amico Paolo C. Fienga avevo iniziato a studiare una "tripletta" di frames (estratti dalla Missione Apollo 14) i quali avrebbero potuto contenere l'evidenza fotografica di uno - o più - possibili TLP. I misteriosi bagliori blu sono stati evidenziati con una freccia gialla. Come si vede, nei primi 2 frames i dettagli del terreno lunare sottostante sono piuttosto annebbiati e sfumati, per cui ben poco si può dire su delle eventuali e possibili connessioni dei bagliori in questione con la morfologia di superficie.
Ho quindi preso in esame il terzo fotogramma, apparentemente il più significativo.
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Image040-AS14-66-9290.jpgThe "Blue Flare" (1) from AS 14-66-9290817 visiteL'Amico Alessio Feltri ha ragione, ovviamente: solo degli "stupidi" (e gli Astronauti non lo erano, credetemi...) si sarebbero fermati a pochi metri da uno spettacolo fantastico e (decisamente!) difficile da vedersi con frequenza. La Luna era/è un'Esperienza Unica: la mancanza di frames che riguardano sia le pareti, sia l'interno di Cone Crater è (per lo meno) inspiegabile. Ma torniamo un attimo indietro...Tutta la discussione era nata a causa di questa "Blue Flare" (o Fiaccola Blu) che appare in tre fotogrammi relativi alla Missione Apollo 14. Ok, Cone Crater è "sparito" e la NASA NON ha reso pubbliche le immagini riprese - come supponiamo... - dagli Astronauti. Certo è, però, che quanto accaduto è davvero strano: un cratere imponente come Cone Crater è svanito nel nulla - e nessuno, o quasi, se ne è accorto per oltre 35 anni... - ma sono rimasti, BEN CHIARI, tre frames che riprendono una Singolarità assolutamente fantastica e che sembra "svilupparsi", nel tempo...
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Image050-Ukert-4.jpgUkert: the "pseudo-triangular" Lunar Crater784 visitenessun commento
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Image024-West Spur-HD-detail-PIA06917.jpgThe "Hills of Disgrace" : West Spur, Longhorn Outcrop and the distant walls of Gusaev Crater (HD)689 visiteE questa è la visione - con colori elaborati da noi e tenendo conto di una serie di elementi ripetitivi delle immagini in "true" o "almost true colors" - del frame PIA06770.
Questa immagine è, a nostro parere, quanto vedremmo noi - con occhi umani - se fossimo lì, accanto al Longhorn Outcrop, intorno alle ore 17:00 MLT.
Forse l'idea è giusta e forse non lo è: la Verità è che fintanto che non andremo lassù, non lo sapremo mai...
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Image023.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "REAL Horizon" and a "Black Anomalous Structure"538 visite...anzi: Vi lascio a riflettere con un ulteriore (ed inquietante) enigma, innescato da quella strana struttura (alta circa 300 mt) che appare evidenziata dal settore circolare in questo dettaglio 3D della solita foto del Sol 210.
Non mi dilungherò in questa sede nell’esposizione di teorie ed ipotesi: vorrei solo ricordarVi che il frame PIA06770 mostrava il Longhorn Outcrop ed il bordo del Cratere Gusaev e che ambedue i soggetti sono stati pesantemente ritoccati usando metodologie che NON POSSONO RITENERSI CASUALI.
L’immagine è, concettualmente, quasi totalmente falsa, MA NON perché sia stata ripresa sulla Terra (alla “Capricorn One”, tanto per intenderci...), ma in quanto stravolta "via software" e con modalità neppure troppo sofisticate.
E allora, visto che questa foto è falsa, in base a quali criteri dovremmo credere all’autenticità delle altre?
ALESSIO FELTRI
...Ed inoltre - aggiungiamo noi - che cos'è che vale la pena di nascondere così disperatamente e, a ben vedere, così male?!?...
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Image031-53-10075567_B.jpgBlue Flares and the Invisible Crater: the Working Area501 visiteNaturalmente, i nostri Amici sono afflitti da una cronica mancanza di memoria e di attenzione per cui, sovente, scivolano allegramente su qualsiasi buccia di banana incontrino sul loro cammino. Di solito si esibiscono più volentieri in scivolate rovinose sulle planimetrie (forse perché qualche anima buona ha raccontato loro la favoletta che “tanto la gente comune non le sa leggere”...). La dimostrazione di questo ardito teorema è molto semplice e parte dall’analisi dell’attività di Moon-Walk svolta dagli astronauti Shepard e Mitchell durante la Missione. Le foto precedenti erano state scattate in prossimità del LM (indicato dalla lettera “X”, tra i gruppi di crateri “Doublet” e “Triplet”). Ora invece mettiamo a confronto alcune foto rese pubbliche della stazione di rilevamento F, a sud della formazione denominata “Weird Crater”.
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Image011.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "Picture"402 visiteQuesta nuova "Indagine" - ancora una volta affidata al Dr Alessio Feltri - ci porterà alle pendici delle Columbia Hills, in prossimità di un rilievo battezzato dai Tecnici NASA con il nome di "West Spur".
Ciò che avrete occasione di vedere e di scoprire, durante questo secondo viaggio, non può essere riassunto in poche righe, ma una piccola premessa va comunque fatta: la querelle - ormai consolidata, ma non per questo meno "sentita" - attiene le ormai note "FALSIFICAZIONI" poste in essere dalla NASA (come sostengono alcuni) oppure le "INTERPOLAZIONI" (che sono sinonimo di "correzioni, aggiunte, sottrazioni" e/o, comunque, altre "alterazioni") - sempre eseguite dalla NASA - su alcuni (forse molti o moltissimi...) frames provenienti da quelli che abbiamo deciso di definire come gli "avamposti" USA nel Sistema Solare e cioè la Luna, Marte, Giove, Saturno ed i loro Satelliti.
Adesso andremo a discutere un possibile (ed a nostro avviso di difficilissima comprensione e spiegazione...) nuovo "falso" Made in USA.
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Raffinerie.jpgI Love this!!!386 visiteI am sick and tired of the "Green B.S.". Our planet is sick, ok.
But "our" contributions to this situation are minimal. "Green" is just a color that now has become a great business and, at the same time, simple baby food for highly suggestible people.
Wake Up! And if you do not agree with me, it is your problem.
Basta con le cazzate eco-green: ci credono solo i fessi e gli incompetenti (ossia il 99% della popolazione mondiale). E comunque, anche se fossero vere tutte le balle che ci raccontano, ogni misura che ponessimo in essere ora sarebbe comunque futile e tardiva.
Pensateci su...MareKromium
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001.jpgSpace-(Heat)-Shields - The "Space-Wreck" on the edge of Bonneville Crater383 visite"Qual è colui che grande inganno ascolta
che li sia fatto, e poi se ne rammarca,
fecesi Flegiàs ne l'ira accolta".
(DANTE ALIGHIERI, La Divina Commedia, Inferno - Canto VIII)
Tra i tanti enigmi marziani che Lunar Explorer Italia tenta di portare alla Vostra attenzione, uno dei più intriganti è lo strano “oggetto” fotografato da Spirit sul bordo del Cratere Bonneville ed identificato - dalla versione ufficiale NASA - come l’Heat-Shield (Scudo Termico) utilizzato dalla Sonda Spirit durante la discesa sul pianeta.
Per verificare l’attendibilità di questa versione proviamo ad esaminare la questione non tanto sul piano scientifico, quanto su quello tipico dei processi di “intelligence”.
1 - L’OGGETTO
In questa prima immagine possiamo vedere la "forma incriminata" così come appare nella maggioranza delle fotografie fornite dalla NASA.
Un aspetto sconcertante è che l’oggetto ripreso nell’arco di diversi giorni presenta visibili modificazioni, non spiegabili con la semplice variazione dei filtri delle fotocamere, come si può verificare in questa sequenza 3D ordinata cronologicamente, ripresa da un articolo della mia rubrica su Space Freedom http://www.margheritacampaniolo.it/Feltri/Int18.gif.
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Image021.jpgThe "Hills of Disgrace" : the "Distant Hills" and the "Horizon"366 visiteCome si può notare in questo dettaglio (ma anche nella versione originale il "trucco" si riesce a vedere!) è stata sovrapposta, sui lontani profili collinari e montagnosi, un'area di colore più scuro (come una "pennellata" netta!) allo scopo - probabilmente - di far apparire (solo ad occhi "distratti" però...) un profilo collinare situato anteriormente rispetto alle pareti del Gusaev Crater. Un profilo più basso e più vicino al nostro punto di osservazione il quale, in effetti, NON ESISTE.
Il motivo è quello di deviare l'attenzione dell'Osservatore postulando una sostanziale "equivalenza visiva" fra l'orizzonte Marziano ed un "normale" orizzonte terrestre.
In realtà, però - come si vede nel riquadro a destra - la gigantesca formazione circolare al centro del panorama montuoso appare non avere soluzione di continuità fra l'area chiara e quella scura.
La deduzione che ne consegue è ovvia: l'area scura non esiste, è una pura invenzione.
Essa è FALSA.
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