| Piú viste - Saturn: the "Ringed Beauty" and His Moons |

The E-Ring - W00002645.jpgThe "E-Ring" from approx. 415.000 Km56 visitenessun commento
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Mimas - PIA06509_modest.jpgMimas: the "Ring Master"56 visiteCaption NASA originale, tratta dal Planetary Photojournal:"Mimas, seen here beyond Saturn's rings, is a major sculptor of Saturn's rings. The 398-Km-wide moon not only maintains the Cassini Division (not seen here), a gap wide enough to be visible from Earth through a small telescope, but it is also responsible for two of the thin, bright bands visible in this image near the rings' center, interior to the dark Encke Gap.
Knots in the thin, twisted F-Ring also are easily visible here.
The image was taken in visible light with the Cassini spacecraft narrow angle camera on Sept. 7, 2004, at a distance of 8.8 MKMs from Mimas and at a Sun-Mimas-spacecraft - or phase - angle of 84 degrees. The image scale is 53 Km per pixel".
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Tethys-PIA06518_modest.jpgTethys from approx. 7.900.000 Km56 visiteCaption NASA originale: "Two large craters and hints of several smaller ones are visible in this Cassini image of Saturn's icy moon Tethys (1060 Km across).
The image was taken in visible light with the Cassini spacecraft narrow angle camera on Sept. 23, 2004, at a distance of 7.9 MKMs from Tethys and at a Sun- Tethys-spacecraft, or phase, angle of 80°. The image scale is 48 Km per pixel. The image has been contrast-enhanced and magnified by a factor of four to aid visibility".
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Japetus-N00025365.jpgThe anomalous moon "Japetus" from approx. 4,7 MKMs56 visitenessun commento
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Dione-N00025769.jpgDione from approx. 82.000 Km56 visiteSpettacolare immagine di Dione in una sua area prossima al terminatore. Sono chiaramente visibili, oltre a numerosi crateri di notevole ampiezza, anche dei lunghissimi canyon i quali dovrebbero essere la conseguenza del "repentino" (in senso geologico, naturalmente) raffreddamento della sua superficie.
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Dione-N00025969.jpgDione from approx. 81.000 Km56 visiteUn ulteriore ingrandimento sui lunghissimi (e, riteniamo, piuttosto profondi) crepacci che caratterizzano la superficie di questa grande luna di Saturno. Si tratta di un'immagine molto bella ed ottimamente definita che ci aiuta a cogliere e studiare molto bene alcune delle caratteristiche superficiali maggiori di questo vero e proprio pianetino.
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Dione-PIA06163.jpgDione: close-up (2) - HR56 visiteCaption NASA originale:"This very detailed image taken during the Cassini spacecraft's closest approach to Saturn's moon Dione on Dec. 14, 2004 is centered on the wispy terrain of the moon. To the surprise of Cassini imaging scientists, the wispy terrain does not consist of thick ice deposits, but rather the bright ice cliffs created by tectonic fractures". Una nostra piccola annotazione: tutta la superficie di Dione è, a ben vedere, un mosaico di quelle che alla NASA chiamano "tectonic fractures"; ma guardate bene che cosa si diparte, circa al centro dell'immagine, dalla linea del terminatore: una "frattura tettonica anomala", perfettamente dritta, curiosamente molto luminosa (ci ricorda una pista di atterraggio/decollo di aeromobili oppure un'autostrada...) che attraversa altre fratture (decisamente più "naturali"...) e che costeggia il bordo di almeno 5 crateri, uno dei quali ci sembra abbastanza grande. Se non la vedete, guardate il detail mgnf che abbiamo preparato per Voi nel frame successivo.
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Mimas-N00025980.jpgMimas and Saturn56 visiteLe immagini che ci capita quotidianamente di esaminare sono, a nostro avviso, sempre bellissime. E non ci riferiamo soltanto alla loro "qualità intrinseca", ovviamente (a volte, anzi, è proprio essa a mancare, vuoi perchè l'immagine è sfuocata, vuoi perchè è sotto o sovra-esposta etc.): ci riferiamo alla "qualità del loro contenuto". Pensateci bene: molti pensano che, dopo aver visto 100, o 1000 o anche 10000 frames provenienti dallo Spazio, anche gli Anelli di Saturno possono venire a noia o sembrare banali: in fondo si tratta SEMPRE dello stesso soggetto, ripreso migliaia di volte... Ebbene, la bellezza ed il fascino del nostro lavoro sta proprio in questo: secondo noi, infatti, non esistono neppure due foto provenienti dallo Spazio (Marte, Giove, Urano oppure Saturno e le sue tante Lune) che siano davvero identiche. Molte immagini possono sembrarlo; tante immagini sono simili, ma due immagini uguali non le troverete mai. E' per questo che il viaggio che abbiamo intrapreso è meraviglioso...
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Japetus-N00026250.jpgJapetus: the terminator, in HD (1)56 visiteLa linea del terminatore di Giapeto, ripresa da una distanza di circa 179.000 Km. Sembra, da questa immagine, che ci siano delle notevoli similitudini fra questa luna e la nostra Luna. Si tratta, come ovvio, di analogie apparenti le quali, ad un esame più approfondito, potrebbero essere smentite; comunque possiamo riconoscere le sagome familiari di crateri da impatto di varie età e dimensioni (più antichi al centro - uno, piuttosto grande, in particolare, a Dx - e, apparentemente, più recenti a Sn), rilievi montuosi molto accidentati (Sn) e canyons (uno, molto lungo e ben visibile, si trova all'incirca al centro del frame, a ridosso del terminatore, leggermente spostato sulla Sn). Sono visibili anche delle aree sostanzialmente pianeggianti (tipo i "mari" della Luna) sulle quali, tuttavia, rimangono evidenti segni di attività tettoniche occorse (ed esauritesi), con ogni probabilità, in epoche remote.
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Japetus-N00026392.jpgJapetus' limb (from 58.000 Km)56 visiteDettaglio del bordo (limb) di Giapeto che evidenzia un "mare" di dimensioni piuttosto consistenti e quindi l'area attorno al terminatore, ricca di rilievi e di crateri da impatto i quali, grazie al gioco di luce ed ombra, acquisiscono profondità e dimensioni. Non è da escludere che l'area fortemente craterizzata visibile proprio sul terminatore (e su cui contiamo almeno 11 crateri di notevoli dimensioni e, almeno apparentemente, di età similare) sia il risultato di una serie di impatti sequenziali (una cometa andata in pezzi?) oppure - anche se appare meno probabile - una serie di impatti simultanei (meteor shower?).
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Japetus-N00026442.jpgJapetus from about 108.000 Km56 visitenessun commento
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Japetus-N00026427.jpgThe limb of Japetus, from approx. 104.000 Km56 visiteRipresa semplicemente spettacolare e ad altissima definizione del bordo di Giapeto, in quel suo versante "martoriato" dai crateri da impatto. L'immagine, da un punto di vista squisitamente tecnico e scientifico, non ci dice molto (notiamo, semmai, che Giapeto assomiglia davvero molto - almeno apparentemente - a Mercurio e, in parte, alla nostra stessa Luna); da un punto di vista meramente estetico, tuttavia, dobbiamo dire che essa è bellissima e di grande effetto!
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