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Piú viste - Saturn: the "Ringed Beauty" and His Moons
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Japetus-N00026250.jpgJapetus: the terminator, in HD (1)56 visiteLa linea del terminatore di Giapeto, ripresa da una distanza di circa 179.000 Km. Sembra, da questa immagine, che ci siano delle notevoli similitudini fra questa luna e la nostra Luna. Si tratta, come ovvio, di analogie apparenti le quali, ad un esame più approfondito, potrebbero essere smentite; comunque possiamo riconoscere le sagome familiari di crateri da impatto di varie età e dimensioni (più antichi al centro - uno, piuttosto grande, in particolare, a Dx - e, apparentemente, più recenti a Sn), rilievi montuosi molto accidentati (Sn) e canyons (uno, molto lungo e ben visibile, si trova all'incirca al centro del frame, a ridosso del terminatore, leggermente spostato sulla Sn). Sono visibili anche delle aree sostanzialmente pianeggianti (tipo i "mari" della Luna) sulle quali, tuttavia, rimangono evidenti segni di attività tettoniche occorse (ed esauritesi), con ogni probabilità, in epoche remote.
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Japetus-N00026392.jpgJapetus' limb (from 58.000 Km)56 visiteDettaglio del bordo (limb) di Giapeto che evidenzia un "mare" di dimensioni piuttosto consistenti e quindi l'area attorno al terminatore, ricca di rilievi e di crateri da impatto i quali, grazie al gioco di luce ed ombra, acquisiscono profondità e dimensioni. Non è da escludere che l'area fortemente craterizzata visibile proprio sul terminatore (e su cui contiamo almeno 11 crateri di notevoli dimensioni e, almeno apparentemente, di età similare) sia il risultato di una serie di impatti sequenziali (una cometa andata in pezzi?) oppure - anche se appare meno probabile - una serie di impatti simultanei (meteor shower?).
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Japetus-N00026442.jpgJapetus from about 108.000 Km56 visitenessun commento1 commenti
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Japetus-N00026427.jpgThe limb of Japetus, from approx. 104.000 Km56 visiteRipresa semplicemente spettacolare e ad altissima definizione del bordo di Giapeto, in quel suo versante "martoriato" dai crateri da impatto. L'immagine, da un punto di vista squisitamente tecnico e scientifico, non ci dice molto (notiamo, semmai, che Giapeto assomiglia davvero molto - almeno apparentemente - a Mercurio e, in parte, alla nostra stessa Luna); da un punto di vista meramente estetico, tuttavia, dobbiamo dire che essa è bellissima e di grande effetto!
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Japetus-PIA06168_modest.jpgJapetus56 visiteCaption NASA originale:"This image reveals a heavily cratered surface and shows the boundary between Iapetus' bright trailing hemisphere and Cassini Regio - a large, dark region that covers the leading hemisphere of the moon's surface. Some of the dark material appears to have collected inside the rim of a large impact structure about 250 Km across that lies just beyond the edge of the dark region (seen here near the right of the image). NASA's Voyager images (see PIA02268) this feature appeared as a dark 'moat' and had been hypothesized to be an impact structure. The recent images from Cassini confirm an impact origin for this feature.
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Japetus-PIA07002_modest.jpgJapetus' surface composition (organic material?!?)56 visiteCaption NASA originale:"The three colors used in the mosaic correspond to 1.01, 3.21, and 3.80 microns. The different colors represent vastly different surface compositions. The upper bright blue region is rich in water ice, while the lower, dark brown region is composed mainly of a substance rich in organic material. The yellow region consists of a mixture of ice and organics, suggesting a gradual change in composition on the surface. This pattern suggests Iapetus swept up the dark material, which may have come from debris created from meteoritic impacts onto the small, outer satellites of Saturn".
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Rhea-N00026669.jpgRhea's craters (HD)56 visiteTralasciando l'intrinseca bellezza di questo frame - ottenuta grazie anche alla elevatissima definizione dell'immagine -, Vi suggeriamo di guardare con molta attenzione alcuni dei crateri inquadrati dalla telecamera posta a bordo di Cassini. Si tratta di un gruppo di 4 crateri, posti in posizione centrale ed in cui i tre maggiori sembrano formare un triangolo. Se non riuscite a notarli non importa: abbiamo predisposto il dettaglio nel prossimo frame.
Comunque sia, una volta che li avrete localizzati, espandete l'immagine sino al full-size e poi cercate di guardare "dentro" a questi crateri.
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Rings-W00004066.jpgOverexposed Rings and a lonely moon...56 visiteImmagine ampiamente sovraesposta (ma non per questo meno suggestiva) della parte più esterna degli Anelli di Saturno, con l'aggiunta di una luna solitaria (Encelado?) che, grazie anche alla lunga esposizione operata dalla camera della Sonda, brilla come un faro nel buio dello spazio intorno al secondo Gigante del Sistema Solare.
Una bellissima "istantanea dallo Spazio", a nostro parere...
Tethys-PIA06583.jpg
Tethys-PIA06583.jpgItacha Chasma on Tethys56 visiteCaption NASA originale:"Ithaca Chasma is one of the two most prominent features on Saturn's moon Tethys; the other is the gigantic crater Odysseus. Ithaca Chasma is visible near the moon's lower right limb in this image, which does not reveal the branching canyon's full extent. Discovered in NASA Voyager images, the chasm is about 100 Km across on average, and is 4 Km deep in places. It stretches more than 1.000 Km over Tethys' surface, from North to South. This view was obtained with the Cassini spacecraft narrow angle camera on Jan. 17, 2005, at a distance of approximately 1 MKM (approx. 621.000 miles) from Tethys and at a phase angle of 110°. Resolution in the original image was about 6 Km (3,7 miles) per pixel. Contrast was enhanced and the image was magnified by a factor of two to aid visibility".
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Enceladus-N00028184.jpgEnceladus: from VERY close! (4)56 visite...diversità fra zone e zone e, all'interno della medesima zona, fra crateri e crateri, possa/debba essere ricercata in eventi occorsi in epoche successive a quelle che esposero questa luna Saturniana, in maggiore misura, a bombardamenti meteorici (epoche, queste ultime, risalenti agli albori del Sistema Solare).
Staremo a vedere. Nell'ultimo frame che Vi proponiamo ci pare opportuno suggerirVi di concentrare la Vostra attenzione sul gigantesco crepaccio che segna così profondamente (e nettamente!) la superficie di Encelado. Un crepaccio che, considerate le caratteristiche della superficie circostante, potrebbe aver avuto (in parte) origine da eventi "interni". Attenzione: NON stiamo suggerendo che Encelado sia ancora geologicamente attivo (non esistono elementi a supporto di tale ipotesi). Pensiamo ad un movimento di masse (liquide?) sotterranee rispetto a masse (solide) superficiali dovuto, magari, ad un notevole e repentino rialzo termico provocato, p.e., dall'impatto di un bolide di cospicue dimensioni.
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Epimetheus-N00028511.jpgEpimetheus56 visitenessun commento
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Dione-N00028445.jpgDione and Titan56 visitenessun commento
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