| Piú viste - X-Mars |

0633-Martian_Owl-00.jpgThe "Martian Owl" (by Dr M. Faccin)92 visiteImmagini straordinarie, per rilievi superficiali (semplicemente) AFFASCINANTI...MareKromium
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0110-PolygonsandTower.JPGExtremely Unusual Surface Features (High-Def-3D; credits: Dr M. Faccin & Lunar Explorer Italia)91 visitenessun commentoMareKromium
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0641-Opening-01.jpgThe "Open Trapdoor" and "something" else... (by Dr M. Faccin)90 visiteAllora? Li vedete gli (almeno) altri due Rilievi Superficiali i quali sono - a dir poco - straordinariamnte intriganti?!?...MareKromium
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ESP_016459_1830-1.jpgUnknown Sphere-like Objects flying over Arabia Terra (an Image-Mosaic by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)89 visiteUn nuovo, splendido, fotogramma ed un nuovo, davvero affascinante, Enigma per noi e per tutti gli Appassionati di Anomaly Hunting.
Il dettaglio isolato dal nostro Dr Faccin - un dettaglio invisibile, a meno che non si operi sulla versione del frame in formato JP2 - rappresenta, APPARENTEMENTE, un gruppo di oggetti simil-sferici (diremmo uno decisamente più grande degli altri, di albedo molto elevata ed apparenza metallica, capace anche di lasciarsi una sorta di "scia" alle proprie spalle, e poi quattro o cinque oggetti più piccoli intorno ad esso), in rapido movimento, situati ad un'altezza imprecisata, ma comunque abbondantemente al di sotto del piano di sorvolo dell'Orbiter (il quale, in questa immagine, si posiziona ad un'altezza di circa 272 Km dal suolo).
Le domande sono sempre le stesse; noi ne evidenziamo una: si tratta di un Oggetto (rectius: un Gruppo di Oggetti) reale (reali) oppure è un (ennesimo) affascinante ed ingannevole Image-Artifact?
Andiamo a vedere l'EDm che segue...MareKromium
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0301-Cones.jpgCones, from above (High-Def-3D; credits: Dr M. Faccin & Lunar Explorer Italia)87 visitenessun commentoMareKromium
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0400-DunesandCracks.jpgDunes and Cracks (High-Def-3D; credits: Dr M. Faccin & Lunar Explorer Italia)86 visitenessun commentoMareKromium
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The_Crypt-02.jpgThe "Foraminifera"85 visiteI Foraminiferi (Foraminifera) sono protozoi ameboidi eucarioti eterotrofi marini, sia bentonici sia planctonici.
Abitano tutti gli ambienti marini, dall’intertidale al batiale. Comparvero nel Cambriano e successivamente (durante tutto il Periodo Fanerozoico) invasero l'intero l’ambiente marino, adattandosi a molti modi di vita.
La loro cellula è protetta e rivestita esternamente da un guscio, spesso mineralizzato, che può raggiungere dimensioni eccezionali per un organismo unicellulare (fino a 11-14 cm di diametro).
La presenza di parti mineralizzate consente ai gusci dei foraminiferi di fossilizzare con relativa facilità nelle rocce sedimentarie di origine marina.
I foraminiferi si possono suddividere a seconda dell'ambiente di vita in:
Foraminiferi planctonici: di dimensioni intorno ai 100 micrometri.
Foraminiferi bentonici: di dimensioni che possono variare dai 100 micrometri al millimetro.
Tra i bentonici abbiamo un'ulteriore suddivisione: epifaunali, che possono essere sessili, oppure vagili attraverso l’uso di pseudopodi (estensioni temporanee del citoplasma); oppure infaunali, che vivono entro il substrato.
I Foraminiferi hanno attualmente ampia diffusione negli oceani, con taxa viventi nelle più diverse condizioni ambientali (temperatura, profondità, tipo di fondale ecc.).
In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantità tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica. Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi, associati a Nannofossili calcarei e/o Radiolari.
Gli studi ecologici hanno dimostrato inoltre anche l'importante ruolo dei Foraminiferi negli ecosistemi marini, come parte della meiofauna e come una consistente fonte di cibo per molti altri organismi. Per questi motivi, ed in particolare per il loro ampio record fossile e l'importanza litogenetica, rappresentano uno dei gruppi di microfossili con le più ampie applicazioni agli studi geologici.
Le analisi biostratigrafiche si avvalgono, in sedimenti formatisi in acque marine poco profonde, di biozone basate sui grandi Foraminiferi bentonici, quali le Fusuline per il Carbonifero e Permiano, Orbitoline per il Cretaceo, Alveoline ed Orbitoidi per il Cretaceo e Paleogene, Nummulitidi per il Paleogene. In sedimenti pelagici, dal Cretaceo fino al Pleistocene, vengono utilizzate biozonazioni estremamente dettagliate basate sui Foraminiferi planctonici.
Altri esempi di applicazioni dei Foraminiferi sono lo studio delle variazioni climatiche, utilizzando le oscillazioni nelle frequenze di specie di acque calde o fredde, la stima delle paleotemperature, basata su analisi isotopiche dei gusci, le ricostruzioni del percorso ed intensità delle paleocorrenti, le ipotesi sulla profondità di sedimentazione delle rocce, basate sulle associazioni bentoniche tipiche di differenti zone batimetriche.
Fra le applicazioni più recenti, che escono dal campo prettamente micropaleontologico, vi è l'uso dei Foraminiferi per studi su ambienti attuali (aree marine protette, aree inquinate o in risanamento ecc.), in cui alcune specie bentoniche, molto sensibili alle variazioni di temperatura, quantità di nutrienti, ossigenazione ecc., possono dare rapide informazioni sullo stato di "salute" dell'ambiente.
Nota Lunexit: le somiglianze, fisiche, somatiche e concettuali, tra questi "Foraminiferi" e le (alcune) "Pseudo-rocce Marziane" sono, a nostro parere, incredibili e potenzialmente sconvolgenti. Leggete, osservate, confrontate e pensateci sopra...
MareKromium
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