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| Piú viste - Titan: The "Foggy" Moon |

Titan-PIA08391.jpgHiding behind the Rings55 visiteCassini delivers this stunning vista showing small, battered Epimetheus and smog-enshrouded Titan, with Saturn's A and F-Rings stretching across the scene.
The color information in the colorized view is completely artificial: it is derived from red, green and blue images taken at nearly the same time and phase angle as the clear filter image. This color information was overlaid onto the previously released clear filter view in order to approximate the scene as it might appear to human eyes.
The prominent dark region visible in the A-Ring is the Encke Gap (about 325 Km, or 200 miles wide), in which the moon Pan and several narrow ringlets reside. Moon-driven features which score the A-Ring can easily be seen to the left and right of the Encke Gap.
A couple of bright clumps can be seen in the F-Ring.
Epimetheus is 116 Km (72 miles) across and giant Titan is 5.150 kilometers (3.200 miles) across.
The view was acquired with the Cassini spacecraft narrow-angle camera on April 28, 2006, at a distance of approx. 667.000 Km (about 415.000 miles) from Epimetheus and 1,8 MKM (about 1,1 MMs) from Titan. The image captures the illuminated side of the Rings. The image scale is roughly 4 Km (about 2 miles) per pixel on Epimetheus and about 11 Km (approx. 7 miles) per pixel on Titan.MareKromium
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Titan-PIA09833-01.jpgTitan, from 213.000 Km (2 - natural colors; credits: NASA)55 visiteCaption NASA:"Images taken using red, green and blue spectral filters were combined to create this natural color view. The images were taken with the Cassini spacecraft wide-angle camera on Jan. 5, 2008". MareKromium
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Titan-N00124860.jpgTitan in possible True Colors (credits by Lunar Explorer Italia)55 visiteCaption NASA:"N00124860.jpg was taken on December 05, 2008 and received on Earth December 06, 2008. The camera was pointing toward TITAN that, at the time, was approximately 176.792 Km away.
The image was taken using the CL1 and CB3 filters". MareKromium
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Titan-Shoreline_and_Drainage_Channels-01.jpgShoreline and Drainage Channels' Network on Titan (possible True Colors; credits: Lunar Explorer Italia)55 visitenessun commentoMareKromium
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Titan-Surface-35.gifOn the Surface... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)55 visiteNel Gennaio 2005, come molti sanno, venne compiuto un primo e storico passo verso l’esplorazione “profonda” di Titano: dalla Sonda-madre Cassini, infatti, fu sganciato il modulo Huygens il quale, agendo su sola base inerziale (e cioè procedendo nello spazio senza l’ausilio di propulsori), arrivò a “tuffarsi” nella gelida atmosfera di Titano (il giorno 14 gennaio 2005) e poi, dopo una lunga discesa attraverso le sue nebbie arancio-marroni (una discesa durata qualcosa come 2 ore e 27 minuti!), ne raggiunse felicemente la superficie.
Da lì, poi, questa piccola probe avrebbe trasmesso dati (ufficialmente) per circa un’ora e mezza.
Il Modulo Remoto Huygens, al contrario di quanto temuto da molti scienziati, è riuscito ad evitare il landing su una superficie liquida e, dopo aver visto, fotografato e “sfiorato” una fitta rete di canali e di altri rilievi superficiali scuri e non identificabili con certezza (forse dei laghetti), si è delicatamente posato su quello che sembra essere il greto asciutto di un torrente.
Rocce e cristalli che mostrano chiari segni di erosione da fluidi sono ben visibili tutto intorno alla Sonda e poi, scrutando l’orizzonte più lontano, il profilo scuro ed ovattato di rilievi distanti qualche centinaio di metri sembra affacciarsi alla vista.
MareKromium
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Titan-Surface-36.gifOn the Surface... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)55 visiteLa consistenza apparente (e cioè sulla base dell’osservazione visuale diretta) del suolo di Titano suggerisce quella della sabbia umida e ciò ha fatto pensare che il terreno su cui si è poggiata la Huygens Probe possa essere periodicamente (rectius: frequentemente) soggetto al passaggio di liquidi.
Ad onor del vero, le immagini della superficie di Titano ottenute da Huygens – certo suggestive, ma poche e di mediocre qualità – non ci sono state di grande aiuto per comprendere in maniera adeguata la realtà superficiale di Titano e quindi, per fornire al Lettore un’idea di quello che un ipotetico astronauta potrebbe realmente vedere in seguito ad un Landing sulla “Luna Nebbiosa”, abbiamo dovuto fare ricorso ad una serie di riflessioni e speculazioni.
MareKromium
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Titan-Surface-37.gifOn the way down... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)55 visiteLa consistenza apparente (e cioè sulla base dell’osservazione visuale diretta) del suolo di Titano suggerisce quella della sabbia umida e ciò ha fatto pensare che il terreno su cui si è poggiata la Huygens Probe possa essere periodicamente (rectius: frequentemente) soggetto al passaggio di liquidi.
Ad onor del vero, le immagini della superficie di Titano ottenute da Huygens – certo suggestive, ma poche e di mediocre qualità – non ci sono state di grande aiuto per comprendere in maniera adeguata la realtà superficiale di Titano e quindi, per fornire al Lettore un’idea di quello che un ipotetico astronauta potrebbe realmente vedere in seguito ad un Landing sulla “Luna Nebbiosa”, abbiamo dovuto fare ricorso ad una serie di riflessioni e speculazioni.
MareKromium
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Titan-Surface-39.gifOn the way down... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)55 visiteMa questa interpretazione, a nostro parere, è estremamente improbabile, per non dire completamente erronea.
Che la superficie di Titano non giaccia nella più totale oscurità e che quindi essa riceva una certa illuminazione, è un fatto (pensate non solo e non tanto all’illuminazione solare, quanto all’illuminazione derivante da Saturno stesso); ma che questa illuminazione sia, mutatis mutandis, soltanto di poco superiore all’illuminazione del suolo che possiamo verificare noi stessi da Terra durante una notte di Luna piena, è pure un fatto che ci sembra difficile negare.
Il Sole, dalla superficie di Titano, non è altro che una stella: certo, una stella molto luminosa, ma comunque troppo flebile e lontana per garantire un’illuminazione superficiale che sia anche solo discreta ed equiparabile, per difetto, a quella di un tardo (e nebbioso) crepuscolo invernale terrestre.
E poi - appunto! - esiste il “fattore nebbia”.
Le nebbie di Titano non si trovano solo negli strati alti e medio alti della sua atmosfera, ma giungono sino al suolo, laddove però tendono, riteniamo piuttosto sensibilmente, a diradarsi (ma mantenendosi sempre in banchi).
Ora, provate ad immaginare un mattino terrestre in cui, anche dopo il sorgere del Sole, una fitta e densa nebbia scura copra il cielo e la superficie: che cosa si vedrebbe? E come lo si vedrebbe?
Quale sarebbe la Dominante Cromatica che avremmo davanti agli occhi?
Ebbene sulla Terra il paesaggio che avremmo davanti - esperienza ed osservazione alla mano - lo si può “disegnare” come una distesa ovattata ed indefinibile di color bianco-grigio. Il cielo apparirà anch’esso bianco-grigio, ma comunque scuro (se non altro a tratti, laddove la nebbia è più fitta).
Il Sole non sarà visibile e la superficie, nei pochi metri che avremmo a disposizione per osservarla, si caratterizzerà come scura e piatta. Tutto il mondo apparirà buio, indistinto, sostanzialmente piatto e gelido.
E pensate che siamo sulla Terra, “soltanto” a (circa) 150 Milioni di Km dalla nostra Stella…
Ma su Titano? Titano si trova ad una distanza superiore al MILIARDO di Km dal Sole (circa 1,4 miliardi di Km). Che condizioni medie di illuminazione si potranno mai ipotizzare su quel pianeta, anche in difetto di nebbia?
Scarse, ovviamente. Scarse, ma non nulle.
La nostra ipotesi, che poggia sull’esame delle immagini ricevute e sull’analisi dei dati disponibili, suggerisce che la superficie di Titano possa essere debolmente illuminata, nelle ore diurne, da una luce arancio-gialla, appena sufficiente a rischiarare il panorama.
E’ difficile, se non impossibile, ipotizzare un parallelo terrestre, ma la nostra opinione (informata) è che il giorno pieno di Titano possa ricordare un tardo crepuscolo invernale terrestre, con la variante della dominante cromatica che, per questa “Luna Nebbiosa”, non dovrebbe essere il bianco-grigio scuro, bensì l’arancio-marrone.
Non è neppure irragionevole supporre che la luminosità dell’ambiente Titaniano possa essere sensibilmente influenzata dalla presenza o meno, nel suo tetro ed opaco cielo, di Saturno.
Infatti, come la Luna piena, sulla Terra, è causa di notti chiare e luminose, così la presenza del disco pieno di Saturno nel cielo di Titano potrebbe essere fonte di un’illuminazione discreta della sua superficie.
Non è poi neppure da escludere, a nostro parere, che il cielo di Titano possa esprimere una sua propria luminescenza la quale potrebbe essere il frutto di reazioni chimiche e chimico-fisiche del tutto peculiari che occorrono negli strati alti della sua atmosfera; quegli strati più esterni laddove gli elementi che la formano iniziano non solo a rarefarsi e scomporsi ma anche ad interagire con l’ambiente esterno e, in particolare, con le radiazioni cosmiche in arrivo dallo Spazio Profondo.
Quali reazioni possano effettivamente avviarsi e concludersi in un simile contesto non ci è dato saperlo, ma la presenza di scariche e luminescenze nell’atmosfera di Titano (visibili anche allorchè vengono riprese alcune sue Regioni immerse nella notte) costituisce un dato facilmente verificabile nelle migliaia di immagini che l’Orbiter Cassini ci ha mandato e continua a mandare da oltre quattro anni.
Le considerazioni sull’illuminazione di Titano, poi, come Vi sarà agevole intuire, non sono finalizzate esclusivamente a fornire al Lettore un’idea della tipologia di paesaggio che un ipotetico visitatore terrestre potrebbe trovarsi davanti, ma sono anche rivolte allo sviluppo di una considerazione assolutamente essenziale per coloro che si domandano se sarebbe possibile supporre l’esistenza, su questo gelido mondo, di Forme Vitali Vegetali di tipo simil-terrestre.
Ebbene, la risposta è no. Decisamente no.
MareKromium
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Titan-PIA10546.jpgNorth Polar Haze (Saturated Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)55 visiteCaption NASA:"Titan's globally distributed detached haze layer and the moon's North Polar hood, both notable details of its thick atmosphere, are clearly seen in this image from the Cassini Spacecraft.
Titan is about 5150 Km (approx. 3200 miles) across, and therefore slightly larger than Mercury.
The image was taken with the Cassini Spacecraft narrow-angle camera using a combination of spectral filters sensitive to wavelengths of polarized ultraviolet light centered at 338 nanometers. The view was obtained at a distance of approx. 1,7 MKM (about 1,08 MMs) from Titan and at a Sun-Titan-Spacecraft, or Phase, Angle of 50°.
Image scale is roughly 10 Km (about 6 miles) per pixel".MareKromium
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Titan-Map-PIA11149.jpgTitan's Global Digital Map (credits: NASA/JPL/Space Science Institute)55 visiteThis Global Digital Map of Saturn's moon Titan was created using images taken by the Cassini Spacecraft's Imaging Science Subsystem.
The images were taken using a filter centered at 938 nanometers, allowing researchers to examine variations in albedo (or inherent brightness) across the Surface of Titan. Because of the scattering of light by Titan's dense Atmosphere, no topographic shading is visible in these images.
The map is an equidistant projection and has a scale of 4 Km (about 2,5 miles) per pixel. Actual resolution varies greatly across the map, with the best coverage (close to the map scale) near the center and edges of the map and the worst coverage on the Leading Hemisphere (centered around 120° West Long.).
Imaging coverage in the Northern Polar Region continues to improve as Titan approaches northern vernal equinox in August 2009 and the North Pole comes out of shadow. Large dark areas, strongly suspected to be liquid-hydrocarbon-filled lakes, have been documented at high at high latitudes (see PIA11146).
The mean radius of Titan used for projection of this map is 2,575 kilometers (1,600 miles). Until a control network is created for Titan, the satellite is assumed to be spherical.
MareKromium
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Titan-PIA11468.jpgFrom the Dark Side... (Natural - but enhanced - Colors; credits: NASA/JPL/Space Science Institute)55 visiteCaption NASA:"From the Dark Side of Titan, the Cassini Spacecraft profiles the moon's Atmosphere as sunlight filters through its upper Hazes.
An airless satellite would appear in this viewing geometry only as a lit crescent. But Titan's thick Atmosphere scatters light around all edges of the Planet to create a ring of light.
Images taken using red, green and blue spectral filters were combined to create this full color view of Titan at high phase. The color in the image on the right has been computer enhanced to bring out the outer haze layer, and the contrast in both images has been enhanced.
This view looks toward the Saturn-facing Side of Titan. North on Titan is up and rotated 45° to the left. The images were acquired at a distance of approx. 1,8 MKM (1,1 MMs) from Titan and at a Sun-Titan-Spacecraft, or Phase, Angle of 157°.
Image scale is roughly 11 Km (about 7 miles) per pixel".MareKromium
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Titan-W00003515.jpgFrom the Dark Side... (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)55 visitenessun commentoMareKromium
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