| Piú viste - Mars in JPEG2000 |

Starburst_Spider_(ESP_011842_0980)-3.jpgStarburst Spiders (Natural Colors; credits: Dr G. Barca & Lunar Explorer Italia)70 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_010050_1475-MF-LXT-01.jpgShadows on the Terminator70 visiteCoord.: 32,4° South Lat. and 20,6° East Long.
Spacecraft altitude: about 257 Km
M.L.T.: 15:37 (middle afternoon)
S.I.A.: 74° (meaning that the Sun is about 16° on the L.H.)
Region: Hellas PlanitiaMareKromium
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PSP_006250_2200.jpgVan Gogh (on Mars)70 visiteUna splendida elaborazione in JP2 realizzata dal nostro Dr Faccin e relativa ad un cratere che, nell'immagine MRO "panoramica", risulta praticamente invisibile. Il titolo del frame (Van Gogh), se osservate le fattezze del Cratere ripreso...è autoesplicativo!
Nel quadrante Sx: colorazione Naturale che tiene conto del Tau Medio Marziano e la relativa colorizzazione ed opacità del Suolo nelle vedute orbitali;
Nel quadrante Dx: colorazione Naturale che ignora il Tau Medio Marziano e la relativa colorizzazione ed opacità del Suolo nelle vedute orbitali.MareKromium
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PSP_005391_1030-00.jpgSigns of Fluids' Erosion (cropped sub-frame from PSP_005391_1030; credits: Dr M. Faccin)70 visiteIn questa nuova elaborazione (realizzata dal Dr M. Faccin) ottenuta da un crop del gigantesco frame NASA-Mars Reconnaissance Orbiter n. PSP_005391_1030, la presenza di un piccolo Cratere Senza Nome, situato a circa 77° di Lat. Sud e 165,4°di Long. Est (immagine ottenuta alle ore 15:02 MLT, con buone condizioni di illuminazione - A.I.S.=64° - e da un'altezza di circa 248 Km), ci offre l'occasione di poter vedere un (a nostro parere) CHIARO ed INEQUIVOCABILE segno di Erosione da Fluidi che si apre sul suo versante rivolto ad Est-Sud-Est.
Nelle successive elaborazioni - che mostrano, in visione prospettica, l'attuale morfologia del Suolo Marziano su cui sorge il Cratere - i segni lasciati dal fluido (acqua, verosimilmente) fuoriuscito dal Cratere per un lunghissimo periodo di tempo, al punto da formare un modesto ruscelletto le cui tracce sono sopravvissute sino ad oggi, si mostrano a noi in tutta la loro evidente bellezza.
Quali sìano state le meccaniche geologiche che hanno permesso all'acqua di riempire questo Cratere sino a strabordare e quindi formando un ruscello, non ci è possibile saperlo, ma l'eventualità che il rilievo in oggetto fosse, sebbene in un tempo remoto, il bacino di uscita di una sorgente di acque sotterranee (le quali, di provenienza da una Regione ignota, poi sfociavano sulla Pianura Sud-Polare), a noi sembra un'ipotesi - dati visivi alla mano - tutto sommato accettabile.
Non è neppure da escludere l'eventualità per cui possa essere stato proprio l'impatto di un bolide di piccole dimensioni a provocare l'uscita di acque intrappolate in una falda sub-superficiale (un fiume o un lago sotterraneo, tanto per capirci) la quale, dopo la verificazione della "rottura traumatica" del proprio alveo originale, si è riversata - per un lungo periodo di tempo e sino ad esaurimento del liquido disponibile - sulla Pianura Sud-Polare ripresa in questo frame.
La particolare morfologia del rilievo, come vedrete, asseconda l'ipotesi per cui le acque non erano globalmente "in transito" sulla Regione in questione, bensì erano provenienti dal piccolo bacino (acque che si sono riversate - diremmo in maniera relativamente quieta e dolce - sono i "segni della Superficie" che ci permettono di avanzare questa ipotesi - nei terreni circostanti).
Non è neppure da escludere, infine, l'eventualità che il Cratere Senza Nome in questione non sia affatto un Bacino d'Impatto, bensì un Pozzo da Collasso (o, addirittura, un piccolo Cratere Vulcanico) il quale è stato lo "sbocco naturale" di una sorgente sotterranea (chissà, magari si trattava di acque termali...) la quale, per motivi strattamente endogeni (sisma? Eruzione vulcanica?), ha trovato una eccellente via di sfogo verso la superficie e l'ha seguita.
Le Vostre opinioni al riguardo saranno apprezzate.MareKromium
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ESP_014342_0930-09.jpgSouth Polar Residual Cap Intraseasonal Change Monitoring (EDM n.9 - Natural Colors; credits: Lunexit)70 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_008691_1445-Crack-MF.jpgRecent "Crack" in West Hellas? (an Image-Mosaic by Dr M. Faccin)70 visiteAcquisition date: 03 June 2008
Mars Local Time: 15:27 (Early afternoon)
Latitude (centered): 35,3° South
Longitude (East): 46,9°
Range to target site: 258,5 km (approx. 161,6 miles)
Original image scale range: 51,7 cm/pixel (with 2 x 2 binning) so objects ~155 cm across are resolved
Map projected scale: 50 cm/pixel and North is up
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission angle: 6,2°
Phase angle: 74,0°
Solar Incidence Angle: 78° (with the Sun about 12° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 80,5° (Northern Spring)MareKromium
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New_View_of_Dark_Pit_on_Arsia_Mons_(PSP_004847_1745)-2.jpgCollapse Pit on Arsia Mons (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)69 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_011610_1825-02.jpgFresh Triplet! (perspective view - Natural Colors and Natural Enhanced Colors; credits: Dr M. Faccin)69 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_014033_1910-02.jpgLayers and Ripples in Arabia Terra (EDM n.2 - Natural Colors; credits: Dr M. Faccin & Lunexit)69 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_014342_0930-03.jpgSouth Polar Residual Cap Intraseasonal Change Monitoring (EDM n.3 - Natural Colors; credits: Lunexit)69 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_014342_0930-02.jpgSouth Polar Residual Cap Intraseasonal Change Monitoring (EDM n.2 - Natural Colors; credits: Lunexit)69 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_014342_0930-05.jpgSouth Polar Residual Cap Intraseasonal Change Monitoring (EDM n.5 - Natural Colors; credits: Lunexit)69 visitenessun commentoMareKromium
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