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| Piú viste - After One-Thousand Soles... |

SOL1365-2P247540974EFFAWCCP2456R7M1.jpgThe "floor" near Home Plate - Sol 1365 (natural colors; elab. Lunexit)56 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1358-A.gifWaiting for "something" to happen... - Sol 1358 (GIF-Movie; credits: Dr Marco Faccin)56 visiteUn altro GIF-Movie che ci mostra le estenuanti "attese" (ma di che cosa poi?!?) del MER Opportunity, ben posizionato davanti ai cracks dell'inner rim di Victoria. Attese.
Attese per scorgere un "movimento", di un qualche tipo? Secondo noi, si: questo è lo scopo di un numero impressionante di riprese ripetitive effettuate dai MER (anche Spirit, infatti e come avete visto, fa la stessa cosa).
Sbuffi di fumo, movimenti inattesi o...chissà cosa: ma la Verità è che alla NASA stanno osservando i "cracks" con grande attenzione e "loro", gli Amici di Pasadena, non si agitano mai per nulla...
Molto interessante il filmato anche perchè ci mostra (e ci permette, a questo punto, di riconoscere definitivamente) alcuni "vizi" dei frames i quali sono conseguenza di vizi delle ottiche del Rover (questi image artifacts li percepirete come "punti bianchi fissi"); interessante anche il transito di un cosmic-ray (probabilmente), sulla Dx del frame, a circa mezza altezza.
Insomma: uno spettacolare Lavoro del Dr Faccin che merita i nostri più profondi e sinceri complimenti!MareKromium
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SOL1402-2P250825588EFFAW9DP2432R1M1-2.jpgJust an empty "cone-like shell" (extra-detail mgnf; credits: Dr Gianluigi Barca)56 visiteL'immagine, nella sua (pur non eccezionale, ma comunque sufficiente) nitidezza ci dice che il "cono", in realtà, non è altro che un "guscio vuoto". Si direbbe "svuotato dall'interno".
Si tratta del frutto di un fenomeno (erosivo) geologico curioso, ma ordinario? Oppure si tratta di un'evidenza - quasi indiscutibile - della natura bio-magnetica di alcuni rilievi Marziani?
E' una svista?
E' un "trucco digitale" Made in NASA?
Complimenti vivissimi al Dr Barca. Per il resto, noi Vi offriamo quello che abbiamo: e cioè dubbi.
Se Voi aveste delle certezze o, almeno, qualche opinione informata, non dovete far altro che scrivere!MareKromium
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SOL1402-2P250824911EFFAW9DP2432R1M1-2.jpgAnother empty "shell"? - Sol 1402 (extra-detail mgnf; credits: Dr Gianluigi Barca)56 visiteA volte, lo sappiamo, qualche Anomalìa/Singolarità di Superficie esiste solo negli occhi di chi guarda; altre volte, invece, noi abbiamo la certezza che quello che stiamo guardando è un rilievo veramente enigmatico.
In questo caso, sempre grazie all'attenzione ed al talento del Dr G. Barca, ci troviamo nel secondo frangente: abbiamo davanti un rilievo non solo bizzarro, ma anche di difficilissima interpretazione.
Stavolta non si tratta di un "cono" ma, come si può vedere (in parte) ed intuire (in parte), è comunque un rilievo vuoto internamente.
O meglio: un oggetto che "appare" essere stato svuotato del suo interno.
Un guscio vuoto, insomma, per usare un concetto assai caro al Dr Feltri ed a noi. Una pseudo-roccia (ossìa un "qualcosa" che sembra essere una roccia, ma che - probabilmente - non lo è) che si è, in qualche modo e per qualche ragione a noi ignota, trasformata (anche se forse sarebbe più corretto dire "evoluta") in un "guscio (ormai) vuoto".
A nostro parere queste immagini sfiorano la Fantascienza, ma NON SONO Fantascienza. E se volete un altro elemento per riflettere e porVi domande "scomode", osservate il rilievo situato dietro al guscio vuoto, leggermente sulla Sx dell'Osservatore: notate nulla?!?
Ebbene si tratta di 2 rilievi pressocchè IDENTICI (osservate la caratterizzazione ondulata e scalare del "guscio" più grande e quindi guardate il guscio più piccolo: Signori sono due forme analoghe...)!
Di che cosa si potrebbe trattare?...MareKromium
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OPP-SOL1385-1P251136258EFF8800P2407R1M1.jpgEffects of dusty "color/filters" on the "color vision" (4 - MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1388-1F251413689EFF8800P1144R0M1-0.jpgWhat a View! - Sol 1388 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1213-PIA10211-1.jpgCape St. Mary (natural - but highly darkened - colors; MULTISPECTRUM processing; credits: Lunexit)56 visiteCaption NASA:"Another of the best examples of spectacular cross-bedding in Victoria Crater are the outcrops at Cape St. Mary, which is an approx. 15 mt (45 foot) high promontory located along the Western Rim of Victoria Crater and near the beginning of the Rover's traverse around the rim. Like the Cape St. Vincent images, these Pancam Super-Resolution images have allowed scientists to discern that the rocks at Victoria Crater once represented a large dune field that migrated across this region.
This is a Mars Exploration Rover Opportunity PanCam image mosaic acquired on Sol 1213 (June 23, 2007), and was constructed from a mathematical combination of 32 different blue filter (480 nm) images".
Nota Lunexit: attraverso il darkening del frame originale e l'esaltazione dei contrasti, riteniamo di poter dire - con un ragionevole margine di certezza - che il "Paving" (di Victoria come di Endurance) ed il "Boulders Carpet" (tappeto di macigni) che paiono caratterizzare l'outer rim di questi Crateri, posseggono un'albedo molto più alta delle pareti dei Crateri stessi ed un colore molto più vicino all'argento/arancio, piuttosto che al giallo/cenere. Questi indizi, a nostro parere, sono il possibile indice di una matrice cristallina dei rilievi in questione (vetrificazione?); una matrice che potrebbe essere "responsabile" dei curiosi giochi di colore che i Crateri Victoria ed Endurance sembrano generare allorchè viene tentata la colorizzazione di frames ottenuti in particolari ore del giorno (e cioè con luci radenti e/o con luci perpendicolari al rim dei Crateri).MareKromium
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OPP-SOL1167-PIA10210-1.jpgCape St. Vincent (natural - but sligthly darkened - colors; MULTISPECTRUM processing; credits: Lunexit)56 visiteCaption NASA:"The cliff in this image from Opportunity's PanCam is informally named Cape St. Vincent. It is a promontory approx. 12 mt (39 feet) tall on the Northern Rim of Victoria Crater, near the farthest point along the Rover's traverse around the rim. Layers seen in Cape St. Vincent have proven to be among the best examples of meter scale cross-bedding observed on Mars to date. Cross-bedding is a geologic term for rock layers which are inclined relative to the horizontal and which are indicative of ancient sand dune deposits. In order to get a better look at these outcrops, Pancam Super-Resolution (SR) imaging techniques were utilized.
SR is a type of imaging mode which acquires many pictures of the same target to reconstruct a digital image at a higher resolution than is native to the camera.
These SR images have allowed scientists to discern that the rocks at Victoria Crater once represented a large Dunefield, not unlike the Sahara desert on Earth, and that this Dunefield migrated with an ancient wind flowing from the North to the South across the Region. Other Rover chemical and mineral measurements have shown that many of the ancient sand dunes studied in Meridiani Planum were modified by surface and subsurface liquid water long ago.
This is a Mars Exploration Rover Opportunity PanCam image acquired on Sol 1167 (May 7, 2007), and was constructed from a mathematical combination of 16 different blue filter (480 nm) images".MareKromium
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OPP-SOL1390-2.jpgVictoria's Paving - Sol 1390 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Dr Gianluigi Barca & Lunexit)56 visitenessun commentoMareKromium
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SOL1229-1.jpgMER's details - Sol 1229 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Dr Gianluigi Barca & Lunexit)56 visiteUn minuscolo commento, a chiusura di quest'Anno Solare 2007.
Il Lavoro svolto da Lunar Explorer Italia, attraverso i Suoi Fondatori, Partners e Collaboratori/Ricercatori Esterni, ha portato la nostra insignificante Fondazione ad avere una Fototeca On-Line che è seconda SOLO agli Archivi (sempre On-Line) NASA.
Questo vuol dire che il materiale che vedete su Lunexit costituisce - nel suo complesso - la Banca Immagini più grande d'Europa e, al Mondo, una Banca Immagini che è seconda solo ai nostri Amici, Maestri ed Ispiratori della NASA.
E già questo non è poco.
Se poi considerate la QUALITA' del Lavoro svolto dai vari Gianluigi Barca, Marco Faccin, Lorenzo Leone, Gualtiero La Fratta, Matteo Fagone, Alessio Feltri, Fabio Italiano, Allison McPherson, Massimo Staccioli, Lucio Deplano, Internos2K e tantissimi altri che non possiamo (solo per ragioni di spazio) citare in questa caption, allora dovreste renderVi conto pienamente di quello che significa Lavorare sempre, Crescere, Sviluppare Nozioni, Cognizioni e Metodi e quindi fare Lavoro di Squadra (o TeamWork, proprio come dicono alla NASA). Le nostre elaborazioni in Colori Naturali + MULTISPECTRUM sono, detto senza falsa modestia, semplicemente fantastiche e, come molti di Voi ci hanno scritto, di gran lunga superiori, per qualità e "credibilità" intrinseche, alle elaborazioni NASA.
Noi non sappiamo se questo è vero. Certo, ci piace pensarlo: ma non sappiamo se è vero (su Marte, infatti, nessuno di noi ci è ancora stato di persona, per vedere e controllare...).
Quello che sappiamo è che noi lavoriamo, mantenendo una Visione comune ed uno Spirito "vivo", "curioso", "acceso".
Forse non arriveremo su Marte e, forse (anzi: certamente), i Libri di Storia non si ricorderanno di noi. Ma una cosa è certa: il Lavoro che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo, è il risultato finale (anzi: intermedio, poichè questo Lavoro non ha nè avrà mai fine, per definizione) di un rapporto molto bello e molto raro, specie di questi tempi.
Un rapporto che si chiama "Amicizia" e che è fatto, inter alia, da Rispetto (reciproco), Umiltà e Passione.
Che dite? Lo vogliamo regalare un piccolo applauso a Lunexit?
Un abbraccio e Buon 2008 a TUTTI!
Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia (Presidente & Socio Fondatore)MareKromium
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OPP-SOL1393-1P251840180EFF8800P2411L7M1.jpgVictoria's Paving - Sol 1394 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?
Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...
Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.
E adesso (se volete…) a Voi la parola!
Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.
Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.
Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.
Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.
This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
MareKromium
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