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Ultimi arrivi - SOLAR SYSTEM
Montes-Akna_Montes_-_Magellan.jpg
Montes-Akna_Montes_-_Magellan.jpgMagellan Probe: radio image of Akna Montes131 visiteOltre il 98% della superficie del Pianeta venne ripresa con immagini ad altissima risoluzione (nell'ordine dei + o - 100 metri) e svariate aree vennero inquadrate più volte.
Furono scattate 4225 immagine SAR e, per gli amanti della tecnologia spaziale, possiamo dire che ogni orbita tipica (regolare) della Navicella copriva un'area (di Venere) lunga circa 17.000 Km e larga 20.
Lug 29, 2004
Volcanoes-Ammavaru.jpg
Volcanoes-Ammavaru.jpgMagellan Probe: radio image of Ammavaru Volcano & surroundings135 visiteGli scopi di Magellano consistevano, sommariamente, nella tracciatura di un modello relativo all'interno di Venere, nonchè nell'effettuazione di una serie di osservazioni di supporto allo studio della tettonica di Venere, nonchè delle sue vere e proprie forme esteriori, ivi inclusi i processi di superficie susseguenti ad impatti, erosioni, depositi ed altre reazioni chimiche.Lug 29, 2004
Craters-Balch_Crater-0.jpg
Craters-Balch_Crater-0.jpgMagellan Probe: radio image of Balch Crater138 visiteI risultati di tutte queste analisi e studi ci dicono che Venere NON mostra segni di attività tettonica (che sia almeno in parte assimilabile a quella esistente sulla Terra) in corso.
Oltre l'85% della superficie del Pianeta è ricoperta da uno strato di lava (o, comunque, da prodotti derivanti da eventi vulcanici) mentre il 15% residuo è costituito da cinture montuose altamente irregolari ("highly deformed mountain belts", si legge nel rapporto finale).
Lug 29, 2004
Craters-Fossey_Crater-PCF-LXTT-00.jpg
Craters-Fossey_Crater-PCF-LXTT-00.jpgMagellan Probe: radio image of Fossey Crater151 visiteNonostante l'elevata temperatura media superficiale (circa 475°C) e la pressione, anch'essa molto alta (in media 92 bars), la totale mancanza di acqua rende i processi erosivi estremamente lenti.
Ne consegue che le caratteristiche superficiali del Pianeta restano sostanzialmente inalterate per milioni di anni salva l'esistenza, in alcune zone, di curiose striature del terreno determinate, probabilmente, da venti (wind streaks) o da getti di materiale (polveri e massi) a seguito del verificarsi di impatti meteorici (dust streaks).
Lug 29, 2004
Craters-Mona_Lisa_Crater-PCF-LXTT-00.jpg
Craters-Mona_Lisa_Crater-PCF-LXTT-00.jpgMagellan Probe: radio image of Mona Lisa Crater124 visiteL'età media della superficie di Venere è di circa 500 milioni di anni ed una delle domande più interessanti attiene la causa dell'attuale aspetto della superficie del Pianeta (una "lastra di lava").
Forse una serie ravvicinata di eventi cataclismici occorsi, appunto, circa 500 milioni di anni fa i quali hanno causato l'esplosione simultanea di migliaia di vulcani (con conseguenze catastrofiche evidenti) oppure l'effetto di lenti, ma costanti e lunghissimi, processi di accumulo e deposito di materiali eiettati dagli innumerevoli vulcani che tutt'ora costellano - ed illuminano - la superficie del Pianeta?
Lug 29, 2004
Volcanoes-Sapas_Mons-01.jpg
Volcanoes-Sapas_Mons-01.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano124 visiteIl 12 Ottobre 1994, infatti, dopo 4 anni di orbite, di preziose osservazioni e di raccolta dati relativi al Pianeta, il contatto radio con la Terra si interrompeva bruscamente e, neppure 24 ore dopo, il Centro Controllo Missione dichiarava la (presunta) perdita definitiva della Navicella.
Lug 29, 2004
Volcanoes-Sapas_Mons-02.jpg
Volcanoes-Sapas_Mons-02.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano (detail)150 visiteUna così rapida decisione di considerare persa la Sonda può lasciare sorpresi (basti pensare agli innumerevoli tentativi compiuti dai Tecnici NASA di ripristinare i contatti radio, per esempio, con il Mars Polar Lander oppure con la Sonda ESA "Beagle", prima di dichiarare la perdita delle Navicelle) e che cosa sia effettivamente accaduto a Magellano non lo sa nessuno, ma non è da escludere, tuttavia, che la rapidità adottata nel prendere questa decisione sia stata determinata, fra l'altro, in ragione dell'avvenuto conseguimento della (quasi) totalità degli scopi della Missione.8 commentiLug 29, 2004
Volcanoes-Sapas_Mons-00.jpg
Volcanoes-Sapas_Mons-00.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano (false color)136 visiteLa risposta a questa domanda, ovviamente, potremmo non averla mai.

Un ultimo dato suggestivo attiene il campo gravitazionale di Venere il quale - completamente diverso da quello terrestre - potrebbe essere pesantemente influenzato da processi fisici che avvengono nelle profondità del Pianeta.
Ad ogni modo i processi tettonici globali che caratterizzano Venere sono ancora avvolti nel mistero. Così come avvolta nel mistero è la fine della Sonda Magellano.
Lug 29, 2004
Volcanoes-Sapas_Mons-03.jpg
Volcanoes-Sapas_Mons-03.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano Area154 visiteInoltre - e per rendersi conto di questo dato basta verificare i documenti relativi all'operato della Sonda magellano - è fortemente probabile che la perdita del contatto radio sia stata causata dalla semplice e naturale consunzione della Navicella, costretta (per 4 anni) al lavoro in condizioni alquanto ostili. Lug 29, 2004
Volcanic_Features-_Volcanic_Domes_in_Tinantin_Planitia.jpg
Volcanic_Features-_Volcanic_Domes_in_Tinantin_Planitia.jpgMagellan Probe: radio image of Volcanic Domes in Tinatin Planitia156 visiteTra le altre cause della perdita del contatto radio possiamo anche includere l'impatto della Navicella con un "corpo vagante" o magari il verificarsi di un repentino mutamento nell'orbita di Magellano causato da un fenomeno di influenza gravitazionale (p.e.: un altro corpo celeste che transita in prossimità della Navicella e la "spinge" fuori dalla propria orbita).
Forse la Sonda si è "rotta" o forse essa ha, semplicemente, esaurito la propria "energia vitale" e si è spenta per sempre: ognuno può pensare quello che vuole e, anche se la verità non la sapremo mai, i risultati del lavoro di Magellano, qualunque sia stata la causa della sua fine, renderanno questa Sonda, comunque, degna di una memoria immortale.
Lug 29, 2004
Aeolian_Features-Windstreaks.jpg
Aeolian_Features-Windstreaks.jpgMagellan Probe: radio image of Windstreaks150 visiteUn'immagine decisamente chiara e relativa a quel fenomeno che viene chiamato 'wind streaking' e che ci indica, fra l'altro, la direzione usuale dei venti e la capacità di resistenza che i rilievi oppongono ad essi.2 commentiLug 29, 2004
Titan-Crescent-01.jpg
Titan-Crescent-01.jpgTitan from approx. 790.000 Km65 visitenessun commentoLug 29, 2004
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