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Ultimi arrivi - Mars Reconnaissance Orbiter (MRO)
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ESP_013545_1110_RED_abrowse-00.jpgSouthern Dust Devil (Ctx frame - Natural Colors; credits: Lunexit)59 visitenessun commentoMareKromiumAgo 13, 2009
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ESP_013954_1780_RED_abrowse-00.jpgOpportunity near Victoria Crater (Natural - but slightly enhaced - Colors; credits: Lunexit)58 visitenessun commentoMareKromiumAgo 13, 2009
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ESP_013954_1780_RED_abrowse-01.jpgOpportunity near Victoria Crater (by Dr M. Faccin)59 visitenessun commentoMareKromiumAgo 13, 2009
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PSP_009357_2655_RED_abrowse-00.jpgSmall Cavi and Contact Relationships in the North Pole (Natural Colors; credits: Lunexit)64 visitenessun commentoMareKromiumAgo 07, 2009
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PSP_009523_2165_RED_abrowse.jpgLight-Toned Rock and Scarps (Natural Colors; credits: Lunexit)59 visitenessun commentoMareKromiumAgo 07, 2009
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PSP_009470_1965_RED_abrowse.jpgBeautiful Gullies (Natural Colors; credits: Lunexit)59 visitenessun commentoMareKromiumAgo 07, 2009
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ESP_013368_1885_RED_abrowse.jpgSmall and (relatively) fresh Impact Crater in Cerberus Palus (Natural Colors; credits: Lunexit)59 visiteThis observation shows a Lava Plain near the Martian Equator. The Lava is superposed by a small, fresh Impact Crater that is itself surrounded by boulders that were ejected from the Surface when the impact occurred.
There are dunes on the Crater Floor, indicating that the Crater has been present long enough on the Plain so that the wind has blown fine material into it and then formed small dunes.
MareKromiumAgo 07, 2009
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ESP_012584_1265_RED_abrowse-01.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (EDM - credits: Dr M. Faccin)118 visiteUn inconfondibile "segno di calore" è apparso in quelle che, a nostro parere, sono le immediate vicinanze della Superficie: una piccola "fiamma" che, se non altro nella sua forma (a "Fiaccola", o "Flare"), nelle sue dimensioni (siamo nell'ordine del metro o poco più) e colore (la Fiaccola, guarda caso, è "Blu"...), ci ricorda la fantomatica Blue Flare che tanto ha intrigato ed intriga i Ricercatori di Anomalìe Lunari.

In questo frame, la nostra piccola "Blue Flare" aleggia/emerge sulla/dalla Superficie di Nia Vallis o nelle sue immediatissime vicinanze (ossìa potrebbe librarsi a pochi metri dal suolo).
La configurazione del dettaglio - una volta escluso l'image-artifact - ci suggerisce l'eventualità per cui si possa trattare di un fenomeno equiparabile ai cosiddetti "fuochi fatui", di terrestre (e, spesso, "lugubre") memoria, ossìa combustione di modesti quantitativi di gas derivanti da decomposizione di elementi organici (usualmente si tratta di Metano o Fosfano).

I luoghi "preferiti" per la verificazione di questo tipo di fenomeni sono i cimiteri, le aree ricche di acque stagnanti o semi-stagnanti (paludi e stagni) e le brughiere.
In questo caso...siamo su Marte e quindi, tutto sommato, i cimiteri ci sentiamo di escluderli come possibile causa della Flare.
Ed anche la brughiera non sembra un luogo attinente, vista la regione sorvolata dalla Sonda.

Ma come escludere la presenza di acque stagnanti sub-superficiali, magari ricchissime di elementi organici?

Cosa c'è - REALMENTE - nel sottosuolo di Marte?
18 commentiMareKromiumAgo 05, 2009
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ESP_012584_1265_RED_abrowse-00.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (ctx frame - Natural Colors; credits: Lunexit)60 visiteImmagini orbitali come questa, nel 99,99% dei casi passano del tutto inosservate ma, come Voi sapete (e come noi abbiamo - da tempo - imparato), spesso le più grosse sorprese si annidano tra le pieghe dei frames - apparentemente - meno intriganti.

In fondo, che cosa ci mostra di particolare questo frame? Si tratta della Regione Marziana di Nia Vallis (siamo nelle medie Latitudini dell'Emisfero Australe di Marte, intorno alle coordinate 53° Sud e 323° Est) ed il dettaglio colto dagli occhi della Sonda MRO ci mostra quelli che sembrano residui di antiche (ed ormai del tutto estinte) attività fluviali su una superficie rocciosa e ricca di macigni di dimensioni medio-piccole. Nulla di più.

Eppure, una volta che il nostro Dr Faccin ha "scansionato" il frame nella sua versione JP2000, qualcosa è emersa.

Qualcosa che vedrete nel prossimo frame...
1 commentiMareKromiumAgo 05, 2009
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ESP_012588_1855_RED_abrowse-01.jpgFresh Impact (EDMs - EDM 1, 2 and 3, from the bottom up, are in Natural Colors; credits: Dr M. Faccin)69 visiteOsservate attentamente: il Suolo Marziano è, effettivamente, "macchiato" - e probabilmente bruciato -, MA NON INTACCATO (una conferma in tale senso deriva dalla constatazione della circostanza per cui i Rilievi Superficiali visibili in corrispondenza della "macchia" (diremmo che si potrebbe trattare di Yardangs aventi modestissime dimensioni) non subiscono variazioni/deformazioni in rapporto ai medesimi Rilievi visibili al di fuori della zona interessata dall'impatto/esplosione (diciamo, tecnicamente, che "i Rilievi Superficiali esterni all'area di interesse proseguono senza soluzione di continuità all'interno dell'area stessa").

Che altro aggiungere? Si tratta di un fenomeno, come vedete, decisamente INTERESSANTE, ma sul quale la NASA - as usual... - non ci ha detto assolutamente nulla.
Peccato...
2 commentiMareKromiumAgo 03, 2009
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ESP_012588_1855_RED_abrowse-00.jpgFresh Impact (Natural Colors; credits: Lunexit)83 visiteIl "Dark Splat" che vedete in questa splendida immagine MRO costituisce l'evidenza oggettiva, a nostro parere, di un recentissimo impatto. Ma...che genere di impatto?

Come potrete meglio ammirare nei dettagli magnificati che seguono (tutti in formato JP-2000 ed ottenuti dal nostro eccezionale Marco Faccin), in corrispondenza del punto di (presumibile) impatto, NON C'E' CRATERE, ma solo evidenze di bruciature.
Questa circostanza la possiamo spiegare facendo 2 ipotesi:

1) il bolide si è disintegrato/è esploso quando era ormai vicinissimo al suolo (la Superficie di Marte è stata quindi "macchiata" dall'esplosione, senza restarne intaccata - se non in misura assolutamente marginale e visivamente non risolvibile - neppure dalle ottiche MRO!);

2) il bolide (una piccola cometa, riteniamo) ha EFFETTIVAMENTE impattato Marte, ma la sua massa e composizione erano talmente inconsistenti da risultare inidonee a scavare un cratere (ancorchè piccolo e poco profondo) sulla dura e rocciosa Superficie del Pianeta Rosso.

In pratica, quindi, l'evento che potrebbe essersi verificato si risolverebbe nell'impatto di una cometina (una "palla di neve sporca", come dicono alla NASA) con una superficie piatta ed oltremodo resistente. Risultato: il suolo viene appena "macchiato", ma NON intaccato!

Se avete altre ipotesi, scrivete!
4 commentiMareKromiumAgo 03, 2009
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PSP_010345_2510_RED_abrowse.jpgUnnamed Crater in Vastitas Borealis (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)58 visitenessun commentoMareKromiumAgo 01, 2009
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