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Ultimi arrivi - Mariner, Viking & MGS's Maps & Mars in the '70s
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Q-Mariner9-mr9_inca_city.jpgMars from Mariner 9: Inca City (extra detail mgnf)114 visiteA nostro parere, il fatto di parlare di "strutture aventi una possibile origine artificiale", almeno per ora, pare un pò azzardato; parlare, invece, di "rilievi superficiali anomali" ci sembra un modo di approcciare lo studio di questa curiosa Regione Marziana più misurato e realistico (ricordiamoci infatti che il disinteresse non nasce solo dalla "normalizzazione" - e cioè da un approccio ultra-scettico in virtù del quale "tutto, sulla Terra e nel Cielo, è - di fatto - ovvio, spiegabile e prevedibile" -, ma anche dal più esasperato "sensazionalismo" il quale, con la stessa facilità con cui si fa spazio ed ottiene, nel breve periodo, un certo successo - usando però mezzi discutibili e poggiando su basi fragilissime -, così pure, nel medio e lungo periodo, banalizza e svuota la Materia ottenendo, alla fine, il disinteresse - o addirittura il dileggio - del Pubblico.Lug 15, 2006
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Q-Mariner9-f421b64.jpgMars from Mariner 9: Inca City (context image)104 visiteIl nome dato al rilievo che vedete nella Cerchiatura Nera alla Vostra Sx si spiega da solo: secondo il Prof. Hoagland & C., si tratta dell'evidente (!) residuo di una struttura urbana (ergo artificiale), fatta da case e strade sulle cui dimensioni effettive, però, (ergo sulle dimensioni degli eventuali abitanti) nessuno si è mai preso la briga di pronunciarsi; secondo altri, si tratterebbe sempre di un'opera artificiale e, in particolare, del residuo di un gigantesco sistema di irrigazione costituito da enormi vasche per la raccolta delle acque e da una fitta rete di canali di collegamento.
Altri, più pragmatici (ma non sapremmo dire se più o meno corretti) vedono in Inca City quello che rimane di una vasta area Marziana la quale, in un epoca remota, fu soggetta ad una serie di cataclismi di natura imprecisata e, probabilmente, imprecisabile (inondazioni, forse).

Quello che appare certo è che una Regione con caratteristiche come quelle che si vedono in questo frame e nel successivo, avrebbe meritato (e meriterebbe tutt'ora) una maggiore attenzione da parte dei Gestori dei Programmi Esplorativi Marziani (MGS, Odyssey, Mars Express).
Lug 15, 2006
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ZE-I-Viking2-Morning frost.jpgFrom the "Viking Archive" - Viking 2: frost and blue sky (revisited)155 visitenessun commentoApr 09, 2006
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QA-VikingLS-4.jpgViking One: the Landing Site - First Color Picture (Don Davis' interpretation)104 visiteCaption originale:"My current thinking of how the first color picture should look, adjusted as it would appear 'on site'. If anything the soil is a bit too light, but the limitations of any pictorial medium compared to reality must be taken into account. I think we will be surprised by the electronic images captured by as yet undesigned hand held cameras. Such a picture taken at the Viking One Site, assuming it is the same as we last saw it by then, may look something like this".

Nota: alla NASA devono aver apprezzato molto il Lavoro di Don Davis. Perchè? Perchè, in svariati frames a colori-approssimativamente-veri dei MER Spirit ed Opportunity (soprattutto Opportunity), Marte ed il suo Cielo appaiono proprio così: verdognoli! In molti frames Spirit, invece (e su tutti ci mettiamo il "Santa Anita Panorama" - Sez. "Mars in Colors") il trionfo è quello dei colori di cui alla versione n. 3.
Apr 09, 2006
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QA-VikingLS-3.jpgViking One: the Landing Site - First Color Picture (now)114 visiteCaption originale:"Later printings of Mars surface images by various publications wandered widely in color, with garish versions like this frequently appearing".

Nota: con questi tre frames riallineati sequenzialmente, Don Davis ha compiuto - crediamo inconsciamente, dato che i suoi Lavori sono un quasi costante tributo alla NASA - un lavoro davvero egregio. Questa sequenza ha infatti dimostrato, diremmo in maniera davvero inequivocabile, che la NASA, sulla problematica dei colori di Marte (o, in generale, dei "colori dello e nello Spazio"), non è stata nè attenta, nè corretta.
La posizione NASA, in ordine a questa tematica, può oscillare solo fra due posizioni: incompetenza o mala fede.
E non sappiamo davvero quale preferire...
Apr 09, 2006
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QA-VikingLS-2.jpgViking One: the Landing Site - First Color Picture (after a few days)103 visiteCaption originale:"A later color treatment typical of what appeared in many official and popular publications, tending more towards a so-called brick red".

Nota: ed ecco la "correzione di rotta". Se il Pubblico reagisce - come, di fatto, reagì - "istericamente" anche solo per una similitudine di colori, che cosa sarebbe accaduto se fossero state mostrate le (probabili) altre ed ulteriori analogie fra la nostra Terra e Marte? La risposta ad un quesito come questo deve darla la coscienza di ognuno di noi, ovviamente. Noi ci limitiamo a mostrarVi quello che fece la NASA: poche ore, ed ecco che la "Pubblica Ammenda" fu fatta e messa giù "a colori":"Sorry, abbiamo sbagliato noi! Marte è rosso/arancio/mattone ed il cielo...Il cielo non è blu. Non sappiamo com'è (!), ma sappiamo che NON è blu". Ecco cosa accadde e poi...Tutti tranquilli e felici.

Una nostra riflessione: se il Pubblico - in America, ma non solo - fosse meno isterico, forse (diciamo FORSE) una buona fetta di cover-up non sarebbe necessaria...
Apr 09, 2006
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QA-VikingLS-1.jpgViking One: the Landing Site - First Color Picture (original)207 visiteCaption originale:"Scan from an original print of the initially released version of the first color picture from the surface of Mars. The intent was to show a gray sky, but the initial batch of prints were color balanced too blue".

Nota: la caption che riportiamo è il commento originale del Ricercatore Don Davis sul motivo per cui la prima istantanea a colori (veri?) dal Pianeta Rosso, ottenuta dal Viking Lander One, NON è realistica (in termini cromatici). Occorre stigmatizzare la circostanza per cui quanto riportato da Don Davis è esattamente ciò che si legge in un Comunicato Ufficiale della NASA i cui centralini, appena 24 ore dopo il rilascio al Pubblico delle prime immagini Viking One a colori che mostravano un Marte "terribilmente" simile alla Terra, vennero subissati da migliaia e migliaia di telefonate di Americani (e non) sconcertati dalla eccessiva similitudine cromatica e paesaggistica fra i due Pianeti.
13 commentiApr 09, 2006
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ZE-I-Viking1Sky.jpgFrom the "Viking Archive" - Viking 1: late afternoon121 visiteThis is a Viking One late afternoon view on a fairly clear day. The bright sky near the Sun is apparently a lighter bluish color due to 'forward scattering'. The blue seen here is probably more camera induced than real. On Mars the 'Raleigh Scattering' which colors our sky blue is greatly diminished by the low atmospheric pressure. Although no obvious clouds were reported, The horizontal texture in the sky to the left of the overexposed region might just be some weak cloud detail.Apr 09, 2006
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ZEZ-I-Viking1.jpgFrom the "Viking Archive" - Viking 1: dusty day129 visiteCaption originale:"...Here we see another Viking 1 image taken on an especially dusty day, with the bright blue zone near the Sun visible as it overexposes the upper right of the frame. Notice the near lack of shadows from the rocks...".
1 commentiApr 09, 2006
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ZD-Z-VikingLander1-Rocks.2jpg.jpgThe surroundings of Viking 1 Lander (1)151 visiteCommenti originali:"These pictures show a knobby exposure of bedrock broken by vertical fractures. Some of the protuberances are so deeply eroded that they almost form detached boulders. Indeed, we believe that many of the boulders at this site form by this mechanism of "in situ" weathering. The area of bedrock is more clearly delineated. Horizontal rock surfaces have been swept clear of sediment. The fact that this rock weathers in a different fashion than the rocks displayed in other frames suggest a compositional difference between the two exposures of bedrock. However, both rock types are believed to be representative of volcanic lavas that inundated the entire region early in Martian history.
Finding bedrock at this landing site was a surprise. Among other things, it indicates that Martian geologic history is more complex than Lunar history. If a thick layer of ejected deposits once covered this region, it has been subsequently removed by wind, water, or maybe even ice in the form of glaciers".
Mag 01, 2005
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ZD-Z-VikingLander1-Rocks.jpgThe surroundings of Viking 1 Lander (2)121 visiteCommenti originali:"Bedrock exposures are among the most provocative features at the Viking 1 landing site. Bedrock, of course, refers to a body of solid rock that underlies a layer of soil or unconsolidated sediment. On the Moon, bedrock is almost everywhere covered by a thick layer of impact debris. Only at the Apollo 15 site were astronauts Dave Scott and Jim Irwin able to chip off samples of bedrock from layers exposed in the wall of the Hadley Rille".Mag 01, 2005
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ZM-Viking2-Rocks.4jpg.jpgViking's unusual rocks (3)188 visitenessun commentoMag 01, 2005
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