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| Ultimi arrivi - Investigations, Facts, Opinions and Theories |

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-136-20692 HR.jpgAS 17-134-20692 (HR) - Gravity Wasting?!?125 visitenessun commentoGiu 28, 2006
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-134-20446 HR.jpgAS 17-134-20446 (HR) - Gravity Wasting?!?119 visiteTraccia evidente di un qualcosa che, da pochissimo tempo (e non si parla certo di tempi geologici...), è scivolato sul costone di questa collina lunare e si è diretto verso gli Astronauti.
Leggende Lunari a parte, potrebbe essersi trattato di un fenomeno conosciuto come "Gravity Wasting" il quale è stato già "visto" anche in altre Regioni della Luna (Vitello Crater ad esempio). Oppure siamo davanti all'evidenza oggettiva di un movimento del suolo di origine (magari) sismica. Oppure si è trattato di un ejecta in arrivo da chissà dove.
Gli Astronauti - raccontano le Cronache - davanti all'occorrere di questo fenomeno non si sarebbero comunque spaventati.
Molto...Giu 28, 2006
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 17 AS 17-136-20771 HR.jpgAS 17-136-20771 - Nosferatu172 visiteScusateci il riferimento un pò "gruesome" ma...Guardate bene questo dettaglio isolato dal Dr Barca e poi, una volta superata la sorpresa, diteci Voi stessi: questa "unusual surface feature" ricorda o non ricorda il volto di una "creatura umanoide", con la bocca aperta e dei denti aguzzi che incutono un certo timore?!?
Antropomorfizzazione, certo: ma...Nosferatu è lì, e ci sta guardando!Giu 27, 2006
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 16 AS 16-116-18603 HR.jpgAS 16-116-18603 (HR) - Extremely Controversial Lunar "Artifacts"276 visiteDa questa coppia di particolari, individuata - ancora una volta! - dal Dr Gianluigi Barca, si può estrarre nuova linfa per due correnti di pensiero le quali, sebbene fortemente osteggiate da Lunar Explorer (e cioè Richard Hoagland - Manufatti Lunari - Civiltà Lunari Estinte e Bill Kaysing - "Moon Hoax"), difronte a simili evidenze acquisiscono, quasi automaticamente, una propria "dignità" (dobbiamo ammetterlo, anche se "ci costa", se non altro per una questione di onestà intellettuale).
Cerchiatura Verde: roccia (anzi no: diciamo 'oggetto') a forma squadrata, apparentemente liscio, con angoli smussati e profilo regolare, il quale presenta un rilievo, visibile sulla sua Dx (Sx dell'Osservatore), che pare assomigliare ad una sorta di staffa. Da notare che detta "staffa" avvolge l'oggetto, ma NON è a diretto contatto con la sua superficie (un elevato ingrandimento mostra che la staffa non poggia sul corpo principale);
Cerchiatura Fucsia: un'autentica Anomalìa di Superficie. Si tratta di una struttura colonnare regolare, la cui pianta ci mostra - anche senza fare ingrandimenti - l'esistenza di una zigrinatura/dentellatura sui bordi ed un "perno" centrale.
Questa descrizione, ci preme sottolinearlo, NON è un'interpretazione di tipo speculativo: è il prodotto di una semplice osservazione che OGNUNO di VOI può fare.
Eccezionale il lavoro del Dr Barca.Giu 22, 2006
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 14 AS 14-66-9301-1.jpgAS 14-66-9301 - New Discoveries near the "Blue Flare"? (2)166 visiteLe valutazioni, assai immaginifiche, ma ampiamente sostanziate, del Dr Sartarelli, ci sembrano plausibili. La nostra opinione al riguardo è, come sempre (purtroppo) molto aperta e possibilista, poichè non abbiamo elementi decisivi né per aderire in toto alle costruzioni del nostro Amico, nè per confutarle; tuttavia ci sentiamo di dire che alcuni dei "punti" fatti dal Dr Sartarelli sono assolutamente inequivocabili e che, ad essi, si possono aggiungere le nostre valutazioni. Eccole:
1) è vero: Mitchell (l'Astronauta inquadrato con la telecamera fra le mani) effettivamente sembra che stia riprendendo l'orizzonte e NON la Blue Flare (...Ed is still doing a TV pan. Note the ridge behind him, still partially in shadow. Cone Crater is on a portion of this ridge that is off the picture to the right, virtually up-Sun (east) of the landing site...);
2) non è la prima volta che, operando uno stretching dei frames ad Alta Risoluzione o addirittura dei frames Originali NON Compressi, si riesce a portare alla luce l'esistenza di "strutture effimere" (con ciò intendendosi dei rilievi semi-trasparenti i quali, secondo alcuni - Hoagland su tutti - sono dei "cristal remnants” – ruderi cristallini). Occorre però precisare che uno stretching eccessivo può concorrere nella creazione – o creare ex novo – dei photoartifact i quali, a volte, possono essere confusi con dette “strutture effimere”;
3) la Blue Flare, come notava il Dr Sartarelli, non è l’unica “presenza anomala” del frame. Ad un’attenta analisi del frame si possono notare altri dettagli curiosi (su tutti, una coppia di “sfere” bianche ed azzurre al suolo), ma in un caso come questo occorre precisare che il frame non è esattamente “a fuoco” e quindi i rilievi ad albedo elevata, allorché ripresi fuori fuoco, tendono naturalmente ad apparire come “sfere” o “cilindri” illuminati, molto suggestivi ma estremamente ingannevoli;
4) l’area nei pressi di Cone Crater è molto accidentata (abbiamo due ore di riprese filmate “Live from the Moon” – Apollo 14” che lo dimostrano ampiamente) e, su aree accidentate, le alternanze “luce-ombra-luce” sono frequentissime e, ancora una volta, ingannevoli;
5) il Dr Sartarelli ha ragione quando evidenzia, nel suo detail mgnf, alcune incongruenze nella tessitura del suolo lunare inquadrato e la presenza – fortemente probabile (se non addirittura certa) – di alterazioni digitali postume;
6) altri dettagli minori (tipo la “protuberanza”) sono, a nostro parere, intriganti ma insostanziabili: troppo piccoli per essere risolti da uno stretching accettabile.
Conclusioni: l’ipotesi di base del Dr Sartarelli è accettabile e presenta degli elementi di supporto tali da renderla, secondo noi, sufficientemente plausibile.
La problematica delle “strutture effimere” è oltremodo complessa e, a ben guardare, in parte è accettabile (ed esistono elementi oggettivi al suo supporto) ed in parte è fortemente speculativa (il Lavoro del Prof. Hoagland e della sua Scuola, ad esempio, parte da premesse accettabili e poi si perde in speculazioni pure; il Lavoro del Dr Sartarelli parte anch’esso da premesse accettabili e poi si mantiene su livelli di plausibilità – il massimo ottenibile con i pochi dati a disposizione).
In questo caso specifico, a nostro parere, c’è effettivamente “qualcosa” nell’area in questione, ma “che cosa” sia (strutture effimere, ruderi di manufatti colonnari “cancellati digitalmente” o altro), purtroppo, è un mistero che, almeno per molto tempo, resterà ancora tale.
Complimenti per il Lavoro svolto ed un Grazie di cuore al Dr Sartarelli, da parte di tutti noi.
Giu 22, 2006
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 14 AS 14-66-9301.jpgAS 14-66-9301 - New Discoveries near the "Blue Flare"? (1)144 visiteChe la problematica di Cone Crater e della “Blue Flare” avesse incontrato il favore e l’interesse di molti Lettori lo sapevamo. Adesso però, grazie al bellissimo (ed acutissimo) contributo del nostro Amico, il Dr Gino Sartarelli, abbiamo il piacere di proporVi una nuova lettura del frame AS 14-66-9301.
Una lettura, a nostro parere, interessante, ben formulata e, pur nel suo essere controversa e controvertibile (come, del resto, è controverso e controvertibile il 99% dei Lavori che Vi proponiamo), assolutamente accattivante ed estremamente plausibile.
Ma lasciamo parlare il Dr Sartarelli:“...Sul Frame AS 14-66-9301 Voi (Lunar Explorer Italia) dite che l'Astronauta tenta in qualche modo, forse, di filmare la "Blue-Flare" che gli sta di fronte.
Questo, fin da principio mi sembrava un argomento un po' troppo spiccio, considerato che l'assetto della telecamera che l'Astronauta stava cercando di puntare non mi convinceva circa il suo effettivo target.
D’altronde, con tutto quel florilegio di "presenze", sopra ed intorno a lui, io vedevo invece un puntamento ozioso, almeno in apparenza, generalmente rivolto all'orizzonte.
Tuttavia, data per scontata l'intelligenza (certamente superiore) dell'Astronauta ed il tipo di missione – sicuramente non di “ordinaria amministrazione”... – di cui egli era stato investito, il ripresa di un semplice "panorama" non poteva e non doveva essere l'oggetto massimo del suo desiderio.
E allora? E allora, guardando BENE, ho distinto una porzione “intrigante” di orizzonte, sulla quale intravedevo diretta l'attenzione del Nostro Amico.
Ho effettuato qualche elaborazione e delle valutazioni, ed ora ecco due immagini: una, la prima, rappresenta il particolare da me considerato per valutare quanto sopra (e con cerchiata in giallo la porzione “intrigante” di paesaggio da me individuata) e la seconda che rappresenta un ingrandimento di quella porzione.
Un ingrandimento dal quale ho estrapolato alcune considerazioni:
1) Considerando i due massi posti sulla Dx dell'ingrandimento, in corrispondenza della due frecce VERDI, insistono due "Oggetti" in verticale, uno dei quali (quello di Dx) taglia nettamente l'ombra lasciata dai massi.
Da ciò ho dedotto che questi due "Oggetti" dovrebbero essere non solo VERTICALI, ma anche INDIPENDENTI, vista la continuità del terreno Lunare che esiste nel loro mezzo. L’altezza di queste “colonne” mi sembra che possa essere quanto quella dell'Astronauta, se non di più, considerando la prospettiva.
2) Alla Sx delle supposte "colonne", indicate da frecce BIANCHE, vi sono tre "sagome", stranamente quasi equidistanti. Con l'ingrandimento si vede che, almeno in apparenza, esse non hanno attinenza con il terreno, sembrano orientarsi verticalmente ed essere, secondo uno "sconto" prospettico meno apparente, più prossime all’Astronauta di quanto si possa intuire attraverso un mero ingrandimento fotografico.
3) Indicata dalla freccetta ROSSA evidenzio una incongruenza di luci. A circa mezza altezza dell'ingrandimento, sulla Sx, si nota la porzione illuminata di cratere e, sulla Dx, l’ombra proiettata dal suo bordo. Di fianco a questa ombra, però, io vedo un'altra luce: vedo un rilievo (o un “oggetto”) luminoso che poggia sul terreno.
4) La freccia VIOLA indica "qualcosa" che, sul frame, anche ingrandito, SEMBRA il terreno illuminato antistante la Luce strana di cui sopra, ma che, nel mio ingrandimento, rivela tutta la sua INCONGRUENZA con la morfologia dell’intera area ripresa. Ho ripetutamente visionato il frame, punto per punto, così da verificare che io non stessi a tirare fuori elementi da "speculatore invasato", ma a me sembra di vedere una sorta di “protuberanza”, una continuazione della struttura apparente che a malapena si intuisce.
5) La freccia arancione, lo ammetto, è un piccolo (ma serissimo, credetemi) guizzo speculativo per una apparente strana esposizione che non ha trovato alcuna conferma in questo frame e, se non ricordo proprio male, in altri dello stesso tipo.
Chiudo con una domanda: perché a riprendere questa scena MERAVIGLIOSA si è scomodato anche un altro Astronauta (e cioè quello che sta riprendendo il “campo lungo”?
La mia impressione è che, "sulla Terra", serviva un documento obiettivo circa il merito, le dimensioni e le distanze di tutto quello che il primo Astronauta (quello più vicino all’Anomalìa) stava riprendendo.
E quindi mi chiedo ancora: si è mai avvicinato il Nostro Amico a quella porzione da me ingrandita, stando ai frames che possediamo? Ebbene, io credo proprio di no!”.
Giu 22, 2006
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010.jpgSpace Heat-Shields - The "Truth"167 visiteOra il fatto (grave) è che questa "riproduzione" della realtà può facilmente essere modificata (a volte spianando ed uniformando, a volte asportando ed aggiungendo e chi più ne ha, più ne aggiunga...) e renderizzata, fornendo in tal modo al Pubblico l’immagine di Marte che si vuole (magari "desertica e rassicurante", come le certezze che ci dà la nostra - intoccabile - Scienza Convenzionale esigono).
Il tutto, naturalmente, a condizione di non commettere sciocchezze....
Per comprendere meglio il funzionamento del sistema, potete osservare quella perforazione a “8” che avevo citato (N. 2) riguardo all’immagine MGS-3D del Cratere Bonneville.
Quanto vedete in quest'ultimo frame, secondo la NASA, sarebbe quello che vedreste di quella "formazione" se Vi trovaste sulla superficie del Pianeta.
E' ovvio che confrontando la "pianta" con questo "prospetto" potrebbe venirvi il legittimo dubbio che qualcuno stia cercando di nascondervi qualcosa...
E, forse, avreste ragione! Giu 22, 2006
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009.jpgSpace Heat-Shields - The "Anomaly"...according to NASA!168 visite7 - IL METODO
L'Heat-Shield, dunque (ed a nostro parere), è stato "sovrapposto", nelle varie foto all’oggetto originale che si trovava sul bordo di Bonneville.
Ma da dove proviene la tecnologia che consente fotomontaggi così verosimili?
La risposta ci arriva da...Pathfinder. Nel corso di quella missione (1997) vennero messi a punto dei meccanismi operazionali - destinati alla navigazione automatica - i quali consentivano l’acquisizione in tempo reale delle coordinate spaziali relative agli spostamenti del robottino Sojourner.
Successivi sviluppi portarono, nel 1999, all’affinamento di vari protocolli operativi, testati poi con successo in Arizona nel 2002.
Attualmente le fotocamere dei Mars Rovers, dunque, acquisiscono in pochi secondi le coordinate tridimensionali dell’area fotografata (riconvertendole in dati DEM) e consentendo ai Tecnici del Controllo Missione una riproduzione virtuale (dell'area da essi ripresa) talmente PERFETTA da risultare - di fatto - indistinguibile rispetto all'ORIGINALE. Giu 22, 2006
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008.jpgSpace Heat-Shields - The "Anomaly" (detail mgnf)157 visiteNoi non pretendiamo, ovviamente, che ci crediate sulla parola: per Vostra opportuna informazione, quindi, Vi segnaliamo che gli originali delle immagini in questione sono reperibili al seguente indirizzo:
http://www.lyle.org/mars/imagery/2N132943059EFF2100P1845L0M1.JPG.html
http://www.lyle.org/mars/imagery/2N132943059EFF2100P1845R0M1.JPG.html
Verificate Voi stessi! Giu 22, 2006
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007.jpgSpace Heat-Shields - The "Anomaly"183 visiteMa, dato che non c’è limite al peggio, questo secondo elemento che non quadra è avvalorato da un'ulteriore immagine 3D, sempre relativa alla stessa locazione. A distanza di pochi giorni (Sol 74) la “formazione” appare cresciuta in dimensioni e complessità, continuando però a non assomigliare neanche lontanamente al nostro "rottame spaziale" (cioè lo "Scudo Termico").
Da notare anche gli sferoidi chiari, sulla Dx dell’oggetto, che nella foto originale non potete vedere poichè coperti con lastre di pietra disegnate ad hoc (usando lo stesso procedimento impiegato per creare il finto "Heat-Shield").
La “crescita” dell’oggetto ci suggerisce una sua possibile origine organica in quanto esso, oltre a fuoriuscire dal terreno, si pare circondare di anelli particellari luminosi perpendicolari al suolo (con conseguente 'spazzolamento' discoidale a terra), forse causati da una sorta di fotosintesi eccitonica - o fenomeno analogo - apparentemente innescato dall'appendice tubolare anteriore semi-annegata nel terreno. Giu 22, 2006
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006.jpgSpace Heat-Shields - The "Real Edge" of Bonneville and the "Anomaly"181 visite6 - L'INFORTUNIO
In ambedue le ipotesi menzionate in precedenza, la NASA avrebbe mentito ed il Cratere Bonneville non sarebbe quella "anonima depressione" che si vorrebbe far credere - un dato, per altro, piuttosto evidente dalle foto orbitali MGS.
Anche il complotto più efficiente può presentare delle falle (anche una semplice segretaria che, per errore, diffonde come wallpaper per screensaver un’immagine dell’area su cui dovrebbe stare il presunto Heat-Shield e di cui qui potete vedere un dettaglio).
Dall’angolazione si vede che l’immagine è stata ripresa tra il Sol 65 ed il Sol 68 e, al posto dello Scudo, c’è una formazione (rocciosa?!?) più piccola - circa 1 metro al di sotto dell’orlo del Cratere - che sembra essere "emersa" dalle sabbie (diremmo una sorta di "outcrop"). Giu 22, 2006
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005.jpgSpace Heat-Shields - The Heat-Shield (detail mgnf)212 visite5 - LA MISSIONE
Apparentemente sembrerebbe tutto in ordine, ma c’è un primo elemento che non torna.
Come si vede dalla pianta 3D di Bonneville (frame 3), Spirit lo avrebbe fotografato dal Sol 65 al Sol 86, praticamente girellando su sè stesso per 21 giorni e scattando foto SEMPRE dalla stessa posizione. Tutto ciò sembra assurdo. Pensateci: Spirit avrebbe prima viaggiato per milioni di chilometri nello spazio, poi rotolato per 2 mesi lungo una pianura (apparentemente) desolata e infine avrebbe stazionato per 3 settimane di fronte alla prima vera scoperta senza nemmeno tentare di entrarvi o di circumnavigarla, per poi andarsene via con un’allegorica alzata di spalle “perché non c’era niente da vedere”!
Premesso che un tale approccio non è credibile, avanziamo 2 ipotesi sull'accaduto:
A) Il percorso denunciato è vero e l’esplorazione è stata limitata per motivi di sicurezza (del Rover);
B) Il percorso denunciato è falso e dell’esplorazione di Bonneville non sono state diffuse le immagini vere.
Giu 22, 2006
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