| Ultimi arrivi - Uranus and His Moons |

Oberon-V2-PIA01352_modest.jpgOberon, from far away...55 visiteOberon, la Luna Maggiore di Urano: la più esterna e la più grande.
In questa immagine (a differenza della precedente che, ad oggi, è la migliore disponibile!) la Sonda Voyager 2 era ancora troppo lontana da Oberon per catturarne i segreti (la fotografia è stata scattata da una distanza di circa 2.700.000 Km!), ma alcuni dettagli delle sua superficie (i quali peraltro evidenziano una scarsissima albedo: Oberon, in effetti, riflette - in media - circa il 20% della luce solare che riceve) appaiono già con una certa chiarezza.Ott 13, 2004
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Miranda-V2-PIA01980_modest.jpgMiranda: a funny shaped Moon74 visiteIn questa seconda immagine di Miranda risulta ben visibile una vastissima depressione situata in prossimità del suo Polo Nord la quale potrebbe aver avuto origine a seguito di un impatto con un altro corpo celeste di notevoli dimensioni.
Una luna che ha "sofferto", dunque, e la cui storia risale - molto probabilmente - alle stesse origini del nostro Sistema Solare, quando gli impatti - specie nella sua "periferia" - avvenivano con una frequenza di gran lunga maggiore rispetto a quanto accade ai giorni nostri.
Ott 13, 2004
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AB-Ariel-V2-PIA01534_modest.jpgBright Ariel!66 visiteSe osservata da una certa distanza (come in questa fotografia, ripresa da circa 150.000 Km), Ariel si dimostra essere una Luna decisamente luminosa, in particolar modo in alcune sue aree: a ridosso del Polo Sud ed in prossimità di alcuni dei suoi "Mari". L'elevatissima albedo di queste aree (ben visibili in questo frame) ci fa supporre che si possa trattare di una conseguenza della presenza di ghiaccio il quale, come sapete, assieme alle nuvole (laddove esistono), è causa dell'elevatissima albedo di alcuni corpi celesti (p.e.: Venere, Giove, Saturno ed alcune delle loro Lune maggiori).Ott 13, 2004
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AB-Ariel-V2-PIA01356_modest.jpgAriel (detail mgnf)104 visiteIn questo terzo frame potete vedere davvero bene un dettaglio, rilevabile quasi a ridosso della Linea del Terminatore, di alcuni dei crepacci che avevamo intravisto nella prima immagine. Questa ripresa ravvicinata ci permette - con l'aiuto delle ombre che si sono formate sui rilievi - di percepire non solo la profondità, ma anche l'estremo intreccio di questa rete di solchi.Ott 13, 2004
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AB-Ariel-V2-PIA00041_modest.jpgAriel (real colors)100 visiteUrano ha (circa) 20 Lune naturali, ma le sue Lune Maggiori sono soltanto 5: Ariel, Umbriel, Titania, Oberon e Miranda.
Si tratta, in tutti i casi, di corpi rocciosi, privi di atmosfera e sottoposti da ere ad un costante bombardamento meteorico. Certo, le caratteristiche superficiali di alcune di queste lune ci incuriosiscono, ma presumiamo che si tratti, in ogni caso, di mondi totalmente inospitali i quali, assai difficilmente, saranno teatro di future missioni e - magari - tentativi di atterraggio.
Anche se non si può mai dire...
In questa prima immagine, vediamo la Luna più conosciuta di Urano: Ariel. Si tratta di un vero e proprio "pianetino" il quale presenta delle caratteristiche superficiali che lo rendono, in parte, simile alla nostra Luna. Si possono vedere dei crateri da impatto (quasi tutti molto antichi), delle vaste distese prive di rilievi ("mari") e poi dei lunghi e profondi crepacci (in questo frame guardate in basso verso Dx) i quali si sono formati, probabilmente, durante il periodo in cui Ariel ha iniziato a raffreddarsi e, come si pensa, detto raffreddamento dovrebbe essere avvenuto in maniera decisamente rapida. Ott 13, 2004
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Titania_s Limb-V2-PIA01978_modest.jpgTitania's limb (3)64 visiteIl bordo di Titania, semi-immerso nell'oscurità, costituisce un target molto suggestivo da ammirare ed inoltre, proprio grazie ai giochi di luce ed ombra che si formano, risulta leggermente più facile percepire - anche se, a volte, in maniera ingannevole - la "profondità" o il "rilievo" di alcuni dettagli superficiali. Guardate, infatti, il bordo superiore di Titania e noterete, ad ore 1 dell'immagine, una chiara protuberanza di forma "conica". Un dettaglio curioso e suggestivo, ancora una volta. Di che cosa si tratta? Forse di una "spire", simile a quelle che abbiamo visto sulla Luna . O forse qualcosa di completamente diverso...Ott 13, 2004
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VB-Uranus-EpsilonRing-V2-PIA01983_modest.jpgUranus' Rings (4) - the "Epsilon Ring"53 visitenessun commentoOtt 12, 2004
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VA-Uranus_ Rings-V2-PIA01985_modest.jpgUranus' Rings (2)56 visiteGli Anelli di Urano, come appare del tutto evidente sin dalla prima istantanea, sono molto più sottili e "deboli" rispetto a quelli di Saturno. In realtà, l'effetto "scenico" delle due serie di anelli è incomparabile: quelli di Saturno sono - come possiamo vedere ogni giorno - un autentico capolavoro di Ingegneria Celeste il quale in parte utilizza, per il suo "equilibrio", anche le delicate risonanze di alcune Lune minori. Gli Anelli di Urano (al pari di quelli di Nettuno), invece, appaiono possedere una natura - oltre che un'apparenza - diversa.
Essi, infatti, potrebbero essere effettivamente la semplice (e anche la sola) conseguenza della disintegrazione di un corpo celeste (un satellite? Un asteroide?) avvicinatosi troppo ad Urano ed i cui residui sono rimasti in orbita attorno ad esso. E' questa, a nostro avviso, la "chiave di lettura" (o almeno una di esse) per comprendere una parte dei misteri dei "Signori degli Anelli".Ott 12, 2004
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VA-Uranus_ Rings-V2-PIA01977_modest.jpgUranus' Rings (1)55 visiteEcco gli Anelli di Urano, dei quali si è sovente parlato, ma senza mai approfondire l'argomento in maniera particolare.
Noi Vi offriamo 3 istantanee provenienti dalla Sonda Voyager 2 e relative a questa ennesima Meraviglia del Cosmo. Non ci sono segni evidenti di anomalie e le immagini, occorre dirlo, non sono di grandissima qualità. Tuttavia, in attesa di nuovi passaggi ravvicinati accanto a questo strano Gigante Gassoso (passaggi, purtroppo, non previsti a breve...), noi guardiamo ancora al passato ed a ciò che abbiamo raccolto negli anni trascorsi.
Il valore storico di queste fotografie è indiscutibile; quello scientifico può essere meglio compreso confrontandole con le immagini ad Alta Definizione degli Anelli di Saturno che ci arrivano - possiamo dire "quotidianamente" - dalla Sonda NASA-ESA Cassini-Huygens.Ott 12, 2004
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AA-Uranus and Neptune.jpgUranus, Neptune and their Moons together!!!123 visiteUn'immagine davvero meravigliosa ottenuta dalla 2MASS Southern Facility il giorno 7 Giugno 1998. Come gentilmente richiesto dalla 2MASS, riconosciamo i loro diritti sull'immagine e riportiamo integralmente la seguente "caption":
"Atlas Image [or Atlas Image mosaic] obtained as part of the Two Micron All Sky Survey (2MASS), a joint project of the University of Massachusetts and the Infrared Processing and Analysis Center/California Institute of Technology, funded by the National Aeronautics and Space Administration and the National Science Foundation" Set 12, 2004
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ZB-Uranus-HP-V2-PIA01391_modest.jpgFarewell Uranus...57 visiteUna veduta finale di Urano, registrata dalla Sonda Voyager 2 il 27 Gennaio 1986. Come potete vedere chiaramente, Urano si sta facendo sempre più piccolo, quasi che fosse "divorato" dall'oscurità che lo circonda...
Quest'immagine, per Voyager 2 (e per noi tutti), rappresenta l'addio ad Urano ed al suo Sistema di Anelli e di Lune.
Ci torneremo mai? Sicuramente si, ma potrebbero passare tantissimi anni prima che ciò accada davvero...
Set 12, 2004
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ZA-Uranus-IP-V2-PIA00346_modest.jpgFarewell Uranus... (1)57 visiteCaption NASA originale:"This image shows a crescent Uranus, a view that Earthlings never witnessed until Voyager 2 flew near and then beyond Uranus on January 24, 1986. The hazy blue-green atmosphere probably extends to a depth of around 5.400 miles, where it rests above what is believed to be an icy or liquid mixture (an 'ocean') of water, ammonia, methane and other volatiles, which in turn surrounds a rocky core, perhaps a little smaller than Earth".
Set 12, 2004
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