| Ultimi arrivi - Venus |

Craters-Mona_Lisa_Crater-PCF-LXTT-00.jpgMagellan Probe: radio image of Mona Lisa Crater112 visiteL'età media della superficie di Venere è di circa 500 milioni di anni ed una delle domande più interessanti attiene la causa dell'attuale aspetto della superficie del Pianeta (una "lastra di lava").
Forse una serie ravvicinata di eventi cataclismici occorsi, appunto, circa 500 milioni di anni fa i quali hanno causato l'esplosione simultanea di migliaia di vulcani (con conseguenze catastrofiche evidenti) oppure l'effetto di lenti, ma costanti e lunghissimi, processi di accumulo e deposito di materiali eiettati dagli innumerevoli vulcani che tutt'ora costellano - ed illuminano - la superficie del Pianeta?Lug 29, 2004
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Volcanoes-Sapas_Mons-01.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano113 visiteIl 12 Ottobre 1994, infatti, dopo 4 anni di orbite, di preziose osservazioni e di raccolta dati relativi al Pianeta, il contatto radio con la Terra si interrompeva bruscamente e, neppure 24 ore dopo, il Centro Controllo Missione dichiarava la (presunta) perdita definitiva della Navicella.
Lug 29, 2004
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Volcanoes-Sapas_Mons-02.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano (detail)141 visiteUna così rapida decisione di considerare persa la Sonda può lasciare sorpresi (basti pensare agli innumerevoli tentativi compiuti dai Tecnici NASA di ripristinare i contatti radio, per esempio, con il Mars Polar Lander oppure con la Sonda ESA "Beagle", prima di dichiarare la perdita delle Navicelle) e che cosa sia effettivamente accaduto a Magellano non lo sa nessuno, ma non è da escludere, tuttavia, che la rapidità adottata nel prendere questa decisione sia stata determinata, fra l'altro, in ragione dell'avvenuto conseguimento della (quasi) totalità degli scopi della Missione.Lug 29, 2004
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Volcanoes-Sapas_Mons-00.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano (false color)119 visiteLa risposta a questa domanda, ovviamente, potremmo non averla mai.
Un ultimo dato suggestivo attiene il campo gravitazionale di Venere il quale - completamente diverso da quello terrestre - potrebbe essere pesantemente influenzato da processi fisici che avvengono nelle profondità del Pianeta.
Ad ogni modo i processi tettonici globali che caratterizzano Venere sono ancora avvolti nel mistero. Così come avvolta nel mistero è la fine della Sonda Magellano.Lug 29, 2004
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Volcanoes-Sapas_Mons-03.jpgMagellan Probe: radio image of Sapas Mons Volcano Area131 visiteInoltre - e per rendersi conto di questo dato basta verificare i documenti relativi all'operato della Sonda magellano - è fortemente probabile che la perdita del contatto radio sia stata causata dalla semplice e naturale consunzione della Navicella, costretta (per 4 anni) al lavoro in condizioni alquanto ostili. Lug 29, 2004
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Volcanic_Features-_Volcanic_Domes_in_Tinantin_Planitia.jpgMagellan Probe: radio image of Volcanic Domes in Tinatin Planitia138 visiteTra le altre cause della perdita del contatto radio possiamo anche includere l'impatto della Navicella con un "corpo vagante" o magari il verificarsi di un repentino mutamento nell'orbita di Magellano causato da un fenomeno di influenza gravitazionale (p.e.: un altro corpo celeste che transita in prossimità della Navicella e la "spinge" fuori dalla propria orbita).
Forse la Sonda si è "rotta" o forse essa ha, semplicemente, esaurito la propria "energia vitale" e si è spenta per sempre: ognuno può pensare quello che vuole e, anche se la verità non la sapremo mai, i risultati del lavoro di Magellano, qualunque sia stata la causa della sua fine, renderanno questa Sonda, comunque, degna di una memoria immortale.Lug 29, 2004
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Aeolian_Features-Windstreaks.jpgMagellan Probe: radio image of Windstreaks132 visiteUn'immagine decisamente chiara e relativa a quel fenomeno che viene chiamato 'wind streaking' e che ci indica, fra l'altro, la direzione usuale dei venti e la capacità di resistenza che i rilievi oppongono ad essi.Lug 29, 2004
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Venusian_Surface-Venera_13-00.jpgVenus from Venera 13 - March, 1, 1982 - Two Original Frames227 visiteE adesso facciamo un salto al 1° Marzo 1982: ancora un landing positivo di una Sonda Sovietica - Venera 13 - che resisterà per ben 2 ore e 7 minuti sulla superficie del Pianeta (record!).
Più tempo e, quindi, più immagini riprese (e, questa volta, ne troviamo anche una a colori che Vi proporremo in seguito).
Le caratteristiche superficiali di Venere, a quanto si vede, sembrano non cambiare: rocce piatte, parzialmente frammentate, e pietrisco più sottile (con, forse, anche delle sferule simili a quelle trovate su Marte, in Area Meridiani Planum). Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_14-01.jpgVenus from Venera 14 - March, 5, 1982 - The Original Frame196 visiteQuattro giorni dopo Venera 13, ecco un nuovo arrivo: Venera 14: sarà questa l'ultima Sonda Sovietica (e terrestre...) a scendere su Venere.
Durerà meno di un'ora (solo 57', per l'esattezza) prima di venire distrutta dalla pioggia acida e dal calore.
Poco tempo per darci delle certezze, ma tempo sufficiente per trovare altri elementi di riflessione.
Nonostante le aree visitate cambino, per esempio, il suolo di Venere sembra davvero sempre uguale: rocce di origine (forse) basaltica, pietrisco e polveri in abbondanza (sulla superficie del Pianeta, in ampi depositi, ma NON in sospensione!).Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_10-01.jpgVenus from Venera 10 - October, 25, 1975 - enhanced and processed image425 visiteAd ogni modo, in questa foto, ripresa dalla Sonda Venera 10 il 25 Ottobre 1975, possiamo finalmente vedere la superficie di Venere.
La Sonda Sovietica sopravvisse solo 65' sul Pianeta e, al momento di scattare la fotografia, il Sole si trovava vicino allo zenith.
Cosa avremmo visto guardando in alto?
Un cielo completamente nuvoloso ed intensamente illuminato da luce bianca.
Diciamo che lo spettacolo sarebbe stato simile a quello visibile in un torrido giorno dell'Estate terrestre, allorchè il cielo viene invaso da formazioni compatte di nuvole bianche. Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_10-00.jpgVenus from Venera 10 - October, 25, 1975 - The Original Frame197 visiteNostante la fittissima schermatura costituita dalle nuvole (35/40 Km di spessore), però, la luminosità del paesaggio su Venere sarebbe in ogni caso molto elevata. Per quanto attiene le rocce piatte riprese dal Lander Sovietico (in parte ricoperte da polveri), diremmo che si potrebbe trattare di rocce basaltiche, non troppo diverse da quelle che potremmo trovare sia su Marte, sia sulla Terra stessa, in prossimità di aree vulcaniche attive.Lug 25, 2004
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Venusian_Surface-Venera_13-04.jpgVenus from Venera 13 - March, 1, 1982 - color detail426 visiteAncora un'area vulcanica, dunque, dal colore giallastro.
Un probabile segnale della presenza di zolfo? Può darsi, ma può anche darsi che si tratti di un effetto di illuminazione causato dalla presenza, nei pressi della Sonda, di un'intensa sorgente luminosa di color giallo e rosso.
Come un camino vulcanico attivo, ad esempio, o un lago di lava. Entrambe le ipotesi, in difetto di elementi decisivi, sono valide ed accettabili.Lug 25, 2004
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