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Ultimi arrivi - Saturn: the "Ringed Beauty" and His Moons
Japetus-PIA06167_modest.jpg
Japetus-PIA06167_modest.jpgJapetus in "near-true" color58 visiteCaption NASA originale:"This near-true color view from Cassini reveals the colorful and intriguing surface of Saturn's moon Iapetus in unrivaled clarity. The images taken with different spectral filters and used for this composite were taken at the same time as the clear frames used in PIA06166. The use of color on Iapetus is particularly helpful for discriminating between shadows (which appear black) and the intrinsically dark terrain (which appears brownish). This image shows the northern part of the dark Cassini Regio and the transition zone to a brighter surface at high northern latitudes. Within the transition zone, the surface is stained by roughly north-south trending wispy streaks of dark material. The absence of an atmosphere on Iapetus means that the material was deposited by some means other than precipitation, such as ballistic placement from impacts occurring elsewhere on Japetus, or was captured from elsewhere in the Saturn system".Gen 08, 2005
Japetus-PIA06168_modest.jpg
Japetus-PIA06168_modest.jpgJapetus56 visiteCaption NASA originale:"This image reveals a heavily cratered surface and shows the boundary between Iapetus' bright trailing hemisphere and Cassini Regio - a large, dark region that covers the leading hemisphere of the moon's surface. Some of the dark material appears to have collected inside the rim of a large impact structure about 250 Km across that lies just beyond the edge of the dark region (seen here near the right of the image). NASA's Voyager images (see PIA02268) this feature appeared as a dark 'moat' and had been hypothesized to be an impact structure. The recent images from Cassini confirm an impact origin for this feature. Gen 08, 2005
Rhea-PIA06555_modest.jpg
Rhea-PIA06555_modest.jpgRhea's craters58 visiteCaption NASA originale: "The sunlight angle in this sharp view of Saturn's second-largest moon, Rhea, highlights the moon's crater-strewn surface. Cassini will fly past Rhea on Nov. 26, 2005, at a distance of only 500 Km (such as 311 miles) and will obtain very high resolution images at that time. Rhea's diameter is 1.528 Km(or 949 miles).
This view shows mainly the hemisphere of Rhea that faces away from Saturn. The image was taken in visible light with the Cassini spacecraft narrow angle camera on Nov. 1, 2004, at a distance of 1,6 MKM (or 994.000 miles) from Rhea and at a Sun-Rhea-spacecraft, or phase, angle of 102°. North is up. The image scale is about 10 Km (6 miles) per pixel. The image has been slightly contrast enhanced to aid visibility of surface features.
Gen 07, 2005
Japetus-N00026422.jpg
Japetus-N00026422.jpgThe limb of Japetus, from approx. 104.000 Km72 visiteDettaglio del bordo di Giapeto che ci permette di notare non solo un consistente rilievo montuoso, ma anche la forma non proprio regolare (anzi...) del pianetino.Gen 04, 2005
Japetus-N00026427.jpg
Japetus-N00026427.jpgThe limb of Japetus, from approx. 104.000 Km56 visiteRipresa semplicemente spettacolare e ad altissima definizione del bordo di Giapeto, in quel suo versante "martoriato" dai crateri da impatto. L'immagine, da un punto di vista squisitamente tecnico e scientifico, non ci dice molto (notiamo, semmai, che Giapeto assomiglia davvero molto - almeno apparentemente - a Mercurio e, in parte, alla nostra stessa Luna); da un punto di vista meramente estetico, tuttavia, dobbiamo dire che essa è bellissima e di grande effetto!Gen 04, 2005
Japetus-N00026442.jpg
Japetus-N00026442.jpgJapetus from about 108.000 Km56 visitenessun commento1 commentiGen 04, 2005
Japetus-N00026332.jpg
Japetus-N00026332.jpgSurface features and "photographic artifacts" on Japetus55 visiteUn esempio (anzi: un campionario) di "artefatti fotografici", ossia di "imperfezioni" dell'immagine le quali suggeriscono la presenza di luci ed oggetti nelle prossimità di Giapeto i quali, invece, non esistono. Considerate questo frame in correlazione con il frame ANOMALY - Streak of light, per poter cogliere le sostanziali diversità fra i "tipi" di tracce" lasciate sui due frames.Gen 02, 2005
Japetus-N00026373.jpg
Japetus-N00026373.jpgANOMALY - Japetus and a "streak" of light72 visiteNon ci vuole certo un "Cacciatore di Anomalie" per notare la ENORME Anomalia riscontrabile in questo frame: c'è un oggetto luminoso, infatti, in movimento sostanzialmente lineare e che emana una luce costante il quale sta transitando nelle vicinanze di questo pianetino. Molte immagini di Giapeto, come Voi stessi potrete constatare, contengono phographic artifacts di varia natura e che vanno dai "dead pixels" alle "strisciature" da raggi cosmici ad imperfezioni vere e proprie dell'immagine causate da un vizio nella trasmissione dei dati. Però, a nostro modo di vedere, questa "striscia" di luce è qualcosa di diverso. Ne abbiamo già incontrata una, nello Spazio di Saturno, qualche mese fa...ve ne ricordate? Era identica a questa!3 commentiGen 02, 2005
Japetus-N00026392.jpg
Japetus-N00026392.jpgJapetus' limb (from 58.000 Km)56 visiteDettaglio del bordo (limb) di Giapeto che evidenzia un "mare" di dimensioni piuttosto consistenti e quindi l'area attorno al terminatore, ricca di rilievi e di crateri da impatto i quali, grazie al gioco di luce ed ombra, acquisiscono profondità e dimensioni. Non è da escludere che l'area fortemente craterizzata visibile proprio sul terminatore (e su cui contiamo almeno 11 crateri di notevoli dimensioni e, almeno apparentemente, di età similare) sia il risultato di una serie di impatti sequenziali (una cometa andata in pezzi?) oppure - anche se appare meno probabile - una serie di impatti simultanei (meteor shower?).Gen 02, 2005
Japetus-N00026395.jpg
Japetus-N00026395.jpgJapetus from about 58.000 Km55 visitePassaggio ravvicinato della Sonda Cassini accanto alla "Luna Nera": Giapeto. In questa spettacolare ripresa ad HD vediamo molto bene l'area del terminatore ed una piccola porzione del bordo (Sn) del pianetino. In basso, a ridosso del bordo, si distingue chiaramente un "mare", ossia una distesa liscia e piatta (molto simile a quelle che vediamo sulla nostra Luna) la quale è probabilmente costituita, in larga misura, da lava. L'attività di bombardamento meteorico su Giapeto, a giudicare dalle immagini, deve essere stata molto intensa. Che ci possa essere una relazione fra gli impatti subìti da Giapeto nelle ere (o magari uno in particolare) e la sua attuale configurazione, è tutt'ora un mistero.Gen 02, 2005
Japetus-N00026251.jpg
Japetus-N00026251.jpgJapetus: the terminator, in HD (2)61 visitevedi i commenti al frame precedenteGen 01, 2005
Japetus-N00026250.jpg
Japetus-N00026250.jpgJapetus: the terminator, in HD (1)56 visiteLa linea del terminatore di Giapeto, ripresa da una distanza di circa 179.000 Km. Sembra, da questa immagine, che ci siano delle notevoli similitudini fra questa luna e la nostra Luna. Si tratta, come ovvio, di analogie apparenti le quali, ad un esame più approfondito, potrebbero essere smentite; comunque possiamo riconoscere le sagome familiari di crateri da impatto di varie età e dimensioni (più antichi al centro - uno, piuttosto grande, in particolare, a Dx - e, apparentemente, più recenti a Sn), rilievi montuosi molto accidentati (Sn) e canyons (uno, molto lungo e ben visibile, si trova all'incirca al centro del frame, a ridosso del terminatore, leggermente spostato sulla Sn). Sono visibili anche delle aree sostanzialmente pianeggianti (tipo i "mari" della Luna) sulle quali, tuttavia, rimangono evidenti segni di attività tettoniche occorse (ed esauritesi), con ogni probabilità, in epoche remote.Gen 01, 2005
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