| Ultimi arrivi - From Ashes to Eternity: the Phoenix Mars Mission |

PHOE-SOL122-lg36399-36400-36401-2.jpgDisturbed Terrain - Sol 122 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)54 visitenessun commentoMareKromiumOtt 01, 2008
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PHOE-SOL119-MF-LXT.jpgMorning Frost over Vastitas - Sol 119 (natural colors; credits: Dr M. Faccin)56 visitenessun commentoMareKromiumSet 26, 2008
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PHOE-SOL117-lg34310-34313-34314-2.jpg"Headless": just like NASA... - Sol 117 (True Colors; credits: Dr G. Barca)58 visitenessun commentoMareKromiumSet 25, 2008
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PHOE-SOL116-lg33990-34005-34006-2.jpgCamera and Sky - Sol 116 (True Colors; credits: Dr G. Barca)64 visiteAnche questa immagine - processata dal Grande Dr Barca - è un Capolavoro. Onore al merito!MareKromiumSet 24, 2008
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PHOE-SOL116-lg33993-33994-33995-2.jpgThe "Trench" - Sol 116 (True Colors; credits: Dr G. Barca)62 visitenessun commentoMareKromiumSet 24, 2008
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PHOE-SOL117-PIA11191.jpg"Headless": just like NASA... - Sol 11754 visiteCaption NASA:"The Robotic Arm on NASA's Phoenix Mars Lander slid a rock out of the way during the mission's 117th Sol (such as Sept. 22, 2008) to gain access to soil that had been underneath the rock.The Lander's Surface Stereo Imager took the two images for this stereo view later the same day, showing the rock, called "Headless", after the arm pushed it about 40 cm (16") from its previous location.
"The rock ended up exactly where we intended it to", said Matt Robinson of NASA's Jet Propulsion Laboratory, RA flight software lead for the Phoenix team.
The RA had enlarged the trench near Headless 2 days earlier in preparation for sliding the rock into the trench. The trench was dug to about 3 cm (1,2") deep. The ground surface between the rock's prior position and the lip of the trench had a slope of about 3° downward toward the trench.
Headless is about the size and shape of a VHS videotape".MareKromiumSet 24, 2008
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PHOE-SOL111-NASA-PIA11193.jpgIn Loving Memory...Six days after Lunexit! - Sol 111 (false colors; credits: NASA)59 visiteCome previsto dal Dr Faccin, ecco che - sebbene con 6 giorni di ritardo - è arrivata sul NASA Planetary Photojournal la scopiazzatura del frame da noi costruito in colori naturali e pubblicato il 18 Settembre u.s.
L'abbiamo detto un pò di volte, e lo ripetiamo: SIAMO ONORATI! Ma se, di quando in quando, la NASA desse a Lunexit quello che è di Lunexit...SAREMMO PIU' CONTENTI.
Null'altro da dire, purtroppo.MareKromiumSet 24, 2008
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PHOE-SOL115-lg33868-33869-33873-2.jpgThe Surface of Vastitas Borealis - Sol 115 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)54 visiteEsaminando questi ultimi due splendidi Lavori in Superdefinizione (abbinata a colorizzazione in Natural Colors) del Dr Barca, ci siamo chiesti se la ragione (rectius: UNA delle ragioni) per cui la NASA "offre" Marte al Pubblico sempre e solo in monocromaticità, potesse dipendere da fattori diversi dal processing adottato dagli Amici di Pasadena.
Ora, come ovvio, noi non siamo nelle loro teste e non disponiamo dei loro mezzi, ma una considerazione di massima possiamo farla: a nostro avviso la Dominante Cromatica che, in una certa misura, su Marte potrebbe e dovrebbe esistere, potrebbe/dovrebbe essere funzione (trucchi e "filtri rossi", come dice l'Amico Matteo Fagone, a parte) dell'intensità di illuminazione ricevuta dal suolo, nonchè dal colore che viene maggiormente diffuso nel Cielo di Marte al momento della ripresa.
In altre parole: nelle ore crepuscolari (alba - tramonto), come nelle ore più luminose della giornata (e cioè quelle in cui il Sole è molto alto sull'orizzonte), la diffusione della luce asseconderebbe due Dominanti Distinte: rosso/arancio, nelle ore dell'alba e del tramonto e bianco-bianco/rosato, nelle ore di maggior luce.
Perchè?
Perchè, nelle ore in cui il Sole è basso/bassissimo sull'orizzonte Marziano, la luce che attraversa l'atmosfera, diffondendosi (rispetto all'Osservatore), di fatto si comporta come sulla Terra, privilegiando il passaggio delle lunghezze d'onda tendenti all'arancio/rosso.
Nelle ore in cui il Sole è alto, invece, essendo l'atmosfera Marziana - evidentemente - piuttosto sottile (MOLTO più sottile di quella terrestre), ne deriva che la luce, per la sua diffusione, di fatto risente primariamente del Tau (od O.A.) - e cioè delle POLVERI IN SOSPENSIONE NELL'ATMOSFERA (di regola color giallo/marrone) e NON dei gas che la formano, come invece avviene sulla Terra.
Rectius: la luce solare viene, si, diffusa (assecondando le medesime leggi e regole che ne governano la diffusione in ambiente terrestre e/o simili/terrestre), ma in parte essa si limta ad esaltare le proprieta cromatiche del materiale esistente "in sospensione" nell'atmosfera del Pianeta, COLORANDO il Cielo ed il Pianeta DELLO STESSO COLORE da esso posseduto!
In altre parole: il "filtro rosso" (o "giallo/arancio") che sembra colorare Marte, NON LO AGGIUNGE LA NASA, bensì la "coltre" di polveri rossastre (o giallo/arancio) che si trovano in quasi-costante sospensione negli strati bassi e medio/bassi dell'atmosfera del Pianeta!
Conseguenza: nelle ore di PIENA ILLUMINAZIONE, Marte appare (al suolo e DAL suolo) di color giallo-ocra o arancio/marrone o addirittura rossiccio, con cielo giallo o rosato o bianco/giallastro - bianco/rosato.
Ora, se questa speculazione "ottica" fosse corretta, dovremmo logicamente dedurre che il colore "autentico" di Marte (cielo e rilievi superficiali) potrebbe/dovrebbe avvenire al sussistere di due condizioni essenziali:
1) l'esistenza di un angolo di incidenza solare valutabile tra i 40 ed i 60°;
2) l'esistenza di una Tau COMUNQUE bassa.
Sussistendo queste condizioni, la diffusione della luce su Marte allora potrebbe/dovrebbe assecondare condizioni similari (CERTO NON ANALOGHE!) alle condizioni tipiche della diffusione della luce in ambiente terrestre (con due precisazioni essenziali e TROPPO SPESSO IGNORATE/TRASCURATE):
1) Marte è più lontano dal Sole rispetto alla Terra - ergo esso è/deve essere GENERALMENTE più "buio" della Terra - e
2) l'atmosfera di Marte è sensibilmente più sottile di quella della Terra - ergo la diffusione della luce solare avverrebbe in misura minore - e quindi sarebbe ragionevole ipotizzare l'esistenza, con riguardo alla luce del Sole in arrivo negli strati alti e medio/alti dell'Atmosfera Marziana, di una Dominante color bianco.
Conclusione: i colori "veri" (per l'occhio umano) di Marte, si "vedono" SOLO al sussistere di particolari E RARE condizioni le quali, purtroppo per noi terrestri, sono stringenti e residuali.
Se questa nostra costruzione - in parte "vecchia" ed in parte "nuova" - fosse fondamentalmente corretta, allora potremmo ragionevolente concludere che le fotografie NASA dell'ambiente Marziano, le quali - come sapete - sono monocromatiche o tendenzialmente monocromatiche nel 99% dei casi, NON SAREBBERO il frutto di un cover-up, bensì il prodotto di condizioni ottiche (rectius: di visibilità al suolo) oggettive ed insuperabili, a meno che non si faccia ricorso a processing addizionali oppure non si riprenda il panorama Marziano in quella che è l'unica (e, come detto, rara) "finestra di visibilità ottimale" che caratterizza il Pianeta Rosso.
Ai Posteri (ed agli "Scienziati", ovviamente e come sempre) l'Ardua Sentenza.MareKromiumSet 23, 2008
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PHOE-SOL115-lg33948-33951-33952-2.jpgThe Surface of Vastitas Borealis - Sol 115 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)54 visitenessun commentoMareKromiumSet 23, 2008
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PHOE-SOL114-lg33630-33659-33660-2.jpgMore "Ice" in the "Trench"? - Sol 114 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)54 visitenessun commentoMareKromiumSet 22, 2008
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PHOE-SOL114-lg33637-33638-33639-2.jpgMore "Ice" in the "Trench"? - Sol 114 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)54 visitenessun commentoMareKromiumSet 22, 2008
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PHOE-SOL114-lg33801-33802-33803-2.jpgMore "Ice" in the "Trench"? - Sol 114 (Superdefinition and natural colors; credits: Dr G. Barca)54 visitenessun commentoMareKromiumSet 22, 2008
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