| Ultimi arrivi - Mars in JPEG2000 |

PSP_009342_1725_RED_abrowse-2.jpgAnother "Martian Monolith"? (perspective view - credits: Dr M. Faccin)121 visiteIl "Monolito" ha una sua - peculiare - texture ed albedo. Una texture ed un'albedo che, sebbene diverse da quelle proprie dei dintorni ai quali esso accede, trova ampi riscontri in ALTRI RILIEVI AD ESSO PROSSIMI.
Rilievi che, a ben guardare, sembrano costellare un pò tutta la zona ripresa.
Le loro forme sono varie (squadrati, rotondeggianti, di varie dimensioni e diversamente posizionati al suolo), ma le loro caratteristiche superficiali sono sempre coerenti: si tratta di rilievi piuttosto lisci (almeno in apparenza), abbastanza luminosi e disposti secondo un "fronte" che sembra suggerire la loro provenienza come unitaria.
Di che cosa si potrà mai trattare? Probabilmente di Ejecta Boulders.
Ed ora guardate la "postura" del "Monolito" e la posizione in cui si trova: esso è inclinato di circa 47° rispetto al piano del suo Orizzonte Locale ed esso, inoltre, si colloca proprio sulla "linea di corsa" di una Rolling Rock, ossìa una di quelle rocce (più o meno grandi) che, a seguito di un evento ignoto - ma ipotizzabile, comunque - si sono messe a rotolare lungo il pendìo sul quale sorge il nostro rilievo controverso e che quindi hanno ternminato la loro corsa a fondo valle.
Osservate bene: di tracce di Rolling Rocks se ne vedono davvero tante ed UNA di esse PASSA ESATTAMENTE SULLA POSIZIONE in cui sorge il nostro rilievo!
Conclusioni: operata un'adeguata Contestualizzazione, e quindi valutata la zona, la (possibile) Anomalìa ed i suoi dintorni, riteniamo che il "Monolito" sia solo una dei tanti Ejecta Boulders (ossìa dei macigni - porzioni della Superficie Marziana - scagliati via dalla loro posizione originale a seguito di un impatto meteorico) che caratterizzano questa specifica area del Pianeta Rosso.
La sua inclinazione, effettivamente non molto "naturale", è poi - comunque - spiegabile come il risultato finale di un'azione meccanica occorsa in loco (come detto, probabilmente un pietrone che rotolava verso il fondo valle ha impattato il nostro boulder, inclinandolo - e forse ci è addirittura passato sopra! Se avessimo immagini migliori potremmo verificare anche questa specifica circostanza!).
L'albedo del "Monolito" è congrua con l'albedo degli altri Ejecta Boulders presenti in loco, e questo particolare ne conferma una più che probabile matrice comune.
Grazie ancora all'Amica (e, auspichiamo, futura Partner di Lunexit) "2di7" (Elisabetta Bonora), per aver sollevato la discussione!MareKromiumAgo 22, 2009
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PSP_009342_1725_RED_JP2-00.jpgRolling, Rolling, Rolling Rocks... (1)82 visiteStiamo osservando gli effetti (uno dei tanti) di un Sisma Marziano?
O si è trattato di vibrazioni del suolo susseguenti ad un impatto (relativamente) vicino alla zona ripresa, le quali hanno agito su dei macigni instabili?
E' un fenomeno di Gravity Wasting?
Oppure è una conseguenza, su massi posti ai margini di declivi e stapiombi, di venti violentissimi?
O forse la colpa è stata di qualche "Marziano" che giocava a bocce usando dei macigni?
Ipotesi (e scherzi) a parte, questa è una splendida immagine MRO-HiRise (processata dal nostro Marco Faccin) la quale ci mostra la lunga (e QUASI COMPLETAMENTE RETTILINEA!) corsa di un macigno lungo un leggero - ma sensibile! - pendìo.
Ben visibili, accanto alla striscia principale, anche altre tracce lasciate da massi di diverse forme e dimensioni che sono rotolati a valle.
Non osiamo pensare che cosa potrebbe accadere ad un Rover - o ad un Astronauta... - il quale perdesse l'equilibrio su un terreno simile...MareKromiumAgo 22, 2009
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PSP_009342_1725_RED_JP2-01.jpgRolling, Rolling, Rolling Rocks... (2)80 visitenessun commentoMareKromiumAgo 22, 2009
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PSP_009913_1910.jpgEchelon Fractures in Cerberus Fossae (Natural Colors; credits: Dr M. Faccin & Lunexit)66 visiteThe colors visible in this Natural Colors image result from differences in composition of the materials existing in and around the fractures (which were likely caused by the shifting of Mars Crust -----> i.e.: Tectonic Fractures) and they DO represent how it would appear to the human eye.
Note that one can make out boulders and small dunes at the bottom of these fractures and layering within the walls.
Just visible at the top of the image is well-preserved impact crater ejecta. This image is about 1,2 Km across.MareKromiumAgo 02, 2009
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Gorgonum_Chaos-PSP_010611_1425-MF-LXT.jpgCollapse Features in Gorgonum Chaos (by Dr M. Faccin)89 visite...Probabilmente troveremo questo frame, sezionato e scopiazzato da qualche altra parte del World Wide Web, senza la menzione del nostro eccezionale Marco Faccin e di Lunexit, ma in ogni caso una considerazione la si può fare: questa è Arte! E lo è perchè la Superficie di Marte che vedete in questi frames non è stata solo (addizionalmente) "processata".
Essa è stata assolutamente INTERPRETATA: in texture e colori. Ed un Lavoro simile - se non altro Pubblicamente - nemmeno la NASA lo fa.MareKromiumAgo 02, 2009
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ESP_012252_1245-00.jpgOutcrop in Southern Noachis (ctx frame - Natural Colors; credits: Dr M. Faccin)65 visiteCoord.: 55,1° South Lat. and 26,8° East Long.
Spacecraft altitude: about 251 Km
M.L.T.: 15:52 (middle afternoon)
S.I.A.: 58° (Sun about 32° high on the L.H.)MareKromiumLug 29, 2009
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ESP_012252_1245-01.jpgOutcrop in Southern Noachis (edm - Natural Colors; credits: Dr M. Faccin)99 visiteSolo un commento: guardate che cosa si riesce a risolvere - da circa 250 Km di altezza - usando gli "Occhi Elettronici" di MRO! Incredibile, semplicemente incredibile.
E bellissimo.MareKromiumLug 29, 2009
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ESP_011610_1825-00.jpgFresh Triplet! (edm n. 1 - Natural Colors; credits: Dr M. Faccin)71 visiteCoord.: 2,4° North Lat. and 266,7° East Long.
Spacecraft altitude: about 265 Km
M.L.T.: 15:50 (middle afternoon)
S.I.A.: 58° (Sun about 32° high on the L.H.)MareKromiumLug 29, 2009
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ESP_011610_1825-01.jpgFresh Triplet! (edm n. 2 - Natural Colors; credits: Dr M. Faccin)66 visitenessun commentoMareKromiumLug 29, 2009
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ESP_011610_1825-02.jpgFresh Triplet! (perspective view - Natural Colors and Natural Enhanced Colors; credits: Dr M. Faccin)63 visitenessun commentoMareKromiumLug 29, 2009
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PSP_005391_1030-00.jpgSigns of Fluids' Erosion (cropped sub-frame from PSP_005391_1030; credits: Dr M. Faccin)67 visiteIn questa nuova elaborazione (realizzata dal Dr M. Faccin) ottenuta da un crop del gigantesco frame NASA-Mars Reconnaissance Orbiter n. PSP_005391_1030, la presenza di un piccolo Cratere Senza Nome, situato a circa 77° di Lat. Sud e 165,4°di Long. Est (immagine ottenuta alle ore 15:02 MLT, con buone condizioni di illuminazione - A.I.S.=64° - e da un'altezza di circa 248 Km), ci offre l'occasione di poter vedere un (a nostro parere) CHIARO ed INEQUIVOCABILE segno di Erosione da Fluidi che si apre sul suo versante rivolto ad Est-Sud-Est.
Nelle successive elaborazioni - che mostrano, in visione prospettica, l'attuale morfologia del Suolo Marziano su cui sorge il Cratere - i segni lasciati dal fluido (acqua, verosimilmente) fuoriuscito dal Cratere per un lunghissimo periodo di tempo, al punto da formare un modesto ruscelletto le cui tracce sono sopravvissute sino ad oggi, si mostrano a noi in tutta la loro evidente bellezza.
Quali sìano state le meccaniche geologiche che hanno permesso all'acqua di riempire questo Cratere sino a strabordare e quindi formando un ruscello, non ci è possibile saperlo, ma l'eventualità che il rilievo in oggetto fosse, sebbene in un tempo remoto, il bacino di uscita di una sorgente di acque sotterranee (le quali, di provenienza da una Regione ignota, poi sfociavano sulla Pianura Sud-Polare), a noi sembra un'ipotesi - dati visivi alla mano - tutto sommato accettabile.
Non è neppure da escludere l'eventualità per cui possa essere stato proprio l'impatto di un bolide di piccole dimensioni a provocare l'uscita di acque intrappolate in una falda sub-superficiale (un fiume o un lago sotterraneo, tanto per capirci) la quale, dopo la verificazione della "rottura traumatica" del proprio alveo originale, si è riversata - per un lungo periodo di tempo e sino ad esaurimento del liquido disponibile - sulla Pianura Sud-Polare ripresa in questo frame.
La particolare morfologia del rilievo, come vedrete, asseconda l'ipotesi per cui le acque non erano globalmente "in transito" sulla Regione in questione, bensì erano provenienti dal piccolo bacino (acque che si sono riversate - diremmo in maniera relativamente quieta e dolce - sono i "segni della Superficie" che ci permettono di avanzare questa ipotesi - nei terreni circostanti).
Non è neppure da escludere, infine, l'eventualità che il Cratere Senza Nome in questione non sia affatto un Bacino d'Impatto, bensì un Pozzo da Collasso (o, addirittura, un piccolo Cratere Vulcanico) il quale è stato lo "sbocco naturale" di una sorgente sotterranea (chissà, magari si trattava di acque termali...) la quale, per motivi strattamente endogeni (sisma? Eruzione vulcanica?), ha trovato una eccellente via di sfogo verso la superficie e l'ha seguita.
Le Vostre opinioni al riguardo saranno apprezzate.MareKromiumLug 28, 2009
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PSP_005391_1030-01.jpgSigns of Fluids' Erosion (credits: Dr M. Faccin)60 visiteIn questa spettacolare visione del piccolo cratere "perduto" nelle Grandi Pianure prossime al Polo Sud di Marte, il processing in Falsi Colori ottenuto dal nostro Marco Faccin evidenzia in maniera netta e decisiva lo svasamento (quello che noi riteniamo essare un chiaro segnale di erosione da fluidi) che si apre sul versante Est-Sud/Est del rilievo.MareKromiumLug 28, 2009
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