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| Ultimi commenti - SOLAR SYSTEM |

Jupiter-Juno-2024-Arabic-3.jpgتلاطم جوی126 visite?? ?? ???? ??? ?? ??? ???? ???????? ???? ?? ? ????? ???? ?? ???? ????? ????. ????? ?? ????: ?.?? ??????? ????. ?? ?? ?????? ?????? ????? ????? ??? ?? ????? ??? ? ?? ???? ???? ???? ????? ???? ??? ? ?? ????? ???? ???? ???????? ??? ????? ????. ??????? ??? ???????? ??????? ? ?????? ?? ???????? ????? ?????? ???? ???? ????? ?? ????.
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?? ???? ?? ????? ??????? ????? ???? ?????? ?????? ?????? ?? ?? ???? ?????? ?? ????? ?? ??? ????? ?????? ????? ?????? ????? ????? ??? ???? ?? ??? ???? ???????.MareKromium04/07/26 at 17:05MareKromium: barkhi etlaat pishzamineh: pes az sefri bish az pa...
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3I-ATLAS_02.gif3I/ATLAS92 visiteThis image shows the 3I/ATLAS interstellar comet as a bright, fuzzy orb in the center. Traveling through our solar system at 130,000 miles (209,000 kilometers) per hour, 3I/ATLAS was made visible by using a series of colorized stacked images from Sept. 11-25, using the Heliocentric Imager-1 (H1) instrument, a visible-light imager on the STEREO-A (Solar Terrestrial Relations Observatory) spacecraft. The colorization was applied to differentiate the image from other observing spacecraft images.MareKromium03/03/26 at 16:29Paolo C. Fienga: Letto tutto, Amico Mio. Leggerai...
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3I-ATLAS_01.gif3I/ATLAS from the HST94 visitenessun commentoMareKromium01/12/26 at 08:23Anakin: Fantastica! Ma io non vedo nessuna cometa :-)
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3I-ATLAS_02.gif3I/ATLAS92 visiteThis image shows the 3I/ATLAS interstellar comet as a bright, fuzzy orb in the center. Traveling through our solar system at 130,000 miles (209,000 kilometers) per hour, 3I/ATLAS was made visible by using a series of colorized stacked images from Sept. 11-25, using the Heliocentric Imager-1 (H1) instrument, a visible-light imager on the STEREO-A (Solar Terrestrial Relations Observatory) spacecraft. The colorization was applied to differentiate the image from other observing spacecraft images.MareKromium01/09/26 at 06:28Anakin: Grande Paolo. Non e' una cometa tradizionale ...
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3I-ATLAS_02.gif3I/ATLAS92 visiteThis image shows the 3I/ATLAS interstellar comet as a bright, fuzzy orb in the center. Traveling through our solar system at 130,000 miles (209,000 kilometers) per hour, 3I/ATLAS was made visible by using a series of colorized stacked images from Sept. 11-25, using the Heliocentric Imager-1 (H1) instrument, a visible-light imager on the STEREO-A (Solar Terrestrial Relations Observatory) spacecraft. The colorization was applied to differentiate the image from other observing spacecraft images.MareKromium12/18/25 at 11:40MareKromium: Avete idee?!?
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3I-ATLAS_01.gif3I/ATLAS from the HST94 visitenessun commentoMareKromium12/18/25 at 11:39MareKromium: Bella, vero?!?
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3I-ATLAS_00.gif3I/ ATLAS - PUNCH Mission spots82 visiteMareKromium12/18/25 at 11:33MareKromium: A richiesta di Anakin (LL), e dopo Borisov ed Oumu...
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Voyagers-InterstellarSpace9-jpg.jpgVoyager 1 is still alive!149 visitenessun commentoMareKromium12/18/25 at 11:32MareKromium: Eccola!
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Voyagers-InterstellarSpace9-jpg.jpgVoyager 1 is still alive!149 visitenessun commentoMareKromium12/11/25 at 07:43Anakin: Voglio vedere 3I/Atlas
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Enceladus-PIA07800f-2.jpgEnceladus (3) - detail mgnf and HR103 visiteEncelado è dunque "vivo e vegeto" e, dalla sua gelida superficie, in area Sud Polare, ciclopici geysers spruzzano (ma lo fanno continuativamente o di quando in quando?) fango, vapore e cristalli di ghiaccio d'acqua verso lo spazio che circonda questa piccola Luna.
Alla NASA, come potete vedere nel Modello "Cold Geyser", sono convinti che queste "fontane" trovino la loro origine in un sottosuolo NON attivo - in senso geologico - ma "caldo" (per motivi ancora da chiarire), il quale agirebbe come una sorta di "miccia" (o iniettore) su grandi sacche d'acqua (le cosiddette water pockets, contenenti acqua allo stato liquido, a circa 0°C, ed in pressione) le quali, una volta giunte ad ebollizione, spingono fanghi, cristalli d’acqua e vapore acqueo attraverso degli stretti condotti (vents) che, dalle profondità del pianeta, arrivano sino alla superficie (posta sul fondo delle Tiger Stripes) e quindi si aprono verso lo spazio circum-enceladiano, consentendo lo sfogo di quanto emerso e mantenendo l’intero sistema in un sostanziale equilibrio.
Ora, anche ammettendo che questo modello esplicativo delle "Fontane di Encelado" abbia una qualche attendibilità e sostanza, ci domandiamo: dato che Encelado è una luna molto piccola e che le sue "riserve d'acqua" (water-pockets) devono essere – logicamente – molto piccole, non è irragionevole supporre che tali geysers abbiano una vita – tutto sommato – molto breve e che, una volta finita l'acqua, finirà anche il fenomeno delle fontane di fango, ghiaccio e vapore. La logica direbbe questo.
Tuttavia, a quanto si deduce osservando la superficie di Encelado (la quale sembra proprio "fresca e giovane") dobbiamo invece supporre che un siffatto fenomeno stia andando avanti da ere.
Deduzioni (e domande): allora l'acqua delle water-pockets di Encelado si riforma, nel tempo?
E, se si (come la logica ci farebbe supporre), quest'acqua da dove viene?
Forse l’intero Encelado si sta “sciogliendo”, precipitando i ghiacci di superficie nel sottosuolo dove vengono scaldati, quindi liquefatti ed infine “sparati” nello spazio?
Oppure i geysers di Encelado si sono attivati "recentemente", ed è solo per questo che essi stanno vivendo questa stagione di splendore?
E se la risposta a questo ultimo quesito fosse "si", che cosa avrebbe innescato il riscaldamento delle viscere del pianeta?
Forse un'attività solare anomala e particolarmente intensa (la stessa che, secondo alcuni, sta aiutando Marte a scaldarsi)?
O magari la causa del fenomeno è nelle ondate di radiazioni che arrivano costantemente da Saturno?
I Giganti Gassosi, in fondo, in qualità di “stelline mancate”, non potrebbero operare come “riscaldatori” dei minuscoli corpi che li circondano?
Non è in fondo questa la costruzione che ha fatto pensarea molti Scienziati e Ricercatori – sin dagli Anni ’80 – che alcune Lune Gioviane potrebbero essere “mantenute in vita” proprio dall’energia termica (e non solo) che gli perviene dal loro Pianeta-Genitore e non certo dal Sole (troppo lontano)?
Conclusione: creare “modelli” interpretativi dei fenomeni anomali è, come avete notato, relativamente semplice. Analizzare le implicazioni proprie di ciascun modello, invece, non lo è affatto.
Noi, in fondo, possiamo anche permetterci, di tanto in tanto, di “inventarci un modello” e di proporlo (anche se non siamo scienziati, abbiamo comunque una testa e qualche capacità di ragionamento logico); ma quando ci accorgiamo che i nostri modelli, in fondo, hanno le stesse (purtroppo deboli e fortemente speculative) basi dei modelli NASA...Allora un pizzico di perplessità ci coglie.
Non credete?!?
03/11/24 at 17:21Paolo C. Fienga: H2O. Ovunque.
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Enceladus-PIA07800f-2.jpgEnceladus (3) - detail mgnf and HR103 visiteEncelado è dunque "vivo e vegeto" e, dalla sua gelida superficie, in area Sud Polare, ciclopici geysers spruzzano (ma lo fanno continuativamente o di quando in quando?) fango, vapore e cristalli di ghiaccio d'acqua verso lo spazio che circonda questa piccola Luna.
Alla NASA, come potete vedere nel Modello "Cold Geyser", sono convinti che queste "fontane" trovino la loro origine in un sottosuolo NON attivo - in senso geologico - ma "caldo" (per motivi ancora da chiarire), il quale agirebbe come una sorta di "miccia" (o iniettore) su grandi sacche d'acqua (le cosiddette water pockets, contenenti acqua allo stato liquido, a circa 0°C, ed in pressione) le quali, una volta giunte ad ebollizione, spingono fanghi, cristalli d’acqua e vapore acqueo attraverso degli stretti condotti (vents) che, dalle profondità del pianeta, arrivano sino alla superficie (posta sul fondo delle Tiger Stripes) e quindi si aprono verso lo spazio circum-enceladiano, consentendo lo sfogo di quanto emerso e mantenendo l’intero sistema in un sostanziale equilibrio.
Ora, anche ammettendo che questo modello esplicativo delle "Fontane di Encelado" abbia una qualche attendibilità e sostanza, ci domandiamo: dato che Encelado è una luna molto piccola e che le sue "riserve d'acqua" (water-pockets) devono essere – logicamente – molto piccole, non è irragionevole supporre che tali geysers abbiano una vita – tutto sommato – molto breve e che, una volta finita l'acqua, finirà anche il fenomeno delle fontane di fango, ghiaccio e vapore. La logica direbbe questo.
Tuttavia, a quanto si deduce osservando la superficie di Encelado (la quale sembra proprio "fresca e giovane") dobbiamo invece supporre che un siffatto fenomeno stia andando avanti da ere.
Deduzioni (e domande): allora l'acqua delle water-pockets di Encelado si riforma, nel tempo?
E, se si (come la logica ci farebbe supporre), quest'acqua da dove viene?
Forse l’intero Encelado si sta “sciogliendo”, precipitando i ghiacci di superficie nel sottosuolo dove vengono scaldati, quindi liquefatti ed infine “sparati” nello spazio?
Oppure i geysers di Encelado si sono attivati "recentemente", ed è solo per questo che essi stanno vivendo questa stagione di splendore?
E se la risposta a questo ultimo quesito fosse "si", che cosa avrebbe innescato il riscaldamento delle viscere del pianeta?
Forse un'attività solare anomala e particolarmente intensa (la stessa che, secondo alcuni, sta aiutando Marte a scaldarsi)?
O magari la causa del fenomeno è nelle ondate di radiazioni che arrivano costantemente da Saturno?
I Giganti Gassosi, in fondo, in qualità di “stelline mancate”, non potrebbero operare come “riscaldatori” dei minuscoli corpi che li circondano?
Non è in fondo questa la costruzione che ha fatto pensarea molti Scienziati e Ricercatori – sin dagli Anni ’80 – che alcune Lune Gioviane potrebbero essere “mantenute in vita” proprio dall’energia termica (e non solo) che gli perviene dal loro Pianeta-Genitore e non certo dal Sole (troppo lontano)?
Conclusione: creare “modelli” interpretativi dei fenomeni anomali è, come avete notato, relativamente semplice. Analizzare le implicazioni proprie di ciascun modello, invece, non lo è affatto.
Noi, in fondo, possiamo anche permetterci, di tanto in tanto, di “inventarci un modello” e di proporlo (anche se non siamo scienziati, abbiamo comunque una testa e qualche capacità di ragionamento logico); ma quando ci accorgiamo che i nostri modelli, in fondo, hanno le stesse (purtroppo deboli e fortemente speculative) basi dei modelli NASA...Allora un pizzico di perplessità ci coglie.
Non credete?!?
01/16/24 at 13:34Anakin: Una volta sembrava un elemento rarissimo, invece n...
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Enceladus-PIA07800f-2.jpgEnceladus (3) - detail mgnf and HR103 visiteEncelado è dunque "vivo e vegeto" e, dalla sua gelida superficie, in area Sud Polare, ciclopici geysers spruzzano (ma lo fanno continuativamente o di quando in quando?) fango, vapore e cristalli di ghiaccio d'acqua verso lo spazio che circonda questa piccola Luna.
Alla NASA, come potete vedere nel Modello "Cold Geyser", sono convinti che queste "fontane" trovino la loro origine in un sottosuolo NON attivo - in senso geologico - ma "caldo" (per motivi ancora da chiarire), il quale agirebbe come una sorta di "miccia" (o iniettore) su grandi sacche d'acqua (le cosiddette water pockets, contenenti acqua allo stato liquido, a circa 0°C, ed in pressione) le quali, una volta giunte ad ebollizione, spingono fanghi, cristalli d’acqua e vapore acqueo attraverso degli stretti condotti (vents) che, dalle profondità del pianeta, arrivano sino alla superficie (posta sul fondo delle Tiger Stripes) e quindi si aprono verso lo spazio circum-enceladiano, consentendo lo sfogo di quanto emerso e mantenendo l’intero sistema in un sostanziale equilibrio.
Ora, anche ammettendo che questo modello esplicativo delle "Fontane di Encelado" abbia una qualche attendibilità e sostanza, ci domandiamo: dato che Encelado è una luna molto piccola e che le sue "riserve d'acqua" (water-pockets) devono essere – logicamente – molto piccole, non è irragionevole supporre che tali geysers abbiano una vita – tutto sommato – molto breve e che, una volta finita l'acqua, finirà anche il fenomeno delle fontane di fango, ghiaccio e vapore. La logica direbbe questo.
Tuttavia, a quanto si deduce osservando la superficie di Encelado (la quale sembra proprio "fresca e giovane") dobbiamo invece supporre che un siffatto fenomeno stia andando avanti da ere.
Deduzioni (e domande): allora l'acqua delle water-pockets di Encelado si riforma, nel tempo?
E, se si (come la logica ci farebbe supporre), quest'acqua da dove viene?
Forse l’intero Encelado si sta “sciogliendo”, precipitando i ghiacci di superficie nel sottosuolo dove vengono scaldati, quindi liquefatti ed infine “sparati” nello spazio?
Oppure i geysers di Encelado si sono attivati "recentemente", ed è solo per questo che essi stanno vivendo questa stagione di splendore?
E se la risposta a questo ultimo quesito fosse "si", che cosa avrebbe innescato il riscaldamento delle viscere del pianeta?
Forse un'attività solare anomala e particolarmente intensa (la stessa che, secondo alcuni, sta aiutando Marte a scaldarsi)?
O magari la causa del fenomeno è nelle ondate di radiazioni che arrivano costantemente da Saturno?
I Giganti Gassosi, in fondo, in qualità di “stelline mancate”, non potrebbero operare come “riscaldatori” dei minuscoli corpi che li circondano?
Non è in fondo questa la costruzione che ha fatto pensarea molti Scienziati e Ricercatori – sin dagli Anni ’80 – che alcune Lune Gioviane potrebbero essere “mantenute in vita” proprio dall’energia termica (e non solo) che gli perviene dal loro Pianeta-Genitore e non certo dal Sole (troppo lontano)?
Conclusione: creare “modelli” interpretativi dei fenomeni anomali è, come avete notato, relativamente semplice. Analizzare le implicazioni proprie di ciascun modello, invece, non lo è affatto.
Noi, in fondo, possiamo anche permetterci, di tanto in tanto, di “inventarci un modello” e di proporlo (anche se non siamo scienziati, abbiamo comunque una testa e qualche capacità di ragionamento logico); ma quando ci accorgiamo che i nostri modelli, in fondo, hanno le stesse (purtroppo deboli e fortemente speculative) basi dei modelli NASA...Allora un pizzico di perplessità ci coglie.
Non credete?!?
01/14/24 at 09:13Paolo C. Fienga: L'acqua, Caro Anakin, e' Elemento comune...
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