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| Ultimi commenti - Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) |

ESP_012584_1265_RED_abrowse-01.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (EDM - credits: Dr M. Faccin)115 visiteUn inconfondibile "segno di calore" è apparso in quelle che, a nostro parere, sono le immediate vicinanze della Superficie: una piccola "fiamma" che, se non altro nella sua forma (a "Fiaccola", o "Flare"), nelle sue dimensioni (siamo nell'ordine del metro o poco più) e colore (la Fiaccola, guarda caso, è "Blu"...), ci ricorda la fantomatica Blue Flare che tanto ha intrigato ed intriga i Ricercatori di Anomalìe Lunari.
In questo frame, la nostra piccola "Blue Flare" aleggia/emerge sulla/dalla Superficie di Nia Vallis o nelle sue immediatissime vicinanze (ossìa potrebbe librarsi a pochi metri dal suolo).
La configurazione del dettaglio - una volta escluso l'image-artifact - ci suggerisce l'eventualità per cui si possa trattare di un fenomeno equiparabile ai cosiddetti "fuochi fatui", di terrestre (e, spesso, "lugubre") memoria, ossìa combustione di modesti quantitativi di gas derivanti da decomposizione di elementi organici (usualmente si tratta di Metano o Fosfano).
I luoghi "preferiti" per la verificazione di questo tipo di fenomeni sono i cimiteri, le aree ricche di acque stagnanti o semi-stagnanti (paludi e stagni) e le brughiere.
In questo caso...siamo su Marte e quindi, tutto sommato, i cimiteri ci sentiamo di escluderli come possibile causa della Flare.
Ed anche la brughiera non sembra un luogo attinente, vista la regione sorvolata dalla Sonda.
Ma come escludere la presenza di acque stagnanti sub-superficiali, magari ricchissime di elementi organici?
Cosa c'è - REALMENTE - nel sottosuolo di Marte?MareKromium08/06/09 at 07:25walthari: non ti seguo....oltre alla possibilit? della vita ...
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ESP_012584_1265_RED_abrowse-01.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (EDM - credits: Dr M. Faccin)115 visiteUn inconfondibile "segno di calore" è apparso in quelle che, a nostro parere, sono le immediate vicinanze della Superficie: una piccola "fiamma" che, se non altro nella sua forma (a "Fiaccola", o "Flare"), nelle sue dimensioni (siamo nell'ordine del metro o poco più) e colore (la Fiaccola, guarda caso, è "Blu"...), ci ricorda la fantomatica Blue Flare che tanto ha intrigato ed intriga i Ricercatori di Anomalìe Lunari.
In questo frame, la nostra piccola "Blue Flare" aleggia/emerge sulla/dalla Superficie di Nia Vallis o nelle sue immediatissime vicinanze (ossìa potrebbe librarsi a pochi metri dal suolo).
La configurazione del dettaglio - una volta escluso l'image-artifact - ci suggerisce l'eventualità per cui si possa trattare di un fenomeno equiparabile ai cosiddetti "fuochi fatui", di terrestre (e, spesso, "lugubre") memoria, ossìa combustione di modesti quantitativi di gas derivanti da decomposizione di elementi organici (usualmente si tratta di Metano o Fosfano).
I luoghi "preferiti" per la verificazione di questo tipo di fenomeni sono i cimiteri, le aree ricche di acque stagnanti o semi-stagnanti (paludi e stagni) e le brughiere.
In questo caso...siamo su Marte e quindi, tutto sommato, i cimiteri ci sentiamo di escluderli come possibile causa della Flare.
Ed anche la brughiera non sembra un luogo attinente, vista la regione sorvolata dalla Sonda.
Ma come escludere la presenza di acque stagnanti sub-superficiali, magari ricchissime di elementi organici?
Cosa c'è - REALMENTE - nel sottosuolo di Marte?MareKromium08/06/09 at 06:47John Koenig: Credo che la faccenda implichi ben oltre...
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ESP_012584_1265_RED_abrowse-01.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (EDM - credits: Dr M. Faccin)115 visiteUn inconfondibile "segno di calore" è apparso in quelle che, a nostro parere, sono le immediate vicinanze della Superficie: una piccola "fiamma" che, se non altro nella sua forma (a "Fiaccola", o "Flare"), nelle sue dimensioni (siamo nell'ordine del metro o poco più) e colore (la Fiaccola, guarda caso, è "Blu"...), ci ricorda la fantomatica Blue Flare che tanto ha intrigato ed intriga i Ricercatori di Anomalìe Lunari.
In questo frame, la nostra piccola "Blue Flare" aleggia/emerge sulla/dalla Superficie di Nia Vallis o nelle sue immediatissime vicinanze (ossìa potrebbe librarsi a pochi metri dal suolo).
La configurazione del dettaglio - una volta escluso l'image-artifact - ci suggerisce l'eventualità per cui si possa trattare di un fenomeno equiparabile ai cosiddetti "fuochi fatui", di terrestre (e, spesso, "lugubre") memoria, ossìa combustione di modesti quantitativi di gas derivanti da decomposizione di elementi organici (usualmente si tratta di Metano o Fosfano).
I luoghi "preferiti" per la verificazione di questo tipo di fenomeni sono i cimiteri, le aree ricche di acque stagnanti o semi-stagnanti (paludi e stagni) e le brughiere.
In questo caso...siamo su Marte e quindi, tutto sommato, i cimiteri ci sentiamo di escluderli come possibile causa della Flare.
Ed anche la brughiera non sembra un luogo attinente, vista la regione sorvolata dalla Sonda.
Ma come escludere la presenza di acque stagnanti sub-superficiali, magari ricchissime di elementi organici?
Cosa c'è - REALMENTE - nel sottosuolo di Marte?MareKromium08/06/09 at 06:08walthari: splendida scoperta, d'altronde il metano marzi...
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ESP_012584_1265_RED_abrowse-01.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (EDM - credits: Dr M. Faccin)115 visiteUn inconfondibile "segno di calore" è apparso in quelle che, a nostro parere, sono le immediate vicinanze della Superficie: una piccola "fiamma" che, se non altro nella sua forma (a "Fiaccola", o "Flare"), nelle sue dimensioni (siamo nell'ordine del metro o poco più) e colore (la Fiaccola, guarda caso, è "Blu"...), ci ricorda la fantomatica Blue Flare che tanto ha intrigato ed intriga i Ricercatori di Anomalìe Lunari.
In questo frame, la nostra piccola "Blue Flare" aleggia/emerge sulla/dalla Superficie di Nia Vallis o nelle sue immediatissime vicinanze (ossìa potrebbe librarsi a pochi metri dal suolo).
La configurazione del dettaglio - una volta escluso l'image-artifact - ci suggerisce l'eventualità per cui si possa trattare di un fenomeno equiparabile ai cosiddetti "fuochi fatui", di terrestre (e, spesso, "lugubre") memoria, ossìa combustione di modesti quantitativi di gas derivanti da decomposizione di elementi organici (usualmente si tratta di Metano o Fosfano).
I luoghi "preferiti" per la verificazione di questo tipo di fenomeni sono i cimiteri, le aree ricche di acque stagnanti o semi-stagnanti (paludi e stagni) e le brughiere.
In questo caso...siamo su Marte e quindi, tutto sommato, i cimiteri ci sentiamo di escluderli come possibile causa della Flare.
Ed anche la brughiera non sembra un luogo attinente, vista la regione sorvolata dalla Sonda.
Ma come escludere la presenza di acque stagnanti sub-superficiali, magari ricchissime di elementi organici?
Cosa c'è - REALMENTE - nel sottosuolo di Marte?MareKromium08/05/09 at 16:00John Koenig: Bene, molto ma molto bene...
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ESP_012588_1855_RED_abrowse-01.jpgFresh Impact (EDMs - EDM 1, 2 and 3, from the bottom up, are in Natural Colors; credits: Dr M. Faccin)66 visiteOsservate attentamente: il Suolo Marziano è, effettivamente, "macchiato" - e probabilmente bruciato -, MA NON INTACCATO (una conferma in tale senso deriva dalla constatazione della circostanza per cui i Rilievi Superficiali visibili in corrispondenza della "macchia" (diremmo che si potrebbe trattare di Yardangs aventi modestissime dimensioni) non subiscono variazioni/deformazioni in rapporto ai medesimi Rilievi visibili al di fuori della zona interessata dall'impatto/esplosione (diciamo, tecnicamente, che "i Rilievi Superficiali esterni all'area di interesse proseguono senza soluzione di continuità all'interno dell'area stessa").
Che altro aggiungere? Si tratta di un fenomeno, come vedete, decisamente INTERESSANTE, ma sul quale la NASA - as usual... - non ci ha detto assolutamente nulla.
Peccato...MareKromium08/05/09 at 14:40Anakin: Questa immagine non ? l'unica che mostra una t...
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ESP_012588_1855_RED_abrowse-01.jpgFresh Impact (EDMs - EDM 1, 2 and 3, from the bottom up, are in Natural Colors; credits: Dr M. Faccin)66 visiteOsservate attentamente: il Suolo Marziano è, effettivamente, "macchiato" - e probabilmente bruciato -, MA NON INTACCATO (una conferma in tale senso deriva dalla constatazione della circostanza per cui i Rilievi Superficiali visibili in corrispondenza della "macchia" (diremmo che si potrebbe trattare di Yardangs aventi modestissime dimensioni) non subiscono variazioni/deformazioni in rapporto ai medesimi Rilievi visibili al di fuori della zona interessata dall'impatto/esplosione (diciamo, tecnicamente, che "i Rilievi Superficiali esterni all'area di interesse proseguono senza soluzione di continuità all'interno dell'area stessa").
Che altro aggiungere? Si tratta di un fenomeno, come vedete, decisamente INTERESSANTE, ma sul quale la NASA - as usual... - non ci ha detto assolutamente nulla.
Peccato...MareKromium08/05/09 at 13:34walthari: indubbiamente, amici, questo fenomeno potrebbe ess...
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ESP_012588_1855_RED_abrowse-00.jpgFresh Impact (Natural Colors; credits: Lunexit)82 visiteIl "Dark Splat" che vedete in questa splendida immagine MRO costituisce l'evidenza oggettiva, a nostro parere, di un recentissimo impatto. Ma...che genere di impatto?
Come potrete meglio ammirare nei dettagli magnificati che seguono (tutti in formato JP-2000 ed ottenuti dal nostro eccezionale Marco Faccin), in corrispondenza del punto di (presumibile) impatto, NON C'E' CRATERE, ma solo evidenze di bruciature.
Questa circostanza la possiamo spiegare facendo 2 ipotesi:
1) il bolide si è disintegrato/è esploso quando era ormai vicinissimo al suolo (la Superficie di Marte è stata quindi "macchiata" dall'esplosione, senza restarne intaccata - se non in misura assolutamente marginale e visivamente non risolvibile - neppure dalle ottiche MRO!);
2) il bolide (una piccola cometa, riteniamo) ha EFFETTIVAMENTE impattato Marte, ma la sua massa e composizione erano talmente inconsistenti da risultare inidonee a scavare un cratere (ancorchè piccolo e poco profondo) sulla dura e rocciosa Superficie del Pianeta Rosso.
In pratica, quindi, l'evento che potrebbe essersi verificato si risolverebbe nell'impatto di una cometina (una "palla di neve sporca", come dicono alla NASA) con una superficie piatta ed oltremodo resistente. Risultato: il suolo viene appena "macchiato", ma NON intaccato!
Se avete altre ipotesi, scrivete!MareKromium08/05/09 at 07:16Anakin: "purtroppo" le tracce lasciate posso ess...
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ESP_011575_1105_RED_abrowse.jpgSeasonal Haloes and Fractal Patterns (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)62 visiteNote Lunexit:
gli "Haloes" sono gli "Aloni di Sublimazione" ossìa quelle porzioni di terreno che, quando la temperatura superficiale del Pianeta va ad alzarsi, si scoprono/liberano dei ghiacci e delle brine di CO2 o d'acqua che li ricoprono - per sublimazione, appunto (ossìa mediante il passaggio diretto di un elemento dalla forma solida a quella gassosa).
Questo disgelo (---> "thaw"), di regola (ed a seguito delle osservazioni che abbiamo fatto) procede in maniera aureolare, partendo da un'area leggermente dislivellata (in altezza - dossi, rim di cratero ed altri rilievi) rispetto al Datum e quindi allargandosi a "macchia di leopardo" (e dando quindi l'impressione, nelle osservazioni fatte dall'alto e da distanze sensibili, che si formino, sulla superfcie, dei veri e propri aloni).
I "Fractal Patterns" sono, invece, i "Disegni Frattali" ossìa quelle configurazioni del suolo a sembianza di figura frattale (ossìa eternamente ripetitiva di se stessa) che si producono sempre durante la fase di disgelo del Suolo Marziano (e che possiamo vedere nelle Regioni Polari e presso-Polari, durante la Primavera di Marte, sia a Nord, sia a Sud).
La loro osservazione dall'alto e da grandi distanze (nell'ordine delle centinaia di Km) è produttiva di incredibili effetti ottici i quali hanno suggerito - a molti Ricercatori di Frontiera (su tutti: Skipper ed Hoagland) - l'idea che, su Marte, possano esistere delle forme esotiche di vegetazione (exx.: gli "Arthur Clarke Trees" ed i "Polar Pine Trees"). I "Fractal Patterns", però - e come capite bene - non sono rilievi che si sviluppano in altezza (come alberi), ma sono dei semplici "disegni" che appaiono al suolo e che sviluppano sempre e solo in mera estensione.
Se vogliamo, essi possono essere assimilati - da un punto di vista meramente visivo - alle famose "Piste di Nazca" (anche se, lo ripetiamo, i Disegni Frattali sono "Surface Features" DEL TUTTO ed ASSOLUTAMENTE NATURALI).MareKromium08/05/09 at 06:18walthari: disegni frattali d'aspetto bidimensionale poss...
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ESP_012588_1855_RED_abrowse-00.jpgFresh Impact (Natural Colors; credits: Lunexit)82 visiteIl "Dark Splat" che vedete in questa splendida immagine MRO costituisce l'evidenza oggettiva, a nostro parere, di un recentissimo impatto. Ma...che genere di impatto?
Come potrete meglio ammirare nei dettagli magnificati che seguono (tutti in formato JP-2000 ed ottenuti dal nostro eccezionale Marco Faccin), in corrispondenza del punto di (presumibile) impatto, NON C'E' CRATERE, ma solo evidenze di bruciature.
Questa circostanza la possiamo spiegare facendo 2 ipotesi:
1) il bolide si è disintegrato/è esploso quando era ormai vicinissimo al suolo (la Superficie di Marte è stata quindi "macchiata" dall'esplosione, senza restarne intaccata - se non in misura assolutamente marginale e visivamente non risolvibile - neppure dalle ottiche MRO!);
2) il bolide (una piccola cometa, riteniamo) ha EFFETTIVAMENTE impattato Marte, ma la sua massa e composizione erano talmente inconsistenti da risultare inidonee a scavare un cratere (ancorchè piccolo e poco profondo) sulla dura e rocciosa Superficie del Pianeta Rosso.
In pratica, quindi, l'evento che potrebbe essersi verificato si risolverebbe nell'impatto di una cometina (una "palla di neve sporca", come dicono alla NASA) con una superficie piatta ed oltremodo resistente. Risultato: il suolo viene appena "macchiato", ma NON intaccato!
Se avete altre ipotesi, scrivete!MareKromium08/04/09 at 17:43Ufologo: Già, ma di Chi?
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ESP_011575_1105_RED_abrowse.jpgSeasonal Haloes and Fractal Patterns (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)62 visiteNote Lunexit:
gli "Haloes" sono gli "Aloni di Sublimazione" ossìa quelle porzioni di terreno che, quando la temperatura superficiale del Pianeta va ad alzarsi, si scoprono/liberano dei ghiacci e delle brine di CO2 o d'acqua che li ricoprono - per sublimazione, appunto (ossìa mediante il passaggio diretto di un elemento dalla forma solida a quella gassosa).
Questo disgelo (---> "thaw"), di regola (ed a seguito delle osservazioni che abbiamo fatto) procede in maniera aureolare, partendo da un'area leggermente dislivellata (in altezza - dossi, rim di cratero ed altri rilievi) rispetto al Datum e quindi allargandosi a "macchia di leopardo" (e dando quindi l'impressione, nelle osservazioni fatte dall'alto e da distanze sensibili, che si formino, sulla superfcie, dei veri e propri aloni).
I "Fractal Patterns" sono, invece, i "Disegni Frattali" ossìa quelle configurazioni del suolo a sembianza di figura frattale (ossìa eternamente ripetitiva di se stessa) che si producono sempre durante la fase di disgelo del Suolo Marziano (e che possiamo vedere nelle Regioni Polari e presso-Polari, durante la Primavera di Marte, sia a Nord, sia a Sud).
La loro osservazione dall'alto e da grandi distanze (nell'ordine delle centinaia di Km) è produttiva di incredibili effetti ottici i quali hanno suggerito - a molti Ricercatori di Frontiera (su tutti: Skipper ed Hoagland) - l'idea che, su Marte, possano esistere delle forme esotiche di vegetazione (exx.: gli "Arthur Clarke Trees" ed i "Polar Pine Trees"). I "Fractal Patterns", però - e come capite bene - non sono rilievi che si sviluppano in altezza (come alberi), ma sono dei semplici "disegni" che appaiono al suolo e che sviluppano sempre e solo in mera estensione.
Se vogliamo, essi possono essere assimilati - da un punto di vista meramente visivo - alle famose "Piste di Nazca" (anche se, lo ripetiamo, i Disegni Frattali sono "Surface Features" DEL TUTTO ed ASSOLUTAMENTE NATURALI).MareKromium08/04/09 at 16:34MareKromium: ...Mi hai lasciato senza parole...L'ipotesi ? ...
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ESP_012588_1855_RED_abrowse-00.jpgFresh Impact (Natural Colors; credits: Lunexit)82 visiteIl "Dark Splat" che vedete in questa splendida immagine MRO costituisce l'evidenza oggettiva, a nostro parere, di un recentissimo impatto. Ma...che genere di impatto?
Come potrete meglio ammirare nei dettagli magnificati che seguono (tutti in formato JP-2000 ed ottenuti dal nostro eccezionale Marco Faccin), in corrispondenza del punto di (presumibile) impatto, NON C'E' CRATERE, ma solo evidenze di bruciature.
Questa circostanza la possiamo spiegare facendo 2 ipotesi:
1) il bolide si è disintegrato/è esploso quando era ormai vicinissimo al suolo (la Superficie di Marte è stata quindi "macchiata" dall'esplosione, senza restarne intaccata - se non in misura assolutamente marginale e visivamente non risolvibile - neppure dalle ottiche MRO!);
2) il bolide (una piccola cometa, riteniamo) ha EFFETTIVAMENTE impattato Marte, ma la sua massa e composizione erano talmente inconsistenti da risultare inidonee a scavare un cratere (ancorchè piccolo e poco profondo) sulla dura e rocciosa Superficie del Pianeta Rosso.
In pratica, quindi, l'evento che potrebbe essersi verificato si risolverebbe nell'impatto di una cometina (una "palla di neve sporca", come dicono alla NASA) con una superficie piatta ed oltremodo resistente. Risultato: il suolo viene appena "macchiato", ma NON intaccato!
Se avete altre ipotesi, scrivete!MareKromium08/04/09 at 16:32MareKromium: Ciao Omomoto!!! Sempre un piacere leggere le Tue e...
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ESP_011575_1105_RED_abrowse.jpgSeasonal Haloes and Fractal Patterns (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)62 visiteNote Lunexit:
gli "Haloes" sono gli "Aloni di Sublimazione" ossìa quelle porzioni di terreno che, quando la temperatura superficiale del Pianeta va ad alzarsi, si scoprono/liberano dei ghiacci e delle brine di CO2 o d'acqua che li ricoprono - per sublimazione, appunto (ossìa mediante il passaggio diretto di un elemento dalla forma solida a quella gassosa).
Questo disgelo (---> "thaw"), di regola (ed a seguito delle osservazioni che abbiamo fatto) procede in maniera aureolare, partendo da un'area leggermente dislivellata (in altezza - dossi, rim di cratero ed altri rilievi) rispetto al Datum e quindi allargandosi a "macchia di leopardo" (e dando quindi l'impressione, nelle osservazioni fatte dall'alto e da distanze sensibili, che si formino, sulla superfcie, dei veri e propri aloni).
I "Fractal Patterns" sono, invece, i "Disegni Frattali" ossìa quelle configurazioni del suolo a sembianza di figura frattale (ossìa eternamente ripetitiva di se stessa) che si producono sempre durante la fase di disgelo del Suolo Marziano (e che possiamo vedere nelle Regioni Polari e presso-Polari, durante la Primavera di Marte, sia a Nord, sia a Sud).
La loro osservazione dall'alto e da grandi distanze (nell'ordine delle centinaia di Km) è produttiva di incredibili effetti ottici i quali hanno suggerito - a molti Ricercatori di Frontiera (su tutti: Skipper ed Hoagland) - l'idea che, su Marte, possano esistere delle forme esotiche di vegetazione (exx.: gli "Arthur Clarke Trees" ed i "Polar Pine Trees"). I "Fractal Patterns", però - e come capite bene - non sono rilievi che si sviluppano in altezza (come alberi), ma sono dei semplici "disegni" che appaiono al suolo e che sviluppano sempre e solo in mera estensione.
Se vogliamo, essi possono essere assimilati - da un punto di vista meramente visivo - alle famose "Piste di Nazca" (anche se, lo ripetiamo, i Disegni Frattali sono "Surface Features" DEL TUTTO ed ASSOLUTAMENTE NATURALI).MareKromium08/03/09 at 18:00omomoto: cmq quelle strutture a frattale assomigliano molto...
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