| |

| Ultimi commenti - Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) |

ESP_011884_2045_RED_abrowse-02.jpgUnusual Translucent Surface on the edge of a candidate Collapse Pit (edm frame - Natural Colors, credits: Lunar Explorer Italia)81 visitenessun commentoMareKromium10/12/10 at 16:26jojope: Se vi riferite alla superfice subito in basso alla...
|
|

ESP_013499_1650-3.jpgDust Devil and the Star-like Surface Feature (image-mosaic; credits: Dr M. Faccin and Elisabetta Bonora)161 visiteGrazie agli sforzi congiunti del nostro Senior Partner e Tecnico dell'Immagine (Dr Marco Faccin) e della nostra Junior Partner e Collaboratrice Esterna (Elisabetta Bonora), abbiamo finalmente la possiblità di gettare un pizzico di luce e di chiarezza sul "mistero" dello Star-like Shining che viene ininterrottamente inquadrato dal MER Spirit da ormai un paio di mesi.
Ebbene, grazie alla doppia ripresa della medesima zona di Gusev Crater, come ottenuta dal MER Spirit e dalla Sonda Mars Reconnaissance Orbiter - una ripresa apparentemente finalizzata a descrivere il movimento di un Dust Devil - siamo riusciti ad individuare, dall'inquadratura orbitale, il dettaglio che, a nostro parere, dovrebbe costituire una tanto evidente, quanto difficilmente spiegabile, Anomalìa di Superficie.
Un dettaglio che, come Voi stessi potete verificare osservando l'EDM processato dal nostro Dr Faccin, si caratterizza per l'essere un OGGETTO REALE (apparentemente a pianta squadrata, di albedo elevata, capace di proiettare un'ombra e che ci risulta completamente NON-Contestualizzabile - ergo potrebbe anche trattarsi di un rilievo NON Naturale...) e NON, come qualcuno aveva ipotizzato, un image-artifact.
La distanza che separa, nel frame orbitale, il DD dallo Star-like Shining, la riteniamo compresa fra i 110 ed i 130 metri.
Da notare, infine, che nell'EDM proposto dalla NASA/JPL/Univ. of Arizona (guardate su http : / / hirise . lpl . arizona . edu / images / 2009 / details / cut / ESP_013499_1650_cut . jpg - rubricato come "Stunning Image"), il rilievo luminoso di cui si sta trattando è stato escluso dall'immagine (ci viene da dire "ovviamente"...).
Queste annotazioni le pubblichiamo affinchè Voi possiate svolgere le Vostre (a questo punto) INFORMATE e quanto mai OPPORTUNE riflessioni su una nuova - secondo noi sempre più affascinante e, per certi versi, sconcertante - "Martian Oddity".MareKromium10/12/10 at 16:11jojope: Salve a tutti,mi chiedevo se la silver poteva esse...
|
|

ESP_012584_1265_RED_abrowse-01.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (EDM - credits: Dr M. Faccin)117 visiteUn inconfondibile "segno di calore" è apparso in quelle che, a nostro parere, sono le immediate vicinanze della Superficie: una piccola "fiamma" che, se non altro nella sua forma (a "Fiaccola", o "Flare"), nelle sue dimensioni (siamo nell'ordine del metro o poco più) e colore (la Fiaccola, guarda caso, è "Blu"...), ci ricorda la fantomatica Blue Flare che tanto ha intrigato ed intriga i Ricercatori di Anomalìe Lunari.
In questo frame, la nostra piccola "Blue Flare" aleggia/emerge sulla/dalla Superficie di Nia Vallis o nelle sue immediatissime vicinanze (ossìa potrebbe librarsi a pochi metri dal suolo).
La configurazione del dettaglio - una volta escluso l'image-artifact - ci suggerisce l'eventualità per cui si possa trattare di un fenomeno equiparabile ai cosiddetti "fuochi fatui", di terrestre (e, spesso, "lugubre") memoria, ossìa combustione di modesti quantitativi di gas derivanti da decomposizione di elementi organici (usualmente si tratta di Metano o Fosfano).
I luoghi "preferiti" per la verificazione di questo tipo di fenomeni sono i cimiteri, le aree ricche di acque stagnanti o semi-stagnanti (paludi e stagni) e le brughiere.
In questo caso...siamo su Marte e quindi, tutto sommato, i cimiteri ci sentiamo di escluderli come possibile causa della Flare.
Ed anche la brughiera non sembra un luogo attinente, vista la regione sorvolata dalla Sonda.
Ma come escludere la presenza di acque stagnanti sub-superficiali, magari ricchissime di elementi organici?
Cosa c'è - REALMENTE - nel sottosuolo di Marte?MareKromium10/12/10 at 15:28MareKromium: Caro Jojope,
provo a risponderti in maniera suc...
|
|

ESP_013499_1650-2.jpgDust Devil inside Gusev Crater (edm n.2 - Natural - but enhanced - Colors; credits: Lunexit)86 visiteQuesto EDM - che ci mostra un Dust Devil durante la sua corsa sulla Pianura di Gusev Crater - è stato realizzato dalla NASA.
L'importanza del frame, come ormai sapete, deriva dal fatto che il DD è stato ripreso in contemporanea da due punti di osservazione privilegiati: dall'orbita, grazie alla Sonda MRO, e dalla Superficie, grazie al MER Spirit.
Tutto fantastico, sicuramente.
Ci preme però sottolineare come il "taglio" della subimage in questione sia stato fatto in maniera tale da "eliminare" la visione della possibile Silver Sphere, presente a poco più di un centinaio di metri dal DD (Silver Sphere che è stata invece localizzata dal nostro Dr Faccin, tramite l'analisi del frame originale, nella sua versione in JP2).
Meditateci sopra...MareKromium10/12/10 at 14:14walthari: credo che difficilmente possano raggiungere la for...
|
|

ESP_013499_1650-2.jpgDust Devil inside Gusev Crater (edm n.2 - Natural - but enhanced - Colors; credits: Lunexit)86 visiteQuesto EDM - che ci mostra un Dust Devil durante la sua corsa sulla Pianura di Gusev Crater - è stato realizzato dalla NASA.
L'importanza del frame, come ormai sapete, deriva dal fatto che il DD è stato ripreso in contemporanea da due punti di osservazione privilegiati: dall'orbita, grazie alla Sonda MRO, e dalla Superficie, grazie al MER Spirit.
Tutto fantastico, sicuramente.
Ci preme però sottolineare come il "taglio" della subimage in questione sia stato fatto in maniera tale da "eliminare" la visione della possibile Silver Sphere, presente a poco più di un centinaio di metri dal DD (Silver Sphere che è stata invece localizzata dal nostro Dr Faccin, tramite l'analisi del frame originale, nella sua versione in JP2).
Meditateci sopra...MareKromium10/12/10 at 14:03jojope: Tempo fa vidi in rete una rappresentazione in scal...
|
|

ESP_012584_1265_RED_abrowse-01.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (EDM - credits: Dr M. Faccin)117 visiteUn inconfondibile "segno di calore" è apparso in quelle che, a nostro parere, sono le immediate vicinanze della Superficie: una piccola "fiamma" che, se non altro nella sua forma (a "Fiaccola", o "Flare"), nelle sue dimensioni (siamo nell'ordine del metro o poco più) e colore (la Fiaccola, guarda caso, è "Blu"...), ci ricorda la fantomatica Blue Flare che tanto ha intrigato ed intriga i Ricercatori di Anomalìe Lunari.
In questo frame, la nostra piccola "Blue Flare" aleggia/emerge sulla/dalla Superficie di Nia Vallis o nelle sue immediatissime vicinanze (ossìa potrebbe librarsi a pochi metri dal suolo).
La configurazione del dettaglio - una volta escluso l'image-artifact - ci suggerisce l'eventualità per cui si possa trattare di un fenomeno equiparabile ai cosiddetti "fuochi fatui", di terrestre (e, spesso, "lugubre") memoria, ossìa combustione di modesti quantitativi di gas derivanti da decomposizione di elementi organici (usualmente si tratta di Metano o Fosfano).
I luoghi "preferiti" per la verificazione di questo tipo di fenomeni sono i cimiteri, le aree ricche di acque stagnanti o semi-stagnanti (paludi e stagni) e le brughiere.
In questo caso...siamo su Marte e quindi, tutto sommato, i cimiteri ci sentiamo di escluderli come possibile causa della Flare.
Ed anche la brughiera non sembra un luogo attinente, vista la regione sorvolata dalla Sonda.
Ma come escludere la presenza di acque stagnanti sub-superficiali, magari ricchissime di elementi organici?
Cosa c'è - REALMENTE - nel sottosuolo di Marte?MareKromium10/12/10 at 13:57jojope: I flare sulla Luna divengono visibili quando colpi...
|
|

ESP_012584_1265_RED_abrowse-00.jpg"Hot Surprise" in Nia Vallis (ctx frame - Natural Colors; credits: Lunexit)60 visiteImmagini orbitali come questa, nel 99,99% dei casi passano del tutto inosservate ma, come Voi sapete (e come noi abbiamo - da tempo - imparato), spesso le più grosse sorprese si annidano tra le pieghe dei frames - apparentemente - meno intriganti.
In fondo, che cosa ci mostra di particolare questo frame? Si tratta della Regione Marziana di Nia Vallis (siamo nelle medie Latitudini dell'Emisfero Australe di Marte, intorno alle coordinate 53° Sud e 323° Est) ed il dettaglio colto dagli occhi della Sonda MRO ci mostra quelli che sembrano residui di antiche (ed ormai del tutto estinte) attività fluviali su una superficie rocciosa e ricca di macigni di dimensioni medio-piccole. Nulla di più.
Eppure, una volta che il nostro Dr Faccin ha "scansionato" il frame nella sua versione JP2000, qualcosa è emersa.
Qualcosa che vedrete nel prossimo frame...MareKromium10/12/10 at 13:46jojope: Credo ormai di aver capito che non si possono escl...
|
|

ESP_011543_1665_RED_abrowse.jpgPossible "Megabreccia" in Coprates Chasma (Natural Colors; credits: Lunar Explorer talia)61 visitenessun commentoMareKromium10/12/10 at 13:14walthari: in geologia una megabreccia ? un corpo litico-sedi...
|
|

ESP_011543_1665_RED_abrowse.jpgPossible "Megabreccia" in Coprates Chasma (Natural Colors; credits: Lunar Explorer talia)61 visitenessun commentoMareKromium10/12/10 at 12:59jojope: Cosa si intende per mega breccia,una spaccattura n...
|
|

ESP_011575_1105_RED_abrowse.jpgSeasonal Haloes and Fractal Patterns (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)63 visiteNote Lunexit:
gli "Haloes" sono gli "Aloni di Sublimazione" ossìa quelle porzioni di terreno che, quando la temperatura superficiale del Pianeta va ad alzarsi, si scoprono/liberano dei ghiacci e delle brine di CO2 o d'acqua che li ricoprono - per sublimazione, appunto (ossìa mediante il passaggio diretto di un elemento dalla forma solida a quella gassosa).
Questo disgelo (---> "thaw"), di regola (ed a seguito delle osservazioni che abbiamo fatto) procede in maniera aureolare, partendo da un'area leggermente dislivellata (in altezza - dossi, rim di cratero ed altri rilievi) rispetto al Datum e quindi allargandosi a "macchia di leopardo" (e dando quindi l'impressione, nelle osservazioni fatte dall'alto e da distanze sensibili, che si formino, sulla superfcie, dei veri e propri aloni).
I "Fractal Patterns" sono, invece, i "Disegni Frattali" ossìa quelle configurazioni del suolo a sembianza di figura frattale (ossìa eternamente ripetitiva di se stessa) che si producono sempre durante la fase di disgelo del Suolo Marziano (e che possiamo vedere nelle Regioni Polari e presso-Polari, durante la Primavera di Marte, sia a Nord, sia a Sud).
La loro osservazione dall'alto e da grandi distanze (nell'ordine delle centinaia di Km) è produttiva di incredibili effetti ottici i quali hanno suggerito - a molti Ricercatori di Frontiera (su tutti: Skipper ed Hoagland) - l'idea che, su Marte, possano esistere delle forme esotiche di vegetazione (exx.: gli "Arthur Clarke Trees" ed i "Polar Pine Trees"). I "Fractal Patterns", però - e come capite bene - non sono rilievi che si sviluppano in altezza (come alberi), ma sono dei semplici "disegni" che appaiono al suolo e che sviluppano sempre e solo in mera estensione.
Se vogliamo, essi possono essere assimilati - da un punto di vista meramente visivo - alle famose "Piste di Nazca" (anche se, lo ripetiamo, i Disegni Frattali sono "Surface Features" DEL TUTTO ed ASSOLUTAMENTE NATURALI).MareKromium10/12/10 at 12:58jojope: Sicuramente queste non sono forme di vita vegetali...
|
|

ESP_011648_1730_RED_abrowse-00.jpgOval Mesa on Ganges Mensa (and another "mistery" solved) - Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia95 visiteMars Local Time: 15:56 (middle afternoon)
Coord. (centered): 7,2° South Lat. and 311,5° East Long.
Spacecraft altitude: 277,5 Km (such as about 173,4 miles)
Original image scale range: 27,8 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~83 cm across are resolved
Map projected scale: 25 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 17,7°
Phase Angle: 41,0°
Solar Incidence Angle: 59° (meaning that the Sun is about 31° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 194,6° (Northern Autumn)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
This Oval Mesa is a remnant of a geological unit that once covered this area, similar to the Mesas and Buttes in Monument Valley, in Arizona and Utah. This is a small remnant of a much larger unit of similar material that caps Ganges Mensa to the West.
As can be seen in the sides of this small Mesa, this remnant consists of a layered stack of rock. Prior to the massive erosion that left this a high-standing Mesa, a more gentle phase of erosion created the small hills and whorls on the upper surface of the Mesa. It seems that this gentle erosion continued even after the Mesa was created, as this pattern of small hills and whorls is visible on the terrain surrounding the Mesa.
Although not visible in the area shown in this HiRISE image, this Mesa actually sits on top of the much larger Ganges Mensa, which is itself a large Mesa within Ganges Chasma.
Nota Lunexit: una diversa ripresa di questo medesimo dettaglio costituì oggetto di una lunga discussione sul Forum degli Amici di "UFO-On Line". La querelle riguardava la presenza di un presunto (ed oggi, come viene ben dimostrato da questa nuova immagine, inesistente) "ingresso" (porta) sul versante Nord-Occidentale della Mesa Ovale che campeggia a centro frame. La discussione, forse innescatasi a seguito delle deliranti asserzioni di un noto Eso-Archeografo Italiano (e relative alla presenza di "evidenti accessi a presidi minerari" sul Pianeta Rosso...) si sviluppò in maniera interessante e costruttiva e ci portò anche al calcolo delle possibili dimensioni della "porta".
Oggi, grazie a questa nuova immagine - che pubblichiamo anche in versione RAW Original b/w - tutti potranno constatare che quella che SEMBRAVA essere una "porta" era, in vero, solo un leggero incavo (indentation) naturale presente sulla parete Nord-Occidentale della Mesa.
Morale: prima di parlare e di lanciarsi in interpretazioni che superano la Fantasia e sconfinano nella Bufala al 100% (e qui, che sia chiaro, NON CI RIFERIAMO agli Amici di "UFO-On Line"!), conviene sempre STUDIARE, DOCUMENTARSI, FARE CONFRONTI FRA DIVERSE IMMAGINI e poi, se proprio si vuol dare aria alla bocca e lavoro alla tastiera, SI SUGGERISCE DI RESTARE SEMPRE POSSIBILISTI - onde evitare di fare delle figure che definirle "meschine" è certamente riduttivo...
Ogni riferimento alle stupidaggini proferite da noti Eso-Archeografi Italici e non, è ASSOLUTAMENTE VOLUTO e NON CASUALE.MareKromium10/12/10 at 12:57John Koenig: No, per favore... Lasciamo stare i Goa'Uld... ...
|
|

ESP_011648_1730_RED_abrowse-00.jpgOval Mesa on Ganges Mensa (and another "mistery" solved) - Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia95 visiteMars Local Time: 15:56 (middle afternoon)
Coord. (centered): 7,2° South Lat. and 311,5° East Long.
Spacecraft altitude: 277,5 Km (such as about 173,4 miles)
Original image scale range: 27,8 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~83 cm across are resolved
Map projected scale: 25 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 17,7°
Phase Angle: 41,0°
Solar Incidence Angle: 59° (meaning that the Sun is about 31° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 194,6° (Northern Autumn)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
This Oval Mesa is a remnant of a geological unit that once covered this area, similar to the Mesas and Buttes in Monument Valley, in Arizona and Utah. This is a small remnant of a much larger unit of similar material that caps Ganges Mensa to the West.
As can be seen in the sides of this small Mesa, this remnant consists of a layered stack of rock. Prior to the massive erosion that left this a high-standing Mesa, a more gentle phase of erosion created the small hills and whorls on the upper surface of the Mesa. It seems that this gentle erosion continued even after the Mesa was created, as this pattern of small hills and whorls is visible on the terrain surrounding the Mesa.
Although not visible in the area shown in this HiRISE image, this Mesa actually sits on top of the much larger Ganges Mensa, which is itself a large Mesa within Ganges Chasma.
Nota Lunexit: una diversa ripresa di questo medesimo dettaglio costituì oggetto di una lunga discussione sul Forum degli Amici di "UFO-On Line". La querelle riguardava la presenza di un presunto (ed oggi, come viene ben dimostrato da questa nuova immagine, inesistente) "ingresso" (porta) sul versante Nord-Occidentale della Mesa Ovale che campeggia a centro frame. La discussione, forse innescatasi a seguito delle deliranti asserzioni di un noto Eso-Archeografo Italiano (e relative alla presenza di "evidenti accessi a presidi minerari" sul Pianeta Rosso...) si sviluppò in maniera interessante e costruttiva e ci portò anche al calcolo delle possibili dimensioni della "porta".
Oggi, grazie a questa nuova immagine - che pubblichiamo anche in versione RAW Original b/w - tutti potranno constatare che quella che SEMBRAVA essere una "porta" era, in vero, solo un leggero incavo (indentation) naturale presente sulla parete Nord-Occidentale della Mesa.
Morale: prima di parlare e di lanciarsi in interpretazioni che superano la Fantasia e sconfinano nella Bufala al 100% (e qui, che sia chiaro, NON CI RIFERIAMO agli Amici di "UFO-On Line"!), conviene sempre STUDIARE, DOCUMENTARSI, FARE CONFRONTI FRA DIVERSE IMMAGINI e poi, se proprio si vuol dare aria alla bocca e lavoro alla tastiera, SI SUGGERISCE DI RESTARE SEMPRE POSSIBILISTI - onde evitare di fare delle figure che definirle "meschine" è certamente riduttivo...
Ogni riferimento alle stupidaggini proferite da noti Eso-Archeografi Italici e non, è ASSOLUTAMENTE VOLUTO e NON CASUALE.MareKromium10/12/10 at 12:50jojope: Ciao a tutti,scusate questa e' la stessa mesa ...
|
|
| 1160 immagini su 97 pagina(e) |
 |
 |
 |
 |
 |
44 |  |
 |
 |
 |
|

|
|