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Ultimi commenti - The Universe Inside
Mist-of-Time~0.jpg
Mist-of-Time~0.jpgIn Loving Memory103 visiteToday, now four years ago, my beloved Father, Dr Ugo Fienga, died, after a long and debilitating disease that consumed him for over five years. He was born in Salerno, on June, 6th, 1926.

Today, March 16, 2015, is raining over the town where I live, just like it did, four years ago, when my Father passed away.

I look around, and then I look inside myself and, sometimes, I think I can still find some Joy and Peace, while I am thinking about the days that my Father and I spent together. But one day, He already knew then, and I do know now, everything will become like ashes, and the Winds of Time shall sweep everything away, including us, our Memories, our Dreams and, God willing, our Sins too.

May God give rest to my Dad's Soul. Amen

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


"...Omnia fert Aetas: animum quoque..."

(Virgilio)

6 commentiMareKromium03/16/15 at 13:12Anakin: S?, ti ho pensato questa mattina appena sveglio Do...
Mist-of-Time~0.jpg
Mist-of-Time~0.jpgIn Loving Memory103 visiteToday, now four years ago, my beloved Father, Dr Ugo Fienga, died, after a long and debilitating disease that consumed him for over five years. He was born in Salerno, on June, 6th, 1926.

Today, March 16, 2015, is raining over the town where I live, just like it did, four years ago, when my Father passed away.

I look around, and then I look inside myself and, sometimes, I think I can still find some Joy and Peace, while I am thinking about the days that my Father and I spent together. But one day, He already knew then, and I do know now, everything will become like ashes, and the Winds of Time shall sweep everything away, including us, our Memories, our Dreams and, God willing, our Sins too.

May God give rest to my Dad's Soul. Amen

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


"...Omnia fert Aetas: animum quoque..."

(Virgilio)

6 commentiMareKromium03/16/15 at 11:27KKK: ...E sia Pace per gli Uomini di Buona Volont?, anc...
Cats_in_the_Darkness.jpg
Cats_in_the_Darkness.jpgJust like Aliens...230 visiteAd un anno esatto dalla Morte della mia adorata Ginny, un'immagine che l'avrebbe fatta sorridere, anche nel momento di Dolore pi profondo. Oltre ai Suoi Gatti, una Poesia, scritta da me, quale Omaggio alla Sua Memoria.
Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/27/14 at 15:33Ivana Tognoloni: Grazie mille :-))
Cats_in_the_Darkness.jpg
Cats_in_the_Darkness.jpgJust like Aliens...230 visiteAd un anno esatto dalla Morte della mia adorata Ginny, un'immagine che l'avrebbe fatta sorridere, anche nel momento di Dolore pi profondo. Oltre ai Suoi Gatti, una Poesia, scritta da me, quale Omaggio alla Sua Memoria.
Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/24/14 at 21:00KKK: ....A volte, per assurdo (credimi!) mi sento "...
Cats_in_the_Darkness.jpg
Cats_in_the_Darkness.jpgJust like Aliens...230 visiteAd un anno esatto dalla Morte della mia adorata Ginny, un'immagine che l'avrebbe fatta sorridere, anche nel momento di Dolore pi profondo. Oltre ai Suoi Gatti, una Poesia, scritta da me, quale Omaggio alla Sua Memoria.
Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/24/14 at 20:55Ivana Tognoloni: Grazie a tutti. Sarebbe stato meglio andare in vac...
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Cats_in_the_Darkness.jpgJust like Aliens...230 visiteAd un anno esatto dalla Morte della mia adorata Ginny, un'immagine che l'avrebbe fatta sorridere, anche nel momento di Dolore pi profondo. Oltre ai Suoi Gatti, una Poesia, scritta da me, quale Omaggio alla Sua Memoria.
Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/24/14 at 16:37KKK: In Bocca al Lupo Ivana, e tranquilla! Un abbraccio...
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Cats_in_the_Darkness.jpgJust like Aliens...230 visiteAd un anno esatto dalla Morte della mia adorata Ginny, un'immagine che l'avrebbe fatta sorridere, anche nel momento di Dolore pi profondo. Oltre ai Suoi Gatti, una Poesia, scritta da me, quale Omaggio alla Sua Memoria.
Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/24/14 at 13:01Anakin: Ogni singola mossa, parole e pensiero, si traduce ...
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Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/24/14 at 09:40Ufologo: Auguri allora, Ivana! (Praticamente, o di qua o di...
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Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/23/14 at 21:00Ivana Tognoloni: Ehi ragazzi non scherzate! Marted? prossimo mi dev...
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Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/23/14 at 19:56AndreaGG: beh, ehm, grazie per l'invito...ma vorrei abbr...
Cats_in_the_Darkness.jpg
Cats_in_the_Darkness.jpgJust like Aliens...230 visiteAd un anno esatto dalla Morte della mia adorata Ginny, un'immagine che l'avrebbe fatta sorridere, anche nel momento di Dolore pi profondo. Oltre ai Suoi Gatti, una Poesia, scritta da me, quale Omaggio alla Sua Memoria.
Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/23/14 at 16:04KKK: EVVAI!!!! Via con la self-destruction! Tanto, se n...
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Cats_in_the_Darkness.jpgJust like Aliens...230 visiteAd un anno esatto dalla Morte della mia adorata Ginny, un'immagine che l'avrebbe fatta sorridere, anche nel momento di Dolore pi profondo. Oltre ai Suoi Gatti, una Poesia, scritta da me, quale Omaggio alla Sua Memoria.
Che Dio abbia cura della Sua Anima e che, un giorno, me la faccia ritrovare e riabbracciare, oltre le brume di questa Vita mortale, oltre le contraddizioni, gli errori e le sofferenze che, spietatamente, sembrano caratterizzare l'Esistenza di molti. Troppi: Uomini ed Animali.

Una Preghiera per lei e per Noi Tutti.

Dr Paolo C. Fienga (PhD)


Il Soprabito Nero

La vedevo sin da lontano, ferma al Sole, con il suo Soprabito Nero,
Mentre aspettava qualcuno, chiusa nel Silenzio, perduta nell'Istante,
E con il volto segnato da una lunga malattia, che non lascia scampo,
Il capo, ormai nudo, mentre biancheggiava nel caldo Sole di Maggio...

Lei non cambiava mai, quando mi recavo a trovarla, in quella quieta Casa,
La Casa dove mille Anime, senza pi Speranza, attendono una Degna Fine,
Mi avvicinavo a Lei, timoroso, dopo aver scrutato la vicina campagna,
E poi giungevo in quel parcheggio, sempre pieno di macchine, e di silenzio.

Lei non cambiava mai: uno sguardo perso nel vuoto, ma gli occhi aperti,
Il volto tirato, segnato da rughe ormai vecchie di cent'anni, o forse pi,
In piedi, immobile, mentre il Vento passava sul Suo viso e la pallida fronte,
Come una Statua di Ghiaccio che, trepidamente, attende il proprio Fato...

Quando ero abbastanza vicino, allora non potevo distogliere pi gli occhi,
Da quella sua smorfia, dipinta in uno stile che non saprei riconoscere,
Celata nel suo Soprabito Nero, che nascondeva le Ferite di tutta una Vita,
Immobile, mi aspettava, e si muoveva solo quando ero ad un passo da Lei...

Tutto ritorna, in questa Indefinibile Esistenza: tutto ritorna e si fa riconoscere,
Anche le immagini che non ho mai visto, ma che ho dentro di me, a volte,
Si manifestano e si rivelano, per quello che erano veramente, per loro stesse,
Tutto ritorna alla mente, adesso, in questo giorno di vento, mentre ricordo.

E cosa resta, ora, degli istanti vissuti nella Speranza di un Nuovo Giorno?
Che rimane del ridere, del piangere e delle lunghe corse versa la Salvezza?
Cosa rimane, o Dio, delle infinite Preghiere che Ti ho rivolto, negli anni,
E che rimasero inascoltate, o forse dimenticate, o perse, nell'Infinita Luce?

Solo un Soprabito Nero che, ora coperto di polvere e di memorie, si nasconde nell'armadio;
Come una sorta di Sudario, ma sempre portato con Dignit, anche quando il Peso era Grande;
Un Soprabito Nero, che mi ricorda il Suo Volto, bianco e sfinito, che inquieto osservava la Vita,
Mentre Essa se ne andava via, veloce, attraverso le ore che segnarono i Suoi ultimi passi...

E sar quel Soprabito Nero, quello che io porter, sulle mie spalle, nel Tempo che verr:
Nella consapevolezza che n i miei rimorsi, n affetti, n rimpianti, ne cambieranno mai il colore.

So che un Soprabito Nero mi accompagner, per sempre, mentre i miei Sacrifici svaniranno,
Come polvere lasciata su un tavolo; come pensieri, perduti, nelle spire di una Vita troppo breve...
19 commentiMareKromium07/23/14 at 15:48Anakin: Molto bella. Bravo

Per il resto la riabbraccera...
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