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Mars014-Water_Map-1.jpgMartian Water210 visiteInteressante...
"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium10/04/22 at 11:27Paolo C. Fienga: La Logica e le info disponibili mi dicono di si. P...
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Mars014-Water_Map-1.jpgMartian Water210 visiteInteressante...
"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium10/01/22 at 19:48walthari: decisamente: Marte in fase umida!
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"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 16:10Paolo C. Fienga: Commosso, mi vedo e ringrazio! Di Cuore. :-)
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"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 15:05Anakin: S?, sei umile. E' il presuntuoso che non sa es...
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"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 12:55Paolo C. Fienga: E' un bellissimo Complimento, Anakin, ma te lo...
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"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 11:05Anakin: Marte, almeno paesaggisticamente, lo abbiamo visto...
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Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 10:12Paolo C. Fienga: Grazie a Te! In realt?, comunque, il fango ? terra...
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"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 09:53Anakin: Grazie. Questo aspetto non lo conoscevo. Davo, all...
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Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 09:34Paolo C. Fienga: Amico Mio, per "Fase Umida" si intende, ...
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Mars-015-Water_Map-2.pngMartian "Water-rich" Minerals187 visitesi veda il commento al frame che precedeMareKromium08/29/22 at 09:30Paolo C. Fienga: :-) ! Vorrei scrivere di pi? Anakin ma,...proprio ...
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Mars-015-Water_Map-2.pngMartian "Water-rich" Minerals187 visitesi veda il commento al frame che precedeMareKromium08/29/22 at 09:22Anakin: Vero, noi siamo sempre quelli poveracci ma Grandi....
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Mars014-Water_Map-1.jpgMartian Water210 visiteInteressante...
"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne d conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni quella europea, ad esempio, stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan gli scienziati hanno creato la mappa pi completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.
Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce nerano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa pi ampia di dove poterle trovare ci concede unimmagine pi comprensiva della storia dellacqua su Marte e ci aiuter a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.
Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Universit di Parigi-Saclay e dell'Universit di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato pi depositi e aree dinteresse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti pi vecchie del pianeta. Lacqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero cos distante da un posto ricco dacqua.
Ma la presenza dellacqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perch il quadro risultante dalla nuova mappa particolarmente complesso, fra sali che sembrano pi antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu pi lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.
Levoluzione da molta acqua a niente acqua non cos netta come pensavamo. Lacqua non si fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo unenorme diversit di contesti geologici, cos che nessun processo o semplice sequenza temporale pu spiegare levoluzione della mineralogia di Marte. Questo il primo risultato del nostro studio. Il secondo che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversit di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra.
Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dellInstitute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per lindividuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole dacqua e insieme al ghiaccio dacqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrer il Rover dellESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".MareKromium08/29/22 at 09:19Anakin: :-) vero, ma noi siamo quelli umili, ma Grandi. Do...
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