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Ultimi commenti - After One-Thousand Soles...
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SOL1411-2F251626658EDNAX00P1131R0M1.jpgThe "Dark Daylights" of Mars - Sol 1411 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)90 visitenessun commento6 commentiMareKromium12/30/07 at 20:27matteofagone: Mah...
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OPP-SOL1395-1.jpgLook at those grains of dust... - Sol 1395 (false colors; credits: Dr M. Faccin)59 visiteUna brillante intuizione (molto probabilmente corretta) del Dr Faccin sulla struttura fisica delle Camere di cui i MER sono dotati. Ma lasciamo che sia lui stesso a spiegare quello che ha scoperto:"...la NASA fa vedere che si ci sono nubi di polvere (intorno ai Rover) ma, osservando bene, si può notare che ci sono anche dei grani di questa polvere sugli obbiettivi.
Ora notate: alcune di queste macchie scure sono esagonali, una forma data dal diaframma. Scoperto questo, noi sappiamo che i CCD dei MER sono muniti di diaframma meccanico, al pari di una semplice camera digitale da 50 Euro.
Quanto detto si riferisce alla NavCam - che presumo sia analoga alla PanCam - la quale si distingue dalle Rear e FrontHazCam poichè esse, credo, sono ad obbiettivo fisso - simili alle webcam, tanto per intenderci...".

Allora: la NASA usa sempre "supertecnologie" da milioni di Dollari, oppure - magari qualche volta... - "tira a risparmiare"? E soprattutto: ma siamo così sicuri che ci vogliano "suprtecnologie" per "sopravvivere alle "estreme" (ma dove?!?) condizioni di Marte?

Siamo sempre più dell'idea che qualcosa non torni: complimenti e congratulazioni al Dr Faccin ed ora, se volete, la parola a Voi!...
4 commentiMareKromium12/30/07 at 20:26matteofagone: Paolo, scherzavo. Il "freddo, freddo, freddo&...
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SOL1180-1.jpgTransistors in the "Open"... - Sol 1180 (credits: Dr Marco Faccin)92 visiteMarte e le sue “condizioni superficiali estreme”: della loro oggettiva esistenza, tutti (dagli Scienziati “Positivi” agli Appassionati – anch’essi “Positivi”) ne sono convinti.
Ma noi, non senza averci riflettuto profondamente, Vi diciamo solo questo: ma davvero?

EccoVi un altro bellissimo Lavoro del Dr Faccin il quale, senza avere la pretesa di essere definitivo sull’argomento, ci fornisce dei sani e costruttivi alimenti per sostenere le nostre riflessioni su quanto – forse – quello che si dice e si scrive (ufficialmente) su Marte, sia DIVERSO da come Marte, effettivamente, è.

Buona lettura!

“…giusto per parlare ancora delle presunte Condizioni Estreme dell’Ambiente Marziano, ho preso questo frame. Guardate bene: evidenziati in giallo – centro frame, in basso – si vedono 4 componenti elettronici attivi del Rover Spirit.
Ora, visti così, sembrerebbero dei finali di potenza per il controllo dei motori (o magari qualche attuatore), in quanto sono accoppiati a 2 a 2.
Finali di potenza: ovvero transistor; oppure, con lo stesso case, potrebbero esserci integrati dei regolatori di tensione et sim.
Comunque sia, sono tutti e 4 "rivettati" ad un unico piano di metallo che ha la funzione di dissipazione del calore
E già: perchè tutti i componenti elettronici che terminano con un’aletta – solitamente di rame stagnato – ed un foro, sono da posizionare su di un dissipatore.
Ecco: questo dato ritengo che avvalori l'ipotesi per cui si tratti effettivamente di “finali di potenza".
Ma anche tralasciando questo aspetto tecnico, notiamo un dato FONDAMENTALE: questi componenti sono “componenti a vista".
Ora io dico (per esperienza) che le componenti elettroniche in generale non è che siano proprio il massimo della robustezza: esse, infatti, patiscono gli urti, le escursioni termiche repentine ed eccessive, il troppo caldo come il gelo etc.; basti pensare che un componente elettronico ha una tolleranza propria espressa su molte variabili, quali la capacità, la resistività et sim.
Variabili che sono funzione dello scopo per il quale la componente venne costruita.
Adesso, se io prendo il mio computer, apro il case, vado su un regolatore di tensione (ad esempio) il quale è (o almeno “sembra”) essere stato fatto proprio come uno di quei 4 che vediamo sul Rover, e quindi lo scaldo un bel pò oppure lo metto per un’ora in frigorifero e poi lo reinstallo, l’unica certezza che avrò è che il mio computer tirerà le cuoia…
Guardate ancora il frame, adesso; guardate le componenti ”a vista” (e guardatele per quello che SONO!) e poi riflettete su questo dato (uno solo, ma molto significativo): la temperatura superficiale UFFICIALE di Marte di giorno, va dai -10/-15 ai + 10/12° Celsius – che possono diventare anche + 30 in Estate). Di notte, sempre dati UFFICIALI, si può capitolare sino ad oltre – 100° Celsius.
Ma come fanno, mi domando, dico e chiedo, quelle “componenti a vista” a restare attive ed operative se queste temperature fossero realistiche?!?

Deduzione (e scusatemi la franchezza): alla NASA ci stanno raccontando un sacco di balle (o panzane, se Vi piace di più). Per Vostra miglior comprensione, ho inserito nel frame (in basso a Dx) l’immagine di alcuni fra i più comuni tipi di transistor. Così, tanto per rendere l'idea…”.

16 commentiMareKromium12/30/07 at 20:20matteofagone: Ed ? esattamente quello che sstengo pure io... Mar...
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OPP-SOL1395-1.jpgLook at those grains of dust... - Sol 1395 (false colors; credits: Dr M. Faccin)59 visiteUna brillante intuizione (molto probabilmente corretta) del Dr Faccin sulla struttura fisica delle Camere di cui i MER sono dotati. Ma lasciamo che sia lui stesso a spiegare quello che ha scoperto:"...la NASA fa vedere che si ci sono nubi di polvere (intorno ai Rover) ma, osservando bene, si può notare che ci sono anche dei grani di questa polvere sugli obbiettivi.
Ora notate: alcune di queste macchie scure sono esagonali, una forma data dal diaframma. Scoperto questo, noi sappiamo che i CCD dei MER sono muniti di diaframma meccanico, al pari di una semplice camera digitale da 50 Euro.
Quanto detto si riferisce alla NavCam - che presumo sia analoga alla PanCam - la quale si distingue dalle Rear e FrontHazCam poichè esse, credo, sono ad obbiettivo fisso - simili alle webcam, tanto per intenderci...".

Allora: la NASA usa sempre "supertecnologie" da milioni di Dollari, oppure - magari qualche volta... - "tira a risparmiare"? E soprattutto: ma siamo così sicuri che ci vogliano "suprtecnologie" per "sopravvivere alle "estreme" (ma dove?!?) condizioni di Marte?

Siamo sempre più dell'idea che qualcosa non torni: complimenti e congratulazioni al Dr Faccin ed ora, se volete, la parola a Voi!...
4 commentiMareKromium12/30/07 at 19:45MareKromium: Caro Matteo, se sono cos? infelice e stanco, ? pro...
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OPP-SOL1395-1.jpgLook at those grains of dust... - Sol 1395 (false colors; credits: Dr M. Faccin)59 visiteUna brillante intuizione (molto probabilmente corretta) del Dr Faccin sulla struttura fisica delle Camere di cui i MER sono dotati. Ma lasciamo che sia lui stesso a spiegare quello che ha scoperto:"...la NASA fa vedere che si ci sono nubi di polvere (intorno ai Rover) ma, osservando bene, si può notare che ci sono anche dei grani di questa polvere sugli obbiettivi.
Ora notate: alcune di queste macchie scure sono esagonali, una forma data dal diaframma. Scoperto questo, noi sappiamo che i CCD dei MER sono muniti di diaframma meccanico, al pari di una semplice camera digitale da 50 Euro.
Quanto detto si riferisce alla NavCam - che presumo sia analoga alla PanCam - la quale si distingue dalle Rear e FrontHazCam poichè esse, credo, sono ad obbiettivo fisso - simili alle webcam, tanto per intenderci...".

Allora: la NASA usa sempre "supertecnologie" da milioni di Dollari, oppure - magari qualche volta... - "tira a risparmiare"? E soprattutto: ma siamo così sicuri che ci vogliano "suprtecnologie" per "sopravvivere alle "estreme" (ma dove?!?) condizioni di Marte?

Siamo sempre più dell'idea che qualcosa non torni: complimenti e congratulazioni al Dr Faccin ed ora, se volete, la parola a Voi!...
4 commentiMareKromium12/30/07 at 17:41matteofagone: Ma...no! Marte ? freddo, freddo, freddo.... Per?, ...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 15:28MareKromium: Tutto vero. Concordo in toto, sia sulla questione ...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 14:18matteofagone: Paolo, c'? una questione etica e morale di fon...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 12:04MareKromium: Carissimo Matteo, sono contento del tuo commento, ...
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SOL1409-2F251447079EFFAX00P1211R0M1.jpgBelieve it or not, this IS Mars... - Sol 1409 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)219 visiteAll'avvicinarsi del cupo Inverno Marziano, i frames Front & Rear-HazCam sono quanto di meglio esista (almeno dal punto di vista dei Ricercatori) per CAPIRE meglio l’effettiva struttura dell'ambiente e del Cielo di Marte, se non altro in termini di luminosità (per quanto attiene i colori, ormai lo sapete: noi abbiamo la Teoria Lunexit – la quale non è, come ovvio, "Verità", ma è – se non altro – il prodotto di un percorso logico e razionale).
Le immagini a struttura grandangolare che ci arrivano dalle suddette Front & Rear-HazCam, ci dimostrano (attraverso l'intera gamma di filtri di cui sono dotate) che quanto situato nella porzione centrale dell'obbiettivo appare sempre più luminoso, mentre le porzioni di paesaggio situate al di fuori del "cerchio ideale" di massima illuminazione tendono (sempre, anch’esse) a diventare più buie.
Il significato di questo fenomeno (certo riproducibile anche sulla Terra) è piuttosto semplice da “decodificare”: l’ambiente Marziano è poco luminoso.
E questo, secondo noi (e dopo anni di discussioni più o meno sostanziate od esotiche), è un punto di arrivo.
Per quanto attiene il Cielo di Marte, esso è EFFETTIVAMENTE più luminoso all'orizzonte (un effetto ottico dovuto al maggior spessore dell'atmosfera così come percepito dagli occhi dell'Osservatore (ivi: le Front e RearHazCam del Rover), e quindi, a mano a mano che si sale con lo sguardo, diventa sempre più scuro (e noi ipotizziamo che, in prossimità dello Zenith, esso sia - di fatto - nero o quasi).

Che dire?
Ci dispiace molto per gli Affezionati sostenitori dei Cieli Azzurri su Marte (cieli tanto spettacolari nell'Immaginario Collettivo, quanto poco realistici alla prova dei fatti), ma la nostra sensazione - senza certezze, ma con un buon margine di ragionevolezza - è che la NASA, sebbene (e per motivi che non ci compete indagare in questa sede) "caotica e pasticciona" (i Cieli di Marte, infatti, secondo le elaborazioni in Approximate True Colors NASA, sono passati - senza motivazioni e senza soluzione di continuità - dall'Arancio Vivo, al Rosso, al "Butterscotch", al "Verdognolo", al Giallo ed al Marrone...) abbia fornito (almeno) una indicazione di massima la quale, secondo noi, è da condividere: l'atmosfera di Marte è TROPPO sottile per consentire, tramite la diffusione della luce in arrivo dal Sole, l'acquisizione di un colore VIVO ed OMOGENEO per l'intero cielo quale è il BLU che caratterizza i Cieli della Terra.
Il Cielo Marziano, quindi, è (rectius: dovrebbe essere) - se ci passate l'espressione – “opaco e stratificato" (e “stratificato” sia in termini di luminosità, sia in termini di colore).
Abbiamo nelle nostre Gallerie innumerevoli immagini (a partire da quelle dei Viking Landers) che dimostrano questa “stratificazione”.
Per quanto attiene l’Opacità del Cielo di Marte…Beh, essa è talmente evidente in quasi tutti i frames recenti Spirit ed Opportunity che non riteniamo si possa discutere ancora sull’oggettività di questo fattore.

Conclusioni: se questo ragionamento fosse corretto e le sue conclusioni fossero esatte (anche magari solo in parte), allora DERIVA LOGICAMENTE da quanto sopra che, una volta presi e metabolizzati i Dati disponibili, e quindi ragionando con Logica, Razionalità e Pragmatismo (ed abbandonando, almeno una volta tanto, le “Leggende Spaziali” sui Cieli Azzurri del Pianeta Rosso che proliferano sulla Rete), l'illuminazione superficiale media di Marte e la colorazione del suo cielo NON POSSONO sic et simpliciter essere assimilate all'illuminazione media superficiale della Terra (specie allorchè Marte si trova all’afelio) ed al colorito usuale (o medio, se preferite) del Cielo Terrestre.

E per il resto, dato che questa storia - supponiamo - stia cominciando a diventare un pò "stantìa" per tutti...Vi rimandiamo all'articolo "True Colors".

Le Vostre opinioni ed insights saranno, come sempre, benvenuti!
4 commentiMareKromium12/23/07 at 11:54matteofagone: Amen!
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SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)59 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 22:26MareKromium: Chi arriva per primo, chiama tutti gli altri (e, c...
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SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)59 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 21:00omomoto: OK gente, allora quando fate un salto l? recuperat...
SOL1369.jpg
SOL1369.jpgSomething like a "box"... - Sol 1369 (credits: Dr Marco Faccin)59 visiteContestualizzazione: un concetto chiave per l'individuazione e l'analisi delle possibili Anomalìe e Singolarità presenti su rilievi extra-terrestri.
Lo spunto per parlarne in un recente commento (sebbene in termini di pura teoria), ci è stato dato dal nostro caro Amico e Socio, "Ufologo"; una risposta sul campo, invece, è subito arrivata dal nostro sempre bravissimo Ricercatore, Dr Marco Faccin.
Ed è quindi dedicato ai nostri due Amici il commento su questo frame il quale - come vedete - ci mostra, in alto a Dx del quadro maggiore (posto a Sx dell’Osservatore), assieme ad una discreta quantità di elementi irrilevanti, un dettaglio davvero intrigante.

Si tratta, in apparenza, di un "frammento" parzialmente interrato di qualcosa che, come sembra del tutto evidente, possiede un’albedo piuttosto elevata, è liscio, squadrato ed apparentemente disposto/strutturato/articolato su due livelli.

Un qualcosa che, effettivamente, "sembra" assai poco naturale...

Contestualizzazione: ossìa trasposizione del dettaglio che, ai nostri occhi, appare come "anomalo" (e cioè, tanto per adottare una definizione chiara ed alla buona, diciamo un dettaglio "non allineato"/"incongruo" con il/rispetto al paesaggio al quale accede e di cui fa parte), NEL SUO CONTESTO di riferimento (ivi: un'area rocciosa e ricca di macigni e rocce stratificate, non lontana dalla Collina "Husband" ed a ridosso della zona conosciuta come "Home Plate").

Ecco: questo dettaglio, ottimamente individuato dal Dr Faccin, è EFFETTIVAMENTE (a nostro parere e dopo aver effettuato la Contestualizzazione nei termini di cui sopra) un rilievo quanto meno Singolare, se non del tutto Anomalo.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, rilievo "artificiale"!
Magari lo sarà pure o magari no: questo non lo sa nessuno.
E, al momento, non importa.
Noi sappiamo solo che questo rilievo, una volta CONTESTUALIZZATO, NON SI SPOSA con il resto del paesaggio su cui sorge e del quale dovrebbe pienamente condividerne la Natura. Tutto qui.
Le analisi DECONTESTUALIZZATE – e che sono tanto care alla Scuola del Prof. Hoagland e del Dr Skipper (due esempi fra i tanti) –, a nostro parere, non sono analisi complete.
Forse, da un certo punto di vista, non sono neppure analisi, ma semplici “chiacchiere” (interessanti ed accattivanti finché si vuole, ma sempre chiacchiere), fondate su mere associazioni visive, logiche e mnemoniche (della serie “questo rilievo MI RICORDA questo oggetto” etc.).
Il che è cosa ben diversa dalla Ricerca ed Analisi delle possibili Singolarità ed Anomalìe contenute nelle immagini in arrivo dallo Spazio…O no?!?

Un grande saluto e ringraziamento al Dr Faccin!
12 commentiMareKromium12/21/07 at 19:29MareKromium: ...tranquillo Matteo...Anch'io, in fondo, so c...
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