Inizio Registrati Login

Elenco album Ultimi arrivi Ultimi commenti Più viste Più votate Preferiti Cerca

Inizio > MARS > After One-Thousand Soles...

Ultimi commenti - After One-Thousand Soles...
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpg
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 09:51MareKromium: Carissimo Titanio44: si, anch'io ho pensato ch...
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpg
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 08:54Anakin: Il problema ? che su 6 miliardi di persone, solo u...
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpg
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 06:19matteofagone: Alla NASA dell'opinione pubblica non gliene fr...
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpg
OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/03/08 at 18:45titanio44: accidenti ma ? tutto sbagliato eh eh la nasa ha us...
SOL1229-1.jpg
SOL1229-1.jpgMER's details - Sol 1229 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Dr Gianluigi Barca & Lunexit)56 visiteUn minuscolo commento, a chiusura di quest'Anno Solare 2007.

Il Lavoro svolto da Lunar Explorer Italia, attraverso i Suoi Fondatori, Partners e Collaboratori/Ricercatori Esterni, ha portato la nostra insignificante Fondazione ad avere una Fototeca On-Line che è seconda SOLO agli Archivi (sempre On-Line) NASA.
Questo vuol dire che il materiale che vedete su Lunexit costituisce - nel suo complesso - la Banca Immagini più grande d'Europa e, al Mondo, una Banca Immagini che è seconda solo ai nostri Amici, Maestri ed Ispiratori della NASA.

E già questo non è poco.

Se poi considerate la QUALITA' del Lavoro svolto dai vari Gianluigi Barca, Marco Faccin, Lorenzo Leone, Gualtiero La Fratta, Matteo Fagone, Alessio Feltri, Fabio Italiano, Allison McPherson, Massimo Staccioli, Lucio Deplano, Internos2K e tantissimi altri che non possiamo (solo per ragioni di spazio) citare in questa caption, allora dovreste renderVi conto pienamente di quello che significa Lavorare sempre, Crescere, Sviluppare Nozioni, Cognizioni e Metodi e quindi fare Lavoro di Squadra (o TeamWork, proprio come dicono alla NASA). Le nostre elaborazioni in Colori Naturali + MULTISPECTRUM sono, detto senza falsa modestia, semplicemente fantastiche e, come molti di Voi ci hanno scritto, di gran lunga superiori, per qualità e "credibilità" intrinseche, alle elaborazioni NASA.
Noi non sappiamo se questo è vero. Certo, ci piace pensarlo: ma non sappiamo se è vero (su Marte, infatti, nessuno di noi ci è ancora stato di persona, per vedere e controllare...).

Quello che sappiamo è che noi lavoriamo, mantenendo una Visione comune ed uno Spirito "vivo", "curioso", "acceso".

Forse non arriveremo su Marte e, forse (anzi: certamente), i Libri di Storia non si ricorderanno di noi. Ma una cosa è certa: il Lavoro che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo, è il risultato finale (anzi: intermedio, poichè questo Lavoro non ha nè avrà mai fine, per definizione) di un rapporto molto bello e molto raro, specie di questi tempi.
Un rapporto che si chiama "Amicizia" e che è fatto, inter alia, da Rispetto (reciproco), Umiltà e Passione.

Che dite? Lo vogliamo regalare un piccolo applauso a Lunexit?

Un abbraccio e Buon 2008 a TUTTI!

Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia (Presidente & Socio Fondatore)
5 commentiMareKromium01/02/08 at 13:52MareKromium: Certo che arriveremo, Grande Matteo! Non so dove.....
SOL1229-1.jpg
SOL1229-1.jpgMER's details - Sol 1229 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Dr Gianluigi Barca & Lunexit)56 visiteUn minuscolo commento, a chiusura di quest'Anno Solare 2007.

Il Lavoro svolto da Lunar Explorer Italia, attraverso i Suoi Fondatori, Partners e Collaboratori/Ricercatori Esterni, ha portato la nostra insignificante Fondazione ad avere una Fototeca On-Line che è seconda SOLO agli Archivi (sempre On-Line) NASA.
Questo vuol dire che il materiale che vedete su Lunexit costituisce - nel suo complesso - la Banca Immagini più grande d'Europa e, al Mondo, una Banca Immagini che è seconda solo ai nostri Amici, Maestri ed Ispiratori della NASA.

E già questo non è poco.

Se poi considerate la QUALITA' del Lavoro svolto dai vari Gianluigi Barca, Marco Faccin, Lorenzo Leone, Gualtiero La Fratta, Matteo Fagone, Alessio Feltri, Fabio Italiano, Allison McPherson, Massimo Staccioli, Lucio Deplano, Internos2K e tantissimi altri che non possiamo (solo per ragioni di spazio) citare in questa caption, allora dovreste renderVi conto pienamente di quello che significa Lavorare sempre, Crescere, Sviluppare Nozioni, Cognizioni e Metodi e quindi fare Lavoro di Squadra (o TeamWork, proprio come dicono alla NASA). Le nostre elaborazioni in Colori Naturali + MULTISPECTRUM sono, detto senza falsa modestia, semplicemente fantastiche e, come molti di Voi ci hanno scritto, di gran lunga superiori, per qualità e "credibilità" intrinseche, alle elaborazioni NASA.
Noi non sappiamo se questo è vero. Certo, ci piace pensarlo: ma non sappiamo se è vero (su Marte, infatti, nessuno di noi ci è ancora stato di persona, per vedere e controllare...).

Quello che sappiamo è che noi lavoriamo, mantenendo una Visione comune ed uno Spirito "vivo", "curioso", "acceso".

Forse non arriveremo su Marte e, forse (anzi: certamente), i Libri di Storia non si ricorderanno di noi. Ma una cosa è certa: il Lavoro che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo, è il risultato finale (anzi: intermedio, poichè questo Lavoro non ha nè avrà mai fine, per definizione) di un rapporto molto bello e molto raro, specie di questi tempi.
Un rapporto che si chiama "Amicizia" e che è fatto, inter alia, da Rispetto (reciproco), Umiltà e Passione.

Che dite? Lo vogliamo regalare un piccolo applauso a Lunexit?

Un abbraccio e Buon 2008 a TUTTI!

Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia (Presidente & Socio Fondatore)
5 commentiMareKromium01/02/08 at 13:43matteofagone: Per? Lunexit vanta un pregio che pochissimi hanno:...
SOL1229-1.jpg
SOL1229-1.jpgMER's details - Sol 1229 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Dr Gianluigi Barca & Lunexit)56 visiteUn minuscolo commento, a chiusura di quest'Anno Solare 2007.

Il Lavoro svolto da Lunar Explorer Italia, attraverso i Suoi Fondatori, Partners e Collaboratori/Ricercatori Esterni, ha portato la nostra insignificante Fondazione ad avere una Fototeca On-Line che è seconda SOLO agli Archivi (sempre On-Line) NASA.
Questo vuol dire che il materiale che vedete su Lunexit costituisce - nel suo complesso - la Banca Immagini più grande d'Europa e, al Mondo, una Banca Immagini che è seconda solo ai nostri Amici, Maestri ed Ispiratori della NASA.

E già questo non è poco.

Se poi considerate la QUALITA' del Lavoro svolto dai vari Gianluigi Barca, Marco Faccin, Lorenzo Leone, Gualtiero La Fratta, Matteo Fagone, Alessio Feltri, Fabio Italiano, Allison McPherson, Massimo Staccioli, Lucio Deplano, Internos2K e tantissimi altri che non possiamo (solo per ragioni di spazio) citare in questa caption, allora dovreste renderVi conto pienamente di quello che significa Lavorare sempre, Crescere, Sviluppare Nozioni, Cognizioni e Metodi e quindi fare Lavoro di Squadra (o TeamWork, proprio come dicono alla NASA). Le nostre elaborazioni in Colori Naturali + MULTISPECTRUM sono, detto senza falsa modestia, semplicemente fantastiche e, come molti di Voi ci hanno scritto, di gran lunga superiori, per qualità e "credibilità" intrinseche, alle elaborazioni NASA.
Noi non sappiamo se questo è vero. Certo, ci piace pensarlo: ma non sappiamo se è vero (su Marte, infatti, nessuno di noi ci è ancora stato di persona, per vedere e controllare...).

Quello che sappiamo è che noi lavoriamo, mantenendo una Visione comune ed uno Spirito "vivo", "curioso", "acceso".

Forse non arriveremo su Marte e, forse (anzi: certamente), i Libri di Storia non si ricorderanno di noi. Ma una cosa è certa: il Lavoro che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo, è il risultato finale (anzi: intermedio, poichè questo Lavoro non ha nè avrà mai fine, per definizione) di un rapporto molto bello e molto raro, specie di questi tempi.
Un rapporto che si chiama "Amicizia" e che è fatto, inter alia, da Rispetto (reciproco), Umiltà e Passione.

Che dite? Lo vogliamo regalare un piccolo applauso a Lunexit?

Un abbraccio e Buon 2008 a TUTTI!

Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia (Presidente & Socio Fondatore)
5 commentiMareKromium01/02/08 at 09:55Anakin: E di cosa? Non c'? nessuna sviolinata in quell...
SOL1229-1.jpg
SOL1229-1.jpgMER's details - Sol 1229 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Dr Gianluigi Barca & Lunexit)56 visiteUn minuscolo commento, a chiusura di quest'Anno Solare 2007.

Il Lavoro svolto da Lunar Explorer Italia, attraverso i Suoi Fondatori, Partners e Collaboratori/Ricercatori Esterni, ha portato la nostra insignificante Fondazione ad avere una Fototeca On-Line che è seconda SOLO agli Archivi (sempre On-Line) NASA.
Questo vuol dire che il materiale che vedete su Lunexit costituisce - nel suo complesso - la Banca Immagini più grande d'Europa e, al Mondo, una Banca Immagini che è seconda solo ai nostri Amici, Maestri ed Ispiratori della NASA.

E già questo non è poco.

Se poi considerate la QUALITA' del Lavoro svolto dai vari Gianluigi Barca, Marco Faccin, Lorenzo Leone, Gualtiero La Fratta, Matteo Fagone, Alessio Feltri, Fabio Italiano, Allison McPherson, Massimo Staccioli, Lucio Deplano, Internos2K e tantissimi altri che non possiamo (solo per ragioni di spazio) citare in questa caption, allora dovreste renderVi conto pienamente di quello che significa Lavorare sempre, Crescere, Sviluppare Nozioni, Cognizioni e Metodi e quindi fare Lavoro di Squadra (o TeamWork, proprio come dicono alla NASA). Le nostre elaborazioni in Colori Naturali + MULTISPECTRUM sono, detto senza falsa modestia, semplicemente fantastiche e, come molti di Voi ci hanno scritto, di gran lunga superiori, per qualità e "credibilità" intrinseche, alle elaborazioni NASA.
Noi non sappiamo se questo è vero. Certo, ci piace pensarlo: ma non sappiamo se è vero (su Marte, infatti, nessuno di noi ci è ancora stato di persona, per vedere e controllare...).

Quello che sappiamo è che noi lavoriamo, mantenendo una Visione comune ed uno Spirito "vivo", "curioso", "acceso".

Forse non arriveremo su Marte e, forse (anzi: certamente), i Libri di Storia non si ricorderanno di noi. Ma una cosa è certa: il Lavoro che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo, è il risultato finale (anzi: intermedio, poichè questo Lavoro non ha nè avrà mai fine, per definizione) di un rapporto molto bello e molto raro, specie di questi tempi.
Un rapporto che si chiama "Amicizia" e che è fatto, inter alia, da Rispetto (reciproco), Umiltà e Passione.

Che dite? Lo vogliamo regalare un piccolo applauso a Lunexit?

Un abbraccio e Buon 2008 a TUTTI!

Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia (Presidente & Socio Fondatore)
5 commentiMareKromium01/02/08 at 08:16MareKromium: Non ho parole, se non "Grazie", di cuore...
SOL1180-1.jpg
SOL1180-1.jpgTransistors in the "Open"... - Sol 1180 (credits: Dr Marco Faccin)92 visiteMarte e le sue “condizioni superficiali estreme”: della loro oggettiva esistenza, tutti (dagli Scienziati “Positivi” agli Appassionati – anch’essi “Positivi”) ne sono convinti.
Ma noi, non senza averci riflettuto profondamente, Vi diciamo solo questo: ma davvero?

EccoVi un altro bellissimo Lavoro del Dr Faccin il quale, senza avere la pretesa di essere definitivo sull’argomento, ci fornisce dei sani e costruttivi alimenti per sostenere le nostre riflessioni su quanto – forse – quello che si dice e si scrive (ufficialmente) su Marte, sia DIVERSO da come Marte, effettivamente, è.

Buona lettura!

“…giusto per parlare ancora delle presunte Condizioni Estreme dell’Ambiente Marziano, ho preso questo frame. Guardate bene: evidenziati in giallo – centro frame, in basso – si vedono 4 componenti elettronici attivi del Rover Spirit.
Ora, visti così, sembrerebbero dei finali di potenza per il controllo dei motori (o magari qualche attuatore), in quanto sono accoppiati a 2 a 2.
Finali di potenza: ovvero transistor; oppure, con lo stesso case, potrebbero esserci integrati dei regolatori di tensione et sim.
Comunque sia, sono tutti e 4 "rivettati" ad un unico piano di metallo che ha la funzione di dissipazione del calore
E già: perchè tutti i componenti elettronici che terminano con un’aletta – solitamente di rame stagnato – ed un foro, sono da posizionare su di un dissipatore.
Ecco: questo dato ritengo che avvalori l'ipotesi per cui si tratti effettivamente di “finali di potenza".
Ma anche tralasciando questo aspetto tecnico, notiamo un dato FONDAMENTALE: questi componenti sono “componenti a vista".
Ora io dico (per esperienza) che le componenti elettroniche in generale non è che siano proprio il massimo della robustezza: esse, infatti, patiscono gli urti, le escursioni termiche repentine ed eccessive, il troppo caldo come il gelo etc.; basti pensare che un componente elettronico ha una tolleranza propria espressa su molte variabili, quali la capacità, la resistività et sim.
Variabili che sono funzione dello scopo per il quale la componente venne costruita.
Adesso, se io prendo il mio computer, apro il case, vado su un regolatore di tensione (ad esempio) il quale è (o almeno “sembra”) essere stato fatto proprio come uno di quei 4 che vediamo sul Rover, e quindi lo scaldo un bel pò oppure lo metto per un’ora in frigorifero e poi lo reinstallo, l’unica certezza che avrò è che il mio computer tirerà le cuoia…
Guardate ancora il frame, adesso; guardate le componenti ”a vista” (e guardatele per quello che SONO!) e poi riflettete su questo dato (uno solo, ma molto significativo): la temperatura superficiale UFFICIALE di Marte di giorno, va dai -10/-15 ai + 10/12° Celsius – che possono diventare anche + 30 in Estate). Di notte, sempre dati UFFICIALI, si può capitolare sino ad oltre – 100° Celsius.
Ma come fanno, mi domando, dico e chiedo, quelle “componenti a vista” a restare attive ed operative se queste temperature fossero realistiche?!?

Deduzione (e scusatemi la franchezza): alla NASA ci stanno raccontando un sacco di balle (o panzane, se Vi piace di più). Per Vostra miglior comprensione, ho inserito nel frame (in basso a Dx) l’immagine di alcuni fra i più comuni tipi di transistor. Così, tanto per rendere l'idea…”.

16 commentiMareKromium01/02/08 at 07:46Anakin: Se Marte fosse intrinsecamente caldo, ci? sottolin...
SOL1229-1.jpg
SOL1229-1.jpgMER's details - Sol 1229 (natural colors + MULTISPECTRUM; credits: Dr Gianluigi Barca & Lunexit)56 visiteUn minuscolo commento, a chiusura di quest'Anno Solare 2007.

Il Lavoro svolto da Lunar Explorer Italia, attraverso i Suoi Fondatori, Partners e Collaboratori/Ricercatori Esterni, ha portato la nostra insignificante Fondazione ad avere una Fototeca On-Line che è seconda SOLO agli Archivi (sempre On-Line) NASA.
Questo vuol dire che il materiale che vedete su Lunexit costituisce - nel suo complesso - la Banca Immagini più grande d'Europa e, al Mondo, una Banca Immagini che è seconda solo ai nostri Amici, Maestri ed Ispiratori della NASA.

E già questo non è poco.

Se poi considerate la QUALITA' del Lavoro svolto dai vari Gianluigi Barca, Marco Faccin, Lorenzo Leone, Gualtiero La Fratta, Matteo Fagone, Alessio Feltri, Fabio Italiano, Allison McPherson, Massimo Staccioli, Lucio Deplano, Internos2K e tantissimi altri che non possiamo (solo per ragioni di spazio) citare in questa caption, allora dovreste renderVi conto pienamente di quello che significa Lavorare sempre, Crescere, Sviluppare Nozioni, Cognizioni e Metodi e quindi fare Lavoro di Squadra (o TeamWork, proprio come dicono alla NASA). Le nostre elaborazioni in Colori Naturali + MULTISPECTRUM sono, detto senza falsa modestia, semplicemente fantastiche e, come molti di Voi ci hanno scritto, di gran lunga superiori, per qualità e "credibilità" intrinseche, alle elaborazioni NASA.
Noi non sappiamo se questo è vero. Certo, ci piace pensarlo: ma non sappiamo se è vero (su Marte, infatti, nessuno di noi ci è ancora stato di persona, per vedere e controllare...).

Quello che sappiamo è che noi lavoriamo, mantenendo una Visione comune ed uno Spirito "vivo", "curioso", "acceso".

Forse non arriveremo su Marte e, forse (anzi: certamente), i Libri di Storia non si ricorderanno di noi. Ma una cosa è certa: il Lavoro che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo, è il risultato finale (anzi: intermedio, poichè questo Lavoro non ha nè avrà mai fine, per definizione) di un rapporto molto bello e molto raro, specie di questi tempi.
Un rapporto che si chiama "Amicizia" e che è fatto, inter alia, da Rispetto (reciproco), Umiltà e Passione.

Che dite? Lo vogliamo regalare un piccolo applauso a Lunexit?

Un abbraccio e Buon 2008 a TUTTI!

Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia (Presidente & Socio Fondatore)
5 commentiMareKromium01/02/08 at 07:38Anakin: Solo un applauso? Se fossimo a teatro chiederei il...
SOL1411-2F251626658EDNAX00P1131R0M1.jpg
SOL1411-2F251626658EDNAX00P1131R0M1.jpgThe "Dark Daylights" of Mars - Sol 1411 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)90 visitenessun commento6 commentiMareKromium01/01/08 at 09:59MareKromium: Vero, ? un fenomeno ottico. Ma questo "fenome...
SOL1180-1.jpg
SOL1180-1.jpgTransistors in the "Open"... - Sol 1180 (credits: Dr Marco Faccin)92 visiteMarte e le sue “condizioni superficiali estreme”: della loro oggettiva esistenza, tutti (dagli Scienziati “Positivi” agli Appassionati – anch’essi “Positivi”) ne sono convinti.
Ma noi, non senza averci riflettuto profondamente, Vi diciamo solo questo: ma davvero?

EccoVi un altro bellissimo Lavoro del Dr Faccin il quale, senza avere la pretesa di essere definitivo sull’argomento, ci fornisce dei sani e costruttivi alimenti per sostenere le nostre riflessioni su quanto – forse – quello che si dice e si scrive (ufficialmente) su Marte, sia DIVERSO da come Marte, effettivamente, è.

Buona lettura!

“…giusto per parlare ancora delle presunte Condizioni Estreme dell’Ambiente Marziano, ho preso questo frame. Guardate bene: evidenziati in giallo – centro frame, in basso – si vedono 4 componenti elettronici attivi del Rover Spirit.
Ora, visti così, sembrerebbero dei finali di potenza per il controllo dei motori (o magari qualche attuatore), in quanto sono accoppiati a 2 a 2.
Finali di potenza: ovvero transistor; oppure, con lo stesso case, potrebbero esserci integrati dei regolatori di tensione et sim.
Comunque sia, sono tutti e 4 "rivettati" ad un unico piano di metallo che ha la funzione di dissipazione del calore
E già: perchè tutti i componenti elettronici che terminano con un’aletta – solitamente di rame stagnato – ed un foro, sono da posizionare su di un dissipatore.
Ecco: questo dato ritengo che avvalori l'ipotesi per cui si tratti effettivamente di “finali di potenza".
Ma anche tralasciando questo aspetto tecnico, notiamo un dato FONDAMENTALE: questi componenti sono “componenti a vista".
Ora io dico (per esperienza) che le componenti elettroniche in generale non è che siano proprio il massimo della robustezza: esse, infatti, patiscono gli urti, le escursioni termiche repentine ed eccessive, il troppo caldo come il gelo etc.; basti pensare che un componente elettronico ha una tolleranza propria espressa su molte variabili, quali la capacità, la resistività et sim.
Variabili che sono funzione dello scopo per il quale la componente venne costruita.
Adesso, se io prendo il mio computer, apro il case, vado su un regolatore di tensione (ad esempio) il quale è (o almeno “sembra”) essere stato fatto proprio come uno di quei 4 che vediamo sul Rover, e quindi lo scaldo un bel pò oppure lo metto per un’ora in frigorifero e poi lo reinstallo, l’unica certezza che avrò è che il mio computer tirerà le cuoia…
Guardate ancora il frame, adesso; guardate le componenti ”a vista” (e guardatele per quello che SONO!) e poi riflettete su questo dato (uno solo, ma molto significativo): la temperatura superficiale UFFICIALE di Marte di giorno, va dai -10/-15 ai + 10/12° Celsius – che possono diventare anche + 30 in Estate). Di notte, sempre dati UFFICIALI, si può capitolare sino ad oltre – 100° Celsius.
Ma come fanno, mi domando, dico e chiedo, quelle “componenti a vista” a restare attive ed operative se queste temperature fossero realistiche?!?

Deduzione (e scusatemi la franchezza): alla NASA ci stanno raccontando un sacco di balle (o panzane, se Vi piace di più). Per Vostra miglior comprensione, ho inserito nel frame (in basso a Dx) l’immagine di alcuni fra i più comuni tipi di transistor. Così, tanto per rendere l'idea…”.

16 commentiMareKromium01/01/08 at 09:56MareKromium: Carissimo Matteo, innanzitutto Buon Anno! Per quan...
3159 immagini su 264 pagina(e) 1 - 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 - 264

 
 

Powered by Coppermine Photo Gallery