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Ultimi commenti - After One-Thousand Soles...
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OPP-SOL1100-MF-LXTT.jpgSome unusual features of Victoria Crater - Sol 1100 (an Image-Mosaic in Natural Colors by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)252 visiteAncora dal nostro caro ed attento Amico e Socio, Marco Faccin, qualche spunto per riflettere sulle "stranezze" che, ormai quotidianamente, passano davanti agli occhi di Ricercatori ed Appassionati di Marte e dintorni. In questo splendido e suggestivo collage realizzato dal bravissimo Marco, emergono - attraverso alcuni detail mgnf - dei rilievi i quali, anche senza entrare nel merito della loro possibile origine, male si sposano - a nostro avviso - con le ipotesi che vogliono il cratere Victoria (al pari del 99,99% di TUTTI i crateri situati su TUTTI i Corpi Celesti noti) come un "cratere da impatto". Sarà così? Che il buon Prof. Shoemaker ci perdoni se, di quando in quando, ci sentiamo - se non di dissentire in toto, quanto meno - di dubitare sulla assoluta bontà della sua pur logica e razionale costruzione.
Certo, da qui a supporre una eventuale origine "NON Naturale" dei rilievi evidenziati, ce ne passa e noi - come ormai sapete benissimo - non aderiamo affatto alla Scuola Hoaglandiana che vede "artifacts" sempre ed ovunque. E allora? E allora cerchiamo di contestualizzare quello che vediamo, anche speculando (certo), ma senza cercare il "colpo ad effetto" (tipo "abbiamo trovato un Manufatto Alieno!") a tutti i costi.
I rilievi che il buon Marco Faccin ci ha voluto evidenziare in questo frame rientrano a pieno titolo nella Classe delle cosiddette "Singolarità Superficiali". E tanto basti. Poi, un giorno, quando "saremo lì" - se mai ci saremo... - andremo a controllare meglio...

Complimenti ancora a Marco Faccin e Grazie, per lo splendido spunto suggeritoci!
17 commentiMareKromium01/26/08 at 21:22claudio bertella: Chi sa non risponde perch? la verit? produrrebbe a...
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SOL1380-2P248876555EFFAWJUP2426L7M1-0.jpgA "Predator" of stone... - Sol 1380 (context frame; credits: Lorenzo Leone)67 visiteDall'occhio (attentissimo e, questa volta, ironico) del nostro Grande Amico e Socio, Lorenzo Leone, un dettaglio superficiale che, a nostro parere, è davvero curioso (a dire poco..).
Nella cerchiatura, infatti, si può vedere un macigno la cui apparenza ci ricorda - con un notevolissimo margine di precisione - le fattezze del famoso "Predator": uno degli Alieni Hollywoodiani più feroci e cattivi della Storia del Cinema (nell'immagine, il nostro Predator ci appare "a viso scoperto").

Che dire? Complimenti a Lorenzo Leone per l'occhio e, come Lui stesso ci ha suggerito nella Sua missiva e come anche noi abbiamo più volte (ma inutilmente) tentato di dire "...nelle forme della Natura, ci si può vedere - volendo - qualsiasi cosa...".

Nota di Paolo C. Fienga: la ridicola storia della Statuetta di Marte ha fatto il giro del mondo in un giorno ed ha fatto "fibrillare" milioni di persone. Ok.
Tuttavia, se proprio si voleva provare a distrarre gli Appassionati e gli Studiosi con qualcosa di VERAMENTE curioso "From Mars", io credo fermamente che questo dettaglio selezionato da Lorenzo Leone sia MOLTO più intrigante e "stimolante" dello sgorbietto roccioso che è stato cucinato (grazie ai media ed alla voglia di mistero ad ogni costo) in tutte le peggio salse possibili.

Un sincero complimento a Lorenzo! - Paolo C. Fienga
4 commentiMareKromium01/26/08 at 16:22MareKromium: ...Esatto: e cos? hai gi? beccato gli occhi...Se t...
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SOL1380-2P248876555EFFAWJUP2426L7M1-0.jpgA "Predator" of stone... - Sol 1380 (context frame; credits: Lorenzo Leone)67 visiteDall'occhio (attentissimo e, questa volta, ironico) del nostro Grande Amico e Socio, Lorenzo Leone, un dettaglio superficiale che, a nostro parere, è davvero curioso (a dire poco..).
Nella cerchiatura, infatti, si può vedere un macigno la cui apparenza ci ricorda - con un notevolissimo margine di precisione - le fattezze del famoso "Predator": uno degli Alieni Hollywoodiani più feroci e cattivi della Storia del Cinema (nell'immagine, il nostro Predator ci appare "a viso scoperto").

Che dire? Complimenti a Lorenzo Leone per l'occhio e, come Lui stesso ci ha suggerito nella Sua missiva e come anche noi abbiamo più volte (ma inutilmente) tentato di dire "...nelle forme della Natura, ci si può vedere - volendo - qualsiasi cosa...".

Nota di Paolo C. Fienga: la ridicola storia della Statuetta di Marte ha fatto il giro del mondo in un giorno ed ha fatto "fibrillare" milioni di persone. Ok.
Tuttavia, se proprio si voleva provare a distrarre gli Appassionati e gli Studiosi con qualcosa di VERAMENTE curioso "From Mars", io credo fermamente che questo dettaglio selezionato da Lorenzo Leone sia MOLTO più intrigante e "stimolante" dello sgorbietto roccioso che è stato cucinato (grazie ai media ed alla voglia di mistero ad ogni costo) in tutte le peggio salse possibili.

Un sincero complimento a Lorenzo! - Paolo C. Fienga
4 commentiMareKromium01/26/08 at 15:39charlie64: Io infatti non ricordo l'alieno di Holliwood e...
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OPP-SOL1412-1N253534999EFF8826F0006L0M1.jpgThe Sky over Opportunity... - Sol 1412 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)57 visiteElaborazione del Cielo di Marte in versione multispettrale, senza applicazione di filtri rossi o arancio/gialli.
Frame da osservare in congiunzione alla coppia di immagini Spirit relative al Cielo di Gusev nel Sol 1432.

(notare le pessime condizioni dell'ottica utilizzata la quale sembra essere abbondantemente cosparsa di polvere)
4 commentiMareKromium01/18/08 at 09:14MareKromium: Corretto Anakin: infatti le immagini del Microscop...
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OPP-SOL1412-1N253534999EFF8826F0006L0M1.jpgThe Sky over Opportunity... - Sol 1412 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)57 visiteElaborazione del Cielo di Marte in versione multispettrale, senza applicazione di filtri rossi o arancio/gialli.
Frame da osservare in congiunzione alla coppia di immagini Spirit relative al Cielo di Gusev nel Sol 1432.

(notare le pessime condizioni dell'ottica utilizzata la quale sembra essere abbondantemente cosparsa di polvere)
4 commentiMareKromium01/18/08 at 08:00Anakin: A freddo, analizzando (guardando) questo frame e n...
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OPP-SOL1412-1N253534999EFF8826F0006L0M1.jpgThe Sky over Opportunity... - Sol 1412 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)57 visiteElaborazione del Cielo di Marte in versione multispettrale, senza applicazione di filtri rossi o arancio/gialli.
Frame da osservare in congiunzione alla coppia di immagini Spirit relative al Cielo di Gusev nel Sol 1432.

(notare le pessime condizioni dell'ottica utilizzata la quale sembra essere abbondantemente cosparsa di polvere)
4 commentiMareKromium01/18/08 at 05:48MareKromium: No, Alby56, non sbagli. Il bravissimo Titanio44, i...
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OPP-SOL1412-1N253534999EFF8826F0006L0M1.jpgThe Sky over Opportunity... - Sol 1412 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)57 visiteElaborazione del Cielo di Marte in versione multispettrale, senza applicazione di filtri rossi o arancio/gialli.
Frame da osservare in congiunzione alla coppia di immagini Spirit relative al Cielo di Gusev nel Sol 1432.

(notare le pessime condizioni dell'ottica utilizzata la quale sembra essere abbondantemente cosparsa di polvere)
4 commentiMareKromium01/17/08 at 22:38alby56: Se posso azzardare la mia opinione, questa foto mi...
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SOL1418-2P252247902EFFAX00P2299R1M1.jpgExtremely fresh "Surface Markings" - Sol 1418 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)54 visiteLe "scalfitture" sulle rocce indicate dalle frecce e cerchiate sono (senza il minimo dubbio) RECENTISSIME. E' ovvio che potremmo, volendo, già lanciarci in speculazioni fantascientifiche...Ma non ci sembra il caso.
Le scalfitture, infatti, potrebbero essere opera del Robotic Arm (RA) del Rover. Forse.

Non riteniamo che sia possibile attribuirle al passaggio del Rover "al di sopra" di esse poichè i "segni" che lasciano Spirit ed Opportunity allorchè passano sopra a rocce di modeste dimensioni oppure ad outcrops sono diversi. E comunque, se fate attenzione, ci sono svariate scalfitture sulla superficie della roccia più grande, posta a ridosso del margine superiore del frame: è evidente che se Spirit fosse passato su quella pietra l'avrebbe schiacciata e smossa (certo non sarebbe rimasta nella posizione in cui la vediamo ora e che lascia intuire un "opening" al di sotto di essa: un opening che noi, un pò scherzosamente, chiamiamo "tana"...).

E comunque, a dire il vero, potrebbe anche esserci un'interessante ipotesi "esotica" sulla natura di queste "scalfitture". Un'ipotesi di cui, molto probabilmente, parleremo in un prossimo futuro...
2 commentiMareKromium01/04/08 at 14:26MareKromium: Carissimo Anakin, gli occhi - sovente - ingannano ...
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SOL1418-2P252247902EFFAX00P2299R1M1.jpgExtremely fresh "Surface Markings" - Sol 1418 (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)54 visiteLe "scalfitture" sulle rocce indicate dalle frecce e cerchiate sono (senza il minimo dubbio) RECENTISSIME. E' ovvio che potremmo, volendo, già lanciarci in speculazioni fantascientifiche...Ma non ci sembra il caso.
Le scalfitture, infatti, potrebbero essere opera del Robotic Arm (RA) del Rover. Forse.

Non riteniamo che sia possibile attribuirle al passaggio del Rover "al di sopra" di esse poichè i "segni" che lasciano Spirit ed Opportunity allorchè passano sopra a rocce di modeste dimensioni oppure ad outcrops sono diversi. E comunque, se fate attenzione, ci sono svariate scalfitture sulla superficie della roccia più grande, posta a ridosso del margine superiore del frame: è evidente che se Spirit fosse passato su quella pietra l'avrebbe schiacciata e smossa (certo non sarebbe rimasta nella posizione in cui la vediamo ora e che lascia intuire un "opening" al di sotto di essa: un opening che noi, un pò scherzosamente, chiamiamo "tana"...).

E comunque, a dire il vero, potrebbe anche esserci un'interessante ipotesi "esotica" sulla natura di queste "scalfitture". Un'ipotesi di cui, molto probabilmente, parleremo in un prossimo futuro...
2 commentiMareKromium01/04/08 at 13:26Anakin: Avevo notato anche io, passeggiando tra i frame NA...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 10:58MareKromium: Grande Gigi!!! Bentornato!

Per Matteo: il punto...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 10:47Gianluigi: Sicuramente c?? da stare tranquilli: i bilanci dei...
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OPP-SOL1162-B_P2299_L257atc-1.jpgThe "D-Star Panorama" - Sol 1162 (approx. true colors; credits: NASA - inset: MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)56 visiteAllora, Cari Amici, innanzitutto perdonateci.
Perdonateci perché volevamo davvero piantarla lì con la storia dei Colori di Marte ma...eccoci ancora qui, con un nuovo (senz'altro bellissimo e suggestivo) new frame NASA pubblicato nella notte del 2 Gennaio 2008, il quale ci riporta (un’ennesima volta) alla questione di partenza: qual è il "vero" colore di Marte?
La NASA, a dire il vero, sta incominciando a dimostrare - se non altro - una certa coerenza; le sue ricostruzioni in approx. true colors, infatti, ormai sembrano volerci dire solo una cosa: la Dominante Cromatica della Regione di Meridiani Planum, VISTA DAL SUOLO, è il "verde scuro", con tracce giallastro/arancio.
Verde scuro.
A nostro avviso però - detto con umiltà ma ex informata scientia - questa "Dominante NASA" adottata per Meridiani è il prodotto di una clamorosa distorsione.
Una distorsione non solo e non tanto occorsa nelle modalità di colorizzazione del frame quanto, piuttosto, nelle modalità di diffusione dei dati.
Non Vi sarà difficile ricordare, ad esempio, il "Lion King Panorama" (eravamo nei pressi della Landing Zone di Opportunity, a qualche centinaio di metri dal Cratere Endurance – frame pubblicato nella Sez. Mars in Colors). Ebbene, in quello (splendido) frame, il deserto di Meridiani veniva mostrato dalla NASA - sempre in approx. true colors - di un color rosso/arancio vivo.
Altri frames colorati dalla NASA - e giunti in seguito - ci hanno fatto vedere come le sabbie di Meridiani presentino un "color ross/arancio-mattone" quale dominante; ed anche le foto orbitali a colori della Regione di Meridiani ci dicono che essa (al pari di quasi tutte le Regioni Equatoriali e presso-Equatoriali di Marte) è una Regione a Dominante Arancio-Giallo-Marrone.
Ed il "verde"? Zero.
Come fare a spiegare ed a spiegarVi, quindi, il senso (logico e cromatico) di questo New Color Deal della NASA?
Insomma: se le elaborazioni in approx. true colors degli Amici di Pasadena sono corrette adesso, allora - e non ci piove su questo - dovevano essere sbagliate prima.
D'altra parte, se esse erano corrette prima, allora quelle di adesso sono clamorosamente sballate.
Questa è semplice Logica, NON Polemica.
Ciò premesso, noi ci aspettavamo qualche chiarimento; qualche (anche piccola) delucidazione...E invece nulla.
I colori "Approssimativamente Veri" della NASA, a quanto pare, sono SEMPRE GIUSTI, sia quando ci mostrano Marte arancione, sia quando ce lo fanno vedere giallo, o rosso, o - come adesso - verde scuro.
E allora? E allora (e perdonateci l'ironia...) se il colori della NASA sono sempre giusti (pur nella loro radicale incoerenza), vuol dire che siamo noi a vedere male.
Siamo tutti daltonici? Siete anche Voi tutti daltonici?
Volete contribuire con un parere su quest'ultimissima versione di Marte?

Noi non sappiamo più cosa dire e quindi, speriamo agendo dignitosamente, ci permettiamo solo di inserire, nel mega-frame NASA, un piccolo inset con la nostra colorizzazione MULTISPECTRUM. Certo, forse anche il nostro MULTISPECTRUM sarà sbagliato (e, talvolta, fornisce risultati incoerenti) ma, se non altro, noi applichiamo un Metodo coerente e cerchiamo un confronto e qualche risposta sensata.
Peccato che alla NASA non abbiano MAI un attimo di tempo per spiegare a degli ignoranti come noi quale sia il "senso" (ammesso che un "senso" esista) delle loro colorizzazioni...

Molto interessanti – e questo è detto senza alcuna ironia – sono le ulteriori informazioni dedotte nella Captino NASA originale, che riportiamo integralmente.

E adesso (se volete…) a Voi la parola!

Caption NASA:"NASA's twin Mars Exploration Rovers have been getting smarter as they get older. This view from Opportunity shows the tracks left by a drive executed with more onboard autonomy than has been used on any other drive by a Mars rover.

Opportunity made the curving, 15,8-meter (52-foot) drive during its 1160th Martian Day, or Sol (such as April 29, 2007). It was testing a navigational capability called "Field D-star" which enables the Rover to plan optimal long-range drives around any obstacles in order to travel the most direct safe route to the drive's designated destination. Opportunity and its twin, Spirit, did not have this capability until the third year after their January 2004 landings on Mars. Earlier, they could recognize hazards when they approached them closely, then back away and try another angle, but could not always find a safe route away from hazards. Field D-Star and several other upgrades were part of new onboard software uploaded from Earth in 2006.
The Sol 1160 drive by Opportunity was a Martian field test of Field D-Star and also used several other features of autonomy, including visual odometry to track the Rover's actual position after each segment of the drive, avoidance of designated keep-out zones, and combining information from two sets of stereo images to consider a wide swath of terrain in analyzing the route.

Two days later, on Sol 1162 (May 1, 2007), Opportunity was still at the location it reached during that drive, and the Rover’s Pancam took the exposures combined into this image.

Victoria Crater is in the background, at the top of the image.
The Sol 1160 drive began at the place near the center of the image where tracks overlap each other. Tracks farther away were left by earlier drives nearer to the northern rim of the Crater. For scale, the distance between the parallel tracks left by the Rover's wheels is about 1 meter (39 inches) from the middle of one track to the middle of the other. The rocks in the center foreground are roughly 7 to 10 centimeters (3 to 4” – inches) tall. The Rover could actually drive over them easily, but for this test, Settings in the onboard hazard-detection software were adjusted to make these smaller rocks be considered dangerous to the Rover. The patch of larger rocks to the right was set as a keep-out zone. The location from which this image was taken is where the rover stopped driving to communicate with Earth. A straight line from the starting point to the destination would be 11 meters (36 feet).
Opportunity plotted and followed a smoothly curved, efficient path around the rocks, always keeping the rover in safe areas.

This view combines separate images taken through the PanCam filters centered on wavelengths of 753 nanometers, 535 nanometers and 432 nanometers to produce an approximately true-color panorama".
7 commentiMareKromium01/04/08 at 10:14matteofagone: Lo so, infatti un eminente membro NASA ? stato in ...
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