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DevilsTower-jpg.JPGDevils Tower54 visiteUna bellissima immagine della Via Lattea mentre fa capolino su una montagna famosissima: la Torre del Diavolo (Devil's Tower - Wyoming - USA - resa famosa dal film "Incontri Ravvicinati del III Tipo").
Coglo l'occasione fornitami da questo splendido frame per Salutare, a nome di Tutti i Partner, i Soci e gli Amici di Lunar Explorer Italia, il nostro nuovo Amico e Compagno di Viaggio, il Dr Stefano Cicetti, Curatore del bellissimo Sito "IRGENDWO" (http : / / stefanocicetti.blogspot.com /).
Questa dedica va a suggellare un'Amicizia nata sulle onde dei commenti e degli scambi dialettici intercorsi fra il Dr Cicetti ed il sottoscritto, sempre sulle pagine del summenzionato Sito (che viene aggiornato con cadenza quasi quotidiana e che Vi invito di Cuore a visitare, non appena Vi sentirete con lo Spirito giusto per andare "da qualche parte" - Irgendwo, in Lingua Tedesca, appunto).
Perchè andare "da qualche parte"? Perchè, come dice il Buon Stefano :"...Siamo sempre da qualche parte. Solo che la mente e il cuore ci arrivano prima. Sono dannatamente più rapidi dei nostri piedi...".
Ed anche delle nostre Astronavi, naturalmente.
Un Saluto al Dr Cicetti e Benvenuto nella nostra (piccola) Galassia!
Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia - Presidente e Socio Fondatore
MareKromium
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DoubleSun.jpgLens Flare or something else?!? (credits: Dr G. Barca)75 visiteUn Sole brillante e velato, domina il cielo sopra la Cittadina Ligure di Albissola. Ma che cosa c'è accanto a quel Sole Estivo?
Il Dr Barca, quando ha scattato la fotografia, riferisce di NON AVER visto nulla e quindi, a nostro parere, le possibilità sono solo due:
1) si tratta di un effetto ottico noto come "Lens Flare", in questo caso davvero molto simile a quegli effetti che, presenti in svariati frames Apollo, fecero parlare di UFO per anni ed erroneamente oppure...
2) ...oppure diteci Voi di che cosa si potrebbe trattare...MareKromium
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Drake_Frank.jpgIn Loving Memory: Frank Drake150 visiteE’ morto Frank Drake, l’astronomo e astrofisico pioniere della ricerca di civiltà aliene, padre del programma Seti, dedicato alla ricerca di forme di intelligenza extraterrestri. È sua e porta il suo nome la celebre equazione che permette di stimare il numero delle civiltà aliene capaci di comunicare. La notizia della morte di Drake, avvenuta il 2 settembre scorso, è stata diffusa su Twitter da decine di studiosi e appassionati di scienza e fantascienza. All’età di 92 anni, Drake è morto per cause naturali nella sua casa di Aptos, in California.
Insieme al suo collega Carl Sagan (1934 – 1996), Drake era stato il padre del progetto Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence), che si basava sull’idea che si potessero forse rilevare le emissioni di onde radio delle civiltà extraterrestri nella Via Lattea e forse anche comunicare con loro scambiandosi messaggi. Drake è stato per 19 anni presidente del consiglio di amministrazione del Seti Institute, nato nel 1974, a Mountain View, in California, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di ricerca delle forme di vita oltre la Terra. Lo scienziato è conosciuto anche per l’equazione che porta il suo nome (equazione di Drake), riferita alla possibilità dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri. Drake iniziò la carriera intraprendendo la ricerca radioastronomica al National Radio Astronomy Observatory a Green Bank nella Virginia Occidentale e in seguito al Jet Propulsion Laboratory, conducendo importanti misurazioni che rilevarono la presenza della magnetosfera e della ionosfera gioviana.
Nel 1960, condusse la prima ricerca radio di un’intelligenza extraterrestre, nota come Progetto Ozma: non venne, tuttavia, trovata alcuna evidenza di segnali alieni. Drake considerava il “contatto” sotto forma di segnali luminosi o radio inevitabile negli anni a venire. Nel 1961, assieme a J. Peter Pearman, presentò la sua famosa equazione, un tentativo di stimare il numero di civiltà extraterrestri intelligenti presenti nella nostra Galassia con le quali potremmo pensare di entrare in contatto. Drake prese parte ai primi studi sulle pulsar, fu professore alla Cornell University (1964-84) e direttore dell’Osservatorio di Arecibo. Nel 1972, poi, Drake disegnò assieme a Carl Sagan la piastra collocata sulle sonde Pioneer 10 e 11, il primo messaggio fisico inviato nello spazio; la piastra venne progettata per essere comprensibile da un eventuale extraterrestre che avrebbe potuto incontrarla.
In seguito, supervisionò anche la creazione del Voyager Golden Record come professore di astronomia e astrofisica all’Università della California. È stato presidente della Società astronomica del Pacifico e membro dell’Accademia Nazionale per le Scienze degli Stati Uniti.MareKromium
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Dreaming Together.jpgFirst Dream and Today's Reality71 visitenessun commento
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Drought.jpegThe Price of Integrity (Credits: Libero.it)139 visiteIntervista con il Prof. Franco Prodi.
Parlo con un negazionista?
«No, parla con uno scienziato. Per la precisione con l’unico libero docente di meteorologia in Italia, nonché con il più autorevole studioso delle nubi del Paese. Sono anche un perdente professionale nelle mie battaglie in difesa della scienza».
Wikipedia non dice questo, si limita a definirla «un ex scienziato dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima ormai annoverato tra i negazionisti del cambiamento climatico». È così?
«Io quell’Istituto l’ho diretto per anni, avendo i titoli per farlo e vincendo un concorso. Ci sono anime stupide, o forse solo scientificamente ignoranti e politicamente condizionabili, che chiamano negazionista chiunque, come me, metta in dubbio il mantra pervasivo che la Terra si stia riscaldando per esclusiva colpa dell’uomo. Queste persone non considerano le cause naturali di cambiamento, astrofisiche, astronomiche e atmosferiche».
Ma secondo lei l’uomo che responsabilità ha nel cambiamento climatico?
«Questo non si può sapere. La verità è che la conoscenza del sistema clima, e quindi dell’influenza da parte dell’uomo su di esso, è nella sua infanzia. Al momento nessuno può valutare l’incidenza dell’elemento antropico nel cambiamento del clima e pertanto nessuno può controllarla.
Di certo però il riscaldamento del Pianeta non dipende al 98% da noi, come invece in tanti sostengono. Questa è una fesseria, talmente diffusa però da diventare inarrestabile. Tra cinquant’anni di studi saremo forse in grado di stimare l’incidenza dell’uomo sul clima, che per inteso nessuno nega, tantomeno io. Solo allora si scoprirà che avevo ragione, ma io sarò morto da un pezzo».
Mi porti elementi scientifici a sostegno della sua tesi...
«Si fa una gran confusione tra meteorologia e clima. Entrambi cambiano, ma i mutamenti del tempo sono prevedibili fino a dieci giorni d’anticipo da cent’anni, e ancora di più da dopo la Seconda Guerra Mondiale, da che il calcolatore risolve numericamente le cinque equazioni primitive che regolano il meteo. Il clima pure cambia ma la complessità del sistema non consente di fare previsioni affidabili».
Questo cambiamento però desta molto allarme, perché la Terra si riscalda troppo velocemente...
«Il cambiamento climatico è connaturato al pianeta, c’è sempre stato e ci sarà sempre. La Terra negli ultimi duecento anni si è riscaldata di 0,7 gradi centigradi ogni secolo. Ma non c’è un’emergenza climatica, come sostengo nella petizione del 2019 che ho scritto con altri 150 professori universitari ed è ormai firmata da oltre 1500 colleghi di prima fila a livello internazionale, ovviamente tutti oggi ostracizzati. C’è però un’emergenza inquinamento e di tutela dell’ambiente planetario, che è cosa ben diversa.
Le dirò di più: ho il sospetto ben fondato che il riscaldamento globale sia una manovra di distrazione di massa per distogliere gli uomini dal vero problema, che è appunto l’inquinamento del pianeta e la scarsa protezione dell’ambiente».
Lei e i suoi 1.500 colleghi però siete minoranza...
«E questo cosa vuol dire? Anche Galileo Galilei era in minoranza. La scienza non è democratica né politica, non procede per votazioni. Solitamente capita che uno ha ragione, viene preso per pazzo e decenni dopo si scopre che l’aveva vista giusta. L’umanità è lenta nell’interiorizzare le conquiste della scienza, basti pensare che ci sono ancora i terrapiattisti».
La tenacia, l’autostima, l’irremovibilità, la convinzione nelle proprie idee, l’ancoraggio agli studi fatti e al cursus honorum personale, la sensazione di trovarsi spesso solo contro tutti, tradito da chi avrebbe dovuto supportarti, devono essere nel dna dei Prodi, famiglia e tempre d’altri tempi. «Ma lei lo sa che sono stato cacciato dal Comitato Nazionale di Ricerca, che mi ha negato l’associatura nel 2018? La nuova direttrice mi ha chiesto di fare gli scatoloni dall’oggi al domani e non posso più fare ricerca nel laboratorio che ho creato nella mia vita di studioso. Subisco attacchi violenti da gente meno qualificata di me; di fatto da impiegati che non si sono mai staccati dal computer. I presidenti ultimi del Cnr sono preoccupati dei loro lauti stipendi» denuncia Franco, fratello minore di Romano, classe 1941, studioso «al centro del problema» come si definisce, perché «le nubi e l’aerosol sono al centro del sistema climatico, tema di ricerca propostomi dal professor Vittori, nel 1966, durante il mio servizio nell’Aeronautica Militare come sottotenente, e che poi ho seguito per tutta la vita, nel Cnr e nell’Università».
Professore, come mai lei viene ascoltato meno di persone di cui è molto più qualificato?
«È un lento scivolamento, partito negli anni ’70, che ha alterato la relazione tra scienza e politica. A un certo punto si presentò l’esigenza di organizzare e omogeneizzare i servizi metereologici dei vari Paesi e di centralizzare i dati, anche per assistere i Paesi più poveri nella costruzione dei loro servizi metereologici. A Ginevra nacque l’Omn, organizzazione di raccordo tra i Paesi sotto l’egida dell’Onu. In questo ambito, nel rapporto tra Nazione Unite e servizi metereologici, è nato l’Ipcc, International Panel for Climate Changes, che negli anni è diventato una sorta di sovrastruttura internazionale composta da nominati dai ministeri dell’Ambiente delle varie nazioni. Da qui la confusione: si afferma, “lo dice la scienza”; invece no, lo dicono i nominati in queste strutture, per lo più indipendenti dalle organizzazioni proprie della ricerca».
Sono queste strutture a dare patente di scientificità alle varie tesi?
«Esse non influenzano la ricerca pura ma l’opinione pubblica e la politica, dalla quale sono a loro volta influenzate in un ping-pong dell’ignoranza. Il risultato è che ho visto persone come Mattarella e Draghi confrontarsi con Greta e ignorare il mio parere. La politica, mi spiegò un giorno mio fratello Romano, a cui chiesi di dedicarmi mezzo pomeriggio, attua il principio di precauzione, che mi pare traducibile così: non si prendono posizioni che possano metterti in difficoltà con l’opinione pubblica, a prescindere dalla loro potenziale validità».
Professore però non sono molti gli scienziati a parlare come lei...
«Perché i veri scienziati hanno altro da fare. Studiano. Guardi le conferenze sul clima, le Cop, siamo arrivati alla ventisettesima e ora preparano la ventottesima: si riuniscono ogni volta con uno spartito prefissato in cui l’elemento scientifico è un pacchetto precostituito al quale tutti prestano il loro assenso acritico. Poi votano sull’adattamento ai supposti cambiamenti e non succede nulla».
Condivide le politiche verdi della Ue, oggi al centro della polemica?
«L’Europa si è bevuta il cervello, produce l’8% delle emissioni mondiali, ha meno di 500 milioni di abitanti su una popolazione terrestre di otto miliardi di persone ed è persuasa di poter dare il buon esempio e salvare il pianeta. Per questo si impone politiche suicide mentre gli altri Paesi continuano a inquinare indifferenti e indisturbati». È contro la norma che vuol vietare la produzione di autovetture a benzina? «Non è la mia materia, però tutti sanno che, nella sua vita complessiva, le batterie elettriche, con i loro problemi di smaltimento, non inquinano meno del motore a scoppio». E cosa pensa della normativa sulle case, che impone drastici miglioramenti della classe energetica delle abitazioni private? «Credo sia allucinante imporre una cosa simile per legge, anche a livello di rispetto delle libertà costituzionali».
È per il nostro bene...
«Distinguiamo tra la scienza, che ha fatto i suoi progressi, e la tecnologia, che segue un’altra strada, dettata dal denaro. La spinta verso l’elettrico ha moltiplicato di cinque o sei volte il valore delle aziende che hanno deciso di produrlo. Chiediamoci invece quante riserve fossili ci sono nel pianeta. La risposta la sanno in pochi ma potrebbe essere una spiegazione sul cambio di sistema industriale che finanza mondiale e grande industria cercano di imporre a furor di leggi Ue».
D’accordo, però in questo caso l’interesse economico non potrebbe coincidere con quello di tutela dell’ambiente e quindi essere salvifico?
«Si ignora che le azioni di lotta al riscaldamento globale sono ben diverse da quelle che portano alla tutela dell’ambiente planetario. E poi, a portare il globo sotto stress è stato il suo asservimento alla finanza. Chi ora propone ricette per salvare il mondo è lo stesso che ne ha compromesso la salute. Lei lo sa che troviamo le microplastiche nel nostro corpo? La Terra ne è pervasa. Le acque sotterranee nella Pianura Padana sono inquinate anche nel livello più profondo. Per non parlare della contaminazione dei terreni e dei fiumi».
L’allarme per la scarsità di piogge è meno importante di quello per la plastica?
«L’aridità della Terra non è dovuta alla siccità, che è un fenomeno passeggero, legato al ciclo delle nubi e non al supposto surriscaldamento del globo, perché non è che dove fa più caldo piove di meno».
E a cosa è dovuta allora?
«La siccità è un fenomeno meteorologico, aggravato dall’enorme aumento dei prelievi di ogni tipo. È sbagliato correlarlo al cambiamento climatico. Il fatto è che l’umanità è aumentata e usa più acqua. Il lago Ciad si restringe perché non ha emissari ma i milioni di persone che insistono su questi bacini sono passati da venti a settanta».
Però piove di meno...
«Negli ultimi due anni. Non è un dato significativo. Per quel che ne sappiamo, tra qualche settimana potremmo doverci lamentare della situazione opposta».
Infatti, si dice anche che a causa del surriscaldamento climatico sono aumentate le inondazioni...
«Nessun dato lo dice. C’è un aumento dei danni e delle vittime da alluvione, ma questo solo perché ci costruiamo case e industrie su terreni inondabili».
§§§
Quante volte siamo stati accusati anche Noi di "Complottismo" (una parola che suona bene solo nella bocca degli idioti e dei saccenti)? Tante. E questo nuovo insulto è diventato il simbolo della Linea di Confine tra Mainstream e Liberi Pensatori. Mai passare quel confine per opporsi al Pensiero Unico: si perde. SI è derisi. Offesi. Umiliati e poi messi al bando. Vero. Ma come stimo il Prof. Prodi (uno dei tanti - ma certo il più famoso - che "pensa ergo non è"), stimo altresì il Lavoro di altri che, in anni (me compreso), hanno dato Occhi ed Anima per pensare e porsi domande mentre i Vati del Pensiero Unico, Scientifico e non, si davano da fare per gettar merda sul Nome e l'Immagine di coloro che avevano osato pensare in contrapposizione al "credere diffuso" (mi piace di più). Perché "credere diffuso" e non "pensiero unico"? Perché il Mainstream è fatto da individui che sono totalmente incapaci di pensare criticamente, sia per atteggiamento, sia per ignoranza pura. Qui, in Italia ce ne sono tanti. E non è un Onore. "Pensateci" su...
Dr Paolo C. Fienga (PhD)MareKromium
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EASTER ISLAND PLANETS.jpgArt will outlive the Artist86 visite"...Tutta l'Arte che un Artista potrà mai creare, ora usando pietre ed ora usando ferro, sopravviverà - lungamente - al suo Creatore.
E dunque, se questo è vero, nella nostra Arte Mortale ci deve pur essere, in fondo, almeno una particella dell'Eternità..."
P.C. Floegers - "Conversations for Tomorrow"
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EOD.jpgShards of a Planet116 visiteComunicazione ai Lettori di Lunar Explorer Italia: a partire - formalmente - da oggi, 22 Giugno 2011, è cessata ogni collaborazione tra la nostra Fondazione ed il Sito "PianetaMarte.net", gestito dal Sig. Matteo Fagone.
La decisione, triste ma necessaria, è divenuta inevitabile a causa della - ormai - profondissima diversità di vedute, approcci, stili, argomenti e collaborazioni esistente fra le due Entità in questione. Rammentiamo, per onor del vero, oltre che per Correttezza (Virtù sempre più rara), che fu lo stesso Sig. Fagone, circa due mesi fa, a chiedere la cancellazione (come Partner e come "link" in uscita) del Suo nome e del Suo Sito da Lunar Explorer Italia.
I motivi della Sua richiesta non vennero precisati, ma questo non ha più importanza.
Per quanto attiene i nostri motivi, possiamo solo dire che una Partnership, piccola o grande che sia, per mantenersi e sostenersi necessita, come sanno tutti, di alcuni elementi essenziali, tra cui evidenziamo, ad esempio: la Comunione di Intenti e di Vedute, la Compatibilità degli Approcci adottati e dei Fini perseguiti nonchè una sostanziale "affinità" di Sensibilità e Culture.
Ebbene, tutto questo, da ormai molto tempo, non esisteva più tra PianetaMarte.net e Lunar Explorer Italia e quindi la decisione di cancellare anche formalmente la predetta Partnership a noi sembra, oltre che inevitabile, anche giusta e corretta.
Auguriamo (ed auguro, personalmente) il meglio al Sig. Fagone ed alla Sua "Creatura" PianetaMarte.net, e siamo/sono certi/o che le Sue scelte e filosofie, recenti e meno recenti, lo ripagheranno adeguatamente e pienamente.
Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia
Presidente e Socio co-FondatoreMareKromium
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Earth.jpgUs, from the distance...159 visite"...Se la Fisica Quantistica non vi confonde, allora vuol dire che non l'avete capita..."
(Massima attribuita a Niels Bohr, Fisico - Copenaghen, 7 Ottobre 1885 - Copenaghen, 18 Novembre 1962)MareKromium
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Earth.pngMother Earth54 visiteDalla Rubrica "NASA - Picture of the Day", del giorno 23 Novembre 2009:"Goodbye Earth!
Earlier this month, ESA's interplanetary Rosetta Spacecraft zoomed past the Earth on its way back across the Solar System.
Pictured above, Earth showed a bright crescent phase featuring the South Pole to the passing rocket ship. Launched from Earth in 2004, Rosetta used the gravity of the Earth to help propel it out past Mars and toward a 2014 rendezvous with Comet Churyumov-Gerasimenko.
Last year, the Robot Spacecraft passed asteroid 2867 Steins, and next year it is scheduled to pass enigmatic asteroid 21 Lutetia. If all goes well, Rosetta will release a probe that will land on the 15-Km diameter comet in 2014". MareKromium
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Earth_Eclipse.jpgThe "Diamond Ring"...from the Moon!57 visiteUno splendido montaggio che ci mostra una ipotetica veduta dalla Luna di un Eclisse Totale di Sole. Bellissima ricostruzione, davvero, ma...c'è un errore davvero grande in questa "Scena di fantasia": durante una eclissi totale di Sole (ed anche nel momento in cui si forma l'Anello di Diamante - come in questa immagine) la superficie della Luna si troverebbe immersa nella più totale oscurità e quindi risulterebbe ai nostri occhi solo appena distinguibile, in forma di vaghe e quasi indefinibili ombre scure, con le stelle ben visibili nel cielo.
Ma va bene lo stesso...
Caption NASA:"Parts of Saturday's (March 3) lunar eclipse will be widely visible. For example, skywatchers in Europe, Africa, and western Asia will be able to see the entire spectacle of the Moon gliding through Earth's shadow, but in eastern North America the Moon will rise already in its total eclipse phase. Of course if you traveled to the Moon's near side, you could see the same event as a solar eclipse, with the disk of our fair planet Earth completely blocking out the Sun. For a moon-based observer's view, graphic artist Hana Gartstein (Haifa, Israel) offers this composite illustration. In the cropped version of her picture, an Apollo 17 image of Earth is surrounded with a red-tinted haze as sunlight streams through the planet's dusty atmosphere. Earth's night side remains faintly visible, still illuminated by the dark, reddened Moon, but the disk of the Earth would appear almost four times the size of the Sun's disk, so the faint corona surrounding the Sun would be largely obscured. At the upper left, the Sun itself is just emerging from behind the Earth's limb".MareKromium
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Earth_Impact_Craters_-_Gosses_Bluff_Crater_-_Australia.jpgGosses Bluff Crater (Australia)133 visiteSituato nel Northern Territory meridionale, l'imponente cratere meteorico Gosses Bluff ha un diametro di 5 km e un'altezza del bordo di 200 metri. Il sito e' noto come Tnorala agli aborigeni occidentali di Arrernte ed e' un luogo sacro.MareKromium
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Earth_Impact_Craters_-_Kaali_Crater_-_Estonia.jpgKaali Crater (Eastland)134 visiteKaali e' il nome collettivo di un gruppo di nove laghi di crateri meteoritici nel villaggio di Kaali, sull'isola estone di Saaremaa. La formazione dell'ammasso e' datata poco dopo il 1530-1450 a.C.MareKromium
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