Saturn: the "Ringed Beauty" and His Moons
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Mimas-N00028766.jpgMimas and the Rings, from approx. 1.378.000 Km56 visiteUna splendida immagine, che non serve commentare.
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Mimas-N00028872.jpgMimas and the Rings, from approx. 1.674.000 Km53 visitenessun commento
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Mimas-N00032567.jpgMimas, from approx. 93.000 Km53 visiteUn'immagine che potrebbe essere bellissima, ma che invece è resa inguardabile - o quasi... - da un'infinità di artefatti fotografici. Resta comunque un frame importante - ed è per questo che lo proponiamo ugualmente - sia per ciò che riesce a mostrarci di Mimas, sia perchè ci permette di familiarizzare ancora di più con questi difetti delle immagini che in tantissimi frangenti possono essere e/o diventare causa di sviste e malintesi.
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Mimas-N00037581.jpgMimas, from approx. 183.583 Km56 visiteL'impressionante "Occhio di Mimas" non sembra essere rivolto nella nostra direzione e quindi, memori delle avventure di Ulisse, possiamo tentare di passare inosservati nelle sue vicinanze...
Mitologia a parte, l'immenso cratere che domina questa - tutto sommato - minuscola luna di Saturno dovrebbe farci riflettere sulle sue origini e, più in generale, sulla - sempre presunta - "origine da impatto" della quasi totalità delle formazioni crateriche che vediamo sui diversi corpi celesti. Abbiamo già accennato a questa complessa e controversa problematica in altri momenti, ma sono immagini come questa che devono spingerci a non "accettare acriticamente ed aprioristicamente come valide" tutte le Teoria Esplicative delle Fenomenologie Complesse (TEFC) allorchè l'acquisizione di nuovi dati ed informazioni le mette, se non in crisi, quantomeno in grandissima difficoltà.
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Mimas-N00037585.jpgMimas, from approx. 155.923 Km55 visitePensate, lasciando per ora da parte i calcoli sulle energie che vengono sprigionate da un impatto, a che cosa accade quando un corpo "piccolo" (diciamo tra i 100 ed i 500 metri di diametro) si abbatte, muovendosi a velocità comprese fra i 50 ed i 70.000 Km orari, su di un altro corpo celeste. L'energia che si sprigiona da un simile impatto può essere solo equiparata (e con un'ampia approssimazione PER DIFETTO) a quella emessa dall'esplosione di una buona ventina di bombe atomiche simili a quelle sganciate sul Giappone nel 1945.
Nell'effettuazione dei calcoli di supporto a qualsiasi teorizzazione, come sapete, occorre tenere in considerazione una molteplicità di elementi e fattori. Eccone solo alcuni: 1) le dimensioni del corpo impattante; 2) la velocità del corpo impattante al momento dell'impatto; 3) l'angolo di impatto; 4) la composizione del corpo impattante; 5) le dimensioni del corpo impattato; 6) la composizione e la struttura dell'area impattata e così via.
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Mimas-N00037611.jpgMimas, from approx. 104.424Km56 visiteLa maggior parte di questi elementi - se non la totalità - in difetto di osservazioni dirette dell'impatto, dovrà essere dedotta da elementi circostanziali quali, ad esempio: 1) le dimensioni del cratere; 2) la forma del cratere; 3) la composizione della superficie impattata all'interno del cratere e nei suoi dintorni, sia quelli immediati, sia quelli più lontani (a tal riguardo è corretta l'analisi chimico-fisica degli ejecta; 4) la composizione del bolide (sempre ammesso che sia possibile trovarne qualche "pezzo" - non è da escludere, infatti, l'ipotesi di una totale annichilazione del corpo impattante al momento dell'impatto) e così via.
Ora, semplificando questa modesta trattazione il più possibile, ciò che possiamo dedurre - guardando un cratere come lo "Stickney Crater" di Phobos, oppure il "Copernicus Crater" della Luna e poi, naturalmente, il cratere che stiamo osservando ora e che chiamiamo "Occhio di Mimas" (ma il cui vero nome è "Herschel") - è che, in epoche remote, alcuni corpi celesti...
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Mimas-N00037627.jpgMimas, from approx. 89.258 Km55 visite...abbiano sofferto, come o più di altri, degli impatti catastrofici. L'assunzione logica che sta alla base di questo ragionamento dice che, tanto più il cratere che vediamo è grande, tanto più grande deve essere stato il corpo impattante. Ora, a nostro modo di vedere, questa Teoria può anche essere valida, ma solo entro 'limiti definiti' e matematicamente determinabili. Non è certo questa la sede per entrare nel calcolo puro ma comunque possiamo già dire questo: la dimensione di ogni cratere, in termini di diametro, può essere definita da un quoziente il quale è il risultato del rapporto tra un coefficiente numerico che esprime la valutazione globale delle variabili di impatto in relazione al corpo impattante ed un altro coefficiente che esprime la valutazione globale delle variabili relative al corpo impattato. Semplici verifiche empiriche dimostreranno che, oltre un certo rapporto (che chiamiamo x), le conseguenze dell'impatto NON produrranno un cratere, bensì la distruzione di entrambi i corpi.
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Mimas-N00037630.jpgMimas, from approx. 88.531Km55 visiteChe cosa significa tutto questo in relazione al Cratere Herschel? Significa che, dopo aver operato le prime - fondamentali - verifiche teoriche sulla validità di questo Modello (che abbiamo chiamato "Coefficiente PGF") in relazione a svariati crateri noti (Herschel incluso), è emerso che alcuni di essi, date le loro attuali dimensioni, semplicemente NON potrebbero esistere!
O meglio: la dimensione del cratere, rapportata alle dimensioni del Corpo Celeste al quale esso accede (un altro elemento che entra a far parte del coefficiente che esprime la valutazione globale delle variabili di impatto in relazione al corpo impattato), implicherebbe delle dimensioni del corpo impattante tali per cui, qualora un siffatto urto fosse realmente occorso, il corpo impattato NON avrebbe retto alla collisione.
Insomma: alcuni crateri - tipo Herchel e Stickney - NON POSSONO ESSERE DERIVATI DA UN IMPATTO.
E' evidente che il Coefficiente PGF necessita di probanti verifiche, ma è - almeno - un primo passo...
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Mimas-N00037684.jpgMimas, from approx. 63.000 Km64 visitenessun commento
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Mimas-N00037768.jpgMimas, from approx. 63.000 Km55 visitenessun commento
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Mimas-N00037785.jpgMimas, from approx. 62.000 Km53 visitenessun commento
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Mimas-N00041399.jpgMimas and Prometheus53 visiteN00041399.jpg was taken on October 13, 2005 and received on Earth October 14, 2005. The camera was pointing toward PROMETHEUS - distant approximately 769.213 Km away - and the image was taken using the CL1 and CL2 filters. This image has not been validated or calibrated.
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