| |

|
|

The_Bombshell-01.jpgWhat is THAT??? (EDM - by Dr Marco Faccin)436 visiteIncommentabile...MareKromium
|
|

The_Crypt-00.jpgSomething was in there... (a photo-composite by Dr M. Faccin)240 visiteScherzosamente, questa immagine (o meglio: questo image-composite realizzato dal nostro grandissimo Marco Faccin) avevamo deciso di battezzarlo "Space Croissant", a causa dell'inequivocabile forma del rilievo mostrato. Ma la verità è che siamo davanti a qualcosa di straordinario e - probabilmente - di molto esotico e quindi è meglio lasciare l'umorismo da parte e concentrarci su quello che si vede e si comprende.
Per l'occasione, abbiamo deciso di tralasciare anche le solite chiacchiere di circostanza relative alla possibilità che quanto da noi osservato sia solo un affascinante gioco di luci, ombre e prospettive ingannevoli.
Lo tralasciamo perchè, a nostro parere, in questo image-composite ci sono FATTI e non chiaroscuri e prospettive fuorvianti.
FATTI.
Ed i FATTI ci dicono che la roccia osservata da Spirit quasi tre anni fa potrebbe costituire la PROVA VISIVA DEFINITIVA del fatto che, su Marte, i rilievi che noi chiamiamo "simil-pietre" (o rocce, o sassi), in realtà, potrebbero essere degli Organismi Viventi i quali, assecondando Leggi Biologiche a noi del tutto ignote, nascono, crescono e si sviluppano a dispetto di tutto: a dispetto delle condizioni ambientali avverse, a dispetto della nostra Scienza Positiva ed a dispetto della nostra Logica.
Al'interno della "roccia" qui inquadrata da Spirit c'era "qualcosa". Qualcosa che, quando il tempo è giunto, è "uscita" fuori dal suo bozzolo pietroso ed è andata via. Da qualche parte.
Forse è vicinissima al Rover e forse è distante miglia e miglia da esso. Noi non lo sappiamo. Noi sappiamo solo che quello che qui viene inquadrato e che Vi proponiamo in visione normale, filtrata e tridimensionale, è CIO' CHE RESTA DOPO UNA NASCITA e cioè un GUSCIO.
Un GUSCIO VUOTO che, al suo interno, reca l'impronta della "Creatura" che si è sviluppata e che poi è andata via.
Traveggole? Fantascienza da serie "B" o peggio? Boutade? Decidete Voi.
Noi possiamo dirVi solo questo: lo STAFF di Lunar Explorer Italia, da alcuni anni ormai, trascorre molto più tempo su Marte che sulla Terra. Le ore passate ad osservare e studiare le migliaia di immagini che ci arrivano dal Pianeta Rosso (immagini che poi cerchiamo di commentarVi al meglio delle nostre capacità e competenze) sono ormai decine e decine di migliaia, ed il Tempo trascorso ad osservare e studiare - come sapete - non è un'opinione: è un FATTO.
La nostra Filosofia, poi, la conoscete benissimo: dire quello che pensiamo, senza strillare e senza ricorrere a boutades assurde ed a trionfalismi fuori luogo.
Ebbene, noi pensiamo che su Marte, OGGI, ADESSO, IN QUESTO MOMENTO, ESISTANO DELLE FORME VITALI INDIGENE LE QUALI, CON LA LORO STESSA ESISTENZA, SFIDANO TUTTA LA NOSTRA SCIENZA E LA NOSTRA LOGICA.
FORME VITALI USE A CONDIZIONI CLIMATICHE RADICALMENTE E DEFINITIVAMENTE OSTILI ALLA FORMAZIONE DI ORGANISMI DI MATRICE TERRESTRE O SIMIL-TERRESTRE.
Batteri? Micro-organismi Estremofili? NO.
Di più. Molto di più.
Qui stiamo parlando di Forme Vitali Complesse, probabilmente (anzi: CERTAMENTE) evolute e, da ogni punto di vista, collocate (o collocabili) ben oltre i limiti della nostra capacità di comprendere e - forse - anche di immaginare.
Rocce "Viventi"? Si.
Questa è una oversemplificazione, certo, ma che sposa benissimo la nostra idea.
E, se possiamo essere onesti sino in fondo, dobbiamo dire che la NASA, a nostro parere, lo sa già da molto tempo. Ed è questa situazione la causa del "ritardo" nell'avanzamento del Programma Umano di Esplorazione del Pianeta Rosso. E' questa la ragione dello "STOP" all'Esplorazione Umana del Sistema Solare in generale e di Marte in particolare.
NON PROBLEMI DI BUDGET (e cioè COSTI TROPPO ELEVATI), quindi, ma RISCHI BIOLOGICI. Rectius: RISCHI DI COMPATIBILITA' BIOLOGICA.
Ripercorrete la strada dell'Esplorazione Spaziale, dallo Sputnik a New Horizons - passando dagli Apollo Days - e poi provate a riflettere su quanto abbiamo appena scritto.
E scusateci se Vi diciamo che la questione, posta in questi termini, diventa "spinosissima"...
Guardate, riflettete su tutto e poi, se volete, scriveteci e diteci cosa pensate realmente...MareKromium
|
|

The_Crypt-01.jpgSomething was in there... (a photo-composite by Drr M. Faccin e Gualtiero La Fratta)204 visiteDall'intuizione e correlativa Scoperta del nostro Marco Faccin (datata metà/fine Marzo 2009), alla successiva integrazione dell'Amico e Partner, Dr Gualtiero La Fratta (a.k.a.: "Walthari"), un fotomosaico che ci mostra la comparazione fra i Terrestri protozoi ameboidi marini detti "Foraminiferi" (di dimensioni, quando va bene, prossime o di poco superiori al millimetro), e la loro - possibile - "Versione Marziana", di dimensioni modeste, ma comunque enormemente maggiori rispetto all'organismo terrestre.
Questa "Scoperta", quando verrà confermata, consegnerà qualche Scienziato alla Storia (Nobel incluso).
Beh, dimenticandoci il Nobel (che non ci serve per fare BENE il nostro Lavoro), a noi farebbe comunque MOLTO piacere che "la Storia" almeno si ricordasse di noi che, a questa idea/ipotesi, siamo arrivati con largo anticipo rispetto a chiunque altro sul nostro Pianeta (se non altro "ufficialmente").
E poi, tanto per levarci un "sassolino" dalla scarpa, ci teniamo a dire che se nelle trasmissioni tipo "Quark" (tanto decantata ed imitata) et similia, anzichè ripetere le solite scemenze pseudo-divulgative, si andasse anche a guardare un pò il Lavoro che fanno i Private Researchers (come noialtri), probabilmente si farebbe molta più Cultura e molto meno "Science-gossip"...
Ma che parliamo a fare? Non è forse di ieri o ieri l'altro (17 e 18 Agosto 2009) la notizia di due Scienziati Italiani i quali, per fare una (potenziale e possibile) Grande Scoperta, se ne sono dovuti andare dal "Bel Paese", imprecando dietro il nepotismo che ne governa ogni struttura, Privata e Pubblica (Atenei inclusi)???
Che tristezza e che squallore...MareKromium
|
|

The_Crypt-02.jpgThe "Foraminifera"84 visiteI Foraminiferi (Foraminifera) sono protozoi ameboidi eucarioti eterotrofi marini, sia bentonici sia planctonici.
Abitano tutti gli ambienti marini, dall’intertidale al batiale. Comparvero nel Cambriano e successivamente (durante tutto il Periodo Fanerozoico) invasero l'intero l’ambiente marino, adattandosi a molti modi di vita.
La loro cellula è protetta e rivestita esternamente da un guscio, spesso mineralizzato, che può raggiungere dimensioni eccezionali per un organismo unicellulare (fino a 11-14 cm di diametro).
La presenza di parti mineralizzate consente ai gusci dei foraminiferi di fossilizzare con relativa facilità nelle rocce sedimentarie di origine marina.
I foraminiferi si possono suddividere a seconda dell'ambiente di vita in:
Foraminiferi planctonici: di dimensioni intorno ai 100 micrometri.
Foraminiferi bentonici: di dimensioni che possono variare dai 100 micrometri al millimetro.
Tra i bentonici abbiamo un'ulteriore suddivisione: epifaunali, che possono essere sessili, oppure vagili attraverso l’uso di pseudopodi (estensioni temporanee del citoplasma); oppure infaunali, che vivono entro il substrato.
I Foraminiferi hanno attualmente ampia diffusione negli oceani, con taxa viventi nelle più diverse condizioni ambientali (temperatura, profondità, tipo di fondale ecc.).
In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantità tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica. Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi, associati a Nannofossili calcarei e/o Radiolari.
Gli studi ecologici hanno dimostrato inoltre anche l'importante ruolo dei Foraminiferi negli ecosistemi marini, come parte della meiofauna e come una consistente fonte di cibo per molti altri organismi. Per questi motivi, ed in particolare per il loro ampio record fossile e l'importanza litogenetica, rappresentano uno dei gruppi di microfossili con le più ampie applicazioni agli studi geologici.
Le analisi biostratigrafiche si avvalgono, in sedimenti formatisi in acque marine poco profonde, di biozone basate sui grandi Foraminiferi bentonici, quali le Fusuline per il Carbonifero e Permiano, Orbitoline per il Cretaceo, Alveoline ed Orbitoidi per il Cretaceo e Paleogene, Nummulitidi per il Paleogene. In sedimenti pelagici, dal Cretaceo fino al Pleistocene, vengono utilizzate biozonazioni estremamente dettagliate basate sui Foraminiferi planctonici.
Altri esempi di applicazioni dei Foraminiferi sono lo studio delle variazioni climatiche, utilizzando le oscillazioni nelle frequenze di specie di acque calde o fredde, la stima delle paleotemperature, basata su analisi isotopiche dei gusci, le ricostruzioni del percorso ed intensità delle paleocorrenti, le ipotesi sulla profondità di sedimentazione delle rocce, basate sulle associazioni bentoniche tipiche di differenti zone batimetriche.
Fra le applicazioni più recenti, che escono dal campo prettamente micropaleontologico, vi è l'uso dei Foraminiferi per studi su ambienti attuali (aree marine protette, aree inquinate o in risanamento ecc.), in cui alcune specie bentoniche, molto sensibili alle variazioni di temperatura, quantità di nutrienti, ossigenazione ecc., possono dare rapide informazioni sullo stato di "salute" dell'ambiente.
Nota Lunexit: le somiglianze, fisiche, somatiche e concettuali, tra questi "Foraminiferi" e le (alcune) "Pseudo-rocce Marziane" sono, a nostro parere, incredibili e potenzialmente sconvolgenti. Leggete, osservate, confrontate e pensateci sopra...
MareKromium
|
|

The_Root.jpgThe Martian Root (an Image-Mosaic by Dr Marco Faccin - Lunexit Team)92 visiteIl dettaglio assolutamente straordinario (per forma e texture visibile) che appare nell'inset in basso a Dx è - a nostro modo di vedere - non contestualizzabile (se non altro dal suo punto di vista geomorfologico). La sensazione, infatti, è che si tratti di un qualcosa di diverso sia dalle Sferule (Berries), sia dai Ciottoli (Pebbles) che caratterizzano la zona.
La sua forma è bizzarra; la porzione frontale (quella prossima al ciottolo verso il quale il dettaglio tende) sembra avere una sorta di "bocca", mantre il "corpo" presenta almeno due evidenti "snodi" ed una texture superficiale che rende il particolare simile ad una sorta di frammento di legno rinsecchito, oppure - perchè no? - al terminale di una radice aerea.
Comunque sia, è difficile ipotizzare se quanto osservato possa essere una sorta di vegetale o di un animale, anzi: è impossibile dirlo.
Così come, sempre a nostro avviso, è impossibile (anzi: è scorretto) ridurre il tutto alla classica espressione in NASA-Style che recita "...unsually looking surface feature...".
Espressione che, come avete appreso nel tempo, vuol dire tutto e, d'altra parte, non esprime assolutamente nulla di concreto.
E noi?
Che diciamo?
Noi diciamo che questo dettaglio, individuato dal nostro bravissimo Dr Faccin, ha tutta l'aria di essere e di costituire una Anomalìa. Un'Anomalìa, come ovvio, la quale ci appare tale solo se si adotta un approccio Logico di tipo terrestre.
Ma se ci caliamo nella Logica di "X-Mars", allora le cose cambiano.
E quella che, inizialmente, appariva come un'Anomalìa, eccola diventare un semplice "Trait d'Union", un "Elemento Comune e Caratterizzante" della realtà propria ed esclusiva, riteniamo, del Pianeta Rosso.
Ai "Posteri" la Sentenza...MareKromium
|
|

Unknown_Lifeform-MF-PCF-LXTT.jpgUnknown Lifeform (Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Marco Faccin and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)293 visitenessun commentoMareKromium
|
|

X-Martian_Rocky_Circle.jpgIs this "thing" a Grave, a fruit of the Nature (pseudo and small Impact Crater), a Symbol or just nothing?103 visiteYou tell me!MareKromium
|
|
|
| 67 immagini su 6 pagina(e) |
 |
 |
 |
6 |
|

|
|