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Titan-Surface-30.jpgOn the surface of Titan73 visiteCaption ESA originale:"This raw image was returned by the ESA Huygens DISR camera after the probe descended through the atmosphere of Titan. It shows the surface of Titan with ice blocks strewn around. The size and distance of the blocks will be determined when the image is properly processed". Dunque Huygens ce l'ha fatta: scesa su Titano! E la qualit di queste prime immagini supera le nostre pi rosee aspettative: la visibilit buona e questa parte di Titano sembra ricordarci - vagamente - la superficie di Venere, cos come ripresa dalle Sonde Sovietiche "Venera".
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Titan-Surface-31.pngFirst real color view of Titan63 visiteCaption ESA originale:"This image was returned yesterday, 14 January 2005, by ESA's Huygens probe during its successful descent to land on Titan. This is the coloured view, following processing to add reflection spectra data, gives a better indication of the actual colour of the surface. Initially thought to be rocks or ice blocks, they are more pebble-sized. The two rock-like objects just below the middle of the image are about 15 cm(left) and 4 cm (centre) across respectively, at a distance of about 85 cm from Huygens. The surface is darker than originally expected, consisting of a mixture of water and hydrocarbon ice. There is also evidence of erosion at the base of these objects, indicating possible fluvial activity".
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Titan-Surface-32.pngOn the surface of Titan81 visiteCaption ESA originale:"This raw image was returned yesterday, 14 January 2005, by ESA's Huygens probe during its successful descent to land on Titan. Sizes have been added to indicate scale of these features. Initially thought to be rocks or ice blocks, they are more pebble-sized. The two rock-like objects just below the middle of the image are about 15 cm (left) and 4 cm (centre) across respectively, at a distance of about 85 cm from Huygens. The surface is darker than originally expected, consisting of a mixture of water and hydrocarbon ice. There is also evidence of erosion at the base of these objects, indicating possible fluvial activity".
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Titan-Surface-33-PIA06440.jpgThe surface of Titan (again)63 visiteOriginal caption:"Images from the European Space Agency's Huygens probe descent imager/spectral radiometer side-looking imager and from the medium resolution imager, acquired after landing, were merged to produce this image.
The horizon's position implies a pitch of the imager/spectral radiometer, nose-upward, by 1 to 2 with no measurable roll. The "stones" (?) in the foreground are 4 to 6" (10 to 15 cm) in size, presumably made of water ice and these lie on a darker, finer-grained substrate.
A region with a relatively low number of rocks lies between clusters of rocks in the foreground and the background and matches the general orientation of channel-like features in the panorama of PIA06439.
The scene evokes the possibility of a dry lakebed".
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Titan-Surface-34-PIA06440.jpgOn the Surface... (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)63 visitenessun commentoMareKromium
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Titan-Surface-35.gifOn the Surface... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)65 visiteNel Gennaio 2005, come molti sanno, venne compiuto un primo e storico passo verso lesplorazione profonda di Titano: dalla Sonda-madre Cassini, infatti, fu sganciato il modulo Huygens il quale, agendo su sola base inerziale (e cio procedendo nello spazio senza lausilio di propulsori), arriv a tuffarsi nella gelida atmosfera di Titano (il giorno 14 gennaio 2005) e poi, dopo una lunga discesa attraverso le sue nebbie arancio-marroni (una discesa durata qualcosa come 2 ore e 27 minuti!), ne raggiunse felicemente la superficie.
Da l, poi, questa piccola probe avrebbe trasmesso dati (ufficialmente) per circa unora e mezza.
Il Modulo Remoto Huygens, al contrario di quanto temuto da molti scienziati, riuscito ad evitare il landing su una superficie liquida e, dopo aver visto, fotografato e sfiorato una fitta rete di canali e di altri rilievi superficiali scuri e non identificabili con certezza (forse dei laghetti), si delicatamente posato su quello che sembra essere il greto asciutto di un torrente.
Rocce e cristalli che mostrano chiari segni di erosione da fluidi sono ben visibili tutto intorno alla Sonda e poi, scrutando lorizzonte pi lontano, il profilo scuro ed ovattato di rilievi distanti qualche centinaio di metri sembra affacciarsi alla vista.
MareKromium
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Titan-Surface-36.gifOn the Surface... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)74 visiteLa consistenza apparente (e cio sulla base dellosservazione visuale diretta) del suolo di Titano suggerisce quella della sabbia umida e ci ha fatto pensare che il terreno su cui si poggiata la Huygens Probe possa essere periodicamente (rectius: frequentemente) soggetto al passaggio di liquidi.
Ad onor del vero, le immagini della superficie di Titano ottenute da Huygens certo suggestive, ma poche e di mediocre qualit non ci sono state di grande aiuto per comprendere in maniera adeguata la realt superficiale di Titano e quindi, per fornire al Lettore unidea di quello che un ipotetico astronauta potrebbe realmente vedere in seguito ad un Landing sulla Luna Nebbiosa, abbiamo dovuto fare ricorso ad una serie di riflessioni e speculazioni.
MareKromium
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Titan-Surface-37.gifOn the way down... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)64 visiteLa consistenza apparente (e cio sulla base dellosservazione visuale diretta) del suolo di Titano suggerisce quella della sabbia umida e ci ha fatto pensare che il terreno su cui si poggiata la Huygens Probe possa essere periodicamente (rectius: frequentemente) soggetto al passaggio di liquidi.
Ad onor del vero, le immagini della superficie di Titano ottenute da Huygens certo suggestive, ma poche e di mediocre qualit non ci sono state di grande aiuto per comprendere in maniera adeguata la realt superficiale di Titano e quindi, per fornire al Lettore unidea di quello che un ipotetico astronauta potrebbe realmente vedere in seguito ad un Landing sulla Luna Nebbiosa, abbiamo dovuto fare ricorso ad una serie di riflessioni e speculazioni.
MareKromium
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Titan-Surface-38.gifOn the way down... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)62 visiteLe Condizioni di Illuminazione
Innanzitutto, ed a dispetto di quanto mostrato dalle immagini ESA-Huygens (e da tante altre visioni artistiche di Titano made by NASA, la nostra prima considerazione attiene le condizioni medie di illuminazione di questo mondo.
Le fotografie ESA (ottenute sia durante la discesa, sia dalla superficie di Titano), al pari delle interpretazioni artistiche NASA, ci danno limpressione di un mondo, ancora una volta, alquanto luminoso
MareKromium
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Titan-Surface-39.gifOn the way down... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)62 visiteMa questa interpretazione, a nostro parere, estremamente improbabile, per non dire completamente erronea.
Che la superficie di Titano non giaccia nella pi totale oscurit e che quindi essa riceva una certa illuminazione, un fatto (pensate non solo e non tanto allilluminazione solare, quanto allilluminazione derivante da Saturno stesso); ma che questa illuminazione sia, mutatis mutandis, soltanto di poco superiore allilluminazione del suolo che possiamo verificare noi stessi da Terra durante una notte di Luna piena, pure un fatto che ci sembra difficile negare.
Il Sole, dalla superficie di Titano, non altro che una stella: certo, una stella molto luminosa, ma comunque troppo flebile e lontana per garantire unilluminazione superficiale che sia anche solo discreta ed equiparabile, per difetto, a quella di un tardo (e nebbioso) crepuscolo invernale terrestre.
E poi - appunto! - esiste il fattore nebbia.
Le nebbie di Titano non si trovano solo negli strati alti e medio alti della sua atmosfera, ma giungono sino al suolo, laddove per tendono, riteniamo piuttosto sensibilmente, a diradarsi (ma mantenendosi sempre in banchi).
Ora, provate ad immaginare un mattino terrestre in cui, anche dopo il sorgere del Sole, una fitta e densa nebbia scura copra il cielo e la superficie: che cosa si vedrebbe? E come lo si vedrebbe?
Quale sarebbe la Dominante Cromatica che avremmo davanti agli occhi?
Ebbene sulla Terra il paesaggio che avremmo davanti - esperienza ed osservazione alla mano - lo si pu disegnare come una distesa ovattata ed indefinibile di color bianco-grigio. Il cielo apparir anchesso bianco-grigio, ma comunque scuro (se non altro a tratti, laddove la nebbia pi fitta).
Il Sole non sar visibile e la superficie, nei pochi metri che avremmo a disposizione per osservarla, si caratterizzer come scura e piatta. Tutto il mondo apparir buio, indistinto, sostanzialmente piatto e gelido.
E pensate che siamo sulla Terra, soltanto a (circa) 150 Milioni di Km dalla nostra Stella
Ma su Titano? Titano si trova ad una distanza superiore al MILIARDO di Km dal Sole (circa 1,4 miliardi di Km). Che condizioni medie di illuminazione si potranno mai ipotizzare su quel pianeta, anche in difetto di nebbia?
Scarse, ovviamente. Scarse, ma non nulle.
La nostra ipotesi, che poggia sullesame delle immagini ricevute e sullanalisi dei dati disponibili, suggerisce che la superficie di Titano possa essere debolmente illuminata, nelle ore diurne, da una luce arancio-gialla, appena sufficiente a rischiarare il panorama.
E difficile, se non impossibile, ipotizzare un parallelo terrestre, ma la nostra opinione (informata) che il giorno pieno di Titano possa ricordare un tardo crepuscolo invernale terrestre, con la variante della dominante cromatica che, per questa Luna Nebbiosa, non dovrebbe essere il bianco-grigio scuro, bens larancio-marrone.
Non neppure irragionevole supporre che la luminosit dellambiente Titaniano possa essere sensibilmente influenzata dalla presenza o meno, nel suo tetro ed opaco cielo, di Saturno.
Infatti, come la Luna piena, sulla Terra, causa di notti chiare e luminose, cos la presenza del disco pieno di Saturno nel cielo di Titano potrebbe essere fonte di unilluminazione discreta della sua superficie.
Non poi neppure da escludere, a nostro parere, che il cielo di Titano possa esprimere una sua propria luminescenza la quale potrebbe essere il frutto di reazioni chimiche e chimico-fisiche del tutto peculiari che occorrono negli strati alti della sua atmosfera; quegli strati pi esterni laddove gli elementi che la formano iniziano non solo a rarefarsi e scomporsi ma anche ad interagire con lambiente esterno e, in particolare, con le radiazioni cosmiche in arrivo dallo Spazio Profondo.
Quali reazioni possano effettivamente avviarsi e concludersi in un simile contesto non ci dato saperlo, ma la presenza di scariche e luminescenze nellatmosfera di Titano (visibili anche allorch vengono riprese alcune sue Regioni immerse nella notte) costituisce un dato facilmente verificabile nelle migliaia di immagini che lOrbiter Cassini ci ha mandato e continua a mandare da oltre quattro anni.
Le considerazioni sullilluminazione di Titano, poi, come Vi sar agevole intuire, non sono finalizzate esclusivamente a fornire al Lettore unidea della tipologia di paesaggio che un ipotetico visitatore terrestre potrebbe trovarsi davanti, ma sono anche rivolte allo sviluppo di una considerazione assolutamente essenziale per coloro che si domandano se sarebbe possibile supporre lesistenza, su questo gelido mondo, di Forme Vitali Vegetali di tipo simil-terrestre.
Ebbene, la risposta no. Decisamente no.
MareKromium
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Titan-Surface-40.gifOn the Surface... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)62 visiteIl quantitativo di luce solare e di calore che raggiunge la superficie di Titano (la cui temperatura superficiale media, lo ricordiamo, si aggira, per quanto si sa e si suppone, intorno ai -175 Celsius) infatti, talmente esiguo (diciamo pure trascurabile) da non permettere se non altro sulla base di quelle che sono le nostre attuali conoscenze scientifiche lo sviluppo di alcuna reazione assimilabile, ad esempio, alla fotosintesi.
Questo significa, tra le altre cose, che leventuale sviluppo di Forme Vitali indigene su Titano potrebbe derivare esclusivamente da interazioni chimiche o da processi esotici di carattere assolutamente locale. A questultimo proposito, infine, si detto e scritto che Titano, in fondo, rappresenta la versione gelida di una Terra Primordiale (un parallelo nato, probabilmente, dalla considerazione relativa al quantitativo di Nitrogeno esistente nellatmosfera della Luna Nebbiosa nonch in riferimento a quella che sembra essere la morfologia attuale del pianeta in rapporto a quella che si suppone possa essere stata la morfologia della Terra Primordiale).
A nostro parere, per, la realt diversa e Titano potrebbe rappresentare, oggi, lespressione di un Mondo vivo e vitale per nulla simile od assimilabile al nostro Pianeta Azzurro.
Un mondo che NON assomiglia affatto alla nostra Terra e che NON assomiglier MAI alla nostra Terra.
Pensate: se la regola fondamentale della Vita, nel suo senso pi ampio e profondo, esprimibile nel concetto di ADATTAMENTO NEL TEMPO, allora ragionevole pensare che su Titano, in fondo (e riflettendoci bene), potrebbero essere in corso da ere ed ere (!) processi tali da aver consentito la nascita e lo sviluppo di Forme di Vita indigene assolutamente peculiari, per noi inimmaginabili e, per ovvi motivi, completamente diverse da quelle che caratterizzano la Terra e gli ipotetici ambienti alieni di tipo simil-terrestre.
Il fatto che la ricerca (talvolta esasperata) di similitudini fra altri mondi ed il nostro mondo costituisca una caratteristica peculiare e propria della Scienza (Astronomica e non solo) Moderna e dellatteggiamento degli scienziati che la praticano indubitabile; ma che un simile approccio, alla fine, non possa venirsi a caratterizzare se non per la sua intrinseca limitatezza (e per lo strabismo scientifico che geneticamente lo affligge), ci sembra un elemento sul quale si dovrebbe riflettere meglio e maggiormente.
MareKromium
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Titan-Surface-Unexplained_Surface_Features-PIA06111.jpgUnexplainable Surface Features63 visiteCaption NASA:"This image acquired at a range of 344.000 Km (about 213.700 miles) shows details at Titan's surface never seen before. The image shows only surface brightness no topographic shading. The finest features are less than 10 Km (a little more than 6 miles) across. In other areas the surface boundaries are less distinct perhaps due to different geologic process or atmospheric effects. There are some linear features that could be impact craters but the fact that many features are linear suggests that other geologic processes are shaping the surface".
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