Inizio Registrati Login

Elenco album Ultimi arrivi Ultimi commenti Più viste Più votate Preferiti Cerca

Inizio > MARS > Mars, Deimos and Phobos: Maps

Mars, Deimos and Phobos: Maps

Mars-013.jpg
Mars-013.jpgMars: Yesterday and Today241 visiteDoes Mars have canals? A hot debate topic of the late 1800s, several prominent astronomers including Percival Lowell not only claimed to see an extensive system of long straight canals on Mars, but used them to indicate that intelligent life exists there. The relatively close opposition of 1894 was used to make drawings like the one digitally re-scaled on the above left. The above map was originally prepared by Eugene Antoniadi and redrawn by Lowell Hess for the book Exploring Mars, by Roy A. Gallant. In more modern times, the latest Mars opposition has allowed the Hubble Space Telescope to capture a picture of similar orientation. Comparison of the two images shows that large features were impressively recorded, but that an extensive system of long and straight canals just does not exist. Satellites orbiting Mars have now shown conclusively that the red planet does indeed have surface features similar to canals, but that these are usually smaller, curved, and less extensive than that previously claimed. Real canyon systems like Noctis Labyrinthus are most likely cracks caused by surface stress.
69 commenti
Mars-015-Water_Map-2.png
Mars-015-Water_Map-2.pngMartian "Water-rich" Minerals177 visitesi veda il commento al frame che precede3 commentiMareKromium
Mars014-Water_Map-1.jpg
Mars014-Water_Map-1.jpgMartian Water200 visiteInteressante...

"Tracce di acqua su Marte.
Ce ne dà conto una nuova mappa realizzata a partire dai dati raccolti nel corso di un decennio dal Mars Express di ESA e dalla Sonda MRO della NASA. Entrambe le Sonde sono in orbita intorno al pianeta rosso e grazie alle informazioni che ci hanno trasmesso negli anni – quella europea, ad esempio, è stata lanciata il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan – gli scienziati hanno creato la mappa più completa di cui disponiamo relativa ai giacimenti minerari marziani.

Si tratta di depositi di minerali idratati, ossia quelli che in un passato remoto sono stati alterati dalla presenza di acqua (p.e.: Argille e Sali). Sapevamo che ce n’erano e li abbiamo anche osservati abbastanza da vicino grazie al Rover Curiosity. Tuttavia, come spiega Scien-Alert, una mappa più ampia di dove poterle trovare ci concede “un’immagine più comprensiva della storia dell’acqua su Marte e ci aiuterà a pianificare future esplorazioni di un pianeta oggi asciutto e polveroso”. Ma che in passato era sensibilmente diverso: secondo la mappa, infatti, ovunque ci si diriga su Marte si scova qualcosa di interessante.

Il nuovo lavoro, guidato dallo scienziato planetario John Carter dell'Università di Parigi-Saclay e dell'Università di Aix Marsiglia in Francia, ha identificato più depositi e aree d’interesse di minerali acquosi di quante se ne conoscessero. Se fino a dieci anni fa conoscevamo un migliaio di affioramenti, come spiega Media INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), la nuova mappa ha ribaltato la situazione, rivelando centinaia di migliaia di tali aree nelle parti più vecchie del pianeta. L’acqua ha insomma svolto un ruolo essenziale nel plasmare la Geologia di un pianeta che oggi ci appare davvero così distante da un posto ricco d’acqua.
Ma la presenza dell’acqua fu persistente o episodica, limitata a una fase della storia del pianeta? Non lo sappiamo ancora perché il quadro risultante dalla nuova mappa è particolarmente complesso, fra sali che sembrano più antichi di alcune argille e zone argillose in cui vi è appunto una stretta mescolanza dei due minerali. Di certo la fase umida fu più lunga di quanto si immaginasse fino a pochi anni fa.

“L’evoluzione da molta acqua a niente acqua non è così netta come pensavamo. L’acqua non si è fermata in una notte - spiega infatti Carter - vediamo un’enorme diversità di contesti geologici, così che nessun processo o semplice sequenza temporale può spiegare l’evoluzione della mineralogia di Marte. Questo è il primo risultato del nostro studio. Il secondo è che se si escludono i processi vitali sulla Terra, Marte mostra una diversità di mineralogia in contesti geologici proprio come succede sulla Terra”.

Un altro articolo, pubblicato come la mappa sulla rivista Icarus e con prima firmataria Lucie Riu dell’Institute of Space and Astronautical Science (Isas), Japanese Aerospace eXploration Agency (JAXA), in Giappone, entra invece nel vivo della pianificazione delle missioni future su Marte sempre sulla base della stessa mappa. In particolare, per l’individuazione dei siti di atterraggio: i minerali acquosi contengono ancora molecole d’acqua e insieme al ghiaccio d’acqua sepolto possono costituire risorse da utilizzare in loco, magari per i futuri insediamenti umani. Intanto, prima delle prospettive fantascientifiche, si tratta di minerali molto interessanti da studiare: basti pensare al cratere di Jezero, dove lo scorso anno è atterrato il rover Perseverance, sito di Oxia Planum, dove atterrerà il Rover dell’ESA "Rosalind Franklin", costituito di antiche argille piene di minerali ricchi di Ferro e Magnesio, Smectite e Vermiculite".
11 commentiMareKromium
O-Deimos_Map.jpg
O-Deimos_Map.jpgDeimos (credits: NASA - USGS)54 visitenessun commentoMareKromium
Phobos_Map.jpg
Phobos_Map.jpgPhobos (credits: NASA - USGS)55 visitenessun commentoMareKromium
Q-viking_1_gallery.png
Q-viking_1_gallery.pngMoments of Phobos and Deimos112 visitenessun commentoMareKromium
   
54 immagini su 5 pagina(e) 1 2 3 4 5

 
 

Powered by Coppermine Photo Gallery