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Mars in JPEG2000

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PSP_004026_1765-5-GB-PCF-LXTT.jpgVery strange "Dark Spot" in Aureum Chaos (RAW Natural Colors; credits for the addituional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)104 visitenessun commento3 commentiMareKromium
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PSP_004026_1765-6-GB-PCF-LXTT.jpgVery strange "Dark Spot" in Aureum Chaos (RAW Natural Colors; credits for the addituional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)98 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_004026_1765-6a-GB-PCF-LXTT.jpgVery strange "Dark Spot" in Aureum Chaos (Absolute Natural Colors; credits for the addituional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)110 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_004026_1765-7-GB-PCF-LXTT.jpgVery strange "Dark Spot" in Aureum Chaos (RAW Natural Colors; credits for the addituional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)105 visiteA questo livello di magnificazione, il "Dark Spot" si risolve, effettivamente, in un Campo di Dune (Dunefield) il quale si caratterizza, rispetto alle Ripples che ne costeggiano il versante Sud, per un colore molto scuro - ancorchè non nero, come invece esso appariva a risoluzioni più basse -, ma comunque decisamente differente rispetto al colore dell'ambiente circostante.
E' per questo motivo che abbiamo deciso di battezzare questo (comunque assai interessante) Campo di Dune come "Dark Dunefield".

Le Mega-Ripples del versante Sud dell'area di interesse (ben visibili anche a bassissima risoluzione) scompaiono e vengono "sostituite" (rectius: sono continuate - o continuano, se volete) da Mini-Ripples che, sostanzialmente, ricalcano la direzionalità delle loro "sorelle maggiori". Ma il dato interessante, a nostro parere, è che le predette Mini-Ripples sembrano essere state ricoperte dal materiale scuro (e più sottile, decisamente più sottile dell'altro materiale presente nella zona e che forma il terreno e le Ripples, sia Mega che Mini) il quale, a risoluzioni basse, faceva assomigliare l'intero rilievo ad una sorta di "Lago".

Un altro elemento di sicuro interesse deve essere rinvenuto nella presenza, sul versante Nord dell'area in oggetto (diciamo sulla Sx dell'Ossefvatore e ad ore 9 del quadrante), di una configurazioni superficiale piuttosto comune per Marte e che noi abbiamo battezzato come "pseudo-ruscello" (si tratta, probabilmente, di un'area sabbiosa - formate da un mix di particolato e sabbie più sottili di quelle che formano le Mega-Ripples - le quali vengono battute da correnti superficiali molto intense ed incoerenti rispetto al Regime dei Venti Dominanti sull'intera Regione (si veda la loro orientazione e configurazione rispetto alla configurazione ed orientazione delle Mega-Ripples per comprendere meglio quanto cerchiamo di spiegare).

Il motivo della differenza (nettissima) di colore fra le Mega-Ripples, il Dark Dunefield e lo pseudo-Ruscello ci è ignoto, ma possiamo ragionevolmente supporre che esso vada rinvenuta nell'esistenza NON SOLO di mineralogie diverse fra le tre configurazioni superficiali (evento tutt'altro che improbabile su aree sostanzialmente intatte da ere - pristine areas), ma anche una loro differente durezza e, sooprattutto, compattezza (la quale determina la loro resistenza al vento e, dunque, all'erosione.

Circa la profondità del Dark Dunefield, possiamo ritenere che sia davvero poca cosa (nell'ordine dei centimetri), dato che si riescono a distinguere non solo le Mini-Ripples che sono state ricoperte dal materiale scuro, ma anche svariate rocce e boulders di dimensioni inferiori ai 50 cm, che "emergono" dal "Lago" stesso.

In ogni caso, l'eventualità che il Dark Dunefield possa essere effettivamente una sorta di "Lago di Fango" (rappreso?), comunque, a questo punto e con il materiale disponibile, non può essere ancora scartata.
3 commentiMareKromium
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PSP_004026_1765-8-GB-PCF-LXTT.jpgVery strange "Dark Spot" in Aureum Chaos (Absolute Natural Colors; credits for the addituional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)97 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_005370_1845_RED_abrowse-02.jpgExtremely unusually-looking Surface Feature in Sinus Meridiani (EDM n. 1 - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)109 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_005370_1845_RED_abrowse-03.jpgExtremely unusually-looking Surface Feature in Sinus Meridiani (EDM n. 1 - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)125 visitenessun commento10 commentiMareKromium
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PSP_005370_1845_RED_abrowse-04.jpgExtremely unusually-looking Surface Feature in Sinus Meridiani (EDM n. 3 - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)131 visitenessun commento1 commentiMareKromium
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PSP_005370_1845_RED_abrowse-05.jpgExtremely unusually-looking Surface Feature in Sinus Meridiani (EDM n. 4 - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Drr Gianluigi Barca and Paolo C. Fienga - Lunexit Team)113 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_005391_1030-00.jpgSigns of Fluids' Erosion (cropped sub-frame from PSP_005391_1030; credits: Dr M. Faccin)63 visiteIn questa nuova elaborazione (realizzata dal Dr M. Faccin) ottenuta da un crop del gigantesco frame NASA-Mars Reconnaissance Orbiter n. PSP_005391_1030, la presenza di un piccolo Cratere Senza Nome, situato a circa 77° di Lat. Sud e 165,4°di Long. Est (immagine ottenuta alle ore 15:02 MLT, con buone condizioni di illuminazione - A.I.S.=64° - e da un'altezza di circa 248 Km), ci offre l'occasione di poter vedere un (a nostro parere) CHIARO ed INEQUIVOCABILE segno di Erosione da Fluidi che si apre sul suo versante rivolto ad Est-Sud-Est.

Nelle successive elaborazioni - che mostrano, in visione prospettica, l'attuale morfologia del Suolo Marziano su cui sorge il Cratere - i segni lasciati dal fluido (acqua, verosimilmente) fuoriuscito dal Cratere per un lunghissimo periodo di tempo, al punto da formare un modesto ruscelletto le cui tracce sono sopravvissute sino ad oggi, si mostrano a noi in tutta la loro evidente bellezza.
Quali sìano state le meccaniche geologiche che hanno permesso all'acqua di riempire questo Cratere sino a strabordare e quindi formando un ruscello, non ci è possibile saperlo, ma l'eventualità che il rilievo in oggetto fosse, sebbene in un tempo remoto, il bacino di uscita di una sorgente di acque sotterranee (le quali, di provenienza da una Regione ignota, poi sfociavano sulla Pianura Sud-Polare), a noi sembra un'ipotesi - dati visivi alla mano - tutto sommato accettabile.

Non è neppure da escludere l'eventualità per cui possa essere stato proprio l'impatto di un bolide di piccole dimensioni a provocare l'uscita di acque intrappolate in una falda sub-superficiale (un fiume o un lago sotterraneo, tanto per capirci) la quale, dopo la verificazione della "rottura traumatica" del proprio alveo originale, si è riversata - per un lungo periodo di tempo e sino ad esaurimento del liquido disponibile - sulla Pianura Sud-Polare ripresa in questo frame.

La particolare morfologia del rilievo, come vedrete, asseconda l'ipotesi per cui le acque non erano globalmente "in transito" sulla Regione in questione, bensì erano provenienti dal piccolo bacino (acque che si sono riversate - diremmo in maniera relativamente quieta e dolce - sono i "segni della Superficie" che ci permettono di avanzare questa ipotesi - nei terreni circostanti).

Non è neppure da escludere, infine, l'eventualità che il Cratere Senza Nome in questione non sia affatto un Bacino d'Impatto, bensì un Pozzo da Collasso (o, addirittura, un piccolo Cratere Vulcanico) il quale è stato lo "sbocco naturale" di una sorgente sotterranea (chissà, magari si trattava di acque termali...) la quale, per motivi strattamente endogeni (sisma? Eruzione vulcanica?), ha trovato una eccellente via di sfogo verso la superficie e l'ha seguita.

Le Vostre opinioni al riguardo saranno apprezzate.
MareKromium
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PSP_005391_1030-01.jpgSigns of Fluids' Erosion (credits: Dr M. Faccin)55 visiteIn questa spettacolare visione del piccolo cratere "perduto" nelle Grandi Pianure prossime al Polo Sud di Marte, il processing in Falsi Colori ottenuto dal nostro Marco Faccin evidenzia in maniera netta e decisiva lo svasamento (quello che noi riteniamo essare un chiaro segnale di erosione da fluidi) che si apre sul versante Est-Sud/Est del rilievo.MareKromium
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PSP_005391_1030-02.jpgSigns of Fluids' Erosion (Perspective View; credits: Dr M. Faccin)79 visitenessun commento8 commentiMareKromium
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