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Look who is watching... - Sol 130 (an EDM in Calibrated Natural Colors; credits for the Research: Ivana Tognoloni/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)
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Il "testone" con occhi neri (straordinariamente SIMMETRICI) c'è, e - anche se non siamo in grado di produrre un anaglifo - sembra evidente che esso si posiziona DIETRO al macigno in primo piano e DAVANTI ai macigni sullo sfondo. Giudicate Voi....
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Posso tollerare gli estremismi religiosi, le faziosità politiche, al limitè anche le fedi calcistiche, ma questo no.
Mi ammutino!!!
I Padri della Chiesa parlando della cultura filosofica pagana affermavano che in essa vi erano i «semi del Verbo». Lo stesso San Paolo nelle sue lettere loda i valori naturali che riscontrava tra i pagani affermando che essi esprimevano, con quei valori, pur non conoscendo il Dio biblico, quella legge di natura che lo stesso Dio del Sinai aveva iscritto nel loro cuore, come anche sulle Tavole mosaiche.
Questa attitudine del Cristianesimo si spiega solo ripercorrendo la storia teologica della Rivelazione che è divisa in due grandi fasi, quella adamitica, che va dalla creazione al diluvio universale, e quella abramitica, che va dalla vocazione di Abramo fino a Gesù Cristo. Lo spartiacque è proprio il «diluvio universale».
La Sapienza originaria, che era un dono di Dio nell’Alleanza propria allo stato ontologico dell’uomo precedente il peccato, persa appunto con il peccato, ossia con il prevalere della tendenza autodeificatoria dell’uomo, fu in qualche modo pervertita nel cuore umano in una religiosità dell’eternità ed auto-sacralità del creato (biblicamente parlando si tratta di idolatria di sé o del creato inteso come avulso dal Creatore). Questa religiosità pervertita è definita da alcuni anche come «gnosi spuria». Il pervertimento della vera Sapienza originaria fu graduale fino a diventare globale (vedi la teologica «Babele», nell’episodio tipicamente prometeico della scalata umana al Cielo, la famosa «Torre», senza l’ausilio della Grazia: Babele sul piano biblico-teologico corrisponde alla storica Babilonia con le sue cosmogonie mitiche di tipo appunto «gnostico-idolatrico»). Solo pochi, come Noé, conservarono, secondo la prospettiva storico-teologica della Bibbia, il ricordo del Nome dell’Altissimo, ossia della Rivelazione originaria. Tramite questi pochi la Rivelazione trapassa da un’epoca all’altra della storia della salvezza, insieme naturalmente alla religiosità pervertita, causa quest’ultima dell’ira di Dio ed in fondo dello stesso diluvio.
Nella fase abramitica della storia della salvezza, questa religiosità pervertita è identificata, nella Bibbia, con il paganesimo connesso con i culti della fertilità, praticato (non senza anche sacrifici umani) dai popoli circumvicini a quello israelitico. Nella prospettiva veterotestamentaria è questa religiosità panteista che ha causato l’allontanamento dell’uomo adamitico da Dio trascendente.
Il «filo rosso» della Rivelazione, dopo il diluvio, viene depositato presso personaggi come Melchisedeq, Re di Salem (=Gerusalemme) e Sacerdote dell’Altissimo. Si tratta di pagani (Melchisedeq era cananeo) come del resto era pagano lo stesso Abramo prima di essere chiamato e di ricevere proprio da Melchisedeq il Deposito della Rivelazione. Che in tal modo si «incarna» nella storia di un popolo, l’unico in un mondo del tutto «pagano» ad essere portatore della originaria fede monoteista nel Dio trascendente, e poi, secondo le promesse messianiche, si incarna definitivamente e realmente nell’Uomo Universale Gesù Cristo.
La Chiesa per tale via è chiamata ad adempiere, subentrando ad Israele, la missione universale di salvezza. E questo significa che la Chiesa ha accolto, per modularlo sulla fede del Vero Israele, ossia sulla Rivelazione originaria di cui ora è Essa la depositaria, quanto di vero e di buono pur si conservava nelle culture extrabibliche, in quanto CIO' ALTRO NON ERA CHE QUEL RESIDUO DI VERITA' CHE IN ESSE PERMANEVA PUR NELLA DEGRADAZIONE SEGUITA AL PECCATO ORIGINALE. Del resto, quando iniziò la predicazione apostolica, tra quelle di area mediterranea delle culture extrabibliche SI ERA DA TEMPO ABBANDONATO IL PAGANESIMO POPOLARE ed era nata una altissima cultura filosofica, che tuttavia non poteva, senza la Rivelazione, superare l’intrinseco panteismo che le era proprio benchè avesse filosoficamente intuito la «Trascendenza immanente» del Dio biblico.
Una cultura filosofica nella quale i Padri, come detto, VIDERO ISPIRATI I SEMI DEL VERBO QUASI IN UNA SORTA DI " ANTICO TESTAMENTO" RISERVATO AI PAGANI, per prepararli ad accogliere Cristo.
Per Cicas: Graze di Cuore! Estratto MOLTO interessante. Un Abbraccio Circolare ad entrambi - paolo
E, quoto paolo: la chiesa, e la religione cattolica appresso, è stata opportunista sin dall'inizio: Gesù in prima battuta ha detto che il verbo non doveva essere diffuso presso i gentili (i non ebrei) per poi cambiare idea al momento in cui appare a Saulo/san paolo.
La chiesa è fatta di uomini, e la religione è fatta dalla chiesa. Senza nulla togliere a Dio, credo che del messaggio originale sia rimasto ben poco. Anche se i concetti (mal applicati dai ministri cattolici) sono sacrosanti e universalmente accettabili.
Un abbraccio e un barattolo da unKGuno di nutella a tutti, meno che a uno.
Sapete che non c'è un solo documento del governo romano che parla di Gesù? Non una notizia, riferimento, segnalazione o minima nota che parli di questo "rivoluzionario". Solo i 4 vangeli (scritti mediamente a 50 anni dalla sua morte) parlano di uomo chiamato Gesù. E tra questi c'è Luca che non ha mai conosciuto Gesù.