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"Side-Winders" from Sol 358 (1)
Dal Sol 358 del Rover Opportunity, ci arrivano queste immagini dell'orizzonte di Meridiani Planum e delle sue incredibili dune che noi abbiamo battezzato "Side-Winders" (espressione difficilmente traducibile - lett. "lato del vento" - la quale sta a significare un "movimento ondeggiante e sinuoso", proprio come quello che vediamo caratterizzare le forme delle dunette che circondano Opportunity).
Questa immagine è stata ripresa con il "filtro 7".
Inutile dire che sull'origine di queste formazioni sabbiose stiamo ancora brancolando nel buio...
Parole chiave: Martian dunes

"Side-Winders" from Sol 358 (1)

Dal Sol 358 del Rover Opportunity, ci arrivano queste immagini dell'orizzonte di Meridiani Planum e delle sue incredibili dune che noi abbiamo battezzato "Side-Winders" (espressione difficilmente traducibile - lett. "lato del vento" - la quale sta a significare un "movimento ondeggiante e sinuoso", proprio come quello che vediamo caratterizzare le forme delle dunette che circondano Opportunity).
Questa immagine è stata ripresa con il "filtro 7".
Inutile dire che sull'origine di queste formazioni sabbiose stiamo ancora brancolando nel buio...

OPP-SOL357-b357_last_look_L247.jpg OPP-SOL358-1.jpg OPP-SOL358-1P159971557EFF40FWP2372L7M1.jpg OPP-SOL358-1P159971557EFF40FWP2372R1M1.jpg OPP-SOL358-1P159971808EFF40FWP2372L7M1.jpg
Informazioni sul file
Nome del file:OPP-SOL358-1P159971557EFF40FWP2372L7M1.jpg
Nome album:Walking on Mars with Spirit and Opportunity
Valutazione (5 voti):55555(Mostra dettagli)
Parole chiave:Martian / dunes
Copyright:NASA - Opportunity Rover Mission
Dimensione del file:318 KiB
Data di inserimento:Gen 27, 2005
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Visualizzato:77 volte
URL:https://www.lunexit.it/gallery/displayimage.php?pid=4173
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Commento 1 a 20 di 21
Pagina: 1 - 2

Anakin   [Nov 06, 2012 at 10:37 AM]
Perchè il vento non può esserne stato la causa? Magari sono ferme da qualche milione di anni
Ufologo   [Nov 06, 2012 at 02:09 PM]
Ma siccome su Marte tirano sempre tempeste ...
paolocf1963   [Nov 06, 2012 at 03:25 PM]
Salve Amici,

in realtà, quando scrissi queste note, ancora non avevo ben chiara in testa la meteorologia di Meridiani Planum (la quale, di fatto, si traduce nel mero Studio dei Venti e delle Correnti d'Aria). Chiedo perdono per il mancato update della caption.

Allora: queste dune sinuose (a proposito, la parola composta "Sidewinder", indica anche un serpente Nordamericano e dei missili antiaerei che seguono sorgenti di calore) sono effettivamente il prodotto di azioni eoliche e nulla di più.
Noi ora sappiamo che la Superficie al Datum di Meridiani è compatta (il famoso "Pavimento Roccioso" - Martian Paving - di Meridiani), simile a cemento, e che su di essa "scivolano" sabbie e polveri sottili (anche vulcaniche e particolato atmosferico). Le sabbia, che è più pesante di polvere e particolato, va a formare le Dune ("Barchan" o "A Dorso di Dromedario", più rare, ed entrambe, in vero, nella Piana di Meridiani sono pochine), mentre la polvere, il particolato ed i granuli più piccoli di sabbia, tutti più suscettibili di essere sospinti e modellati da venti anche non fortissimi, vanno a formare le "Ripples", ossìa le specifiche dunette che vediamo qui.

Abbraccio! paolo
Anakin   [Nov 07, 2012 at 01:12 PM]
Grazie Paolo. Max mi hai fatto ridere
Ufologo   [Nov 07, 2012 at 05:30 PM]
Mica tanto; fin da ragazzino sapevo delele tempeste di sabbia che offuscavano il pianeta in certe stagioni, così come l'espandersi delle calotte polari ...
paolocf1963   [Nov 08, 2012 at 05:18 AM]
Vero. Ora, tuttavia, stiamo osservando (prima grazie alla Sonda Mars Global Surveyor, e poi con Odyssey, Mars Express ed MRO) un lento ritrarsi delle calotte polari, specialmente quella Sud. Un segno abbastanza chiaro del fatto che Marte si stà riscaldando... Un abbraccio! paolo
AndreaGG   [Nov 08, 2012 at 07:24 AM]
uhm... non è che ora metteranno l'AREA C come a milano? maledetto effetto serra... con tutti quei rover lì su... ma sono euro5?
paolocf1963   [Nov 08, 2012 at 09:23 AM]
Eheheheheheh! Bella andrea! Comunque, come dicono gli Scienziati, se c'è qualcosa che potrebbe VERAMENTE riportare Marte alla Vita (simil-Terrestre), è proprio un eclatante (ed effettivo sull'intera Scala Planetaria) Effetto Serra....
Anakin   [Nov 08, 2012 at 01:00 PM]
Opera del Sole?
paolocf1963   [Nov 08, 2012 at 02:43 PM]
Marte si stà riscaldando, ma non è (tecnicamente parlando) "opera SOLAMENTE del Sole" Anakin, bensì è frutto dell'immissione, nell'Atmosfera Marziana, di ingentissimi (letali, se fossimo sulla Terra...) quantitativi di "Gas-Serra" (CO2, che deriva dalla sublimazione del Ghiaccio Secco presente nella sempre più ristretta Calotta Polare Sud di Marte). Insomma: quello che potrebbe "uccidere" la Terra è lo stesso "processo di causa/effetto" che potrebbe far rinascere Marte. Fantastico ed incredibile, vero?!?

Abbraccio! paolo
Anakin   [Nov 08, 2012 at 03:23 PM]
Fantastico! Ma quando dici che ciò succede su scala planetaria non intendi che questo fenomeno interessa tutto il sistema solare?
E se così è, non opera del Sole?
paolocf1963   [Nov 10, 2012 at 04:05 PM]
Tutto quello che accade nel Sistema Solare, a livello termico, in qualche modo dipende dal Sole, ma il Sole da solo, non basta. Marte, come sai, è nella "Zona Temperata" (ai limiti, ma è dentro) del Sistema Solare, però la povera coltre atmosferica che possiede fa sì che esso sia comunque un mondo molto freddo. Per riscaldare Marte, quindi, occorre ricreargli la sua "Coperta Atmosferica", la cui funzione primaria è quella di trattenere il calore in arrivo dal Sole. Come? Creando un "Effetto Serra" su Scala Planetaria, ossìa un Greenhouse Effect che coinvolga Marte nella sua interezza, e non si limiti ad influenzarne solo alcune Regioni.
Un'Atmosfera inspessita ma in maniera disomogenea può portare ad un riscaldamento "locale" e "temporaneo"; un'Atmosfera inspessita ed omogenea, porta ad un riscaldamento "globale" e "permanente". Venere, è anch'esso nella Fascia Temperata del Sistema Solare (limite interno), ma la sua temperatura a livello del Datum è di quasi 450° Celsius, con pressione altissima. Perchè? Perchè lì, su Venere, l'Effetto Serra è avvenuto non solo su Scala Planetaria, ma non si è più fermato nella sua crescita: l'Atmosfera di Venere si è inspessita a livelli inimmaginabili ed il calore in arrivo dal vicino Sole viene quasi totalmente trattenuto e solo in minima parte riflesso o restituito, con ciò innescando un circolo chiuso di aumento della Densità Atnosferica, il quale ha portato ad un aumento della Pressione Atmosferica, il quale ha portato ad un aumento della Temperatura Atmosferica.
Il Sole, come vedi, è sempre "Causa" della temperatura di un Corpo Celeste (senza Sole, la nostra discussione non avrebbe senso), ma in difetto di Atmosfera, o con Atmosfera rarefatta o Disomogenea, il Sole può arrivare sino ad un certo punto.
Mercurio è vicinissimo al Sole, ma non ha Coltre Atmosferica (o meglio, ce l'ha, ma è veramente trascurabile), ergo nelle aree "esposte", la temperatura al suolo è altissima, ma a già pochi centimetri dal suolo, diviene gelida; e all'ombra è ben oltre i 100° sotto zero. E nella Notte di Mercurio, tutto è gelido, anche se il Sole è comunque assai vicino.
D'altro canto, Titano, se ci pensi, ha un'Atmosfera densa, complessa ed omogenea, ma al suolo la temperatura è vicina ai 140 sotto zero. Perchè è troppo lontano ed il quantitativo di radiazione (calore) che arriva è sempre e comunque troppo scarso per scaldare il pianeta, nonostante esso (teoricamente) può trattenere energia termica.
In altre parole: il Sole è essenziale, ma per "scaldare" un Mondo, da solo non basta...

Abbraccio! paolo
AndreaGG   [Nov 11, 2012 at 10:11 AM]
...quindi se il discioglimento del ghiaccio secco continuasse, non sarebbe costante ma diverrebbe esponenziale, in virtù del crescente effetto serra dell'aumento della pressione (anche se minimo)... potrebbe portare (teoricamente) ad un cambiamento planetario in tempi forse anche umani. E forse Schiapparelli ha avuto l'occasione di osservare il culmine di questo processo, che magari rapidamente è anche ricollassato nel Marte che conosciamo! (Mi sembra assurdo che uno come Schiapparelli abbia voluto mentire sulle sue osservazioni, oppure si sia completamente sbagliato...)
paolocf1963   [Nov 11, 2012 at 10:39 AM]
Carissimo Andrea,

io Marte ho avuto la fortuna di osservarlo dalla stessa specola da cui lo osservò Schiaparelli, e quello che io (e tanti altri con me) ho visto, non combaciava (neppure minimamente) nè con gli schizzi di Schiaparelli, nè (men che meno...) con quelli di Percival Lowell. Che dire: hanno preso una svista planetaria entrambi? Ne dubito. Ma che Marte sia così radicalmente cambiato in un secolo o poco più, è praticamente impossibile (o meglio: non è di fatto impossibile, ma è altamente improbabile). Escludo che Schiaparelli e Lowell abbiano mentito (troppo intelligenti per farlo ed una loro eventuale bugia avrebbe avuto le gambre davvero cortissime); è possibile tuttavia (ed a mio umile parere) che, un pò, entrambi abbiano visto, in fondo, solo (o in prevalenza) quello he volevano vedere, come è pure plausibile che qualcosa sia effettivamente cambiata. Ma quale sia la Verità...Who knows!...

Un abbraccio - paolo
Anakin   [Nov 12, 2012 at 07:30 AM]
Secondo la scienza ufficiale Marte sarebbe al di fuori della zona Goldilocks, ma a parte questo dato di argomentazione accademica, l'assenza del campo magnetico non dovrebbe essere il primo fattore da rivitalizzare ancor prima di ricreare un atmosfera? O sono indipendenti l'uno dall'altra per un buon "funzionamento" di un ambiente abitabile?
paolocf1963   [Nov 12, 2012 at 09:25 AM]
Quando io studiai Astronomia Generale, la "Zona di Abitabilità" era diversa, leggermente più estesa. Ma come dici giustamente tu, questa è una questione Accademica più che altro. In ordine al tuo quesito, ti dico subito che è Materia complicatissima. Ti allego un piccolo articolo che potrebbe risponderti, in parte, ed in parte accrescere i tuoi dubbi... Un Abbraccio Circolare! paolo

Una delle ragioni per cui la Terra continua a trattenere un'atmosfera in grado di supportare la vita è la presenza di un campo magnetico tale per cui l'aria che respiriamo non è in grado di lasciare il nostro pianeta.

In realtà, le cose non sono così semplici. E' stato recentemente scoperto che la Terra perde atmosfera ad un ritmo pari a quello di pianeti che non hanno campo magnetico (o ne sono provvisti, ma è molto debole), e che hanno già perso il loro guscio atmosferico da tempo. Se non è quindi il solo campo magnetico a trattenere la nostra atmosfera, quali sono le forze in gioco che mantengono il nostro strato d'aria intatto, o consentono l'esaurimento atmosferico su altri corpi planetari?

L'ipotesi sulla scarsa atmosfera di un pianeta come Marte è sempre stata basata principalmente sul fatto che l'assenza di un campo magnetico planetario (anche se ci sono campi magnetici locali più o meno forti) ha fatto si che l'atmosfera marziana sfuggisse alla gravità del pianeta per effetto del vento solare, che avrebbe "strappato" molecole d'aria proiettandole nello spazio.

Il vento solare, su pianeti privi di un campo magnetico sufficientemente potente, non viene deviato dalla sua traiettoria, entra nell'atmosfera e strappa ioni dal pianeta. Sulla Terra, questo processo è differente per via della magnetosfera, che consente la fuga di ioni principalmente dai poli.

Questo scenario è plausibile, e probabilmente descrive bene ciò che accadde milioni o miliardi di anni fa ad alcuni pianeti del nostro sistema solare. Ma come mai la Terra perde atmosfera, sebbene sia protetta da un campo magnetico? E perchè il nostro pianeta perde atmosfera ad un ritmo pari a quello di Venere e Marte?
"La mia opinione è che l'ipotesi dello scudo magnetico sia ancora priva di prove" dice Robert Strangeway, della University of California. "Non c'è niente nei dati attuali che possa giustificare l'ipotesi del campo magnetico".

Ogni ora, la Terra, Marte e Venere perdono circa una tonnellata di atmosfera ciascuno, principalmente sotto forma di vapore acqueo. Ma questo fa sorgere un altro interrogativo: come è possibile che Marte e la Terra siano così diversi dal punto di vista idrologico se si parla di quantità d'acqua sui due corpi planetari?

Gli scienziati misurano la perdita di ioni di ossigeno in termini di perdita d'acqua sul pianeta: misurando quanto ossigeno è riuscito a sfuggire nel corso della storia di un pianeta, è possibile stabilire quanta acqua sia andata perduta durante l'arco di milioni o miliardi di anni.
Durante gli ultimi 3,5 miliardi di anni, calcolando una perdita di ossigeno costante, Strangeway ha stabilito che Marte, la Terra e Venere abbiano perso rispettivamente uno strato d'acqua d'acqua spesso 30, 9 e 8 centimetri.

"Il problema è nel prendere i ritmi di oggi e tentare di indovinare cosa accadde miliardi di anni fa" dice Janet Luhmann della UC Berkeley. La Luhmann ritiene che il campo magnetico terrestre possa aver fatto la differenza in passato, quando il vento solare era probabilmente più forte di oggi. "Non stiamo mettendo tutte le carte sul tavolo. Non possiamo dire che i campi magnetici siano di scarsa importanza, se ci basiamo sui dati attuali".

"Il campo magnetico è un ostacolo per il vento solare, ma è anche un imbuto" dice Strangeway. Il comportamento che ha il vento solare quando entra in contatto con il nostro campo magnetico è differente da quello riscontrabile su Marte e Venere, ma la perdita di atmosfera è praticamente identica.

La spiegazione che da Strangeway è che il vento solare perda parte della sua energia quando si scontra con l'atmosfera di un pianeta, energia che viene parzialmente utilizzata per energizzare gli ioni fino al punto da farli sfuggire all'attrazione gravitazionale planetaria. Anche se sulla Terra questo meccanismo è più complicato che su altri pianeti del nostro sistema solare, il risultato sembra essere lo stesso, almeno in termini quantitativi.

A complicare il tutto ci sarebbe anche la fuga atomi neutri, che spiegherebbe in buona parte la perdita di atmosfera di Marte e della Terra, ma per nulla quella di Venere. "Venere è più complicato" dice Strangeway.

L'unica variabile che rimane certamente in gioco, e che potrebbe portare alla spiegazione di queste anomalie, è la variabilità del nostro sole. Nel corso di miliardi di anni, la nostra stella è cambiata in dimensioni, e nell' intensità delle sue emissioni. Il campo magnetico terrestre potrebbe essere stato in passato uno scudo migliore di quello marziano e venusiano contro un vento solare di intensità superiore a quello moderno.
Ma la questione rimane ancora aperta, e il mistero sembra essere ben lontano dall'essere svelato. "Sono molto cauto" afferm Strangeway. "Non ne so abbastanza per dire quanto il nostro giovane sole possa aver interagito con il campo magnetico planetario".
Anakin   [Nov 12, 2012 at 09:46 AM]
Davvero interessante questo articolo. Grazie! Quindi alla fine rimane ancora da capire bene la dinamicità e la relazione tra atmosfera e campo magnetico
paolocf1963   [Nov 12, 2012 at 10:15 AM]
...Rimangono da capire ancora tante di quelle cose, che mille Vite di Mille Anni ognuna non basterebbero... Solo gli sciocchi (come la vecchiarda italiota, l'Astrofisica Margherita Hack) pensano che la nostra Conoscenza del Cosmo e delle Meccaniche e Fisiche Celesti sia "quasi" (dicono "quasi", bontà loro...) completa. Io, nel mio piccolo, so solo (e lo so benissimo) di non sapere - praticamente - nulla. E mi basta. Abbraccio - paolo
Anakin   [Nov 12, 2012 at 03:50 PM]
Parole Sante e Sagge
paolocf1963   [Nov 12, 2012 at 08:18 PM]
Semplicissime ed "Umane" considerazioni. Molti individui, dato che hanno studiato, credono di sapere. Io, che ho studiato (e studio) veramente parecchio, ho capito che so un belino (come direbbe "Big G"). Nulla di filosofico, solo - ripeto - "Umane" considerazioni. E io sono FIERO della mia "Umanità"....

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