Inizio Registrati Login

Elenco album Ultimi arrivi Ultimi commenti Più viste Più votate Preferiti Cerca

Inizio > DEEP SKY > Deep Sky Objects
Ritorna alla pagina delle miniature FILE 582/1039 Torna all'inizio Guarda foto precedente Guarda foto successiva Salta alla fine
NGC 281 - Emission Nebula (and Hartley 2 Comet)
"...God is ingenious, not dishonest..."

Albert Einstein
Parole chiave: From Earth Pictures - Amatorial Pictures

NGC 281 - Emission Nebula (and Hartley 2 Comet)

"...God is ingenious, not dishonest..."

Albert Einstein

NGC-2808-1.jpg NGC-2808-The_Region.jpg NGC-281.jpg NGC-2818.jpg NGC-2903.jpg
Informazioni sul file
Nome del file:NGC-281.jpg
Nome album:MareKromium / Deep Sky Objects
Valutazione (8 voti):55555(Mostra dettagli)
Parole chiave:From / Earth / Pictures / - / Amatorial / Pictures
Copyright:Jaime Fernndez
Dimensione del file:462 KiB
Data di inserimento:Ott 17, 2010
Dimensioni:1600 x 1059 pixels
Visualizzato:160 volte
URL:https://www.lunexit.it/gallery/displayimage.php?pid=27662
Preferiti:Aggiungi ai preferiti

Commento 1 a 20 di 38
Pagina: 1 - 2

paolocf1963   [Ott 01, 2013 at 10:03 AM]
...E anche questa frase di "Zio Albert" non male...
Anakin   [Ott 01, 2013 at 10:04 AM]
Non vedo perch non dovrebbe essere assolutamente vero
paolocf1963   [Ott 01, 2013 at 10:22 AM]
..."Dio non gioca a dadi": altra frase dello Zio quando fu interpellato sulla nascita e Natura dell'Universo....
Anakin   [Ott 01, 2013 at 01:21 PM]
E ha (aveva) ragione
paolocf1963   [Ott 01, 2013 at 02:29 PM]
...C' poi (come narra una Leggenda) la seconda parte della frase, la quale fu (scherzosamente) aggiunta da un suo "Discepolo", e che recita:"...No, a dadi no. Ma a Poker e Black Jack probabilmente si...".
cicas65   [Ott 01, 2013 at 06:17 PM]
Bisogna capire cosa intendeva Einstein quando parlava di Dio. Egli una volta disse :<<Non credo in un Dio personale e non ho mai nascosto questa mia convinzione, anzi lho espressa chiaramente Limmortalit? Ce ne sono di due tipi. Una vive nellimmaginazione delle persone, ed perci unillusione. C unimmortalit relativa che pu mantenere la memoria di una persona per qualche generazione. Ma c una sola vera immortalit, dal punto di vista cosmico, ed limmortalit del cosmo stesso. Non ce ne sono altre>>
paolocf1963   [Ott 01, 2013 at 07:37 PM]
...Mi cost una "cazziata" all'Universit, ma io, come allora, ripeto (con immodestia ed arroganza) "Einstein non Dio, dunque poteva sbagliare. Ed ha sbagliato (anche su questo)". Un abbraccio! paolo
Anakin   [Ott 02, 2013 at 09:04 AM]
Su cosa scusa?
paolocf1963   [Ott 02, 2013 at 10:02 AM]
...Dissi che la Relativit di Einstein valida solo a DATE CONDIZIONI e PREMESSE, ma NON E' una Legge Universale... Praticamente, "criticai" (ma non era una critica, solo una considerazione informata) "Dio". Apriti Cielo!!!....
Anakin   [Ott 02, 2013 at 10:09 AM]
beh io sono d'accordo con la tua asserzione
paolocf1963   [Ott 02, 2013 at 10:14 AM]
Grazie Anakin, di Cuore. E si tratta solo di un'asserzione di Buon Senso. Intuitiva. Nulla di pi... Un Abbraccio! paolo
Anakin   [Ott 02, 2013 at 02:00 PM]
Ma sono le intuizioni a portare lontano... A volte fanno progredire la Scienza con balzi da gigante in un attimo.

E' il solito discorso: "per la scienza non si pu fare nulla fin quando non arriva un dilettante che la fa"
paolocf1963   [Ott 02, 2013 at 02:51 PM]
BRAVO Anakin! Hai esposto una trasposizione (in chiave Scientifica) del Principio (Evoluzionista) noto come "Equilibrio Puntuale". Ottimo! Un abbraccio - paolo
cicas65   [Ott 02, 2013 at 07:28 PM]
Anche per me Einstein si sbaglia e non solo su Dio ma anche sulla relativit. Ho letto, un paio di anni fa, un libricino che spiega la teoria della relativit in maniera molto semplice e chiara; sono giunto alla conclusione che si tratta di un delirio.
paolocf1963   [Ott 02, 2013 at 08:12 PM]
....pi o meno, Cicas65, pi o meno.... Einstein era un Genio, ma la Relativit, in Valore Assoluto, ....relativa. Realtiva a "premesse", "ambiti", "elementi conosciuti" e "circostanze predefinite". Si, sono arrogante, sicuramente. Ma non stupido. E qui, sulle NOSTRE pagine, NON CI SONO STUPIDI! Un abbraccio a Cicas65 & Friends! paolo
Anakin   [Ott 03, 2013 at 07:06 AM]
Non sapevo che ci fosse questo titolo: "Equilibrio puntuale". Interessante. E perch e in che modo Einstein avrebbe sbagliato su Dio?
paolocf1963   [Ott 03, 2013 at 12:22 PM]
Caro Anakin,

Einstein, semplicemente (ed a mio modo di vedere le cose, avendolo dovuto studiare...), non credeva in Dio. Forse immaginava l'esistenza di un'Entit Superiore, SOVRAORDINATA al Cosmo e che del Cosmo poteva e pu - in qualche modo - definirne lo Stato ed il Moto.
Non lo so.
Ma Einstein non credeva in Dio. In quel Dio, Pietoso e Padre, nel quale, pi o meno, e con diverse sfumature, crediamo tutti (Atei inclusi).
Einstein, a mio umile modo di vedere, pensava di essere Dio (o qualcosa di MOLTO vicino a Lui) e quando ne parlava, in fondo, parlava di se stesso. paolo
cicas65   [Ott 03, 2013 at 02:02 PM]
Mi permetto di inserire un articolo Di G. Infante su Einstein molto interessante. E' lunghetto ma vale la pena leggerlo.
"Sottolineiamo la velata presenza allinterno di una teoria scientifica, al di l dei suoi contenuti specifici, di un risvolto di innegabile consistenza, e che investe linscindibile relazione che collega lopera dello scienziato alla sua ideologia. Infatti, come se scienza e matematica costituissero un veicolo per trasmettere contenuti che le trascendono, le convinzioni di natura filosofica degli scienziati risultano in qualche modo trasposte ed inserite allinterno delle loro enunciazioni formali, non sempre in modo evidente.
Questa tendenza a trasmettere attraverso il sistema della scienza personali concezioni del mondo costituisce la caratteristica primaria del pitagorismo, o se si vuole della mentalit iniziatica. Che ovviamente non si estinta, ma si evidenzia altres al giorno doggi nei settori culturali pi disparati. Nellambito della fisica moderna, ad esempio, al di sotto dei raffinati assetti formali, presente un carattere di fondo che confluisce in una visione misticheggiante della realt, di tendenza panteista ed eraclitea.
Per dimostrare quanto affermato, prenderemo in considerazione alcune significative dichiarazioni di Albert Einstein, il pi famoso scienziato dellepoca moderna, che rientrano nella sfera delle proprie concezioni personali, ma che riecheggiano anche nelle sue opere strettamente scientifiche, per lo meno come premesse. Spesso, infatti, lo scienziato tedesco nei suoi scritti solito unificare due aspetti tipici del sapere, di per s differenziati: misticismo e razionalismo. Mistica e ragione hanno infatti caratterizzato e determinato la sua personale visione del mondo, generalizzata e tradotta in dottrina scientifica. La sua fede nella religione cosmica, nel dio di Spinoza per intenderci, lo ha portato ad esaltare la dimensione naturale e relativa della realt, nella quale intendeva ricercare le tracce eterne di una presunta divinit, tuttavia senza persona.
Pu essere utile ricordare che lesaltazione della legge cosmica delleterno divenire, alla quale secondo questa linea interpretativa sarebbe soggetta la totalit degli enti, sottintende uninevitabile svalutazione dellessere individuale e della realt presente. Einstein conferm tale implicazione, affermando che: <<Mi sento talmente parte di tutto ci che vive che non mimportano per niente linizio e la fine dellesistenza concreta di una singola persona in questo flusso eterno>> (Lettera di Einstein a Hedwig Born, 18 aprile 1920).
Questa gelida dichiarazione, che allude allesistenza di una regola generale (flusso eterno) alla quale ogni individuo sarebbe comunque inevitabilmente soggetto, evidenzia un tipico aspetto della mentalit di Einstein, e dei pitagorici in genere, riscontrabile anche nella sua concezione scientifica. E che in sostanza consiste, nellambito della conoscenza, nel privilegiare il formalismo e la legge matematica precostituita, dunque la deduzione, rispetto al contesto induttivo.
indicativa in tal senso la risposta, che con buona volont valutiamo ironica, data dallo scienziato tedesco ad uno studente che gli chiedeva come avrebbe reagito se la sua teoria della relativit generale non fosse stata confermata sperimentalmente. Einstein rispose: <<In tal caso mi spiacerebbe proprio per il buon Dio: la teoria giusta!>> (A. Einstein, Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano 1997, p. 124).
In senso generico, si pu addirittura rilevare, nella concezione einsteiniana, come un ineluttabile prevalere della legge analitica sullambito naturale. E questo aspetto assai significativo, dal momento che proprio il predominio del dover essere sullessere costituisce un luogo tipico delle utopie. Ne esempio la teoria eliocentrica, nella quale, pur constatando i sensi il movimento del sole e la quiete terrestre, si afferma esattamente il contrario, dal momento che il modello teorico, ideologicamente precostituito, viene ritenuto superiore alla natura stessa. Infatti, <<perch si possa accettare lipotesi copernicana necessario far violenza ai sensi. Dunque necessario che gli occhi della ragione si aprano. Questa fede pitagorica, non cristiana>> (M. Caleo, Galileo lanticopernicano, Salerno 1992, p. 34).
Ripetutamente, Einstein dichiar il rifiuto della tesi dellimmortalit dellanima e la sua personale tendenza a concepire luomo esclusivamente nella stretta dimensione naturale, negando senza mezzi termini lidea di un Dio Padre, disposto a mettersi in comunione con luomo, per accoglierlo in una beatitudine infinita. A questo riguardo egli, tra laltro, dichiar senza ombra di dubbio: <<Non credo in un Dio personale e non ho mai nascosto questa mia convinzione, anzi lho espressa chiaramente Limmortalit? Ce ne sono di due tipi. Una vive nellimmaginazione delle persone, ed perci unillusione. C unimmortalit relativa che pu mantenere la memoria di una persona per qualche generazione. Ma c una sola vera immortalit, dal punto di vista cosmico, ed limmortalit del cosmo stesso. Non ce ne sono altre>> (in S. L. Jaki, Dio e i cosmologi, Citt del Vaticano 1991, p. 66, nota 17).

Questa visione, pi che altro interiore e misticheggiante delluniverso, sembra aver indotto Einstein a concepire unimmagine scientifica che la rispecchiasse. Egli infatti non solo non disgiunge le proprie convinzioni private dallaspetto formale della propria teoria, ma ci tiene a generalizzare questa regola, dal momento che afferma: <<Ribadisco che una religiosit cosmica il motivo pi nobile della ricerca scientifica>> (Pensieri di un uomo curioso, p. 112).
Questa premessa, in un certo senso metodologica, suggerisce che sia la teoria della Relativit Ristretta che quella Generale possano considerarsi sostanzialmente come dottrine filosofiche, dal momento che al loro interno si come inserito lideale che le ha ispirate, ovvero: il credo nel panteismo cosmologico. Queste teorie, pertanto, pur se formulate in rigoroso ed inoppugnabile linguaggio geometrico, rappresentano il fiore allocchiello di unideologia fondata sullimmanenza. Dunque, tutta tesa alla ricerca di fattori interni alla dimensione reale, che ne giustifichino e ne rendano comprensibile lesistenza. E come a conferma di tale prospettiva, lo scienziato tedesco dichiar: <<Nessuna idea concepita dalla nostra mente indipendente dai nostri cinque sensi>> (Ib., p. 119), intendendo cos escludere di principio ogni possibile relazione fra Dio e luomo.
Secondo le linee tracciate dalla filosofia einsteiniana, luniverso appare come regolato da immutabili leggi matematiche le quali, quanto pi si generalizzano, tanto pi si idealizzano. Einstein per non chiarisce da dove si originino tali leggi, quale ne sia la fonte, o perch siano formulabili in questo modo particolare, e non in un altro.
Anzi, proprio la loro intelligibilit costituisce, a suo parere, il lato incomprensibile del mondo naturale. In questottica di fondo, luniverso intero non pu che obbedire e sottostare a leggi inviolabili ed eterne che non possiedono nessuna matrice logica, nessuna causa intelligibile, e che dunque possono essere persino ricollegate al mito, dal momento che: <<Tutto determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Lo per linsetto come per le stelle. Esseri umani, vegetali, o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile>> (Ib., p. 110).
Questa musica suadente e misteriosa, suonata da un pifferaio magico, lega tutta la realt al mito, ed al mito pi oscuro, dal momento che come afferma lo scienziato ogni essere vivente destinato (condannato) a danzare, senza comprenderne il motivo. chiaro che tale prospettiva, caratterizzata da un determinismo inalterabile che esclude ogni libert, non rappresenta che unopinione. Tuttavia, il fatto di essere stata espressa da una delle pi grandi personalit scientifiche di tutti i tempi, le attribuisce il fondamento e fascino che altrimenti non avrebbe.
Non vogliamo di certo entrare nel merito delle convinzioni personali di Einstein riguardo allesistenza delluomo e della divinit, pur dissentendone. Egli, infatti, alla luce della dottrina cristiana, dimostra di possedere una nozione alquanto oscura e primitiva di Dio, dal momento che giunge ad attribuirgli addirittura la responsabilit di tutte le sciocchezze compiute dalluomo. Al punto da affermare che: <<la Sua non-esistenza sarebbe la sua unica scusante>> (A. Einstein, Pensieri di un uomo curioso, p. 109).
Al di l di tale sprezzante giudizio, che peraltro ignora largomento della libert umana, e di come egli solo sia la causa del male che compie, riteniamo che proprio a causa di questa visione semplicistica e grezza della divinit, la filosofia einsteiniana non possa che fornire un quadro altrettanto fosco e aberrante del cosmo, caratterizzato da un assolutismo scientifico in cui pare dissolversi, insieme al valore proprio di ogni essere, il senso stesso di un mondo che perennemente esisterebbe di per s, senza alcuna ragione intima, senza alcuna meta finale. Ma conclusione ancor pi grave, senza alcuna possibilit di apertura verso la dimensione sacra e trascendente.
Nessuna sorpresa dunque se, con laffermarsi della Relativit, luniverso divenuto simile ad un complesso labirinto, se non proprio groviglio, matematico, di esclusiva pertinenza della comunit e delle discipline scientifiche. Peraltro, proprio le celebri equazioni di Einstein, basi universali di questo mondo mitizzato, espresse in un linguaggio di certo non accessibile ai profani, hanno indotto ad assolutizzare la geometria, esaltandola al punto da ritenerla: <<non solo uno strumento concettuale creato per leggere larmonia della natura, ma la logica stessa delle sue strutture, il mezzo con cui i concetti basilari di misura si insediano nella moltitudine delle leggi fisiche La geometria presiede a tutte le regole della natura, quando essa cambia, tutto cambia di necessit>> (F. de Felice, Gli incerti confini del cosmo, Milano 2000, p. 28).
Il senso di questa affermazione notevole, se non esagerato. Esso indica che il formalismo geometrico utilizzato nella teoria di Einstein, viene identificato addirittura con il fenomeno fisico descritto, fino a prenderne il sopravvento, svuotandolo dunque di ogni consistenza oggettiva. Infatti, se davvero: <<la fisica costituisce un sistema logico di pensiero che si trova in uno stato di evoluzione, e le cui basi non si possono ottenere mediante un qualsiasi metodo induttivo, ma esclusivamente attraverso la libera invenzione>> (A. Einstein, Pensieri degli anni difficili, Torino 1965, p. 74), allora non possiamo pretendere di individuare una realt ontologica effettiva in entit create attraverso libere invenzioni, ed esistenti perci solo nella fantasia razionale dello scienziato.
Dovrebbe peraltro essere chiaro che lincomprensibilit di alcune fondamentali e famose idee della teoria relativistica il secondo principio di relativit, il continuum quadridimensionale dello spazio-tempo, la sua curvatura, ecc. , trova origine nella pretesa (di per s fondata) di voler attribuire un riscontro ed un senso reale ad entit matematiche, che invece, per loro stessa natura, esistono solo nella mente di chi le ha escogitate, unificando, attraverso libere invenzioni, ideologia privata, linguaggio formale ed enti reali.
Questa sintesi di dottrina-ragione-realt, costituisce peraltro lessenza pi intima del pitagorismo iniziatico, adottato dalla metodologia scientifica moderna. Ma proprio in tale unit che si cela linsidioso passaggio dal vero del mondo, al verosimile della rappresentazione. Passaggio che spesso comporta lacquisizione non solo di scienza palese, ma anche di dottrina (materialistica) mascherata.
Per Einstein infatti al pari del suo amato maestro Spinosa, che non separ Dio dal mondo naturale , il credo nella religiosit cosmica costituisce un tuttuno con la sua, forse fin troppo celebrata, opera scientifica. Ed per questo motivo che tutto ledificio relativistico, che senza dubbio costituisce una delle pi grandi acquisizioni della scienza moderna, tuttavia come impregnato dallidea di una presenza impersonale, che <<si rivela nellarmonia di tutto ci che esiste, ma non in un Dio che si occupa del destino e delle azioni degli esseri umani>> (A. Einstein, Pensieri di un uomo curioso, p. 110). E proprio dalle nebbie di tale prospettiva, non pu che emergere limmagine di un mondo virtuale, senza senso, regolato da un pifferaio invisibile, che con la sua arcana musica trattiene grandi e piccoli allinterno di un regno dissacrato. Senza forma. E senza Re"
paolocf1963   [Ott 03, 2013 at 02:39 PM]
...E senza Senso.... BRAVO Cicas: LETTURA PERFETTA e, direi assolutamente autoesplicativa. E non metterei Dio nell'ipotesi del cosiddetto "Continuum Spazio-Temporale". Dio, parafrasando - scusatemi l'irriverenza - una frase tratta da un film comico/tragico Italiano, "Non pi in qu e non pi in l; Dio pi in qu e pi in l sempre. Dio pi oltre". Massimo rispetto per Einstein, dunque, ma anche massimo rispetto per chi, l'Universo, e Dio, non lo vedono come li vedeva lui (che era un Uomo come tutti noi, e quindi con tutto quanto questa parola "uomo" contiene e NON contiene...). - paolo
Ufologo   [Ott 03, 2013 at 02:48 PM]
Attenzione! Dio si E' ... fatto Uomo! Per portarci la Rivelazione.

Commento 1 a 20 di 38
Pagina: 1 - 2

 
 

Powered by Coppermine Photo Gallery