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Something was in there... (a photo-composite by Drr M. Faccin e Gualtiero La Fratta)
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Dall'intuizione e correlativa Scoperta del nostro Marco Faccin (datata metà /fine Marzo 2009), alla successiva integrazione dell'Amico e Partner, Dr Gualtiero La Fratta (a.k.a.: "Walthari"), un fotomosaico che ci mostra la comparazione fra i Terrestri protozoi ameboidi marini detti "Foraminiferi" (di dimensioni, quando va bene, prossime o di poco superiori al millimetro), e la loro - possibile - "Versione Marziana", di dimensioni modeste, ma comunque enormemente maggiori rispetto all'organismo terrestre.
Questa "Scoperta", quando verrà confermata, consegnerà qualche Scienziato alla Storia (Nobel incluso).
Beh, dimenticandoci il Nobel (che non ci serve per fare BENE il nostro Lavoro), a noi farebbe comunque MOLTO piacere che "la Storia" almeno si ricordasse di noi che, a questa idea/ipotesi, siamo arrivati con largo anticipo rispetto a chiunque altro sul nostro Pianeta (se non altro "ufficialmente").
E poi, tanto per levarci un "sassolino" dalla scarpa, ci teniamo a dire che se nelle trasmissioni tipo "Quark" (tanto decantata ed imitata) et similia, anzichè ripetere le solite scemenze pseudo-divulgative, si andasse anche a guardare un pò il Lavoro che fanno i Private Researchers (come noialtri), probabilmente si farebbe molta più Cultura e molto meno "Science-gossip"...
Ma che parliamo a fare? Non è forse di ieri o ieri l'altro (17 e 18 Agosto 2009) la notizia di due Scienziati Italiani i quali, per fare una (potenziale e possibile) Grande Scoperta, se ne sono dovuti andare dal "Bel Paese", imprecando dietro il nepotismo che ne governa ogni struttura, Privata e Pubblica (Atenei inclusi)???
Che tristezza e che squallore...
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Adesso provo a lavorare sui frames del Sol 625 e vedo cosa riesco a tirare fuori (e poi passo "la palla" al Mitico Titanio44 che, ne sono certo, farà miracoli!!!).
Un abbraccio e ben ritrovato! paolo cf
Non servono parole, è tutto in questa immagine.
In India c'è un detto:
"quando al mattino, al risveglio, la Verità è intenta ad infilarsi le pantofole, la Bugia ha già fatto il giro del mondo"
Su newscientist è presente un articolo sui "nuovi risultati" relativi allo studio del meteorite marziano ALH84001 ed alla possibile presenza di microbi fossilizzati nelle rocce marziane...
Alcune analisi esposte su questo sito sembrano veramente precorrere i tempi...
Tracce in strati di gesso, studiati dai rover della Nasa
«Organismi simili a quelli nel plankton della Terra»
Una pellicola di ghiaccio d’acqua misto a una serie di «mattoni della vita», come alcuni composti organici, avvolge 24 Themis, uno dei più grandi asteroidi che si trovano nella fascia compresa fra Marte e Giove. La scoperta, pubblicata su «Nature», rafforza l’ipotesi che gli asteroidi potrebbero aver portato acqua e materiali organici sulla Terra e che potrebbero essere stati loro a dare «il calcio d’inizio» alla vita sul nostro pianeta. A rivelare per la prima volta la presenza di acqua e molecole organiche su un asteroide sono arrivati due gruppi di ricerca Usa delle università Johns Hopkins e della Florida Centrale.
Su Marte vi sono fossili di alghe di acque stagnanti contenuti nel gesso proprio come ne sono stati ritrovati sul letto del Mar Mediterraneo, risalenti a circa sei milioni di anni fa. A svelare l’esistenza sul Pianeta Rosso di quella è considerata la più tradizionale prova di esistenza di forme di vita sono stati i «rover» della Nasa, Opportunity e Spirit, che dal 4 gennaio 2004 si trovano su Marte, durante una recente missione per verificare le prove della presenza di solfati.
A dare l’annuncio è stato William Schopf, direttore del Centro di studi sull’origine della vita all’Università di California a Los Angeles: «I fossili trovati nel gesso includono organismi molto simili a quelli che si trovano nei nostri oceani, come il phytoplankton, i cyanobatteri». E la sorpresa è doppia, tenendo presente che «fino a questo momento nessuno aveva preso in considerazione l’ipotesi che il gesso potesse contenere forme di vita».
Per la comunità scientifica è un risultato che va oltre le più ottimistiche previsioni. «La Nasa si è spinta in avanti come mai prima nel raccogliere prove sull’esistenza di forme di vita su Marte» commenta Jack Farmer, ricercatore dell’Arizona State University a Tempe, dicendosi «ottimista» su possibili nuovi spettacolari passi in avanti. Schopf rende omaggio all’opera dei mini-robot a energia solare che la Nasa lanciò in orbita il 10 giugno 2003: «Dobbiamo ringraziarli per averci fatto sapere, trasmettendo immagini molto chiare, che su Marte vi sono aree molto vaste coperte di diversi tipi di solfati, incluso il gesso, che comprendono fossili di alghe di acque stagnanti». Steve Squyres, capo degli aspetti scientifici della missione dei rover, precisa che «il gesso è composto di solfato di calcio ed è stato ritrovato in una immensa regione di Marte denominata Meridiani Planum».
A suo avviso, presto le sorprese potrebbero moltiplicarsi, perché c’è anche un’altra novità: «Abbiamo riscontrato la presenza di metano nell’atmosfera e ciò pone la reale eventualità che vi siano ancora oggi forme di vita», in quanto «il metano è una molecola che dovrebbe estinguersi molto velocente e, se questo non avviene, è legittimo chiedersi se la fonte sia biologica».
Riguardo alla scoperta dei «rover» la tesi di Squyres è che per essere del tutto certi della sua validità «bisognerebbe riuscire a portare delle pietre marziane sulla Terra». La Nasa ha già pianificato almeno 30 missioni destinate a cercare prove di vita nello spazio, inclusa una per portare sulla Terra pietre marziane attraverso tre navette in sei anni.
E’ Squyres a spiegare il progetto: «La prima dovrà prendere le pietre e parcheggiarle in un posto sicuro su Marte, la seconda prenderle a bordo, decollare e posizionarsi in un’orbita predefinita, dove la terza arriverà per portarle sulla Terra come se fosse un aereo-cargo». E’ lo stesso Squyres ad ammettere tuttavia che si tratta di «un progetto di difficoltà infernale», «ma la posta in palio potrebbe essere più alta». La Nasa ha in serbo missioni anche per esplorare gli oceani sotterranei di Europa, luna di Giove, e dei vulcani di ghiaccio su Enceladus, luna di Saturno. Proprio nell’ambito di queste missioni lo scorso novembre la Nasa ha lanciato il telescopio «Kepler» per poter identificare nella nostra galassia la presenza di pianeti con dimensioni simili alla Terra.
Fonte: lastampa.it
E ai signori saccenti dei blog che si definiscono anti complottisti e che tanto se la prendono con Noi, dico: ma vaffanc... va!!!!!!!!!!!!!!!
Ho visto anche il sito: i famosi martianberry?