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Interesting...
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La sagoma della roccia visibile in posizione centrale in questo frame parla da sola: la sua struttura, sebbene rechi su di sè le inconfondibili tracce di una fortissima usura determinata da ere di esposizione a condizione atmosferiche inclementi, ci sembra che mostri degli angoli davvero ben squadrati.
Forse le pietre "spigolose" su Marte sono un fenomeno davvero frequente e forse anche questo frame, così chiaro, può essere il frutto di una particolare (ed ingannevole) angolazione di ripresa. O forse siamo davanti ad un frammento di una struttura molto più grande e complessa la quale, a ben vedere, è rimasta quasi del tutto sepolta?
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La durata "media" di una roccia di tipo granitico - anche se penso che Walthari sia più adatto di me a rispondere - è, in condizioni stazionarie (come quelle attuali di Marte), nell'ordine delle centinaia di milioni di anni. D'altronde, in assenza di "weathering" (ossìa l'opera di consunzione dei rilievi superficiali attribuibile a fattori meteorologici), tutti i rilievi tendono a preservarsi sostanzialmente immutati.
Ricapitolando: il vento "affila"; l'acqua "smussa".
Un saluto!
Ora, venendo alla tua domanda, io credo che Marte sia sostanzialmente "simile" alla Terra, sia per quanto attiene gli Elementi che lo costituiscono, sia per quanto attiene le Leggi ed i Principii Chimico-Fisici che lo governano rendendolo, alla fine, quello che è. Ma, come ovvio, il fatto di dire che due mondi sono fatti/composti dagli stessi elementi e che per entrambi i mondi vigono le medesime Leggi, non vuol certo dire - nè implicare - che i due mondi, alla fine, sono uguali.
Io credo che su Marte (come su Venere, o Titano, o Giapeto etc.), per motivi a noi (ancora) non del tutto noti o totalmente ignoti, alcuni Elementi interagiscano fra loro ed in rapporto/attraverso alle/le Leggi Chimico/Fisiche che li governano - con ciò generando quelle che io chiamo "Fenomenologie Locali" - in maniera diversa rispetto a quanto accade sulla Terra (o su Venere, o Titano etc.).
Insomma: operando una - per ora - ipersemplificazione, io credo che ogni Corpo Celeste presenti delle "peculiarità" le quali sono l'espressione (o il riflesso, se vuoi) della sua unicità. Nella parola "unicità", per meglio interpretarla, puoi mettere elementi quali: le dimensioni, la composizione fondamentale, la posizione del Corpo Celeste in rapporto alla Stella Madre e ad altri Corpi Celesti, la sua storia etc.
Tutto ciò premesso, io penso che le diversità che vediamo/supponiamo e/o riscontriamo fra Marte e la Terra non esistono SOLO perchè su Marte ci sono (o non ci sono) acque superficiali liquide, nè perchè le rocce posseggono (o non posseggono)proprietà chimico/fisiche diverse rispetto alle rocce terrestri. Io penso che Marte e la Terra sìano soltanto il prodotto di storie diverse che riguardano Corpi Celesti "cresciuti e sviluppatisi" in contesti differenti. Noi, usando la nostra Scienza, possiamo cogliere le analogie e le similitudini esistenti fra Terra e Marte e quindi comprendere sino a che punto la Terra e Marte sono, rispettivamente, analoghi e simili. Facendo questo, come ovvio, saremo anche capaci di cogliere le loro diversità. Nel momento in cui avremo preso atto di tutte (o buona parte del)le "similitudini/uguaglianze" e di tutte (o buona parte del)le "diversità", allora potremo procedere verso la comprensione (piena e completa) dei processi che sovraintendono alla creazione di queste similitudini/uguaglianze e diversità.
Purtroppo noi, oggi, come Scienziati e Ricercatori, siamo ancora alla fase - secondo me, ovviamente - in cui si fronteggiano, senza integrarsi (o integrandosi minimamente) i Cultori della ricerca delle "affinità" in rapporto ai Cultori della ricerca delle "diversità". Una fase, come ovvio - ed in entrambe le direzioni -, di studio ed analisi ancora embrionale, la quale è comunque in sè inidonea non solo a consentirci di rispondere ad un numero enorme di domande, ma anche di raggiungere una anche minimale visione omogenea della realtà effettiva.
Scusami se mi sono dilungato e se, molto probabilmente, ti ho confuso le idee: ciò che mi preme sottolineare è che non è tanto importante, oggi come oggi, sapere se Marte e la Terra sono molto simili o se sono molto diversi ed in che cosa lo sono. Ciò che è importante - sempre e solo a mio modestissimo avviso - è il fatto di rendersi conto che gli Elementi, le Leggi ed i Principii stabiliti e fissati dalla nostra Scienza sono tutt'altro che perfetti, esaustivi ed universali e che anzi, probabilmente, essi variano sostanzialmente al variare dei contesti. Se mi passi un parallelo stupido, ma spero efficace, direi che siamo tutti d'accordo allorchè sosteniamo che, per misurare la temperatura di un corpo, occorre un termometro. Ma pretendere di usare il medesimo termometro per misurare la temperatura di un corpo umano rispetto a quella di una fornace vulcanica o di una stella, è - semplicemente - assurdo.
Ne riparleremo. Un abbraccio ed un saluto!
Il fatto che io abbia affermato che i processi degradativi sono su Marte limitati o non tutti uguali al nostro pianeta è dovuto alla considerazione che la storia geologica e forse biologica così come il ciclo dell'acqua, dell'ossigeno o dell'anidride carbonica hanno preso strade evolutive diverse dalla Terra.
I 2 pianeti in questione hanno analogie sorprendenti e penso che gli elementi chimici siano comuni ad entrambi in proporzioni diverse.Sicuramente a livello di composti chimici (vd. tra l'altro minerali) si può ragionevolmente supporre che su Marte ne esistano di tipici e ancora sconosciuti.Tutti gli elementi di diversità quindi comporterebbero processi evolutivi geologici e biologici unici e comunque non del tutto relazionabili agli stessi processi agenti sulla Terra...per quanto concerne la natura delle roccie superficiali marziane bisognerebbe conoscere quanto la dinamica crostale abbia funzionato prima di interrompersi.In effetti sulla Terra i processi di tettonica (iniziati subito dopo la fase di accrescimento planetario durata più di 500 milioni di anni e caratterizzata dal bombardamento continuo di corpi meteoritici detti planetesimi, attratti dalla crescente massa del pianeta in neo formazione) hanno comportato in linea di massima una differenzazione tra roccie femiche e roccie acide o meglio una serie di "famiglie" e di "regioni" caratterizzate da una litologia propria.Su Marte se la tettonica si è interrotta miliardi di anni fa è ragionevole credere non ci sia tutta questa varietà litologica.Sono propenso a credere che in superficie troveremo per lo più rocce a carattere basaltico (ricche in ferro e magnesio) e meteoritico (sideriti:ricche di ferro e nickel;condriti:di natura femica;e altre );la presenza di mari ancestrali, come già accennato, non esclude, anzi, giustificherebbe la presenza di rocce calcaree e sedimentarie di varia natura e dall'analisi di foto provenienti dall'esplorazione superficiale mi sento di poterne ravvisare l'effettiva presenza, ma si tratta ancora una volta di ipotesi seppur ben motivate!