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Interesting...
La sagoma della roccia visibile in posizione centrale in questo frame parla da sola: la sua struttura, sebbene rechi su di sè le inconfondibili tracce di una fortissima usura determinata da ere di esposizione a condizione atmosferiche inclementi, ci sembra che mostri degli angoli davvero ben squadrati. 
Forse le pietre "spigolose" su Marte sono un fenomeno davvero frequente e forse anche questo frame, così chiaro, può essere il frutto di una particolare (ed ingannevole) angolazione di ripresa. O forse siamo davanti ad un frammento di una struttura molto più grande e complessa la quale, a ben vedere, è rimasta quasi del tutto sepolta?
Parole chiave: Mars rocks, sand and debris - Controversial image

Interesting...

La sagoma della roccia visibile in posizione centrale in questo frame parla da sola: la sua struttura, sebbene rechi su di sè le inconfondibili tracce di una fortissima usura determinata da ere di esposizione a condizione atmosferiche inclementi, ci sembra che mostri degli angoli davvero ben squadrati.
Forse le pietre "spigolose" su Marte sono un fenomeno davvero frequente e forse anche questo frame, così chiaro, può essere il frutto di una particolare (ed ingannevole) angolazione di ripresa. O forse siamo davanti ad un frammento di una struttura molto più grande e complessa la quale, a ben vedere, è rimasta quasi del tutto sepolta?

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Informazioni sul file
Nome del file:SOL421-2P163744084EFFA884P2376R1M1.jpg
Nome album:Walking on Mars with Spirit and Opportunity
Valutazione (12 voti):55555(Mostra dettagli)
Parole chiave:Mars / rocks, / sand / and / debris / - / Controversial / image
Copyright:NASA - Spirit Rover Mission
Dimensione del file:235 KiB
Data di inserimento:Mar 12, 2005
Dimensioni:1024 x 1024 pixels
Visualizzato:145 volte
URL:https://www.lunexit.it/gallery/displayimage.php?pid=4744
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Commento 1 a 15 di 15
Pagina: 1

walthari   [Set 09, 2007 at 04:35 PM]
il fatto che su Marte molte roccie risultino squadrate, spigolose o lisce non deve assolutamente destare perplessità, anzi...il clima di Marte favorisce il crioclastismo e il termoclastismo cioè quei fenomeni degradativi conosciuti ad esempio nei nostri deserti o in alta quota sui fianchi delle montagne e che provocano frammenti di roccia squadrati ed irregolari, approfittando anche dei trends fratturali delle rocce stesse, quali superfici di discontinuità e di minor debolezza.Se Marte fosse attivo geologicamente e se su di esso agisse l'acqua le rocce di quel pianeta sarebbero anche arrotondate, cioè più mature dal punto di vista dell'erosione subita, invece sono sostanzialmente quasi tutte per così dire acerbe...cioè detriti poco "lavorati"....
MareKromium   [Set 09, 2007 at 04:47 PM]
Totalmente d'accordo. Ottima e chiarissima spiegazione: grazie Walthari! Adesso bisognerebbe andare a spiegare quanto hai scritto a Richard Hoagland & Company (ed anche a qualche Eso-Archeologo del Bel Paese...). Un saluto!
Anakin   [Set 10, 2007 at 11:09 AM]
Una roccia simile, esposta ai venti marziani, quanto tempo può resistere prima che i suoi spigoli risultino meno "taglienti"?
MareKromium   [Set 10, 2007 at 12:00 PM]
Carissimo Anakin, è l'acqua che smussa ed addolcisce i profili di macigni ed altri rilievi maggiori, colline e montagne incluse (pensa, ad esempio e per restare nel "piccolo", ai sassi che trovi sui greti dei fiumi oppure in prossimità della linea di bagnasciuga al mare: di regola i loro profili sono morbidi).
La durata "media" di una roccia di tipo granitico - anche se penso che Walthari sia più adatto di me a rispondere - è, in condizioni stazionarie (come quelle attuali di Marte), nell'ordine delle centinaia di milioni di anni. D'altronde, in assenza di "weathering" (ossìa l'opera di consunzione dei rilievi superficiali attribuibile a fattori meteorologici), tutti i rilievi tendono a preservarsi sostanzialmente immutati.
Ricapitolando: il vento "affila"; l'acqua "smussa".
Un saluto!
Anakin   [Set 10, 2007 at 12:58 PM]
concetto semplice che non avevo ben chiaro. GRAZIE!
MareKromium   [Set 10, 2007 at 04:33 PM]
Grazie a te!
walthari   [Set 10, 2007 at 08:03 PM]
concordo pienamente con MareKromium!
MareKromium   [Set 11, 2007 at 12:15 PM]
Grazie Walthari, ma sarei più felice se aggiungessi qualcosa alle mie note essenziali (credo che, oltre ad Anakin e al sottoscritto, sìano tanti i Lettori di Lunexit che hanno fame di Geologia!!!). A presto!
walthari   [Set 11, 2007 at 05:32 PM]
sostanzialmente l'acqua agisce in 2 modi:meccanicamente vd. erosione (dilavamento areale del suolo=sheet erosion; canalizzata in rivoli=rill erosion o ruscellamento embrionale e corsi d'acqua tipo torrenti e fiumi;puntuale tipo pioggia battente=splash erosion);deposizione di sedimenti (grazie anche alla forza di gravità); chimicamente (l'acqua è il solvente per eccellenza!!) vd. degradazione del carbonato di calcio nelle rocce calcaree (fino a prova contraria non presenti su Marte);idrolisi che agisce specialmente sulle rocce silicatiche smantellandone la struttura chimica; formazione di idrossidi, sali etc.Tutti questi fattori, appena accennati, agiscono sulla Terra, ma a quanto sembra non nelle aree marziane visitate dai rover...l'argomento in questione è molto ampio e in questo commento ho solo accennato gli aspetti veramente di base e neanche tutti, legati all'attività dell'acqua!
MareKromium   [Set 12, 2007 at 07:28 AM]
Carissimo Walthari, sei stato perfetto: è solo in questo modo, infatti, che Lunar Explorer, attraverso il lavoro e la collaborazione fra Soci ed Amici, può riuscire a coniugare, in maniera adeguata e scorrevole, Scienza e Divulgazione. Davvero grazie di cuore! Per quanto attiene, invece, le rocce calcaree, come dici tu "sino a prova contraria" su Marte non ce ne sono. Tuttavia, è proprio la NASA - sebbene unofficially -, seguita a ruota da svariati Ricercatori USA (Hoagland su tutti), ad aver accennato alla possibilità che quei rilievi conosciuti come "Arthur Clarke Trees" - inter alia - possano essere costituiti da rocce calcaree. Onestamente noi/io non abbiamo/ho elementi nè per sostenere, nè per confutare questa costruzione. Tu cosa ne pensi? Esistono, a tuo parere, dei motivi scientifici per poter dire, con un ragionevole margine di certezza, che su Marte potrebbero NON esistere rocce calcaree? Ed in caso di risposta affermativa, potresti spiegarci il perchè, per favore? Grazie ancora e buon lavoro! PCF
Anakin   [Set 12, 2007 at 08:01 AM]
Forse non ho capito, ma mi viene spontanea una domanda: i fattori da Te elencati, Walthari, non avvengono su Marte perchè non c'è acqua o perchè le rocce sono chimicamente differenti? (ovviamente so che siamo nel campo delle ipotesi e la certezza, forse, non ce l'ha nessuno)
MareKromium   [Set 12, 2007 at 10:18 AM]
Carissimo Anakin, in attesa che Walthari risponda, ti dico come - a mio avviso - potrebbero stare le cose (e scusami sin d'ora se prendo l'argomento un pò alla larga): gli Elementi Fondamentali che troviamo sulla Terra (e che puoi vedere nella Tavola di Mendeleev, o Tavola Periodica), sono sostanzialmente gli stessi che puoi trovare nel resto del Sistema Solare. Secondo alcuni Scienziati, questi Elementi sono gli stessi che puoi trovare nell'intero Universo e la Tavola Periodica è, in buona sostanza, totalmente (o quasi) esaustiva; secondo altri Scienziati e Ricercatori invece (tra cui metto me stesso), la Tavola Periodica è tutt'altro che esaustiva e, in condizioni differenti (ossìa, nel nostro caso, in una "diversa Regione dell'Universo"), essa potrebbe risultare (più o meno largamente) incompleta. Idem dicasi per i fenomeni Chimico-Fisici che avvengono nel nostro Sistema Solare: secondo alcuni Scienziati, essi sono paradigmatici degli eventi Chimico/Fisici che accadono nell'intero Universo; secondo altri Scienziati e Ricercatori, invece (me incluso), questo assunto è un'espressione del nostro Antropocentrismo Scientifico (in virtù del quale si dice che "l'Uomo, in quanto centro del tutto, è capace di spiegare - e spiega - tutto"...). Un Antropocentrismo di stile simil-Tolemaico il quale è, quindi, intrinsecamente (nonchè concettualmente e filosoficamente) errato.
Ora, venendo alla tua domanda, io credo che Marte sia sostanzialmente "simile" alla Terra, sia per quanto attiene gli Elementi che lo costituiscono, sia per quanto attiene le Leggi ed i Principii Chimico-Fisici che lo governano rendendolo, alla fine, quello che è. Ma, come ovvio, il fatto di dire che due mondi sono fatti/composti dagli stessi elementi e che per entrambi i mondi vigono le medesime Leggi, non vuol certo dire - nè implicare - che i due mondi, alla fine, sono uguali.
Io credo che su Marte (come su Venere, o Titano, o Giapeto etc.), per motivi a noi (ancora) non del tutto noti o totalmente ignoti, alcuni Elementi interagiscano fra loro ed in rapporto/attraverso alle/le Leggi Chimico/Fisiche che li governano - con ciò generando quelle che io chiamo "Fenomenologie Locali" - in maniera diversa rispetto a quanto accade sulla Terra (o su Venere, o Titano etc.).
Insomma: operando una - per ora - ipersemplificazione, io credo che ogni Corpo Celeste presenti delle "peculiarità" le quali sono l'espressione (o il riflesso, se vuoi) della sua unicità. Nella parola "unicità", per meglio interpretarla, puoi mettere elementi quali: le dimensioni, la composizione fondamentale, la posizione del Corpo Celeste in rapporto alla Stella Madre e ad altri Corpi Celesti, la sua storia etc.
Tutto ciò premesso, io penso che le diversità che vediamo/supponiamo e/o riscontriamo fra Marte e la Terra non esistono SOLO perchè su Marte ci sono (o non ci sono) acque superficiali liquide, nè perchè le rocce posseggono (o non posseggono)proprietà chimico/fisiche diverse rispetto alle rocce terrestri. Io penso che Marte e la Terra sìano soltanto il prodotto di storie diverse che riguardano Corpi Celesti "cresciuti e sviluppatisi" in contesti differenti. Noi, usando la nostra Scienza, possiamo cogliere le analogie e le similitudini esistenti fra Terra e Marte e quindi comprendere sino a che punto la Terra e Marte sono, rispettivamente, analoghi e simili. Facendo questo, come ovvio, saremo anche capaci di cogliere le loro diversità. Nel momento in cui avremo preso atto di tutte (o buona parte del)le "similitudini/uguaglianze" e di tutte (o buona parte del)le "diversità", allora potremo procedere verso la comprensione (piena e completa) dei processi che sovraintendono alla creazione di queste similitudini/uguaglianze e diversità.
Purtroppo noi, oggi, come Scienziati e Ricercatori, siamo ancora alla fase - secondo me, ovviamente - in cui si fronteggiano, senza integrarsi (o integrandosi minimamente) i Cultori della ricerca delle "affinità" in rapporto ai Cultori della ricerca delle "diversità". Una fase, come ovvio - ed in entrambe le direzioni -, di studio ed analisi ancora embrionale, la quale è comunque in sè inidonea non solo a consentirci di rispondere ad un numero enorme di domande, ma anche di raggiungere una anche minimale visione omogenea della realtà effettiva.
Scusami se mi sono dilungato e se, molto probabilmente, ti ho confuso le idee: ciò che mi preme sottolineare è che non è tanto importante, oggi come oggi, sapere se Marte e la Terra sono molto simili o se sono molto diversi ed in che cosa lo sono. Ciò che è importante - sempre e solo a mio modestissimo avviso - è il fatto di rendersi conto che gli Elementi, le Leggi ed i Principii stabiliti e fissati dalla nostra Scienza sono tutt'altro che perfetti, esaustivi ed universali e che anzi, probabilmente, essi variano sostanzialmente al variare dei contesti. Se mi passi un parallelo stupido, ma spero efficace, direi che siamo tutti d'accordo allorchè sosteniamo che, per misurare la temperatura di un corpo, occorre un termometro. Ma pretendere di usare il medesimo termometro per misurare la temperatura di un corpo umano rispetto a quella di una fornace vulcanica o di una stella, è - semplicemente - assurdo.
Ne riparleremo. Un abbraccio ed un saluto!
Anakin   [Set 12, 2007 at 04:10 PM]
Intanto GRAZIE per la tua esaustiva risposta. Non mi hai confuso le idee. Per quanto non sia un esperto, penso da tempo le stesse cose che hai scritto. Io sono sempre dell'idea che in qualsiasi situazione, stessi elementi possano dare origine a risultati diversi qualora si trovi in condizioni diverse. Tu e Walthari avete la preparazione, e la temrinologia tecnica, per spiegarlo meglio, ma mi trovi d'accordo su quanto hai scritto. GRAZIE ANCORA
MareKromium   [Set 12, 2007 at 04:12 PM]
Hai riassunto in 3 righe quello che io ho tentato di dire in 33: grazie a te ed un caro saluto!
walthari   [Set 12, 2007 at 07:06 PM]
diciamo che sicuramente nel passato Marte ospitò l'acqua in superficie e che probabilmente essa è evaporata per qualche cataclisma (vd. impatto con meteorite in un contesto in cui la pressione atmosferica è meno dell'1% di quella terrestre, forza di gravità ridotta, scarsa protezione dai raggi ultravioletti).Se come sono propenso a credere in quel mare ancestrale si fosse diffusa la vita anche solo a livello procariotico, questo avrebbe portato alla sintetizzazione della CO2 che utilizzata dai batteri avrebbe cominciato a sedimentare sotto forma di CaCO3 (carbonato di calcio).E' quindi auspicabile che Marte possa avere rocce calcaree e francamente lo spero perchè sarebbe senza ombra di dubbio una prova che almeno nel passato il pianeta rosso (ma poi sarà veramente così rosso??) ospitò la vita (se così fosse parte degli organismi marziani sarebbe ragionevolmente sopravissuta alla catastrofe, adattandosi...come spiegare altrimenti la continua formazione di metano nell'atmosfera..secondo me non può essere solo di natura geologica!almeno non vedo tutta questa attività geologica!).
Il fatto che io abbia affermato che i processi degradativi sono su Marte limitati o non tutti uguali al nostro pianeta è dovuto alla considerazione che la storia geologica e forse biologica così come il ciclo dell'acqua, dell'ossigeno o dell'anidride carbonica hanno preso strade evolutive diverse dalla Terra.
I 2 pianeti in questione hanno analogie sorprendenti e penso che gli elementi chimici siano comuni ad entrambi in proporzioni diverse.Sicuramente a livello di composti chimici (vd. tra l'altro minerali) si può ragionevolmente supporre che su Marte ne esistano di tipici e ancora sconosciuti.Tutti gli elementi di diversità quindi comporterebbero processi evolutivi geologici e biologici unici e comunque non del tutto relazionabili agli stessi processi agenti sulla Terra...per quanto concerne la natura delle roccie superficiali marziane bisognerebbe conoscere quanto la dinamica crostale abbia funzionato prima di interrompersi.In effetti sulla Terra i processi di tettonica (iniziati subito dopo la fase di accrescimento planetario durata più di 500 milioni di anni e caratterizzata dal bombardamento continuo di corpi meteoritici detti planetesimi, attratti dalla crescente massa del pianeta in neo formazione) hanno comportato in linea di massima una differenzazione tra roccie femiche e roccie acide o meglio una serie di "famiglie" e di "regioni" caratterizzate da una litologia propria.Su Marte se la tettonica si è interrotta miliardi di anni fa è ragionevole credere non ci sia tutta questa varietà litologica.Sono propenso a credere che in superficie troveremo per lo più rocce a carattere basaltico (ricche in ferro e magnesio) e meteoritico (sideriti:ricche di ferro e nickel;condriti:di natura femica;e altre );la presenza di mari ancestrali, come già accennato, non esclude, anzi, giustificherebbe la presenza di rocce calcaree e sedimentarie di varia natura e dall'analisi di foto provenienti dall'esplorazione superficiale mi sento di poterne ravvisare l'effettiva presenza, ma si tratta ancora una volta di ipotesi seppur ben motivate!

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