in realtà queste dune, formatesi sul regolite marziano sono a tutti gli effetti dovute ai venti di quel pianeta.Infatti, la marcata assimmetria di un lato rispetto all'opposto, in senso latitudinale, è un'evidente prova dell'azione dei venti..basta consultare un qualsiasi testo di geologia o di geomorfologia per averne la spiegazione..sull' effettiva natura del regolite marziano, tuttavia è evidente che non si possa congetturare intorno alla sua reale composizione per mancanza di dati..
Caro Walthari, che le dune di Meridiani sìano dovute solo al vento è la tesi NASA e del 99,9% dei Professionisti esperti di Scienze Planetarie. Io, assieme ai miei Colleghi di Lunexit, faccio/facciamo parte dello 0,1% che dissente. Ma sia chiaro: dissenso sostanziato e motivato, non "negazione aprioristica". Che i venti abbiano influito, si, certo; che il vento, per quanto forte, sia capace di modellare dune fatte di sabbia compatta...No, non credo proprio. Grazie del contributo e benvenuto!
è altresì vero che l'origine di queste increspature non può essere interpretata come il fondo di un paleo-oceano o di un antico lago.Infatti se così fosse i "Ripples marks" (così si chiamerebbero più propriamente le dune in questione) dovrebbero essere ricoperti (cioè sepolti)da spessi strati di sedimenti evaporitici e da incrostazioni (hard-grounds), prodotti dalla precipitazione dei sali contenuti nelle acque ormai svanite..Quindi se l'acqua non c'entra e se escludiamo i venti non vedo cosa possa avere formato queste ondulazioni di superficie...credo che questo confronto teorico sia molto importante e utile alla comprensione di fenomeni che purtroppo possiamo solo vedere e non toccare..condivido l'importanza di ragionare liberamente senza occlusioni e pregiudizi dovuti al proprio background o agli insegnamenti accademici, tanto spesso smentiti con il progredirsi della ricerca!
Caro Walthari, hai centrato il punto: se Meridiani era davvero un oceano (ancorchè in un tempo remoto e con acque molto basse), allora i conti - scusami l'espressione non scientifica, ma spero efficace per i nostri Lettori - non tornano. Non tornano le immagini, non tornano i rilievi superficiali, non torna la composizione del suolo. Ergo, se questo era l'Oceanus Meridiani, allora noi avremmo dovuto vedere e trovare cose diverse. Ripples Marks o Side-Winders che dir si voglia: se non li ha creati nè l'acqua, nè il vento, cosa resta? Io un'idea l'avrei pure...Ma sono il primo a ritenerla più vicina alla fantascienza che alla Scienza (convenzionale o positivista). Se vuoi, potremmo parlarne on-line: per nostro piacere e cultura e - mi auguro - per il piacere e la cultura di chi ci legge. Un caro saluto! PCF
sono molto interessato alla teoria che hai pensato.Il fatto che non sia "ortodossa" non vuol dire che non possa essere valida, anzi, la scienza non progredisce ad atti di fede ma a spiegazioni logiche e a modelli funzionanti, finchè qualcuno non dimostri il contrario..!saluti
"Per la Scienza non si può fare nulla, fin quando non arriva un dilettante che la fa!" Scusate la citazione. Essendo solo un appassionato (e non un esperto) io posso esporre solo una mia idea che nasce dall'istinto (..sono un Jedi): rocce e massi (si dice "fermi lì da migliaia di anni) senza nemmeno un granello di polvere (sabbia). Deserti apparentemente immobili. Allora (mi) dico: ad oggi tutto questo vento dov'è?
E' proprio da considerazioni come queste che nascono i nostri dubbi: sappiamo, grazie ai Weather Report della Sonda MGS (purtroppo ora non più operativa), che Meridiani, in questi ultimi anni (e, presumibilmente, da sempre), è flagellata da venti violentissimi e quasi costanti. Ora, nei periodi di stop prolungato del MER (vedi Endurance o i tre mesi di insabbiamento), noi abbiamo usufruito di decine di frames, distanti giorni e giorni gli uni dagli altri, ma sempre rappresentativi della medesima porzione di terreno, o della stessa roccia etc. Ebbene, come giustamente sottolinea Anakin, nonostante la teorica presenza di venti - non solo in quota, ma anche superficiali - violentissimi (oltre le 110/130 mph), il paesaggio, anche nei suoi dettagli più minuti, è sempre rimasto immobile. Non una sferula che rotolasse via, non un segno del passaggio di correnti d'aria, nulla. Ecco una prima (e considerevole) incongruenza sulla quale e della quale, purtroppo e rispettivamente, si sono soffermate e ne hanno parlato davvero pochissime persone (soprattutto Tecnici e Professionisti).
Per Walthari: ok, ti racconto la mia teoria (ma promettimi di non ridere...). Un saluto ed un abbraccio a tutti! PCF
ok MareKromium sono sinceramente incuriosito!
Se ammettiamo che i venti "normalmente" presenti sul pianeta rosso non siano in grado di creare le dune in questione allora si potrebbe chiamare in causa eventi straordinari tipo tempeste particolarmente violente o ancor meglio gli spostamenti d'aria devastanti dovuti all'impatto di meteoriti anche non molto grandi, in aree prossime, distanti però anche decine o centinaia di km dalla zona rilevata dal rover (dipenderà dall'effettivo diametro del meteorite, dall'inclinazione di caduta e dalla natura della sua massa).Questi venti catastrofici per così dire potrebbero probabilmente creare queste ondulazioni sul suolo compatto , ricoperto poi dalle polveri sottili che, invece sono normalmente mobilitate dalla dinamica atmosferica di superficie..
Per Walthari: ok, ti racconto la mia teoria (ma promettimi di non ridere...). Un saluto ed un abbraccio a tutti! PCF
Se ammettiamo che i venti "normalmente" presenti sul pianeta rosso non siano in grado di creare le dune in questione allora si potrebbe chiamare in causa eventi straordinari tipo tempeste particolarmente violente o ancor meglio gli spostamenti d'aria devastanti dovuti all'impatto di meteoriti anche non molto grandi, in aree prossime, distanti però anche decine o centinaia di km dalla zona rilevata dal rover (dipenderà dall'effettivo diametro del meteorite, dall'inclinazione di caduta e dalla natura della sua massa).Questi venti catastrofici per così dire potrebbero probabilmente creare queste ondulazioni sul suolo compatto , ricoperto poi dalle polveri sottili che, invece sono normalmente mobilitate dalla dinamica atmosferica di superficie..