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Herbig-HARO 46-47 - SST
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Mi avevano detto che sarebbe stato un lungo viaggio,
ma mi dissero anche che il vero viaggio l’avrei cominciato
proprio quando sarei giunto.
Nella mia memoria, i loro volti hanno contorni sempre più incerti,
non così le loro parole.
Fatico a considerare ciò che vedo la cosa più bella
che la mia mente possa abbracciare ma,
nella sua immensa piattezza, l’universo mi mostra ormai da troppo tempo la sua scura faccia.
Mi avevano detto che ne avrei individuato la tana
guardando le sue vittime cadervi dentro,
ma che non sarei stato io,
a scovare lui
ma lui a catturare me quando sarei stato ancora
una piccola insignificante scintilla tra miliardi di fuochi.
Sarei diventato la sua preda più ambita
e avrebbe piegato lo spazio ancor più,
pur di farmi scivolare dentro la sua immensa bocca.
Il suo pasto era ben altra cosa, rispetto a me, ma
Io ero l’Intelligenza dell’Uomo.
Non pago della sua smisurata e brutale forza,
per esser certo d’avermi,
mi avrebbe lusingato e mostrato orizzonti
che mi avrebbero fatto perdere la ragione.
e su quell’orizzonte, avrei fatto il più lungo viaggio
che l’umanità intera avrebbe mai potuto compiere.
Adesso sono di fronte a lui.
Il suo aspetto muta di continuo,
e non c’è più traccia della spaventosa voragine
che aveva reso incerta la mia fede.
Mi avevano sussurrato che non sarei più tornato tra loro
ma mi avevano pregato di portarli, lo stesso,
tutti con me nel mio cuore,
perché forse, là, avrei potuto incontrare Dio.
L’universo si sta illuminando.
C’è luce da ogni parte.
I volti sbiaditi della mia memoria
sono diventati i sorrisi di coloro che sono qui ad aspettarmi.
Sembra un sogno.
Forse il mio viaggio è finito, ma avevano ragione loro,
sento che invece sta per cominciare!
Giuseppe Spina - "Black Hole"
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