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The "Polygonal" Surface of Titan (GIF-Movie; credits: Dr A. Feltri)
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Purtroppo (ed ormai da tempo) il Dr Feltri ha smesso di scrivere sulle pagine di Lunar Explorer Italia e quindi, per illustrare in modo adeguato questo (straordinario) GIF-Movie, dovremmo provare ad interpretare le sue missive e quindi riassumere il suo pensiero: un'opera improba, ahinoi!...
Comunque sia, osservate attentamente questo montaggio di immagini rappresentative del suolo presente al di sotto della Sonda Huygens: che cosa notate in particolare? Il dettaglio è talmente evidente che non dovremmo neppure esplicitarlo ma...lo facciamo lo stesso: la texture della superficie di Titano è rappresentata da una sorta di maglia reticolare, in cui ogni reticolo ha una forma perfettamente esagonale (ATTENZIONE: potrebbe anche trattarsi di una banalissima maglia metallica di protezione del vano in cui è posizionata la fotocamera, ma non abbiamo elementi a supporto di una tale, pur logica, ipotesi).
I movimenti ed i cambi di albedo che vedete nel filmato potrebbero indicare una regolare "pulsazione" del suolo (se vogliamo essere ultra-esotici), oppure potrebbero essere indici del passaggio, su di esso, di una leggera corrente d'aria e/o di un fluido.
Il greto del torrente su cui Huygens è discesa è - forse - solo parzialmente asciutto? Probabilmente si. Probabilmente, al di sotto della Sonda, ancora scorre qualcosa. Qualcosa che riflette ed amplifica - sia pure debolmente - le luci del paesaggio circostante.
Ma l'elemento essenziale del filmato, lo ripetiamo, è nella texture del suolo (ammettendo che non sia l'evidenza di una griglia di protezione della fotocamera): una specie di struttura ad alveare, costituita da un materiale che ci appare (evidentemente) traslucido e che - forse - ha una matrice cristallina (se non altro in parte).
La teorizzazione del Dr Feltri è troppo articolata e complessa per essere riassunta in una caption di questo tipo e quindi ci fermiamo qui, invitando il nostro Amico Alessio a scrivere qualcosa al riguardo, se vuole.
Qualcosa che, se scritta, verrà certamente pubblicata nella seconda parte di "Oltre la Nebbia": la nostra (piccola) monografia su Titano, di prossima uscita su TruePlanets.
E se invece il bravissimo Dr Feltri non scriverà nulla, allora proveremo noi a dire qualcosa su questa "evidenza visiva" relativa all'esistenza di un qualche tipo di processo (biochimico? Biomagnetico? O forse un Tertium Genus?!?) il quale, attualmente in corso sulla Luna Nebbiosa, è talmente straordinario da meritare TUTTA LA NOSTRA ATTENZIONE!
Ed ora, se volete, attendiamo i Vostri commenti...
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C'è "qualcosa di vivo" su Titano? I poligoni che vediamo sono un'illusione ottica?
Sono una "rete di protezione" che è parte della struttura alla quale accede la fotocamera che scatta?
O forse sono il prodotto di un vizio di processing dei frames?
Oppure si tratta della famigerata "Rete", immaginata - forse correttamente - dal Dr Feltri?
(nota: Rete = Matrice Biomagnetica che costituisce il paradigma/tessuto connettivo della Materia - rectius: di TUTTA la Materia - esistente in questo angolo di Universo - come direbbe Battiato)
Quale che sia la Vostra opinione, tenete in mente una cosa: la discesa di Huygens su Titano è stata un evento di INCREDIBILE PORTATA ED IMPORTANZA, TECNICA E SCIENTIFICA.
Vi sembra che se ne sia parlato in maniera adeguata (a cominciare da "media scientifici")?
Dove sono le (circa) 500 fotografie scattate da Huygens?
E la registrazione dei "suoni" di Titano? (attenzione: sulla Rete è presente una registrazione "ufficiale", ma si tratta di una registrazione totalmente priva di senso e di spessore - in altre parole, anche se porta il "marchio ESA", a mio avviso NON E' la registrazione genuina ottenuta da Huygens)
Cover-up? Beh, si questo direi proprio di si. Purtroppo l'Opinione Pubblica e gli Appssionati (ben sviati dai furbacchioni che gestiscono le pubblicazioni di riviste e rivistucole) se ne guardano bene dal mettere il naso in QUESTE STORIE!!!
Meglio rimanere alla Faccia di Marte, alle Piramidi ed a tutte le altre tonnellate di caxxate che "fanno tiratura"...
Vabbè, basta. Aspetto i Vostri commenti. PCF
Ciò detto e premesso, hai/avete qualche idea, ipotesi, osservazione da fare? Tranquillo/i: non è una interrogazione nè un gioco a premi.
E' solo un'esercitazione, aperta e congiunta, che trae spunto da un caso assolutamente vero e concreto: è un brainstorming, come piace dire a qualcuno.
Ipotesi? Idee? Osservazioni? Scrivete!...
Un saluto - PCF
Riguardo le dimensioni ad es. su che grandezza siamo all'incirca? Anche due frame mi rendono, personalmente parlando ovvio, difficile capire che tipo di movimento/dinamica possa essere/rappresentare, scorrimento, dilatazione o altro?
Sorry ma al momento non riesco a farmi un idea personale però quoto tutti!
Ciao
Giorgio
Innanzitutto, grazie per i contributi e la partecipazione. Oggi pomeriggio pubblicheremo una serie di GIF-Movies realizzati dal Dr Barca i quali ci aiuteranno (spero) a capire alcune cose che, al momento, tendono a sfuggire, a causa della carenza di informazioni contestuali di supporto.
Per Ivana: ottima considerazioni.
Si percepiscono, effettivamente, una sorta di "pulsazioni" del suolo. Credo che sia un effetto ottico derivante dalla circostanza per cui "qualcosa" sta scorrendo sulla superficie inquadrata (e questo "qualcosa" - che potrebbe essere metano o esano (o anche qualcosa di diverso che non saprei dire nè definire, ma escludo che si tratti di acqua) - lo si vedrà piuttosto distintamente in un paio dei 6 GIF-Movies preparati da Big-"G");
Per Giorgio: si, è vero, quello che si vede è difficilissimo da contestualizzare.
Le dimensioni del quadro (rectius: di quello che si vede NEL quadro) non le conosco con esattezza, ma sono comunque molto piccole (nell'ordine dei non più di 5/6 centimetri);
Per Enzo Mancuso: il tuo dubbio è anche il mio (gli esagoni sono TROPPO regolari per essere naturali...) ed è per questo che ho suggerito l'ipotesi (razionale) per cui queste "celle" potrebbero anche essere una griglia di protezione del vano in cui si trova la fotocamera.
Però...C'è un grosso però: come vedrai nei GIF-Movies che andremo a pubblicare nell'album dedicato a Titano (e che verrà inserito oggi), nelle riprese effettuate dalla medesima fotocamera durante la discesa della Sonda (tieni presente che detta fotocamera posta sulla "pancia" della sonda e quindi guarda direttamente verso il basso), la griglia...non si vede!
E questo fatto ci deve far pensare ancora di più sul "che cosa" stiamo guardando;
Per Anakin: condivido al 100% il fatto che, attraverso questi esagoni, stia "scorrendo" qualcosa. Però non sono ancora (come ovvio) del tutto certo che gli esagoni sìano parte del suolo.
Un abbraccio a Tutti e a più tardi! PCF
Dunque tu suggerisci che gli esagoni potrebbero essere il prodotto di un'interazione fra elementi atmosferici e campi magnetici (radiazioni cosmiche incluse)? Si, anch'io ho pensato - guardando questa immagine - al vortice di Saturno e, una volta esclusa l'ipotesi di essere davanti ad un effetto ottico causato da un reticolo di contenimento e protezione della fotocamera - e quindi accertato che gli esagoni costituiscono davvero una configurazione del suolo - la "connessione" che suggerisci potrebbe essere ragionevole. Ottimo!
Altre idee?!?... PCF
Di questa strumentazione leggiamo in molti siti ufficiali: “is one of the most complicated optical instruments to ever be sent on a space mission…”
Riscaldamento solare, temperature, composizioni gassose, dinamicità atmosferiche, misurazioni di onde termiche e analisi spettrometriche sono solo alcune delle strumentazioni di questo gioiello tecnologico però… ancora non spiegano le strutture esagonali e, soprattutto, il possibile movimento di queste figure.
Non posso dire con certezza (ho cercato una miriade di immagini e descrizioni della sonda, ma non ho trovato nulla di così specifico) se sia o meno una griglia della sonda (ma lo escluderei… fare tutto questo macello per poi “tapparsi un occhio” proprio sul più bello?) o se, come probabile, sia realmente del terreno sotto la sonda.
Quello che però ho notato è che il ccd in questione è formato sì da tre camere, ma la camera DISR che punta verso il basso dispone delle seguenti capacità di misurazione spettrali (e tralascio il range tra azimuth e zenith):
fonte Esa e Nasa Downward Looking Instrument
Violet Photometer (DLV) Spectral Range (nm) 350-480
Visible Spectrometer (DLVS) Spectral Range (nm) 480-960
Infrared Spectrometer (DLIS) Spectral Range (nm) 870-1700
High Resolution Imager (HRI) Spectral Range (nm) 660-1000
Medium Resolution Imager (MRI) Spectral Range (nm) 660-1000
Side Looking Imager (SLI) Spectral Range (nm) 660-1000
Ora… io non sono certo un esperto o un tecnico di immagini, ma per esperienza con i vari filtri dei Rover marziani (tralasciando il discorso delle immagini ottenute con la camera sinistra o destra (e dunque fonte di possibili valutazioni erronee che possono far credere ad irreali movimenti), vedo che spesso (o meglio, sempre) una serie di immagini identiche, riprese con la stessa camera ma con valori spettrali diversi, creano dei simili movimenti e differenze enormi nella visione.
Ricordate quella sorta di conchiglia che analizzammo tempo fa la quale, addirittura, sembrava rappresentare un possibile sfogo di gas sotterraneo, ripreso dalla sua chiusura alla sua momentanea apertura?
Alla fine, purtroppo… erano solo valori spettrali diversi, i quali sembravano mostrare il possibile (e molto grande) movimento di una roccia a pochi passi dal Rover, e tutto ciò con una definizione di immagine sicuramente ed enormemente maggiore.
Visuale migliore, definizione migliore, eppure… un falso allarme.
Mah, chissà… magari poi, come diceva qualcuno… “eppur si muove”!
Un saluto!
Adesso io non entro nel merito della "tecnica fotografica" - perchè non è il mio mestiere ed io so meno di zero di tecnica fotografica -, ma mi fermo all'analisi di un dato: le osservazioni effettuate in ossequio a (rectius: muovendosi attraverso) range spettrali differenti, evidenziano o celano (as the case may be) delle evidenze reali. Dei "frammenti di realtà", se ti piace di più.
Alle volte, queste acrobazie ottiche ci permettono di vedere cose che, con i nostri occhi - ossìa muovendoci nell'ambito di quello che, tecnicamente, si chiama Spettro della Luce Visibile -, non potremmo vedere mai. Altre volte, invece, nell'evidenziare cose che i nostri occhi non possono cogliere, ne nascondono altre che, invece, appaiono solo nello Spettro del Visibile.
Qual'è la "morale" di questo approccio? Semplice: la Morale è che la Realtà Visibile (laddove nel termine "Visibile" rientra tutto quello che, in un modo o nell'altro, possiamo vedere e studiare e, quindi, cercare di comprendere) è una Realtà Complessa ed è costituita dalla interazione e sovrapposizione di diversi elementi.
Io ne isolo giusto tre (oversemplificando, perchè in questo contesto è giusto e necessario farlo): elementi fisici, processi chimici ed interazioni d'onda (o "fra - diverse o non - onde").
Abbiamo quindi la Realtà Fisica (il suolo di Titano), la Realtà Chimica (i Processi che lo involgono e coinvolgono) e la Realtà Cosmica (costituita dal complesso di Impulsi e Radiazioni che lo investono e con cui interagiscono).
Ora, attraverso quei filtri di cui parla Big "G", che cosa vediamo? La Realtà Fisica, quella Chimica o quella Cosmica? O tutte e tre? O una porzione di alcune, ma non tutte?
Irrilevante, ai nostri fini specifici! La Realtà è che, se la "griglia esagonale" non è un corpo fisico man-made (e cioè non è una gabbia di protezione e non è neppure la "retina" della fotocamera - leggi: il corpo di uno dei suoi obbiettivi -, stressato da un utilizzo estremo - allora è evidente che questo reticolo (che il buon Feltri chiama "La Rete") non può che essere una Realtà Oggettiva (e cioè una Realtà relativa alla superficie di Titano, probabilmente invisibile dalla distanza e nello Spettro della Luce Visibile, ma osservabile da vicino ed usando delle lunghezze d'onda precluse all'occhio umano).
Ragazzi, questo non è poco! Ora dobbiamo solo riuscire ad ESCLUDERE che il reticolo (o griglia, o Rete: decidete Voi quello che Vi piace di più) sia una componente del Lander o della Fotocamera oppure un image artifact, ed il "gioco" sarà fatto: avremo davanti l'Evidenza Oggettiva, ottenuta per esclusione (e quindi assai difficilmente questionabile) che la superficie della "Luna Nebbiosa" è "reticolare" e che questi reticoli, in qualche modo, interagiscono con l'ambiente circostante.
E quando qualcosa, in questo Universo, "reagisce" con l'ambiente che la accoglie (trasformandosi e trasformando o modificandosi e modificando etc.), noi sappiamo che l'ambiente in questione è dinamico.
Qualcuno, se vuole, può anche dire "VIVO".
Non so se mi sono spiegato, ma ho solo cercato di raccontarVi perchè il nostro Lavoro (quello che stiamo facendo qui, con Voi), non solo è complesso (enormemente complesso...), ma è anche di portata - potenzialmente, va detto - rivoluzionaria.
Questo è il "Viaggio" che si sta facendo e queste sono alcune, semplici, riflessioni di giornata. Grazie per la Vostra collaborazione! - PCF