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Iani Chaos (possible Natural Colors; credits ESA - additional color. and process. Dr Paolo C. Fienga)
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Iani Chaos on Mars, an area where Light Toned Deposits, or LTD, are known to be present. An analysis of data and images from Mars Express suggests that several LTD, some of the least understood structures on Mars, were formed when large amounts of groundwater burst on to the Surface. Scientists propose that groundwater had a greater role in shaping the Martian Surface than previously believed, and may have sheltered primitive life forms as the Planet started drying up.
This image was obtained with the High Resolution Stereo Camera on board ESA’s Mars Express Spacecraft.
Nota Lunexit: a nostro avviso questa "immagine" NON E' VERA! E' un disegno. Al limite, è la trasposizione digitale di un frame RAW originale unprocessed (ma ne dubitiamo).
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Non sono immagini reali (fotografie vere e proprie, insomma). Dietro le immagini di Marte postate dall'ESA c'è un grosso equivoco che adesso proverò a spiegare (grazie per l'"assist"!).
Tutto quello che scriverò adesso, se qualche personaggio dell'ESA lo leggesse, sarebbe fonte di contenzioso, ma io me ne infischio e Vi dico quello che so.
La Missione Mars Express, al pari di QUALSIASI Missione NON NASA, MA "PARTECIPATA" dalla NASA, soggiace ad una serie di vincoli relativi alla diffusione del materiale ad essa connesso e da essa prodotto (dalle immagini ai findings veri e propri, studi ed analisi comprese).
Questo vuol dire che, quando si lavora con la NASA, il concetto di "Agenzia Spaziale indipendente" viene meno.
Non chiedetemi le ragioni "politiche", perchè non le conosco (anche se, come ovvio e come chiunque, le posso immaginare); le ragioni pratiche, invece, sono semplici: molta della tecnologia spaziale ESA (dalla propulsione, al design delle sonde e dalle tecniche di ripresa e di trasmissione dei dati al loro processing etc.) è "derivata" e/o "concessa" dalla NASA "for free" (e cioè "gratis").
Gratis, in termini di quattrini, ma NON-GRATIS in termini di informazioni. In altre parole, il "compenso" che la NASA richiede per la sua "assistenza", è un "Compenso in natura" e si traduce nel Diritto di "Prima Visione" dei dati raccolti (foto e rilievi spettroscopici in primis) e nel Diritto di Veto alla divulgazione verso i Terzi (il Pubblico, cioè) di quanto visto, registrato, scoperto etc. durante la Missione "partecipata".
Ma i soldi - se non la Tecnologia - per le Missioni ESA non vengono dagli USA, ma dai Paesi Europei (l'Italia è uno dei pirmi contribuenti) che accedono al Programma Spaziale e quindi, volenti o nolenti, un pò del materiale e delle informazioni raccolte va diffuso (altrimenti il "Pubblico" potrebbe dire "...ma che spendiamo a fare i nostri soldi???...").
E qui subentra il "trick" (trucchetto). L'ESA, usando un particolare software di image-processing - anch'esso di fornitura NASA (che, secondo il Dr Feltri, è già ampiamente usato dagli Amici di Pasadena per le loro Missioni Marziane) - e già usato anche dalla JAXA - divulga verso l'esterno SOLO una piccola parte dei frames RAW originali (quelli orrendi ed a bassissima risoluzione - che secondo alcuni "fenomeni" sono "secretati" - ma che in realtà si possono andare a beccare su server NASA - guarda caso... - dedicati) ed un'ancora minore porzione di frames orbitali processati in maniera tale da "apparire" come panorami reali quando in realtà sono solo la fotografia (per giunta addizionalmente processata) di un'immagine RAW a sua volta già sottoposta ad image-processing.
In altre parole: i Prodotti ESA - Mars Express, non sono fotografie, bensì una versione digitalizzata di prodotti fotografici GIA' PROCESSATI.
E' come se io scattassi la foto di un paesaggio e quindi, dopo averla sviluppata, la processassi al pc e quindi scattassi una foto al prodotto finale processato e dicessi "questa è la fotografia originale!".
Capisci che si tratta di uno spregevole stratagemma creato per non divulgare i prodotti originali, ma solo le loro versioni "depurate e - probabilmente - corrette".
Ora io non voglio mettermi a dissertare sulla natura del cover-up, sui suoi scopi, sulle ragioni dell'occultamento etc. perchè - onestamente - non so i motivi esatti per cui ciò venga fatto (posso immaginarli, ma non ne avrò mai la certezza).
Io posso solo dire "Amici, attenzione: quelle che vedete e che Vi vengono vendute come fotografie, sono solo frames che rappresentano la fotografia di una fotografia passata attraverso un software di image-processing che - per quello che ho capito - salva le linee essenziali di quanto ripreso e quindi pialla - e/o ricostruisce - i dettagli".
Se l'ESA vuole continuare ad avvalersi dei supporti NASA (di design, tecnici e logistici) deve fare così, altrimenti non se ne fa nulla e la cooperazione/collaborazione finisce.
Io guardo fotografie dello spazio (dalla Luna in avanti) da oltre 35 anni e le studio professionalmente da più di 10. Forse (anzi: sicuramente) sono presuntuoso quando dico che "basta un occhio allenato per scoprire i falsi", ma questo è quello che, onestamente, io penso.
Io credo di essere in grado, ictu oculi, di dire se un'immagine è "vera" oppure se è "ricostruzione digitale di un frame processato". Ed in questo caso, a me pare ovvio ed evidente che stiamo guardando un tarocco.
Se poi andiamo a vedere le immagini sulle quali l'Ing. Piccaluga si è fatto un nome - scrivendo caxxate orrende - il "trucco" è ancora più ovvio ed evidente (andate a leggerVi, se non lo avete ancora fatto, l'articolo "Le Misere Ricchezze dell'ESA", su TruePlanets, a firma del Dr Barca).
Questi ultimi prodotti sono più ingannevoli e fatti meglio ma...un occhio onesto ed allenato è in grado di vedere subito il trucco.
E qui il trucco c'è.
Un abbraccio! - paolo
A cosa serve in parole semplici?