Un'immagine che abbiamo ingrandito, ripulito e "dipinto" in maniera verosimile (con una piccola estremizzazione della colorazione di fondo, verso la dominante arancio-gialla) al fine primario di attrarre la Vostra attenzione sulla effettiva texturizzazione del suolo di Meridiani Planum: nelle prossimità dei crateri, come ormai ci appare con una certa chiarezza ed evidenza, il quantitativo delle "sferule" (o "Martian Berries") aumenta in misura enorme rispetto a quanto invece appare nelle aree lontane da crateri.
Ora, se questa considerazione è corretta (almeno in parte), una piccola (e, come sempre, interlocutoria) conclusione potremmo già trarla: le "sferule" (o meglio: il quantitativo di sferule presenti al suolo) sono/è una funzione della presenza o meno di crateri (da impatto? O di "altra origine"?).
In altre parole, e semplificando: dove ci sono crateri, le "sferule" abbondano (anzi: sono un "oceano", appunto); dove NON ci sono crateri, invece, le sferule scarseggiano o sono assenti.
Domanda: tutto ciò premesso, quale tipo di correlazione (in termini di "causa ed effetto") è ipotizzabile fra crateri e sferule? Avete qualche idea? - paolo
george_p
[Mar 22, 2011 at 03:08 PM]
Apperò!! Ma i crateri sono inattivi vero? Calore e acqua sembrano un bel binomio per il presupposto di origine organica :)
Ora, se questa considerazione è corretta (almeno in parte), una piccola (e, come sempre, interlocutoria) conclusione potremmo già trarla: le "sferule" (o meglio: il quantitativo di sferule presenti al suolo) sono/è una funzione della presenza o meno di crateri (da impatto? O di "altra origine"?).
In altre parole, e semplificando: dove ci sono crateri, le "sferule" abbondano (anzi: sono un "oceano", appunto); dove NON ci sono crateri, invece, le sferule scarseggiano o sono assenti.
Domanda: tutto ciò premesso, quale tipo di correlazione (in termini di "causa ed effetto") è ipotizzabile fra crateri e sferule? Avete qualche idea? - paolo