|
|
Can our "Mind" change our "Reality"?
|
Molto, molto interessante...
"La Mente Cosciente ha la capacità di cambiare il Mondo Fisico? Negli ultimi decenni la nostra conoscenza della mente e del mondo subatomico si sono spinti sempre più avanti. Eppure, nei campi della Fisica Quantistica e delle Scienze Cognitive, restano dei misteri difficili e inquietanti e, occasionalmente, essi si intrecciano. Quando sono stati fatti i primi esperimenti sulla Luce per capire se fosse un'onda o una particella (in realtà è entrambe e nessuna delle due!) si sono aperti tanti interrogativi legati alla Natura della Realtà Fisica e soprattutto uno: e se l'atto di osservazione ed interpretazione, attuato con la mente umana, stesse effettivamente provocando cambiamenti nel mondo (ergo anche nell'Universo), sebbene su scala incomprensibilmente piccola?".
Ciò premesso, alcuni Scienziati intellettualmente "liberi" cominciarono a considerare l'idea che la Coscienza (Umana) stessa potesse essere un Fenomeno Quantistico. “Penso che sia per questo che le Scienze Cognitive stanno guardando alla Meccanica Quantistica. In quest'ultima, infatti, c'è spazio per il caso", ha spiegato Ulf Danielsson, Autore e Professore di Fisica Teorica all'Università di Uppsala, in Svezia.
"La Coscienza è un fenomeno associato al Libero Arbitrio e il Libero Arbitrio fa uso della libertà (nota: del "quantum" di Libertà, in senso strettamente fisico) che la Meccanica Quantistica (ci/le) fornisce".
Tuttavia, Jeffrey Barrett, Professore di Logica e Filosofia della Scienza presso l'Università della California, a Irvine, ritiene che la connessione sia in qualche modo arbitraria dal lato delle Scienze Cognitive.
“E' davvero difficile spiegare la Coscienza! è un problema filosofico profondo e duraturo. Quindi i Fisici Quantistici sono disperati al pari degli Scienziati Cognitivi", ha detto. “Si pensa che la Meccanica Quantistica sia strana, ma anche la Coscienza è strana! Ergo potrebbe pure esserci una qualche relazione tra le due”. Ma questa razionalizzazione non lo convince, tuttavia. "Non credo che ci sia alcun motivo (logico?) per supporre, dalla direzione della Scienza Cognitiva, che la Meccanica Quantistica abbia qualcosa a che fare con la spiegazione della Coscienza. Tra Filosofia e Fisica (Quantistica o non) non c'è proprio un rapporto liscio e senza increspature. Si, il dibattito prosegue, ma non sarà facile arrivare ad una conclusione proprio perché i due mondi sono oltre modo complessi e, forse, inafferrabili".
|
|
I grandi maestri spirituali partendo da Krishna, passando per Siddhartha, Gesù e arrivando ai giorni nostri come Yogananda, hanno sì insegnato l’Amore universale, ma attraverso quelle dottrine spirituali che tra le varie cose dice
“E’ la tua mente a creare la realtà che ti circonda. Sei tu che crei (materialmente) le dinamiche della tua vita, il tuo presente e il tuo futuro”
La spiritualità più profonda si chiama Advaita Vedanta e basa se le sue discipline e leggi proprio sul fatto che la mente, i pensieri, o meglio la Coscienza, crea materia e cambia il mondo fisico… Cambia l’Universo, perché tutto ciò al suo interno, compresi noi, siamo in un costante e indelebile entaglement
David Bohm, il grandissimo fisico, si accompagnava spesso al maestro spirituale Krishnamurti, proprio perché aveva realizzato quanto la quantistica sia l’altra faccia della medaglia della spiritualità.
Sono Uno, come avrebbe detto “qualcuno”
Quindi noi pensiamo e creiamo. Questo concetto di creare è un po’ vasto e sarebbe davvero lungo approfondirlo qui, ma i fisici che studiano al quantistica lo hanno capito
Applicando quindi questo ragionamento all’universo, possiamo dire che l’Universo è fatto a nostra immagine e somiglianza. Tutto l’Universo lo abbiamo creato noi al punto che siamo così convinti che esso abbia una formazione casuale e infinita che siamo riusciti a farlo espandere ulteriormente, mentre si credeva che prima o poi ci sarebbe stato un Big Crunch. Perché le galassie hanno cominciato ad aumentare la loro velocità di allontanamento, invece di ridurla come qualche fisico si aspettava? Perché le Coscienze di tutti credono che l’Universo sia infinito, che sia nato per caso e che l’uomo sia l’essere superiore che possa fare ciò che vuole.
Nel momento in cui le coscienze della maggior parte capiranno che noi ne siamo parte integrante, l’Universo rallenterà la sua espansione pronto a rientrare nei ranghi dando vita al Big Crunch
Più l’universo si espande, e più l’essere umano si trova nel punto più basso della sua coscienza. E in effetti siamo in un periodo più brutto del medioevo. Il più brutto, secondo me, che l’uomo abbia mai visto negli ultimi 5000 anni
Quindi la risposta alla domanda iniziale “La Mente Cosciente ha la capacità di cambiare il Mondo Fisico?”
La risposta senza ombra di dubbio è: Sì!
A partire dalle nostre vite. E siamo noi a cambiare il mondo fisico della nostra vita oltre che quella universale
PS: l'immagine che hai scelto scelta è perfetta
L'Università, ovviamente, non ce la insegna (salvo solo la Cattedra di Filosofia della Scienza) come uno "Strumento di Introspezione", bensì come "Teoria - si badi bene: "Teoria"!!! - Fisica che descrive (o meglio: tenta di descrivere"!...) il comportamento della Materia e della Radiazione (???), incluse le reciproche interazioni, con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della cosiddetta "Scala di Lunghezza" - od anche di "Energia Atomica e Subatomica".
Avete capito? Io no. Non quando la studiai (a memoria, più che altro, ed incrociando le dita...) e nemmeno adesso. E dunque? Come "opera" la Meccanica Quantistica? Quando e dove lo fa?
Ve lo dico io: ovunque, in e per qualsiasi Scienza, ma solo laddove le precedenti (leggi: vecchie!) Teorie Fisiche che si dovrebbero applicare (quelle "Classiche") risultano inadeguate.
Ergo, in accordo a questa definizione - quasi universalmente accettata - la Meccanica Quantistica è una Disciplina "Residuale".
Non Vi è chiaro? Ok, sarò un pochino più diretto: laddove la Fisica Classica "tace" o "non ci arriva", allora subentra la "Meccanica Quantistica".
Ovviamente questa descrizione della Materia in oggetto è davvero povera. Come "Scienziato" - perdonatemi, ma non sono Dio... - la devo accettare, anche perché di Essa non ho descrizioni o definizioni migliori da proporre. Ma se devo ragionare come "Filosofo della Scienza", allora non la posso accogliere ad occhi chiusi e bocca aperta.
La Filosofia NON è né ammette di essere considerata come "Strumento Residuale" (terra-terra: "mi attacco al Sacro Graal della Filosofia quando ho esaurito funi, ganci ed argomenti per usare una qualsiasi Scienza"...): la Filosofia è "Locomotiva" della Scienza - se non altro per me - e NON vagone (ivi: "tender") che viene trascinato o, al massimo, usato per accumulare il carbone necessario a far continuare ad andare il propulsore.
Ma procediamo.
Se la Meccanica Quantistica è (inevitabilmente, da "definizione"!) "Scienza Residuale", allora la "Filosofia Quantistica" deve essere una risposta capace di rendere controverso (meglio: discutibile) il rapporto, probabilmente scorretto, in virtù del quale il mondo "concreto" (la nostra casa, gli altri, la Terra, l'Universo ecc.) è indipendente dall'Osservatore (io, Voi, tutti - animali terrestri e creature aliene incluse).
E quale sarebbe (o è) il Fondamento della Filosofia Quantistica? Eccolo: tutti i nostri pensieri (o meglio: la nostra attività cerebrale) producono/produce vibrazioni - Flussi Energetici - che hanno una determinata Frequenza. Per tale motivo, tutta la cosiddetta "Realtà" si traduce in un mero "Flusso di Vibrazioni" dove anche i nostri sogni e pensieri emanano un'Energia capace di agire sulla "Realtà". Un'Energia capace di condizionare le nostre percezioni: vedere, sentire, toccare, "desiderare" ecc.).
Ora, la parte più "interessante"! Ovviamente, questa Materia richiederebbe un'Enciclopedia e non 20 righe scritte ad impeto, lo so. Ma devo essere conciso, per il Bene di tutti e, dunque, anche il mio.
Tutto quanto scritto sino ad ora non vale assolutamente nulla se non si riesce a trovare una Formula che esprima il "Pensiero Quantico" in "Pensiero Scientifico" (e viceversa). Sino ad oggi, questa Formula - che io sappia - non esiste. Non è stata mai scritta. Peccato: perché sarebbe il trait d'union fra Filosofia e Scienza... Ma, siamo proprio certi che questa Formula non esista?!? O forse esiste da sempre, solo che non siamo capaci di "realizzarla"?!?
Ve la metto così: quando sono nervoso, penso in maniera confusa. Caotica (non lineare). Perdo di lucidità e senso.
Ricordo un pomeriggio di parecchi anni fa (2006 o 2007 penso) in cui, dopo che Ginny stette male, iniziai a diventare nervoso. Sempre più nervoso e confuso. Lei ormai era fuori pericolo, ma io ero in totale paranoia. Non vedevo bene e mi irritavo per ogni cazzata. Anche per il miagolio dei miei Gatti.
Girai la casa avanti e indietro, forse per un tre-quarti d'ora, alla ricerca dei miei occhiali. Poi, sfinito e fuori di me, mi gettai sul divano e chiusi gli occhi. Quando li riaprii - ed era ormai sera - avevo 4 o 5 mici addosso, vedevo bene ed ero tranquillo.
Mi passai una mano sulla fronte e sentii gli occhiali. Li indossavo. Ma - domanda - li avevo SEMPRE indossati, anche quando vedevo male ed impazzivo per cercarli, o "prima" non c'erano (Dio solo sa dove fossero...) e poi li ho, in qualche modo "riportati" al giusto posto? Ho "frainteso" la Realtà (perché ero "fuori") oppure l'ho "modificata", una volta ritrovata la calma?
Opto per la prima ipotesi, perché sono razionale. Ma se la Realtà è Quantistica, allora io DEVO, se non altro, almeno considerare la seconda ipotesi. O no?!?
Abbraccio Circolare! - paolo
P.S.: Anakin, l'immagine era attaccata ad un link all'articolo che ho ripreso. Non l'ho scelta io. E' l'immagine che ha scelto me... :-)
Provo a commentare gli aspetti in più punti, sebbene sia meglio sottolineare che io non ho la tua preparazione
Quindi ci provo :-)
Intanto no, non ho capito nemmeno io il comportamento della Materia e della Radiazione.
l’ho trovato molto confuso e con salti pindarici, ma potrei essere io ad avere deficienze cognitive e non aver assimilato il postulato.
Però parto da un punto chiaro e fondamentale che hai sintetizzato in questo modo:
laddove la Fisica Classica "tace" o "non ci arriva", allora subentra la "Meccanica Quantistica".
Sì è proprio così
Infatti loro stessi (gli scienziati) dicono che “non sanno perché, ma la quantistica funziona” e così entra in ballo, quando la fisica classica non riesce a spiegare alcuni aspetti della realtà utilizzando le leggi classiche, la fisica o meccanica quantistica.
Da una parte abbiamo la fisica classica (A) e dall’altra la fisica quantistica (E).
In mezzo ci sono anche B, C e D ma non sono (non vogliono che siano) riconosciuti e così per passare da A ad E si fanno salti pindarici con avvitamento.
Per arrivare a dire la mia e a dare una possibile risposta ad un primo quesito, faccio quest’altro esempio:
Mario si alza la mattina. Prende una tazza, ci mette il caffè, la infila nel microonde, nel mentre prepara i toast con burro e marmellata, poi si siede e fa colazione
Questo fenomeno viene spiegato dalla fisica classica con: “E’ Mario che prepara il tutto”
Un giorno Mario si alza e trova la tavola già pronta con i toast preparati, il caffè caldo nella tazza. E qui subentra la meccanica quantistica.
La fisica classica potrebbe spiegarlo con: 1) con Mario vive un’altra persona; 2) qualcuno ha le chiavi di casa di Mario e gli ha preparato la colazione
Ma la fisica classica non accetta questa spiegazione (per motivi dogmatici e di presa di posizione) e così si passa da A a E.
Faccio un salto e arrivo ai tuoi occhiali. Effettivamente la quantistica dovrebbe dire che gli occhiali sono apparsi sopra la tua testa nel momento in cui hai passato la mano. E sono stati in bilico in una “sovrapposizione di stati” – secondo il paradosso di Schrödinger – fin quando uno dei due stati si è risolto con la loro “comparsa” sulla tua testa.
Del resto Einstein diceva “mi rifiuto di credere che la Luna, appena le volto le spalle, non ci sia più”
Non sapremo mai dove fossero i tuoi occhiali, ma mi piace l’idea che fossero nel limbo della sovrapposizione degli stati
Salto di palo in frasca, anche se non è così, e atterro sulla filosofia dell’Advaita Vedanta, ovvero la profondissima e incompressibile Spiritualità che io amo e che cerco di portare nella mia vita quotidianamente e che è il trait d’union tra classica e quantistica. E cosa dice?
Che, prendendo in prestito il principio di Guglielmo di Occam e pertanto “A parità di fattori, la spiegazione più semplice è quella da preferire”, le dinamiche della fisica classica e della fisica quantistica sono soggette ad una Coscienza, creatrice di tutto l’universo, che noi in modo molto sterile chiamiamo Dio.
Non essendoci ancora la formula che spieghi come la Coscienza Universale sia la creatrice del tutto (e a quel punto fine della casualità), ecco che assistiamo a quell’enorme “buco” tra le due fazioni classica e quantistica.
La Scienza ufficiale non può e non vuole nemmeno arrivare a doversi pronunciare sull’esistenza di Dio (Coscienza Universale). Non ne ha i mezzi né la comprensione
Ma allora chi ha preparato la colazione a Mario? Mario stesso. Perché la sua Conoscenza, creatrice del tutto, gli ha preparato la colazione
E chi ha messo gli occhiali sulla testa di Paolo? Paolo.
Essendo la Coscienza Universale una e soltanto una, tutti noi siamo parte della stessa Coscienza. Siamo in entaglement e siamo tutti creatori. Siamo noi Dio.
Ora, come bene hai scritto Tu, metabolizzo e poi provo a riprendere il discorso, a cominciare da quel "salto logico" (in realtà è un postulato discutibile) dal quale parte tutto. Comunque, e Ti spiego la mia commozione, a me piace anche pensare che, quando Ginny si sentì meglio e si svegliò, vide i miei occhiali e me li fece indossare mentre io dormivo alla grande.
Ed il bello è che, anche se fosse andata così, la Tua chiosa non cambierebbe. Bravo!!! Molto Bravo Anakin.
E voglio credere anche io che possa essere andata così