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Blue Flares and the Invisible Crater: the Working Area
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Naturalmente, i nostri Amici sono afflitti da una cronica mancanza di memoria e di attenzione per cui, sovente, scivolano allegramente su qualsiasi buccia di banana incontrino sul loro cammino. Di solito si esibiscono più volentieri in scivolate rovinose sulle planimetrie (forse perché qualche anima buona ha raccontato loro la favoletta che “tanto la gente comune non le sa leggere”...). La dimostrazione di questo ardito teorema è molto semplice e parte dall’analisi dell’attività di Moon-Walk svolta dagli astronauti Shepard e Mitchell durante la Missione. Le foto precedenti erano state scattate in prossimità del LM (indicato dalla lettera “X”, tra i gruppi di crateri “Doublet” e “Triplet”). Ora invece mettiamo a confronto alcune foto rese pubbliche della stazione di rilevamento F, a sud della formazione denominata “Weird Crater”.
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innanzitutto mi complimento per le dissertazioni che, sebbene lunghe e complesse, si lasciano leggere con piacevolezza. Io, come sapete, non so nulla di Antiche Civilt e, pur essendo una persona religiosa, so pochissimo (parente di zero) di antiche religioni, o fedi, o comunque credenze pi prossime al misticismo che alla religiosit (intesa, quest'ultima, in termini moderni).
Per cui non posso prendere parte alla dissertazione.
Per un punto che ha sottolineato Anakin mi sento di sposarlo ed "amplificarlo": se si studia l'Universo (dal nostro Sistema Solare alle Quasar pi lontane) tenendo come "metro del tutto" la nostra Scienza e la nostra Cultura (anche Umanistica), sicuramente si capiranno tantissime cose, ma altrettanto certamente moltissime interpretazioni risulteranno errate o, se va bene, largamente incomplete.
Errate per vizio di approccio: ora troppo antropocentrico, ora troppo scientista, ora troppo mistico, ora troppo teocentrico etc. Sono questi approcci "Umani" i quali, a mio avviso, gettano si luce su alcune fenomenologie ma, nel contempo, tengono in ombra (o affondano ancora pi nell'ombra che gi esiste) altre fenomenologie.
Lo so che siamo umani e che non esiste altro approccio alla Conoscenza se non quello "Umano", per non posso non vedere, tanto per essere pi chiaro, che quando noi ci accostiamo allo studio di un fenomeno (un qualsiasi fenomeno), tendiamo all'interpretazione del medesimo e NON alla sua comprensione "in quanto tale".
Alla comprensione dell'evento/fenomeno "in s".
Esempio: su Marte esistono rilievi anomali.
L'attitudine Umana (e comune) nell'interpretarli alla luce della propria conoscenza e sensibilit, per cui c' chi vede monumenti e chi vede colline.
Tertium non datur.
Ecco: io non sono in grado - purtroppo - di vedere e spiegare quel "Tertium" che potrebbe essere decisivo nella comprensione dei rilievi "in s", "per quello che intrinsecamente sono" e NON per quello che noi riteniamo che essi sano o rappresentino, ma credo che sia proprio quel "Tertium" l'elemento/visione/comprensione che metterebbe tutti d'accordo.
"Se vuoi comprendere un Popolo, devi essere parte di quel Popolo; se vuoi comprendere un Evento o un Fenomeno, devi essere parte di quell'Evento e di quel Fenomeno" (appunti di Filosofia della Scienza).
Esserne parte, e NON (SOLO) ricrearlo o guardarlo dall'alto (magari attraverso un monitor).
E' per questo che, oggi, ieri e forse da sempre, non ci si capisce, si ostili e - alla fine - si resta gretti ed arretrati. Perch tendiamo a guardare, valutare e quindi interpretare/giudicare senza essere/diventare parti attive di quello che guardiamo, valutiamo e quindi interpretiamo/giudichiamo.
Forse non nell'Umana Natura "trovare" quel Tertium che ci permetterebbe di osservare la Realt "in s": la Realt per quello che (brutalmente) "", ma voglio illudermi che sia nella Umana Natura il cercarlo finch si hanno volont e forza.
E ce ne sarebbe da dire e da scrivere al riguardo...
Un Caro Saluto - PCF
Ci dobbiamo (dovremmo) immedesimare per tentare di capire. E otterremmo comunque poco o nulla perch immedesimarsi in popolazioni esistite migliaia e milioni di anni fa praticamente impossibile.
X Max
ammettendo che le "tracce" rinvenute a Mohenjo-Daro siano di una qualche esplosione, non di certo atomica. Per quanto all'epoca dei Veda la popolazione del tempo conosceva bene la struttura dell'atomo, non operava in quel senso. Il rispetto per la "natura" (in tutti i sensi) era diverso e di gran lunga superiore alla nostra. Non avrebbero MAI manipolato l'energia dell'atomo. La comprensione dell'Universo era di ben altra concezione.
Violare l'Atomo, era per loro, violare Dio.
Quindi il primo passo da fare per tentare di capire quelle popolazioni (e chiamiamoli Ari-ani) che il loro livello di Coscienza era pari a quello di un monaco Buddhista.
Immagina quindi un mondo abitato totalmente da monaci Buddhisti, capaci di edificare tutte le pi grandi e misteriose piramidi in poco tempo.
Dunque, non che io non ammetto l'ipotesi atomica.
A me, sinceramente che a quel tempo ci fosse l'atomica oppure no, poco cambia. E non nemmeno vero che l'ipotesi non mi piaccia. Come spesso ho detto preferisco la verit pi banale, ma che sia verit.
Ora nel caso qui citato io dico la mia perch ho portato avanti degli studi personali (soprattuto attraverso i lbri sacri Ind come il Ramayana, il Mahabaratha e La Bhagavad Gita), entrando (tentando) nella filosofia e nei costumi indiani (da tenere presente che l'India non un altro stato, un altro pianeta).
Non perch non mi piaccia l'ipotesi extraterrestre o l'ipotesi di una esplosione atomica in tempi remoti.
Ogni ricercatore deve, se vuole progredire nel suo lavoro, sposare una teoria. Prendere una determiata strada.
Ed io ho preso la mia.
Cosa comporta questo? che la mia parola vale esattamente come la tua: niente. Perch facciamo solo congetture senza arrivare a nessuna prova tangibile e certa. Rimangono, ahinoi, per quanto belle, appassionate, vere e preparate, chiacchiere da bar, che si perdono come "lacrime nella pioggia".
Sempre ritornando a questo, ovvero a Mohenjo-Daro, io posso dire di non esserci stato e pertanto mi devo rimettere nelle mani di chi ha studiato e visto in loco tali resti, per sappiamo bene che il mondo suddiviso da:
1) scienziati e ricercatori ufficiali da un lato, che aborrano ogni ricercatore indipendente, definendoli poveri pazzi
2) dall'altro tutti i ricercatori indipendenti che hanno estremizzato al massimo le loro ricerche arrivando a fare della vera e propria disinformazione, pur di avere ragione. Inventando teorie e presunte prove che passano (magari rasentassero) il ridicolo
Ora cosa successo a Mohenjo-Daro? Forse (il condizionale sempre d'obbligo) vi stata una esplosione. Ma deve per forza essere atomica? Non potrebbero, visto che avevano macchine volanti e costruivano templi ciclopici senza alcuno sforzo, avere a disposizione altri tipi di energia e conoscenze?
Per attenzione con le traduzioni. Anche Ges non parl mai del cammello che doveva passare attraverso la cruna di un ago;
e Mos non aveva le corna, eppure la statua fatta da Michelangelo (che si trova a Roma) lo ritrae con due evidentissime corna.
No non sono cose simboliche.
Hanno sbagliato a tradurre, perch un tempo si scriveva in dialetto e non nella lingua ufficiale nazionale. Quindi, ad esempio, Aureola e Corna si dicevano con la stessa parola. Mos aveva l'aureola non le corna. Lo stesso Ges parlava un dialetto che nessuno conosceva: "Eli! lam zabac tani!"
Come forse saprai, per quanto molti stati parlino arabao, capita che tra uno stato e l'altro (ad esempio Egitto e Marocco) possono non capirsi. E' come l'italiano parlato con il dialetto siciliano e il dialetto milanese. La differenza che quelle popolazioni conoscono solo il dialetto. Lo stesso in India. Ci sono 13 dialetti ufficiali e popolazioni di stato diversi non si capiscono se non parlano inglese.
Inoltre la lingua ufficiale l'Hindi (parlato solo da una "minima" popolazione), un derivato del sanscrito.
Ma il sanscrito originale, quello scritto milenni fa era a sua volta un derivato della lingua Maya (non confondetevi con il popolo del centro america, anche se...).
Cos i Veda hanno termini e scritture in lingua Maya che non conosce praticamente nessuno (qualche raro e sperduto Maestro Guru o Iniziato).
Ora cosa si pu interpretare da un testo che ha mille risvolti interpretativi e che stato scritto circa 7000 anni fa?
La conversazione stata (ed ) molto interessante: no problem! Condivido quanto precisato da Anakin sulla (di fatto) impossibilit di tradurre (completamente e correttamente) scritti antichi o antichissimi. Io penso alla stessa Bibbia la quale, nella versione in Lingua Italiana, contiene innumerevoli passaggi oscuri che, alla luce delle Vostre (corrette, secondo me) considerazioni, non possono che risultare largamente intraducibili nel nostro linguaggio.
Se poi si pensa alle innumerevoli figure retoriche utilizzate negli scritti Mistici e Religiosi (similitudini, metfore, metonime, allusioni, cripticismi vari et sim.) non sar difficile rendersi conto che il "senso" generale di quanto scritto rischia di essere (irrimediabilmente) perso.
Restano frammenti, spezzoni logici (o che ci sembrano logici) ai quali fare riferimento per capire il resto, ma questa - a mio modestissimo avviso - un'opera nemmeno improba: opera impossibile e vana.
D'altronde, non serve andare a Testi Sacri sul Misticismo e l'Esoterismo Antico dell'Oriente per trovare passaggi (o interi brani) incomprensibili (per noi).
Pensate, ad esempio, alla "nostra" (si fa per dire) Comedia di Dante Alighieri: quante pagine (rectius: quanti libri!) sono stati scritti sull'interpretazione di alcuni passaggi o sul significato profondo delle intere Cantiche o dell'Opera "in s"? Che cosa intendeva realmente dire Dante quando faceva parlare i Suoi personaggi? Qual'era il senso vero del "pap Satan, pap Satan, aleppe"? Che cosa rappresentavano le Mura della Citt di Dite? Qual' il senso della Candida Rosa?
Insomma: facciamo fatica a capirci (come dice bene Anakin) fra "contemporanei" e fra "connazionali" (lo so che banalizzo, ma voi pensate davvero che un pastore alto-atesino riuscirebbe a capire ed a farsi capire allorch impegnato in un dialogo serrato con un pastore Sardo, Siculo o Calabro che parlano solo il loro dialetto nato?) e quindi, mutatis mutandis, come pensiamo di poter trovare certezze leggendo testi antichi di migliaia di anni, scritti in chiss quale lingua o dialetto ed ignorandone gli intenti (Storici, Filosofici, Religiosi etc.) reali?
Opera improba, opera vana... Un abbraccio! PCF
Non c motivo di stupirsi se di fronte agli stessi testi ciascuno coglie gli aspetti pi consoni alle sue abitudini: nello stesso prato il bue cerca lerba, il cane la lepre e la cicogna la lucertola
Un caro saluto!
credo che questo "fenomeno" (e cio quello di frames ritaenti rilievi analoghi che, ad un esame approfondito, risultano essere profondamente diversi) abbia/possa avere una duplice origine: se crediamo alla Buona Fede della NASA, allora occorre dire che, talvolta, basta inquadrare lo stesso rilievo da due angolazioni diverse per creare APPARENTI diversit (a volte basta che sano diverse le sole condizioni di illuminazione per fare questo "scherzetto"); se invece NON crediamo alla Buona Fede della NASA (anzi: pensiamo alla Malafede), allora la risposta facile: disinformazione.
E se si trattasse di disinformazione "pura", allora non credo che avremmo davanti un frame "vero" ed uno "falso", bens due frames falsi...
Spero di averti risposto in maniera comprensibile... Un abbraccio! Paolo CF
Meglio, nel senso di "con pi attenzione, pi calma e meno prevenzioni" (verso la NASA).
A presto! PCF