Spirit's Razorblades (2) - Sol 809 (false colors)
|
L’idea di pubblicare, accanto ai frames, le Captions (e cioè i commenti) NASA (o ESA) originali per essi predisposte, è figlia del tentativo di aiutare i Lettori a capire meglio quello che stanno guardando mediante la proposizione di un modello esplicativo semplice, stringato e, almeno in teoria, assolutamente affidabile ed accreditato.
“Lasciamo parlare chi sa”: questa è la filosofia.
Come Associazione di Ricerca e Divulgazione, poi, noi di Lunar Explorer Italia cerchiamo – a volte riuscendoci di più ed altre volte (come ovvio ed umano) di meno – di dare poco/pochissimo spazio alle derive intellettuali di stampo complottistico (e/o di "congiura globale") le quali individuano, in ogni "silenzio" (così come in ogni dichiarazione “spuntata” e/o “lacunosa” di “Coloro che Sanno”), un possibile (se non certo) segnale di occultamento (cover-up).
Pensate: si è parlato e si parla di cover-up – inter alia – per Roswell, per l'assassinio di JFK, per lo sbarco sulla Luna e, venendo a tempi recenti, per gli attentati del “September Eleven”.
Si parla, tanto, spesso avendo pochi dati a disposizione, e si finisce con il dire – questo non sempre, ma probabilmente ed inevitabilmente molto spesso – delle solenni stupidaggini.
Su questo concetto ci siamo già pronunciati in passato, dunque scusate la ripetizione.
Ma veniamo ad oggi, ai commentini NASA “spuntati” ed alle deduzioni che, sempre più spesso, traiamo da essi: ebbene noi non crediamo nel cover-up assoluto, ma abbiamo la sensazione – sempre più forte – che la nostra Scienza (perché qui, su queste pagine, è di Scienza che si parla) non sia in grado di rispondere alle domande davvero interessanti che l'Esplorazione Spaziale ci spinge a fare.
Qualcuno ha detto che un’immagine parla più di cento libri: e secondo noi questo è vero.
E da un libro (un buon libro) nascono almeno mille domande.
Ma allora, se queste premesse sono corrette, da mille “immagini”, quante “parole” e, quindi, quante “domande” nasceranno mai?!?
Noi rispettiamo la NASA (ed anche l’ESA, ma un po’ meno), come è giusto che sia, ma non la sopravvalutiamo: a nostro parere molti dei suoi silenzi e delle sue spiegazioni – ribadiamo: sempre più ripetitive, banali e scontate (come quelle al frame che precede) – non crediamo che sìano (completamente, almeno) figlie di una "Congiura Globale" la quale è finalizzata a mantenere il Genere Umano nell'ignoranza più totale e bestiale, mentre in pochi (gli “Eletti”?) crescono, evolvono e, ovviamente, mantengono il potere.
Noi crediamo che l’atteggiamento della NASA, almeno in larghissima misura (dal più datato, al più recente), sia figlio sia dell'ignoranza tout-court, sia dell'arroganza di sapere.
L’arroganza di coloro che pretendono di avere sempre una risposta (peraltro giusta) a tutti i quesiti che un uomo si può porre (ed anche in Italia, di “Scienziati” che rispondono a questo stereotipo ce ne sono diversi, non credete?!?).
Noi crediamo che i sempre più stringati (e, alle volte ormai, così saccenti dal risultare anche tristemente irritanti) commenti NASA alla quasi totalità dei frames proposti trovino la loro ragione di essere nel semplice fatto che la Verità è oltremodo complessa, decisamente lontana da noi e dal nostro modo di pensare (scientificamente) e quindi – ad oggi – sostanzialmente inafferrabile.
Certo non inafferrabile in assoluto, ma inafferrabile “al momento”!
Inafferrabile almeno fintanto che non proveremo ad allargare, di almeno di un “paio di gradi”, quella finestra sull’Universo ed i suoi fenomeni che la nostra Scienza Consolidata (in origine fondata sulla Matematica ed il Raziocinio, ma che oggi – anzi: almeno da un mezzo secolo – si regge anche su Dogmi e Professioni di Fede) pretende di mantenere socchiusa.
Tranquillamente socchiusa, perché – in fondo – se molti dicono che la Verità rende Liberi, altri sono sempre più convinti che la Verità, invece, “fa paura”.
Fa “solo” paura.
E paura di che cosa?
Paura di scoprire che l’Universo ha un ordine, ma non è l’ordine che pensavamo e pensiamo; paura di capire che, tra le fondamenta esatte della nostra Scienza, ve ne sono anche di fallaci; paura di riscrivere libri e di doverci confrontare con una marea di errori (alcuni, forse, terribili); paura di dire “caspita: ho sbagliato!”.
Ed è per questi motivi che, alla NASA come all’ESA e come in tante Scuole ed Istituzioni Scientifiche (in Italia, in Europa e nel Mondo), si continua a parlare ed a fornire risposte anche quando l’unica cosa da dire e da fare sarebbe quella di sedersi, tirare un sospiro e poi esprimere un franco ed intellettualmente onesto “...Non lo so...”.
Un “non lo so” che, nel tempo, ci potrebbe portare a capire che, al termine del percorso (di ogni percorso, sia esso Scientifico, Filosofico o meramente Umanistico), l’Uomo non solo non risulta essere al Centro dell’Universo, né della Via Lattea, né del Sistema Solare, ma neppure – forse – al centro della “sua” stessa Terra.
Dietro alle migliaia di vane parole che gli “Scienziati” attaccano alle “Immagini dell’Universo” c’è – forse – il solo tentativo di seppellire la consapevolezza di non essere dei “Primi Attori”, ma solo delle “comparse”.
C’è la paura di non essere degli “Eruditi Maestri”, ma solo dei “mediocri discepoli”.
C’è la Paura di scoprire, razionalmente e scientificamente (e, dunque, “in via definitiva ed inquestionabile” per definizione) che, in fondo, “Polvere siamo, e Polvere ritorneremo”.
Aprile 2006 - Lunar Explorer Italia – Paolo C. Fienga
|
|