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The "Frozen pseudo-Lake" of Vastitas Borealis (EDM - Natural Colors; credits: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)
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La parte realmente "interessante" del frame è proprio nella texture della porzione più chiara e profonda del "Frost Patch", perchè è in quel punto della Surface Feature che, volendo, si riesce a vedere qualcosa di significativo e quindi si può anche provare a ragionare e ad osservare con estrema attenzione eppure...eppure la NASA ci mostra le dunette (fangose?) che lo delimitano ed ignora il resto.
Beh, vorrà dire che l'Analisi sulla porzione più "bianca e profonda" del Frost Patch la faremo noi, con calma.
E che i Signori di Pasadena ci scusino tanto per aver osato dubitare della correttezza del loro (pseudo) "Metodo Scientifico"!
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Il Dr Faccin (Titanio44) fece degli EDM della zona (in JP2) e smascherò il nostro errore. Ma il "Frost Patch", nel caso del Lunexit Lake, si evidenziò ANCHE grazie alla sua stessa "texture & shape" (consistenza e forma).
Qui, invece, la "texture & shape" del dettaglio - e la cosa è VERAMENTE bizzarra! - ci dicono che NON SI DOVREBBE TRATTARE di un Frost Patch, bensì - ed effettivamente - di una "pozza d'acqua gelata" i cui SOLI margini esterni in direzione N/E si risolvono in un accumulo di brina persistente!!!
In altre parole: secondo me, oggi, dopo aver guardato e riguardato tutte le immagini disponibili, sia di questa zona, sia del "Lunexit Lake", quello che stiamo osservando in questo caso specifico, è un cratere che contiene effettivamente un deposito d'acqua ghiacciata di modeste dimensioni nella sua parte più profonda, con margini esterni a N/E caratterizzati dalla presenza di dune (probabilmente costituite da fango rappreso e congelato) e chiazze di brine persistenti.
Le brine, insomma, sono "il margine", mentre il ghiaccio d'acqua è il "core" del rilievo...
Ed ora, chi vivrà...vedrà.