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Hyperion (6)
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Ora siamo a quasi 33.000 Km di distanza da Hyperion e guardiamo in direzione di quella depressione vagamente ellisoidale che avevamo già identificato nelle prime immagini ravvicinate di questa luna e che alla NASA verrà catalogata - molto probabilmente - come un possibile (mega) bacino da impatto (tralasciamo in questa sede i commenti sulla scarsa attendibilità scientifica - per non parlare di "carenza logica" - di un simile approccio).
L'apparenza "spugnosa" di Hyperion, adesso, si rivela in tutta la sua spettacolare unicità; inoltre, molti dei crateri conici - simili, in un certo senso, ad alcuni camini vulcanici che abbiamo trovato alle Hawaii e, soprattutto, in Islanda - che ne caratterizzano tutta la superficie già mostrano la presenza di qualcosa di "scuro" sul loro fondo.
Non crediamo che si tratti di ombre nè di un particolare effetto ottico.
Ma andiamo avanti...
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