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NGC 6302 - The "Butterfly Nebula"
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"...Illi robur et aes triplex
Circa pectus erat, qui fragilem truci
Commisit pelago ratem
Primus..."
(Orazio)
"...Triplice bronzo e rovere
Quel fero cor cigneano,
Che fidò il primo un fragile
Pino all'immane Oceano..."
(trad. di Vincenzo Monti)
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Che io sappia per le foto astronomiche nello spazio dovrebbe funzionare più o meno così: si rileva la radiazione ottica singola (infrarossa / ultravioletta) tramite dei filtri. Quindi si ottiene un'immagine in b/n che è l'oggetto atronomico visto in quella radiazione. L'immagine dunque è la sovrapposizione di più foto in b/n per ciascuna radiazione. Ciascuna viene colorata artificialmente e la sovrapposizione ci da il risultato finale (che, quindi, non è esattamente quello che vedrebbe l'occhio umano anche perchè spesso queste immagini vengono alterate per enfatizzare i particolari). Però se fossimo in prossimità si, i nostri occhi percepirebbero i colori. Spero di non aver detto stupidaggini :)
allora: premesso che si tratta di pura teoria (perchè nessuno, che si sappia..., si è ancora avvicinato, chessò, ad M42 o a questa stessa nebulosa per dirci poi "come la si vede" da distanza non più astronomica), 2di7 ha ragione: avvicinandoci (MA MOOOOLTO!), riusciremmo a percepire alcuni colori. Ma NON - ovviamente - tutti (o quelli "veri", in senso e valore assoluto!)!
Percepiremmo - ovviamente - solo quelli che rientrano nello spettro della Luce Visibile, per noi Terrestri.
Probabilmente, quindi, i filamenti rosa pallido che vediamo in questa fotografia non riusciremmo a coglierli, ma il rosso dell'Idrogeno e dell'Argon, il verde dell'O2 ionizzato e del Nickel e, chissà, il giallo dello Zolfo o del Sodio, probabilmente si.
E sarebbe comunque un GRANDE spettacolo...
Ma da distanze così grandi, i colori delle nebulose - sostenuti da una luce troppo debole per i nostri poveri occhi - ci appaiono QUASI tutti risolti nel grigio. Al limite, nel grigio-azzurrino.
DIco QUASI perchè, usando strumenti sufficientemente potenti, anche senza l'ausilio di fotocamere, gli oggetti più luminosi del cielo nebulare possono essere "intravisti" con parvenze di colore.
Ad esempio: M42, se osservata a fuoco diretto attraverso un telescopio avente uno specchio di almeno un metro e mezzo di diametro, può mostrare accenti di rosso; le Pleiadi, da parte loro evidenzieranno una diffusa luminescenza color blu, mentre la Nebulosa Anello (nella costellazione della Lyra), potrà far vedere un pò del suo verde e del suo rosso.
Poi, va detto, dipende MOLTO anche dagli occhi di chi guarda.
Ho avuto almeno due colleghi, ad esempio, i quali, oltre ad avere una vista perfetta (beati loro...), riuscivano anche ad "intravedere" - diciamo così - delle tonalità di rosso vicine all'infrarosso (o almeno: così i test oculistici ai quali si sottoposero parvero evidenziare).
Non escludo neppure che ci sìano individui i quali hanno il "dono" di percepire Lunghezze d'Onda precluse al 99,99% degli uomini comuni
E non oso immaginare come il cielo possa apparire a questi Eletti...
Un caro saluto - PCF
Certo è che se davvero potessimo percepire la maggiorparte dei colori (nel nostro prossimo viaggio con un ufo), l'intero universo ci apparirebbe come uno spettacolo UNICO.
Peccato, invece, che siamo qui e non ci possiamo muovere... per ora