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On the way down... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)
Ma questa interpretazione, a nostro parere, è estremamente improbabile, per non dire completamente erronea.
Che la superficie di Titano non giaccia nella più totale oscurità e che quindi essa riceva una certa illuminazione, è un fatto (pensate non solo e non tanto all’illuminazione solare, quanto all’illuminazione derivante da Saturno stesso); ma che questa illuminazione sia, mutatis mutandis, soltanto di poco superiore all’illuminazione del suolo che possiamo verificare noi stessi da Terra durante una notte di Luna piena, è pure un fatto che ci sembra difficile negare.

Il Sole, dalla superficie di Titano, non è altro che una stella: certo, una stella molto luminosa, ma comunque troppo flebile e lontana per garantire un’illuminazione superficiale che sia anche solo discreta ed equiparabile, per difetto, a quella di un tardo (e nebbioso) crepuscolo invernale terrestre.

E poi - appunto! - esiste il “fattore nebbia”.
Le nebbie di Titano non si trovano solo negli strati alti e medio alti della sua atmosfera, ma giungono sino al suolo, laddove però tendono, riteniamo piuttosto sensibilmente, a diradarsi (ma mantenendosi sempre in banchi).

Ora, provate ad immaginare un mattino terrestre in cui, anche dopo il sorgere del Sole, una fitta e densa nebbia scura copra il cielo e la superficie: che cosa si vedrebbe? E come lo si vedrebbe?
Quale sarebbe la Dominante Cromatica che avremmo davanti agli occhi?

Ebbene sulla Terra il paesaggio che avremmo davanti - esperienza ed osservazione alla mano - lo si può “disegnare” come una distesa ovattata ed indefinibile di color bianco-grigio. Il cielo apparirà anch’esso bianco-grigio, ma comunque scuro (se non altro a tratti, laddove la nebbia è più fitta).
Il Sole non sarà visibile e la superficie, nei pochi metri che avremmo a disposizione per osservarla, si caratterizzerà come scura e piatta. Tutto il mondo apparirà buio, indistinto, sostanzialmente piatto e gelido.

E pensate che siamo sulla Terra, “soltanto” a (circa) 150 Milioni di Km dalla nostra Stella…

Ma su Titano? Titano si trova ad una distanza superiore al MILIARDO di Km dal Sole (circa 1,4 miliardi di Km). Che condizioni medie di illuminazione si potranno mai ipotizzare su quel pianeta, anche in difetto di nebbia?
Scarse, ovviamente. Scarse, ma non nulle.

La nostra ipotesi, che poggia sull’esame delle immagini ricevute e sull’analisi dei dati disponibili, suggerisce che la superficie di Titano possa essere debolmente illuminata, nelle ore diurne, da una luce arancio-gialla, appena sufficiente a rischiarare il panorama.
E’ difficile, se non impossibile, ipotizzare un parallelo terrestre, ma la nostra opinione (informata) è che il giorno pieno di Titano possa ricordare un tardo crepuscolo invernale terrestre, con la variante della dominante cromatica che, per questa “Luna Nebbiosa”, non dovrebbe essere il bianco-grigio scuro, bensì l’arancio-marrone.

Non è neppure irragionevole supporre che la luminosità dell’ambiente Titaniano possa essere sensibilmente influenzata dalla presenza o meno, nel suo tetro ed opaco cielo, di Saturno.
Infatti, come la Luna piena, sulla Terra, è causa di notti chiare e luminose, così la presenza del disco pieno di Saturno nel cielo di Titano potrebbe essere fonte di un’illuminazione discreta della sua superficie.

Non è poi neppure da escludere, a nostro parere, che il cielo di Titano possa esprimere una sua propria luminescenza la quale potrebbe essere il frutto di reazioni chimiche e chimico-fisiche del tutto peculiari che occorrono negli strati alti della sua atmosfera; quegli strati più esterni laddove gli elementi che la formano iniziano non solo a rarefarsi e scomporsi ma anche ad interagire con l’ambiente esterno e, in particolare, con le radiazioni cosmiche in arrivo dallo Spazio Profondo.
Quali reazioni possano effettivamente avviarsi e concludersi in un simile contesto non ci è dato saperlo, ma la presenza di scariche e luminescenze nell’atmosfera di Titano (visibili anche allorchè vengono riprese alcune sue Regioni immerse nella notte) costituisce un dato facilmente verificabile nelle migliaia di immagini che l’Orbiter Cassini ci ha mandato e continua a mandare da oltre quattro anni.

Le considerazioni sull’illuminazione di Titano, poi, come Vi sarà agevole intuire, non sono finalizzate esclusivamente a fornire al Lettore un’idea della tipologia di paesaggio che un ipotetico visitatore terrestre potrebbe trovarsi davanti, ma sono anche rivolte allo sviluppo di una considerazione assolutamente essenziale per coloro che si domandano se sarebbe possibile supporre l’esistenza, su questo gelido mondo, di Forme Vitali Vegetali di tipo simil-terrestre.

Ebbene, la risposta è no. Decisamente no.

Parole chiave: GIF-Movie

On the way down... - Sol 1 (GIF-Movie; credits: Dr G. Barca)

Ma questa interpretazione, a nostro parere, è estremamente improbabile, per non dire completamente erronea.
Che la superficie di Titano non giaccia nella più totale oscurità e che quindi essa riceva una certa illuminazione, è un fatto (pensate non solo e non tanto all’illuminazione solare, quanto all’illuminazione derivante da Saturno stesso); ma che questa illuminazione sia, mutatis mutandis, soltanto di poco superiore all’illuminazione del suolo che possiamo verificare noi stessi da Terra durante una notte di Luna piena, è pure un fatto che ci sembra difficile negare.

Il Sole, dalla superficie di Titano, non è altro che una stella: certo, una stella molto luminosa, ma comunque troppo flebile e lontana per garantire un’illuminazione superficiale che sia anche solo discreta ed equiparabile, per difetto, a quella di un tardo (e nebbioso) crepuscolo invernale terrestre.

E poi - appunto! - esiste il “fattore nebbia”.
Le nebbie di Titano non si trovano solo negli strati alti e medio alti della sua atmosfera, ma giungono sino al suolo, laddove però tendono, riteniamo piuttosto sensibilmente, a diradarsi (ma mantenendosi sempre in banchi).

Ora, provate ad immaginare un mattino terrestre in cui, anche dopo il sorgere del Sole, una fitta e densa nebbia scura copra il cielo e la superficie: che cosa si vedrebbe? E come lo si vedrebbe?
Quale sarebbe la Dominante Cromatica che avremmo davanti agli occhi?

Ebbene sulla Terra il paesaggio che avremmo davanti - esperienza ed osservazione alla mano - lo si può “disegnare” come una distesa ovattata ed indefinibile di color bianco-grigio. Il cielo apparirà anch’esso bianco-grigio, ma comunque scuro (se non altro a tratti, laddove la nebbia è più fitta).
Il Sole non sarà visibile e la superficie, nei pochi metri che avremmo a disposizione per osservarla, si caratterizzerà come scura e piatta. Tutto il mondo apparirà buio, indistinto, sostanzialmente piatto e gelido.

E pensate che siamo sulla Terra, “soltanto” a (circa) 150 Milioni di Km dalla nostra Stella…

Ma su Titano? Titano si trova ad una distanza superiore al MILIARDO di Km dal Sole (circa 1,4 miliardi di Km). Che condizioni medie di illuminazione si potranno mai ipotizzare su quel pianeta, anche in difetto di nebbia?
Scarse, ovviamente. Scarse, ma non nulle.

La nostra ipotesi, che poggia sull’esame delle immagini ricevute e sull’analisi dei dati disponibili, suggerisce che la superficie di Titano possa essere debolmente illuminata, nelle ore diurne, da una luce arancio-gialla, appena sufficiente a rischiarare il panorama.
E’ difficile, se non impossibile, ipotizzare un parallelo terrestre, ma la nostra opinione (informata) è che il giorno pieno di Titano possa ricordare un tardo crepuscolo invernale terrestre, con la variante della dominante cromatica che, per questa “Luna Nebbiosa”, non dovrebbe essere il bianco-grigio scuro, bensì l’arancio-marrone.

Non è neppure irragionevole supporre che la luminosità dell’ambiente Titaniano possa essere sensibilmente influenzata dalla presenza o meno, nel suo tetro ed opaco cielo, di Saturno.
Infatti, come la Luna piena, sulla Terra, è causa di notti chiare e luminose, così la presenza del disco pieno di Saturno nel cielo di Titano potrebbe essere fonte di un’illuminazione discreta della sua superficie.

Non è poi neppure da escludere, a nostro parere, che il cielo di Titano possa esprimere una sua propria luminescenza la quale potrebbe essere il frutto di reazioni chimiche e chimico-fisiche del tutto peculiari che occorrono negli strati alti della sua atmosfera; quegli strati più esterni laddove gli elementi che la formano iniziano non solo a rarefarsi e scomporsi ma anche ad interagire con l’ambiente esterno e, in particolare, con le radiazioni cosmiche in arrivo dallo Spazio Profondo.
Quali reazioni possano effettivamente avviarsi e concludersi in un simile contesto non ci è dato saperlo, ma la presenza di scariche e luminescenze nell’atmosfera di Titano (visibili anche allorchè vengono riprese alcune sue Regioni immerse nella notte) costituisce un dato facilmente verificabile nelle migliaia di immagini che l’Orbiter Cassini ci ha mandato e continua a mandare da oltre quattro anni.

Le considerazioni sull’illuminazione di Titano, poi, come Vi sarà agevole intuire, non sono finalizzate esclusivamente a fornire al Lettore un’idea della tipologia di paesaggio che un ipotetico visitatore terrestre potrebbe trovarsi davanti, ma sono anche rivolte allo sviluppo di una considerazione assolutamente essenziale per coloro che si domandano se sarebbe possibile supporre l’esistenza, su questo gelido mondo, di Forme Vitali Vegetali di tipo simil-terrestre.

Ebbene, la risposta è no. Decisamente no.

Titan-N00124860.jpg Titan-Surface-35.gif Titan-Surface-36.gif Titan-Clouds-Noctilucent_Clouds-GIFMovie-N00023443-N00023924.gif Titan-Clouds-Night_Clouds-GIFMovie-W00002325-W00002338.gif
Informazioni sul file
Nome del file:Titan-Surface-39.gif
Nome album:MareKromium / Titan: The "Foggy" Moon
Valutazione (4 voti):55555(Mostra dettagli)
Parole chiave:GIF-Movie
Copyright:NASA/ESA/ASI - Huygens Probe Mission
Dimensione del file:1945 KiB
Data di inserimento:Dic 16, 2008
Dimensioni:132 x 576 pixels
Visualizzato:56 volte
URL:https://www.lunexit.it/gallery/displayimage.php?pid=22880
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