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Interpreting Titan (1)
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"Interpretare Titano". Difficile. Molto difficile. L'osservazione visuale di quella che la NASA chiama "foggy moon" non è gratificante, a causa dell'estrema turbolenza che caratterizza l' (alta e media) atmosfera di questo Mondo. Le nuvole di sabbia (che dovrebbero apparire giallastre) si confondono con quelle formate da ghiaccio d'acqua e/o da altri elementi organici; le nebbie che coprono perpetuamente la superficie di questo misterioso ed affascinante pianeta contribuiscono ad aumentare le difficoltà a noi "Interpreti". Se a questo aggiungiamo la grande distanza dalla quale le immagini sono state ottenute e la presenza costante di artefatti, il nostro lavoro diventa quasi impossibile. Le sole certezze che abbiamo attengono la colorazione di Titano il quale, se da una certa distanza (osservazioni telescopiche terrestri ed HST incluse) appare giallo, a mano a mano che ci si avvicina sembra "cedere" il colorito giallo in favore di varie gradazioni di celeste pallido, verde chiaro e marrone chiazzato.
Molte di queste colorazioni (dal celeste pallido, al giallo/arancio, al blu), forse, sono una conseguenza dell'interazione fra la debole (ma non insignificante!) illuminazione solare e gli elementi che compongono gli strati alti dell'atmosfera di Titano; altre di queste colorazioni (i verdi, i giallo-scuri, i bianchi ed i marroni), invece, potrebbero essere proprie degli strati bassi e/o (addirittura) della superficie di questo Mondo.
E noi...Noi interpretiamo. O meglio: proviamo ad interpretare...
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