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All Sky: the "Optical Sky"
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Mi muovo lentamente.
Ad ogni passo mi fermo e cerco di sentire un suono familiare, ma non percepisco nulla: solo un leggero crepitare di gocce di pioggia - cadono e si infrangono in mille schegge brillanti - sulla tesa del mio cappello.
Sono vestito bene, ma ho freddo, molto freddo e mi fa male il collo.
Lassoluta cecit causata dalla fitta nebbia mi impedisce di pensare con chiarezza: sono costretto a guardare le mia mani e le mie gambe sino ai piedi per convincermi che non sono i miei occhi ad aver cessato di funzionare.
Cerco di camminare - le mie braccia sono protese in avanti anche se, forse, non c nessun ostacolo sulla mia strada - ma mi accorgo che non vado da nessuna parte.
Parlo anche da solo - a voce alta - sperando che qualcuno possa sentirmi e soccorrermi.
Ma non c nessuno in ascolto: il mio messaggio, di minuto in minuto sempre pi disarticolato, si perde nel biancore e nella pioggia incessante.
Ogniqualvolta le mie scarpe schiacciano un ciottolo - la strada asfaltata, ma anche ricoperta di detriti, come se nessuno la battesse pi da tanto tempo - il mio cuore sembra voler battere pi forte, ma poi mi calmo e rimango in attesa di un segnale.
Che non arriva.
Ma come accidenti sono finito qui?
Questa lunica vera domanda che riesco a pormi con sufficiente lucidit ed alla quale, ovviamente, non riesco a trovare alcuna risposta.
Ero uscito dallufficio un po pi presto del solito (erano circa le quattro del pomeriggio) per andare a comprare qualche cosa da mangiare per cena.
Sono stato nel negozio di alimentari, in drogheria, in farmacia (dovevo comprare le pillole per dormire) e poi, gi che era sulla strada, anche al bar per bere un buon bicchiere di latte caldo.
Ero stanco.
Ho pagato, sono uscito e mi sono diretto verso casa.
Certo, quando sono uscito dal bar non cera questa nebbia: ricordo per che allora stava gi piovendo.
Ne sono certo perch ho notato che la strada che dovevo attraversare sembrava essere stata verniciata con uno smalto nero.
Si, un effetto tipico dellasfalto liscio e bagnato.
Mi ricordo anche di una macchina gialla parcheggiata sul marciapiede alla mia sinistra e di unaltra blu che sopraggiungeva dalla destra.
Un gran silenzio sembrava avvolgesse tutto.
Non riesco proprio a capire questa nebbia da dove sia mai uscita.
Ho mal di testa.
La pioggia continua a battere sul mio cappello ed a rimbalzare via.
Comincio ad aver paura di essermi perso.
Si, ho decisamente paura di aver perso lorientamento.
Non ricordo pi neppure dove ho messo i pacchetti con dentro la mia spesa.
Devo averli appoggiati da qualche parte, qui vicino.
Ho paura.
P.C. Floegers - "Oltre la Nebbia" - scena I
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