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The Surface of Vastitas Borealis - Sol 115 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)
Esaminando questi ultimi due splendidi Lavori in Superdefinizione (abbinata a colorizzazione in Natural Colors) del Dr Barca, ci siamo chiesti se la ragione (rectius: UNA delle ragioni) per cui la NASA "offre" Marte al Pubblico sempre e solo in monocromaticità, potesse dipendere da fattori diversi dal processing adottato dagli Amici di Pasadena.

Ora, come ovvio, noi non siamo nelle loro teste e non disponiamo dei loro mezzi, ma una considerazione di massima possiamo farla: a nostro avviso la Dominante Cromatica che, in una certa misura, su Marte potrebbe e dovrebbe esistere, potrebbe/dovrebbe essere funzione (trucchi e "filtri rossi", come dice l'Amico Matteo Fagone, a parte) dell'intensità di illuminazione ricevuta dal suolo, nonchè dal colore che viene maggiormente diffuso nel Cielo di Marte al momento della ripresa.

In altre parole: nelle ore crepuscolari (alba - tramonto), come nelle ore più luminose della giornata (e cioè quelle in cui il Sole è molto alto sull'orizzonte), la diffusione della luce asseconderebbe due Dominanti Distinte: rosso/arancio, nelle ore dell'alba e del tramonto e bianco-bianco/rosato, nelle ore di maggior luce.
Perchè? 
Perchè, nelle ore in cui il Sole è basso/bassissimo sull'orizzonte Marziano, la luce che attraversa l'atmosfera, diffondendosi (rispetto all'Osservatore), di fatto si comporta come sulla Terra, privilegiando il passaggio delle lunghezze d'onda tendenti all'arancio/rosso.
Nelle ore in cui il Sole è alto, invece, essendo l'atmosfera Marziana - evidentemente - piuttosto sottile (MOLTO più sottile di quella terrestre), ne deriva che la luce, per la sua diffusione, di fatto risente primariamente del Tau (od O.A.) - e cioè delle POLVERI IN SOSPENSIONE NELL'ATMOSFERA (di regola color giallo/marrone) e NON dei gas che la formano, come invece avviene sulla Terra.
Rectius: la luce solare viene, si, diffusa (assecondando le medesime leggi e regole che ne governano la diffusione in ambiente terrestre e/o simili/terrestre), ma in parte essa si limta ad esaltare le proprieta cromatiche del materiale esistente "in sospensione" nell'atmosfera del Pianeta, COLORANDO il Cielo ed il Pianeta DELLO STESSO COLORE da esso posseduto!

In altre parole: il "filtro rosso" (o "giallo/arancio") che sembra colorare Marte, NON LO AGGIUNGE LA NASA, bensì la "coltre" di polveri rossastre (o giallo/arancio) che si trovano in quasi-costante sospensione negli strati bassi e medio/bassi dell'atmosfera del Pianeta!

Conseguenza: nelle ore di PIENA ILLUMINAZIONE, Marte appare (al suolo e DAL suolo) di color giallo-ocra o arancio/marrone o addirittura rossiccio, con cielo giallo o rosato o bianco/giallastro - bianco/rosato.

Ora, se questa speculazione "ottica" fosse corretta, dovremmo logicamente dedurre che il colore "autentico" di Marte (cielo e rilievi superficiali) potrebbe/dovrebbe avvenire al sussistere di due condizioni essenziali: 

1) l'esistenza di un angolo di incidenza solare valutabile tra i 40 ed i 60°; 
2) l'esistenza di una Tau COMUNQUE bassa.

Sussistendo queste condizioni, la diffusione della luce su Marte allora potrebbe/dovrebbe assecondare condizioni similari (CERTO NON ANALOGHE!) alle condizioni tipiche della diffusione della luce in ambiente terrestre (con due precisazioni essenziali e TROPPO SPESSO IGNORATE/TRASCURATE): 

1) Marte è più lontano dal Sole rispetto alla Terra - ergo esso è/deve essere GENERALMENTE più "buio" della Terra - e 
2) l'atmosfera di Marte è sensibilmente più sottile di quella della Terra - ergo la diffusione della luce solare avverrebbe in misura minore - e quindi sarebbe ragionevole ipotizzare l'esistenza, con riguardo alla luce del Sole in arrivo negli strati alti e medio/alti dell'Atmosfera Marziana, di una Dominante color bianco.

Conclusione: i colori "veri" (per l'occhio umano) di Marte, si "vedono" SOLO al sussistere di particolari E RARE condizioni le quali, purtroppo per noi terrestri, sono stringenti e residuali. 

Se questa nostra costruzione - in parte "vecchia" ed in parte "nuova" - fosse fondamentalmente corretta, allora potremmo ragionevolente concludere che le fotografie NASA dell'ambiente Marziano, le quali - come sapete - sono monocromatiche o tendenzialmente monocromatiche nel 99% dei casi, NON SAREBBERO il frutto di un cover-up, bensì il prodotto di condizioni ottiche (rectius: di visibilità al suolo) oggettive ed insuperabili, a meno che non si faccia ricorso a processing addizionali oppure non si riprenda il panorama Marziano in quella che è l'unica (e, come detto, rara) "finestra di visibilità ottimale" che caratterizza il Pianeta Rosso.

Ai Posteri (ed agli "Scienziati", ovviamente e come sempre) l'Ardua Sentenza.
Parole chiave: Martian Surface - Vastitas Borealis

The Surface of Vastitas Borealis - Sol 115 (Superdefinition and possible True Colors; credits: Dr G. Barca)

Esaminando questi ultimi due splendidi Lavori in Superdefinizione (abbinata a colorizzazione in Natural Colors) del Dr Barca, ci siamo chiesti se la ragione (rectius: UNA delle ragioni) per cui la NASA "offre" Marte al Pubblico sempre e solo in monocromaticità, potesse dipendere da fattori diversi dal processing adottato dagli Amici di Pasadena.

Ora, come ovvio, noi non siamo nelle loro teste e non disponiamo dei loro mezzi, ma una considerazione di massima possiamo farla: a nostro avviso la Dominante Cromatica che, in una certa misura, su Marte potrebbe e dovrebbe esistere, potrebbe/dovrebbe essere funzione (trucchi e "filtri rossi", come dice l'Amico Matteo Fagone, a parte) dell'intensità di illuminazione ricevuta dal suolo, nonchè dal colore che viene maggiormente diffuso nel Cielo di Marte al momento della ripresa.

In altre parole: nelle ore crepuscolari (alba - tramonto), come nelle ore più luminose della giornata (e cioè quelle in cui il Sole è molto alto sull'orizzonte), la diffusione della luce asseconderebbe due Dominanti Distinte: rosso/arancio, nelle ore dell'alba e del tramonto e bianco-bianco/rosato, nelle ore di maggior luce.
Perchè?
Perchè, nelle ore in cui il Sole è basso/bassissimo sull'orizzonte Marziano, la luce che attraversa l'atmosfera, diffondendosi (rispetto all'Osservatore), di fatto si comporta come sulla Terra, privilegiando il passaggio delle lunghezze d'onda tendenti all'arancio/rosso.
Nelle ore in cui il Sole è alto, invece, essendo l'atmosfera Marziana - evidentemente - piuttosto sottile (MOLTO più sottile di quella terrestre), ne deriva che la luce, per la sua diffusione, di fatto risente primariamente del Tau (od O.A.) - e cioè delle POLVERI IN SOSPENSIONE NELL'ATMOSFERA (di regola color giallo/marrone) e NON dei gas che la formano, come invece avviene sulla Terra.
Rectius: la luce solare viene, si, diffusa (assecondando le medesime leggi e regole che ne governano la diffusione in ambiente terrestre e/o simili/terrestre), ma in parte essa si limta ad esaltare le proprieta cromatiche del materiale esistente "in sospensione" nell'atmosfera del Pianeta, COLORANDO il Cielo ed il Pianeta DELLO STESSO COLORE da esso posseduto!

In altre parole: il "filtro rosso" (o "giallo/arancio") che sembra colorare Marte, NON LO AGGIUNGE LA NASA, bensì la "coltre" di polveri rossastre (o giallo/arancio) che si trovano in quasi-costante sospensione negli strati bassi e medio/bassi dell'atmosfera del Pianeta!

Conseguenza: nelle ore di PIENA ILLUMINAZIONE, Marte appare (al suolo e DAL suolo) di color giallo-ocra o arancio/marrone o addirittura rossiccio, con cielo giallo o rosato o bianco/giallastro - bianco/rosato.

Ora, se questa speculazione "ottica" fosse corretta, dovremmo logicamente dedurre che il colore "autentico" di Marte (cielo e rilievi superficiali) potrebbe/dovrebbe avvenire al sussistere di due condizioni essenziali:

1) l'esistenza di un angolo di incidenza solare valutabile tra i 40 ed i 60°;
2) l'esistenza di una Tau COMUNQUE bassa.

Sussistendo queste condizioni, la diffusione della luce su Marte allora potrebbe/dovrebbe assecondare condizioni similari (CERTO NON ANALOGHE!) alle condizioni tipiche della diffusione della luce in ambiente terrestre (con due precisazioni essenziali e TROPPO SPESSO IGNORATE/TRASCURATE):

1) Marte è più lontano dal Sole rispetto alla Terra - ergo esso è/deve essere GENERALMENTE più "buio" della Terra - e
2) l'atmosfera di Marte è sensibilmente più sottile di quella della Terra - ergo la diffusione della luce solare avverrebbe in misura minore - e quindi sarebbe ragionevole ipotizzare l'esistenza, con riguardo alla luce del Sole in arrivo negli strati alti e medio/alti dell'Atmosfera Marziana, di una Dominante color bianco.

Conclusione: i colori "veri" (per l'occhio umano) di Marte, si "vedono" SOLO al sussistere di particolari E RARE condizioni le quali, purtroppo per noi terrestri, sono stringenti e residuali.

Se questa nostra costruzione - in parte "vecchia" ed in parte "nuova" - fosse fondamentalmente corretta, allora potremmo ragionevolente concludere che le fotografie NASA dell'ambiente Marziano, le quali - come sapete - sono monocromatiche o tendenzialmente monocromatiche nel 99% dei casi, NON SAREBBERO il frutto di un cover-up, bensì il prodotto di condizioni ottiche (rectius: di visibilità al suolo) oggettive ed insuperabili, a meno che non si faccia ricorso a processing addizionali oppure non si riprenda il panorama Marziano in quella che è l'unica (e, come detto, rara) "finestra di visibilità ottimale" che caratterizza il Pianeta Rosso.

Ai Posteri (ed agli "Scienziati", ovviamente e come sempre) l'Ardua Sentenza.

PHOE-SOL117-PIA11191.jpg PHOE-SOL111-NASA-PIA11193.jpg PHOE-SOL115-lg33868-33869-33873-2.jpg PHOE-SOL115-lg33948-33951-33952-2.jpg PHOE-SOL114-lg33630-33659-33660-2.jpg
Informazioni sul file
Nome del file:PHOE-SOL115-lg33868-33869-33873-2.jpg
Nome album:MareKromium / From Ashes to Eternity: the Phoenix Mars Mission
Valutazione (4 voti):55555(Mostra dettagli)
Parole chiave:Martian / Surface / - / Vastitas / Borealis
Copyright:NASA - Phoenix Lander Mission e Gianluigi Barca & Lunexit per il processing addizionale
Dimensione del file:553 KiB
Data di inserimento:Set 23, 2008
Dimensioni:1600 x 1600 pixels
Visualizzato:55 volte
URL:https://www.lunexit.it/gallery/displayimage.php?pid=21957
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